05
Feb 10

Al Gore con Current al Festival Internazione del Giornalismo di Perugia.

Al Gore sarà a Perugia al Festival Internazione del Giornalismo alle ore 21 del 24 Aprile dove terrà un keynote per parlare del futuro del giornalismo e di Current TV.


27
Nov 09

Sul giornalismo d’inchiesta e sulle difficoltà di fare i conti con il nostro sistema giornalistico.

In un’intervista rilasciata a Radioradicale.it, Tommaso Tessarolo – Direttore di Current Italia – affronta il tema del giornalismo d’inchiesta e della difficoltà di fare i conti con il nostro sistema giornalistico.

via: RadioRadicale.it
download: MP3


25
Nov 09

Current: l’informazione indipendente fa paura?

Botte da destra e da sinistra. In questi ultimi giorni, Il Giornale e RedTV hanno attaccato Current, molto probabilmente, a testimonianza che siamo sulla strada giusta: se si abbraccia l’informazione indipendente, quella senza preconcetti, senza sponsor politici, senza peli sulla lingua o tesi da dover dimostrare si scontentano un po’ tutti, o meglio tutti quelli che preferirebbero che certe informazioni (o in alcuni casi certi pensieri) non venissero neanche esposti.

Andiamo con ordine: sabato 21 novembre un articolo a tutta pagina de IL GIORNALE critica Current per la sua programmazione. Titolo: ‘la TV con il più alto tasso di antiberlusconismo’; Lunedi 23 via Facebook , RED TV mi risponde polemicamente a un post rilasciato sul mio blog in merito alla non opportunità di accostare progetti come YouDem, in primis, e quindi REDTV a Current. Allo stato delle cose, penso sarebbe meglio destinare i finanziamenti pubblici a TV e periodici per scopi più utili per la comunità.

Non voglio entrare in nessun modo in una polemica politica con chicchessia, perché questo non è il mio obiettivo, quanto analizzare le questioni poste sul tavolo da IL GIORNALE e da RED da un punto di vista di comunicazione portando a supporto alcuni numeri che ritengo fondamentali.

Partiamo dal IL GIORNALE. Ci definisce la tv con il più alto tasso di antiberlusconismo, questo perché nel corso delle ultime stagioni (da marzo 2009 a novembre 2009, dove la seconda stagione è ancora in corso) avremmo commesso l’azzardo di programmare ben tre documentari su Silvio Berlusconi. Tutti e tre guarda caso mai mandati in onda da nessun altro canale TV in Italia. Il primo “Citizen Berlusconi” visto da oltre 4 milioni di spettatori è un doc prodotto in Italia da SteFilm con la partecipazione di quattro televisioni pubbliche europee e mandato in onda in america della TV pubblica PBS; il secondo, “L’affaire Mondadori” distribuito dalla francese Artè, ha totalizzato ad oggi quasi 800 mila spettatori; “Berlusconi la sua storia” è un titolo prodotto da BBC visto da oltre 1 milione e 800 mila spettatori. Tre titoli, circa tre ore di programmazione su un totale nello stesso periodo di circa 90 ore di contenuti originali programmati che, conti alla mano, fa circa 3.3% del palinsesto. Pensate un po, 3 ore di programmazione di documentari di BBC, Arte e Stefilm fanno di Current la TV a più alto tasso di antiberlusconismo in Italia. Il che paradossalmente può anche sfiorare il vero visto che il 100% delle altre TV in Italia di contenuti informativi su Berlusconi non ne manda, tranne rari casi citati a parallelo di Current proprio da IL GIORNALE, come Santoro e la Gabanelli.

