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	<title>Tommaso Tessarolo &#187; Web2.0</title>
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	<description>Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. [SJ]</description>
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		<title>Obama Day: la programmazione speciale di Current</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jan 2009 07:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Current ha deciso di seguire l&#8217;insediamento di Barack Obama presso la Casa Bianca che avverr&#224; ufficialmente Marted&#236; 20 Gennaio. Per questo motivo Web, radio e tv saranno impiegati in Italia per una programmazione speciale in diretta contestuale su tre livelli: &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2009/01/20/obama-day-la-programmazione-speciale-di-current/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="400" height="400"><param name="movie" value="http://current.com/e/89722286/en_US"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://current.com/e/89722286/en_US" type="application/x-shockwave-flash"  width="400" height="400" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
Current ha deciso di seguire l&#8217;insediamento di Barack Obama presso la Casa Bianca che avverr&#224; ufficialmente Marted&#236; 20 Gennaio.</p>
<p>Per questo motivo Web, radio e tv saranno impiegati in Italia per una programmazione speciale in diretta contestuale su tre livelli: tv (canale 130 Sky), internet (http://www.current.it) e web radio (http://current.com/live).</p>
<p>Current vuole celebrare cos&#236; uno dei giorni pi&#249; importanti della storia americana, confermando la volont&#224; di creare una coscienza collettiva attraverso lo scambio partecipativo d&#8217;informazioni su una piattaforma che integra televisione e Web, 24h su 24h.</p>
<p>Sul canale 130 di SKY la diretta inizier&#224; alle ore 17:00 con &#8220;Aspettando Obama&#8221;, spazio dedicato a notizie e aggiornamenti in tempo reale che provengono da fonti ufficiali e direttamente dal pubblico. Dopo mezz&#8217;ora partir&#224; un feed video dall&#8217;America per l&#8217;Obama&#8217;s Inauguration. A seguire, interventi e commenti con ospiti in studio e collegamenti telefonici per approfondire gli impegni del nuovo Presidente USA.</p>
<p>Conclusa la diretta, Current proseguir&#224; con una programmazione dedicata e mander&#224; in onda alle ore 20:00 il Vanguard-video &#8220;Tutti i Giovani del Presidente&#8221; sul&#8217;impegno dei volontari che hanno sostenuto la candidatura di Obama; alle ore 20:30 &#8220;Launching Doc&#8221; con filmmakers in studio; mentre alle ore 21:00 proporr&#224; un&#8217;esclusiva televisiva di Current: &#8220;Doc &#8211; In viaggio con Obama&#8221;; si proseguir&#224; alle 22:30 con &#8220;Vertigo Special&#8221; con tutte le indiscrezioni sui film su Obama; per finire alle ore 22:00 &#8220;L&#8217;Agenda di Obama&#8221;, blocco tematico sui temi caldi che affronter&#224; il nuovo Presidente americano: la crisi dell&#8217;economia, il Medio Oriente, l&#8217;Iran, l&#8217;Iraq, l&#8217;immigrazione e i matrimoni gay.</p>
<p>Pi&#249; informale la proposta radiofonica: live dalle ore 17 alle 21, in una postazione allestita ad hoc negli studi Current di Milano. Ci sar&#224; un autentico happening dedicato alla community ed ai blogger che vogliono seguire assieme il giuramento del primo presidente afro-americano nella storia degli USA.</p>
<p>La conduzione sar&#224; affidata a due blogger di riferimento per il Web: Enrico Sola (http://suzukimaruti.it) e il DJ e conduttore radiofonico Giorgio Valletta (http://giorgiovalletta.com). Non mancheranno ospiti in studio, giornalisti e osservatori con una spiccata attenzione nei confronti del Web e della politica. Il dibattito radiofonico verr&#224; integrato con quello televisivo, attraverso internet e strumenti di Web-conferencing.</p>
<p>Come sempre sul Web chiunque potr&#224; inviare commenti, considerazioni, domande semplicemente &#8220;tweettando&#8221;, ovvero inviando brevi messaggi (e inserendo il codice #current all&#8217;interno del messaggio) attraverso Twitter (http://www.twitter.com) o uplodando video e videomessaggi sul sito. In tempo reale, Current provveder&#224; a trasformare i tweet sottoforma di grafica (ed in alcuni casi ad aggregarli tematicamente), con aggiornamenti costanti.</p>
<p>Current far&#224; affidamento su Digg, il sito di social bookmarking, per dare visibilit&#224; alle notizie ed ai linkproposti dagli utenti con un sistema di graduatoria basato sulla valutazione degli altri utenti della comunit&#224;. Cos&#236; titoli, post e testi dalla blogosfera ariveranno sempre in diretta.</p>
<p>Sar&#224; una appuntamento dedicato a tutti coloro che vogliono seguire questa pagina storica di politica in maniera non convenzionale e partecipativa.</p>