Current, sempre secondo il quotidiano diretto da Feltri, è nano-share: in pratica si afferma che non la guardi nessuno o quasi. E allora perché attaccarci? Forse perché in realtà qualcuno ci guarda? Oltre mezzo milione di persone ogni giorno, 2 milioni e 100 mila spettatori unici a settimana, per una platea totale nell’ultimo mese di ottobre di 5 milioni e 200 mila spettatori unici (dati Auditel). Cifre che se accostate a quante copie diffonde ogni giorno IL GIORNALE ovvero 176 mila (periodo agosto 2008 – luglio 2009 fonte Audipress) fanno di Current un soggetto informativo del quale è probabilmente giunto il momento di cominciare a parlar male. Almeno stando alle vecchie logiche perché una recente ricerca qualitativa che Current ha commissionato a Simulation Intelligence traccia un profilo del pubblico che dovrebbe far pensare anche gli esperti di comunicazione de IL GIORNALE: Il 38% del pubblico di Current si dichiara schierato politicamente a destra o a sinistra (gli altri, la maggior parte, si dichiarano “non schierati”). Tra gli schierati, più di un terzo (13%) si dichiara di destra (il 25% a sinistra) . Ma ancor più sorprendente è che, incrociando il dato con quanti dichiarano di apprezzare il canale con un giudizio positivo, coloro che hanno un orientamento politico a destra superano quelli di sinistra (32% contro 26%, gli altri sono “non schierati”). In sintesi tra il nostro pubblico chi ama più il canale tende ad essere un elettore di destra.
Questo porta a pensare che:
a) il 96.7% del palinsesto di Current che non informa su Berlusconi tratta probabilmente di tematiche trasversali (affari internazionali, ambiente, droghe, religione, mafie e ecomafie etc.) che trascendono qualsiasi colore politico
b) che anche l’elettorato di destra è forse interessato finalmente ad avere dei documentari informativi su chi ci governa, soprattutto se prodotti all’estero e firmati da grandi produzioni come BBC.
Oltre a queste evidenze sarebbe bastato agli uomini di Feltri passare qualche ora in più davanti al nostro canale per rendersi conto di quanto complesso è l’universo che stiamo cercando di indagare, quante sono le inchieste che abbiamo aperto, quante testimonianze inquietanti sono state documentate in riferimento al nostro paese e in definitiva quanto grande è ormai il mondo che interessa anche noi piccoli Italiani per come, ad esempio, le conseguenze dei crimini ambientali in corso da decenni alla fine non potranno che riguardare anche noi.
In Italia, però, l’abitudine della stampa a ignorare i fatti mistificando le situazioni scomode è ormai oltre lo stadio di consolidamento: è la normalità. A noi questo sembra assurdo, noi che stiamo lottando perché il mondo dove viviamo e dove vivranno le nostre famiglie entri in una nuova era di ragione, permeata di responsabilità e giustizia. Crediamo che l’unico modo che abbiamo a disposizione –facendo il mestiere che facciamo – sia quello di informare il nostro pubblico su tutti i temi di interesse generale, senza pregiudizi, senza manipolazioni e senza censure. E credo che questi siano gli stessi valori in cui si riconosce la totalità delle persone per bene in Italia, senza colore politico, senza etichette.

Sulla polemica avanzata da RED solo poche parole.
Si è arrivato a dire che il mio attacco alle “TV di partito” e ai finanziamenti per l’editoria a favore di realtà senza un vero progetto editoriale e, soprattutto, senza un reale seguito di pubblico, sia un attacco ai lavoratori di queste realtà. Mai mi augurerò che nessuno perda il proprio posto di lavoro, diritto fondamentale. E di certo non era questo il senso del mio post. Il senso è, e mi ripeto, spendere bene i nostri soldi: finanziare pubblicamente le imprese meritevoli, quelle che hanno progetti seri e che riescano in un lasso di tempo ragionevole a dimostrare sul mercato il loro valore. Non è questo il caso di molte realtà che ricevono periodicamente ingenti finanziamenti pubblici, per i quali è normale che un qualunque cittadino abbia il diritto di chieder di render conto. Con gli oltre 4 milioni di euro all’anno che RED riceve come finanziamento qual è il progetto editoriale in piedi? Quali sono gli obiettivi e le promesse nei confronti del pubblico? Quali i risultati? (per la cronaca i dati di Red Tv, “la macchina da presa dalemiana”, vengono elencati con raro tempismo in prima pagina su Il Foglio del 25 novembre 2009, senza purtroppo alcuna citazione della fonte o della società di ricerca da cui provengano)

Credo che porsi queste domande non sia solo lecito ma anche doveroso. Agli amici di RED se vorranno dare delle risposte o, molto più semplicemente, aprire un dibattito civile e costruttivo.

Noi quello che possiamo dire è che con una cifra simile stiamo facendo Current.


18
Nov 09

YouTube DIRECT – Il Citizen Journalism per tutti.

YouTube si fa piattaforma anche per siti terzi. Espressamente pensata per aziende media che vogliano raccogliere raw footage dalla strada per trasformali in notizie. Semplice e potente. YouTube spazza via in un sol colpo tutti gli aspiranti distributori di piattaforme e di comunità annesse. La sfida più grande rimane sempre la stessa: grantire la qualità del contenuto. Ma questa è un’altra storia.


08
Nov 09

Al Gore is taking interactive TV to the next level in Italy.

Al Gore’s Milan-based Current TV outpost — it’s only operation in continental Europe — has just started airing Italy’s first Web TV drama series, called “Frammenti” (Fragments) about an investigative journo who falls prey to a memory loss drug, accused of a murder he did not commit.

Viewers, both on TV and the Web, try to rescue Lorenzo Soare, the intrepid protag, becoming investigators themselves and an integral part of the show. Besides being a totally new type of content for Italy, the series also marks the first foray into scripted drama for Current TV, which has heretofore made guerrilla-style journalism its trademark.

Since setting up a local channel in May 2008 featuring both user-generated content and purchased product, beamed by Rupert Murdoch’s Sky Italia satcaster and visible online, Current TV is making Italy its global testing ground for the niche new media web, aimed at 18- to 35-year-olds.

“Italy acts as a laboratory for the whole network; one that yields positive results,” says Current TV Italy managing director Tommaso Tessarolo.

[...]

full article at: VARIETY.


06
Nov 09

Chiudiamo le TV di partito.

Ci risiamo. Dopo le dichiarazioni al lancio le menti illuminate del PD oggi sul “Il Fatto” ripropongono lo stesso teorema: YouDem è come Current TV? chiede il giornalista del quotidiano diretto da Padellaro a Walter Vetrini “storico braccio destro di Water Veltroni”. La risposta laconica: “L’idea è quella, ma con molti meno uomini e mezzi” risponde l’ormai ex direttore rivelandosi attento osservatore televisivo.

Capisco che fa probabilmente tanto comodo questo accostamento agli strateghi del PD ma la verità, talmente chiara e lampante da essere chiara anche ad un bambino di quinta elementare, è che Current con i progetti TV del PD (YouDem e RED) non c’entra un benemerito! Trovo l’accostamento insultante per un progetto come Current che: a) non è la TV di Al Gore (nel senso che loro credono) b) non è la TV del partito democratico americano. Aggiungerei anche c) Current non è come YouDem per bocca del suo ex direttore dichiara di essere una TV che trasmette “i video degli utenti” e i grandi eventi del partito.

Current nasce e si sviluppa come progetto di Independent Information, di TV democratica nel senso che rompe le tradizionali barriere tra un network televisivo e chi ha idee e capacità per creare delle storie d’inchiesta in grado di scoperchiare le verità più scomode nel nostro paese e nel mondo. Non è una TV di partito finanziata con i soldi pubblici, ma un progetto commerciale distribuito ad oltre 60 milioni di famiglie in tutto il mondo. Non è una TV asservita a logiche di potere ma una voce libera ed indipendente che non si schiera ma investiga e documenta a 360 gradi. E in difinitiva non è la TV megafono di Al Gore, apparso solo una volta sul canale per rispondere alle 10 domande (!!) proposte e votate dagli utenti del Social Network DIGG e presentate dallo stesso Kevin Rose (esattamente come rispondere senza contraddittorio per bocca di Vespa…).