<p>Non potete mancare! <img src='http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>ACAP: Automated Content Access Protocol.</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Oct 2008 10:34:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei problemi strutturali del digital content &#232; il trading sicuro ed automatico dei diritti, qualsiasi essi siano: &#169;, CC, etc. ACAP &#232; un progetto che mira a definire uno standard in tal senso. &#8212; Il sito dell&#8217;associazione ACAP.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="349"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/AeE_yPNrx0k&#38;hl=en&#38;fs=1&#38;rel=0&#38;color1=0x006699&#38;color2=0x54abd6&#38;border=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/AeE_yPNrx0k&#38;hl=en&#38;fs=1&#38;rel=0&#38;color1=0x006699&#38;color2=0x54abd6&#38;border=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="349"></embed></object></p>
<p>Uno dei problemi strutturali del digital content &#232; il trading sicuro ed automatico dei diritti, qualsiasi essi siano: &#169;, CC, etc. ACAP &#232; un progetto che mira a definire uno standard in tal senso.</p>
<p>&#8212; Il sito dell&#8217;associazione <a href="http://the-acap.org/">ACAP</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Current + Twitter = Hack the dabates.</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 10:08:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;idea &#232; tanto semplice quanto assolutamente rivoluzionaria. In america i 4 dibattiti finali tra i due contendenti alla casa bianca McCain/Obama, compreso quello tra i due vicepresidenti, verranno ripresi dalla rete americana ABC. Current TV utilizzer&#224; ritrasmettendolo in tempo reale &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2008/09/16/current-twitter-hack-the-dabates/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" width="400" height="400"><param name="movie" value="http://current.com/e/89305826/en_US"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><param name="allowfullscreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://current.com/e/89305826/en_US" type="application/x-shockwave-flash"  width="400" height="400" wmode="transparent" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></object><br />
L&#8217;idea &#232; tanto semplice quanto assolutamente rivoluzionaria. In america i 4 dibattiti finali tra i due contendenti alla casa bianca <strong>McCain/Obama</strong>, compreso quello tra i due vicepresidenti, verranno ripresi dalla rete americana ABC. Current TV utilizzer&#224; ritrasmettendolo in tempo reale il feed LIVE di ABC aggiungendo quello che da sempre &#232; il pezzo mancante (soprattutto quando si parla di politica): la voce della gente. </p>
<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2008/09/200809161826.jpg" height="32" width="242" border="0" align="left" hspace="4" vspace="4" alt="TWITER" title="TWITER" />  In che modo? Grazie ad una partnership esclusiva con <strong>Twitter</strong> chiunque potr&#224; inviare i propri commenti, i propri pensieri, le proprie domande a Current semplicemente tweettando. L&#8217;unico accorgimento dovr&#224; essere l&#8217;inserimento del codice <em>#CURRENT</em> dentro ogni feed. Current provveder&#224; a impacchettare (ed in alcuni casi ad aggregare tematicamente) i tweet rendendoli in tempo reale in grafica. Lo spettatore Current potr&#224; quindi vedere lo stesso LIVE di ABC con in pi&#249; un layer interattivo che si andr&#224; dinamicamente componendo con la voce di tutti coloro vorranno partecipare.</p>
<p>Nonostante sia tutto in lingua inglese, dai dibattiti ai Tweet (che dovranno per forza essere in lingua), ho deciso di ritrasmettere per tutti gli appassionati di politica e di nuova televisione questo fantastico esperimento anche su <strong>Current TV Italia</strong> (130 SKY). Questi gli appuntamenti:</p>
<ul>
<li><span style="font-family:monospace;font-size:10pt;">Presidential Debate #1 &#8211; Friday, Sept. 26</span></li>
<li><span style="font-family:monospace;font-size:10pt;">Vice Presidential Debate &#8211; Thursday, Oct. 2</span></li>
<li><span style="font-family:monospace;font-size:10pt;">Presidential Debate #2 &#8211; Tuesday, Oct. 7</span></li>
<li><span style="font-family:monospace;font-size:10pt;">Presidential Debate #3 &#8211; Wednesday, Oct. 15</span></ul>
<p>Sar&#224; tutto in diretta e quindi chi vorr&#224; esserci dovr&#224; rimanere sveglio ben oltre la mezza notte, ma credo che il contenuto e, finalmente, la possibilit&#224; di partecipare valgano ampiamente lo sforzo. </p>
<p>&#8212; La pagina di Current di &#8220;<a href="http://www.current.com/debate">Hack the debates</a>&#8220;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Blogbabel &#232; morta, Viva Blogbabel.</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Mar 2008 21:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; dunque morta Blogbabel. Senza scadere nel blasfemo la concomitanza con la Pasqua mi ha subito fatto pensare che vivremo presto una sana e clamorosa resurrezione. I motivi della cessazione delle attivit&#224; di quello che al di l&#224; di tutto &#8230; <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2008/03/24/blogbabel-morta-viva-blogbabel/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; dunque morta Blogbabel. Senza scadere nel blasfemo la concomitanza con la Pasqua mi ha subito fatto pensare che vivremo presto una sana e clamorosa resurrezione. I motivi della cessazione delle attivit&#224; di quello che al di l&#224; di tutto era l&#8217;unico motivo di auto affermazione della blogosfera italiana sembrano in effetti non degni di una chiusura permanente. Almeno per quello che si &#232; potuto capire. In ogni caso, parliamoci chiaro, in un mercato dove la voce dei blog viene o ignorata o mistificata l&#8217;auto affermazione che inevitabilmente decade nell&#8217;autoreferenzialit&#224; &#232; l&#8217;unica via di salvezza.</p>