Da “Il Fatto” mi aspetterei una bel approfondimento su quei 1.2 milioni di euro che Vetrini dichiara di avere a budget per gestire YouDem; ma una domanda corretta all’ex direttore è stata posta: “Quanti spettatori ha YouDem?”. Risposta: non siamo rilevati dall’auditel, forse 10/20 milia spettatori al giorno. La verità è che, per fortuna, le TV di partito non le guarda nessuno. Varrebbe la pena chiudere i finanziamenti a questi pubblici sperperi (inutili quotidiani e periodici compresi) e finanziare l’entrata dell’Italia nell’era moderna consentendole di avere una diffusione del servizio di banda larga che sia almeno in scia con la media europea. E invece no, Internet fa tanta paura, meglio dare i soldi alle TV anche se non le vede nessuno.


22
Oct 09

FRAMMENTI || LETENOX.

Per me Frammenti nasce poco meno di un anno fa. Ero a San Francisco e in occasione di una splendida conferenza sulle nuove-televisioni mi raggiunge al caldo della baia Davide Bartolucci il CEO di SHADO (la società che assieme a LOG607 ha ideato e prodotto il format). Eravamo davanti ad importanti quantità di sakè quando discutemmo per la prima volta di quella che all’epoca era ancora un’idea. Io ero appena tornato da un lungo week-end solitario a Los Angeles durante il quale decisi con grande convinzione che Current doveva smettere di essere un canale “generalista” per diventare il solo canale di informazione indipendente in Italia: niente più pod user generated, short form, programmazione shuffle; via alle inchieste, ad una selezione di pregio di reportage, ad una programmazione di più alto valore e più semplice da leggere per lo spettatore. Mi era tutto chiaro ed ecco che ascolto l’idea di Frammenti: una fiction. Vacillo, dubito, mi chiedo “che c’entra?” ma poi mi rispondo che c’entra eccome e con convinzione dentro un piccolo sushi bar brindo con Davide battezzando di fatto la nascita di Frammenti per Current. E’ passato quasi un anno e Frammenti è nato; per l’Italia è una novità assoluta un intreccio tra NET e TV che mai era stato tentato prima. Alcuni casi simili li troviamo all’estero ma nulla di cosi integrato, nulla di cosi complesso e al contempo semplice. Quando vedemmo i primi materiali girati capimmo subito che la promozione della serie doveva essere centrata tutta sul LETENOX, il sedativo memoriale del quale stiamo abusando tutti ormai da tempo. Un mese prima del lancio della serie mandammo in onda lo spot del LETENOX e di li a poco è scoppiato il caso. Si è sviluppata una conversazione scritta e parlata intorno ad un concetto verosimile, un futuro possibile che non è detto che accada solo perché lo si abbia visto. Ed è scattata la voglia di capire, di partecipare, di giocare aiutando il giornalista protagonista della serie a ricostruire i Frammenti della sua memoria che lui stesso ha seminato sotto forma di enigmi per tracciare un percorso a ritroso che lo riporti dritto alla verità.

La programmazione di Frammenti ed il relativo gioco dureranno circa quattro mesi; la curiosità di capire come andrà in termini di ascolti e partecipazione è molto alta. Ma il progetto, e lo dico a poche ora dalla prima messa in onda, è comunque valso la pena. Altra dimostrazione di come l’alternativa ad una televisione brutta, vecchia, noiosa, stantia, sempre meno attraente, faziosa e schierata, sia effettivamente possibile #currenttv.


20
Oct 09

Essere Comunisti in Mediaset.

Ben s’intenda la parola comunista non ha più nessun senso, ma tant’è, ogni tanto vale la pena tirarla fuori di nuovo per appiccicarla sopra chi non la pensa come si vorrebbe. Di Brachino quasi non vale neanche la pena parlare ma ci suggerisce suo malgrado come potremmo scatenare il popolo dei video maker a testimoniare il nulla: questa si che sarebbe una rivoluzione culturale degna del nostro sistema. Massima solidarietà a quella gigantesca parte sana di giornalisti Mediaset che si trovano oramai in una situazione che più che stravagante dovremmo definnire bizzarra (si consulti lo Zanichelli per cogliere la sottile differenza). I comitati di vigilanza non esistono, il conflitto d’interesse neanche, ma studiando la storia recente del primo populista al mondo dopo il nostro premier, siamo diretti con spedito passo verso lo stesso destino. Mutatis mutandi, s’intenda. Comunque Chavez ha almeno una storia più romantica alla spalle, una base su cui i maghi dello storytelling – attivi anche in Venezuela – hanno costruito una leggenda. Qui da noi la storia è sempre la stessa, ogni tanto rassicuranti cambiamenti per nulla mutare vivendo coccolati l’eterno ritorno. W il giornalismo d’inchiesta.


19
Oct 09

Gabanelli Reloaded.

Convincente il nuovo corso Gabanelli. Quanto spesso sarà accaduto che si sia lasciato andare un servizio di Report nella convinzione che anche se qualcuno se ne fosse accorto e avesse anche provato ad aprire un’inchiesta tanto poi il tempo scorre, nessuno se lo ricorda, si susseguono gli indulti e tutto passa in cavalleria? Tornare è invece la chiave di volta. O meglio, miscelare le nuove inchieste con il percorso di verifica, di monitoraggio, di controllo; ruolo che i giornalisti non dovrebbero mai dimenticare ma che oggi è concetto complicato.

Ritornare sulle storie, sulle inchieste e sui luoghi già visitati lancia un messaggio ancora più forte: non solo denunciamo ma rimaniamo vigili. Non ci prenderete per sfinimento!


16
Oct 09

CURRENT: intervista senza censura.


19
Jun 09

Lo stato degli UGC.

Qualche settimana fa ho risposto con piacere ad una intervista per CineTivu. Volevo ripotare qui un domanda/rispota che mi sempre significativo per documentare il livello del ragionamento intorno agli UGC che stiamo elaborando.

Una tv come Current possiede nel suo dna gli user generated content realizzati dagli stessi spettatori, quale sarà l’evoluzione prossima secondo te, di questo nuovo modo di comunicare le notizie?

La mia percezione degli UGC, dopo anni di osservazione e molta pratica è radicalmente cambiata. Non basta dare la possibilità a chiunque di fare una cosa per poterne trarre materiale per fare televisione. La televisione, il web, in generale la comunicazione ha le sue regole. L’approccio che stiamo avendo mi sembra la logica e naturale evoluzione del concetto urbi et orbi che onestamente non ha visto grandi successi: verticalizziamo le collaborazioni, creando comunity aperte di semi-professionisti o professionisti che per la prima volta saltando tutte le intermediazioni possono aggregare la loro esperienza e le loro produzioni attorno a specifiche “testate editoriali”. Ogni nostro prodotto tv vive anche online e online ha (o avrà) una sua community di partecipanti attivi, persone capaci di raccontare e documentare storie che possano essere d’interesse generale.

Qui potete trovare l’intervista completa di CineTivu.


08
May 09

Buon Compleanno CURRENT.

L’8 Maggio 2008 Current arriva in Italia.
In quell’occasione il fondatore Al Gore incontra il pubblico italiano per presentare il suo progetto di social news network globale e lanciare una nuova sfida nel nostro Paese: “Creare una rete d’informazione democratica, indipendente, lontana dai monopoli televisivi e senza censure”.

A un anno da quella sfida, Current ha raggiunto in Italia risultati tanto inaspettati quanto incredibili. Fondamentale è stato il supporto del pubblico, che numeroso ha creduto alla filosofia user generated e ai criteri web 2.0 sostenuti da Current, contribuendo così alla crescita e al successo del network anche in Italia.

Il team italiano di Current è onorato di celebrare con il pubblico il giorno del suo primo anniversario, perchè è al pubblico che deve tutto questo. Per questo, con lo stesso spirito di condivisione e apertura con il quale siamo partiti, vogliamo scegliere con voi lo slogan che ci accompagnerà per il prossimo futuro.

Per una settimana, a partire da oggi, all’indirizzo http://live.current.com saranno pubblicate quattro ipotesi di slogan realizzate dalle agenzie pubblicitarie Cookies Adv e Lab Next. Sarete voi, votando, a esprimere un parere su quale slogan rappresenta al meglio Current, il canale indipendente in grado di proporre programmazioni televisive alternative e coraggiose, all’insegna del giornalismo d’inchiesta di ultima generazione.
Auguri!


04
Apr 09

Fare Il giornalista: un altro modo è possibile.

“Aprite un blog, andate per strada con una telecamera, diffondete i vostri video su YouTube e Facebook. E’ un passaggio necessario per chi oggi vuole fare giornalismo”. Questo il consiglio che Tommaso Tessarolo, direttore di Current Italia, ha dato alla platea di giovani partecipanti al seminario “Fare il giornalista. Un altro modo e’ possibile”, organizzato dall’Associazione Giornalisti Scuola di Perugia e moderato da Roberto Chinzari del Tg2. Un incontro che nasce dalla domanda che chi si affaccia oggi alla professione si pone: in un’epoca nella quale le vie tradizionali del giornalismo sono sempre piu’ inaccessibili e i prodotti informativi condizionati da logiche di potere, quali canali sfruttare per poter svolgere la professione? E’ possibile fare informazione in modo serio e indipendente, senza farsi condizionare da interessi economici e/o politici? Interrogativi a cui hanno cercato di dare risposta i partecipanti al seminario, giornalisti e non solo, con alle spalle percorsi poco tradizionali. Quattro testimonianze per dimostrare che strade alternative e innovative esistono e molto spesso passano dalla Rete. Ne e’ un esempio Current, canale satellitare e portale web nato nel 2005 da un’idea di Al Gore, e da quasi un anno presente in Italia nella piattaforma di Sky. Un esempio di informazione libera, dove “il 30% del palinsesto e’ creato dagli spettatori e si cerca di rompere le tradizionali barriere di intermediazione”, ha spiegato Tessarolo. Contributi che vengono pagati sia in termini di visibilita’, sia in termini economici. Un esperimento che sta acquistando sempre maggior seguito, soprattutto sulla Rete, e che permette di affrontare argomenti spesso dimenticati dai media tradizionali.


01
Apr 09

I VANGUARD Journalist di CURRENT USA al “Festival Internazionale del Giornalismo”.

vanguard team Current è al Festival Internazionale del Giornalismo a Perugia con proiezioni, spazi espositivi e, in arrivo dall’America – per la prima volta in Italia -, il team dei Vanguard Journalist di Current US.

Il social news network globale di scambio d’informazioni e attualità, fondato nel 2005 da Al Gore – ex vicepresidente degli Stati Uniti, Premio Oscar per il documentario ecologista “Una scomoda verità” e Premio Nobel per la Pace 2007 -, vive di giornalismo partecipativo e si nutre di notizie generate da/con il proprio pubblico. Un nuovo modo di fare informazione che stravolge con successo la metodologia classica dell’inchiesta, tanto da aver ricevuto numerosi riconoscimenti tra i quali un Emmy Awards nel 2007.

Convinto sostenitore dei modelli più innovativi del giornalismo investigativo, dal vanguard journalism al ground-breaking journalism, Current ha come obbiettivo quello di creare una coscienza collettiva attraverso lo scambio partecipativo d’informazioni su una piattaforma che integra televisione e internet, 24h su 24.
Current partecipa al Festival Internazionale del Giornalismo con quattro appuntamenti:

Tutti i giorni, dal 1 al 5 aprile, dalle ore 9.00 alle ore 21.00 presso il Centro Servizi Camerali G. Alessi - via Mazzini (Perugia), 
Casa Current accoglie blogger, filmmaker, giornalisti indipendenti, contributor. Uno spazio di dialogo e d’incontro, dove lasciare proposte, suggerimenti ma anche un’occasione per approfondire e capire l’offerta del network e conoscere più da vicino il lavoro svolto dal team italiano di Current.

Giovedi 2 aprile alle ore 14.00 – Sala dei Notari, piazza IV Novembre, Perugia Fare il giornalista. Un altro modo è possibile Intervengono Daniela Berretta, Roberto Chinzari, Gabriele Immirzi, Tommaso Tessarolo e Stefano Valentino. Le vie tradizionali sono sempre più inaccessibili, ma un altro modo per fare il giornalista è possibile. Quali sono le strade da percorrere? Come funziona e quali sono le regole del mercato dell’informazione? Current, il mondo dei freelance, Wilder… come inseguire una passione e farne una professione!

Sabato 4 aprile alle ore 13.00 – Hotel Brufani, piazza Italia,
in arrivo dall’America e per la prima volta in Italia, cinque Vanguard Journalist del team Current US a Perugia per un open session con giornalisti, bloggers, aspiranti videoreporter e studenti che condividono o vogliono approfondire nuovi modelli d’inchiesta innovativa sul campo. I Vanguard Journalist Laura Ling, Kaj Larsen, Christof Putzel, Mariana Van Zeller e Adam Yamaguchi sono reporter di ogni nazionalità, convinti che l’informazione sia un’esperienza conoscitiva che richiede grande impegno personale, “solo sul campo”. La loro missione è investigare in modo approfondito e diretto i temi cruciali del nostro tempo, direttamente dalle zone calde del pianeta solitamente off-limits ai media tradizionali.

Sabato 4 aprile alle ore 20.00 – Teatro Pavone, corso Vannucci 19, con il titolo “Vanguard – solo inchieste sul campo”, Current propone la proiezione delle migliori inchieste dei Vanguard Journalist esperienze.

— Il sito del festival.


20
Mar 09

Cirkus: Looking for the greatest web-show on earth.

200903201644
Shado continua a sperimentare ed evolvere la propria esperienza nel mondo dei nuovi formati NetTV. E’ di questi giorni il lancio di una nuova iniziativa chiamata CIRKUS che ha lo scopo di trovare il migliore web-show sul pianeta terra. Naturalmente uno show che sia un formato innovativo, transmediale, pensato cioè per espandere il proprio significato su più media contemporaneamente fornendo agli spettatori più punti di ingresso.

Ecco cosa Davide Bartolucci, CEO di Shado, mi ha voluto raccontare dell’iniziativa:

L’idea è più o meno questa:

- in 2 mesi e mezzo lavoriamo per fare di cirkus un collettore di idee innovative, ci interessa che vengano da ovunque, specie dagli Stati Uniti, perchè riteniamo in US ci sia il futuro di questi linguaggi;

- il 19 giugno facciamo un evento (stile Circo) presso H-FARM in cui proclamiamo i progetti che abbiamo scelto di realizzare. Saranno un mix di:

- interactive formats
- web series
- comedy shows
- trans-media narration
- live shows

ma soprattutto per coloro che si propongono come internet celebrity

In quella sede vorremmo avere un bel numero di addetti ai lavori che ascoltino la nostra visione e guardino attentamente i nostri prodotti, con l’obiettivo di distribuirli insieme a noi.

Altra cosa: durante le prime 3 settimane da oggi lavoreremo per creare accordi con broadcaster che vogliano lanciare al suo interno, un contest specifico sulle proprie esigenze investendo cifre molto basse che SHADO utilizzerà per produrre le serie.

Credo che sia una grande occasione per vedere il mondo della TV in Italia innestata in un mondo, quello di SHADO ed H-FARM, davvero differente.

Per chi vuole aderire all’iniziativa questo è l’indirizzo dove trovare il video brief e tutte le informazioni di dettaglio:

circus.shado.tv