<p>Le classifiche sono stupide e sono un business buono solo per chi le fa e pochi altri. Ma Blogbabel era comunque diventata l&#8217;unico punto di riferimento terribilmente parziale che la blogosfera nostrana era riuscita ad ottenere come interfaccia verso il mondo mainstream.</p>
<p>Speriamo che la nuova Blogbabel quando rinascer&#224;, perch&#233; rinascer&#224;, sia pi&#249; furba e quindi pi&#249; trasparente e votata alla partecipazione reale. Mi auguro che possa rinascere presto perch&#233; in questa fase dove la comunicazione &#232; ancora una volta tre volte oltre i limiti di sopportazione grazie alle ennesime elezioni &#232; fondamentale che i blog italiani abbiamo un indice chiaro e condiviso.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Bu08n.</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Dec 2007 00:05:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Auguri per un grande 2008 a tutti (anche a chi &#232; appena arrivato: auguri Flaminia!).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BdPP_-CAVNg&#38;rel=1&#38;color1=0x234900&#38;color2=0x4e9e00&#38;border=0"></param><param name="wmode" value="transparent"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/BdPP_-CAVNg&#38;rel=1&#38;color1=0x234900&#38;color2=0x4e9e00&#38;border=0" type="application/x-shockwave-flash" wmode="transparent" width="425" height="355"></embed></object></p>
<p>Auguri per un grande 2008 a tutti (anche a chi &#232; appena arrivato: auguri Flaminia!).</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Google diventa motore di ricerca video universale.</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Dec 2007 21:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Signori siamo ad una svolta. Google, almeno nella versione inglese, ha smesso di perpetuare il suo pi&#249; clamoroso errore ed ha aperto il suo motore video all'interno universo internet. Lo scorso anno andando su Google Video si potevano cercare solo i video uploadati per l'appunto sul servizio video di Google, poi dopo l'acquisizione la ricerca si estesa anche ai video di YouTube. Oggi finalmente Google ha deciso di fare il motore di ricerca video universale. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/21/google-diventa-motore-di-ricerca-video-universale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Signori siamo ad una svolta. Google, almeno nella versione inglese, ha smesso di perpetuare il suo pi&#249; clamoroso errore ed ha aperto il suo motore video all&#8217;interno universo internet. Lo scorso anno andando su Google Video si potevano cercare solo i video uploadati per l&#8217;appunto sul servizio video di Google, poi dopo l&#8217;acquisizione la ricerca si &#232; estesa anche ai video di YouTube. Oggi finalmente Google ha deciso di fare il motore di ricerca video universale.</p>
<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712212348.jpg" height="324" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="google video" title="google video" /></p>
<p>Guardate l&#8217;immagine qui sopra, &#232; una ricerca dei video N3TV effettuata su &#8220;All Videos&#8221; tutti i video della rete, e non solo sui &#8220;video hosted by Google&#8221; che comunque rimane un&#8217;opzione. I risultati sono quelli attesi (anche se nell&#8217;immagine ho accorpato varie pagine di ricerca). Vengono elencati i video che N3TV ha uploadato su YouTube, Libero Video, Blip.tv, DailyMotion. E ci sono anche quelli su Revver, Metacafe, etc. In poche parole ci sono tutti. L&#8217;abbattimento del grande errore che Google si portava a presso da quando cominci&#242; a trattare i video. Un&#8217;apertura tanto ovvia quanto intelligente e coraggiosa per un&#8217;azienda che continua a dimostrare tutto sommato una visione lucida del mercato. </p>
<p>Intelligente &#232; anche come &#232; stata risolta la questione dello sfruttamento dell&#8217;advertising. Nella maggior parte dei casi Google riporta nei risultati delle ricerche solo la preview del video, per vederlo si clicca sul titolo e si finisce sul sito destinazione (ad es. Blip.tv) con il solito layer di Google che rimane visibile sulla parte alta dello schermo (anche se si pu&#242; eliminare con 1 click). Quindi in questi casi Google non fa altro che indicizzare il link al file video, cos&#236; come indicizza i link alle pagine web. In alcuni casi per&#242; viene mostrata direttamente nei risultati di ricerca la possibilit&#224; di vedere il video (un piccolo segno [+] vicino al risultato). Se si tratta di video &#8220;hosted by Google&#8221;, quindi YouTube e Google Video, il filmato viene riprodotto direttamente in pagina. In altri casi (ex. i video di Metacafe) se si clicca il [+] si apre un&#8217;interessante preview del video composta da una sequenza di 15 fotogrammi. Guardate l&#8217;immagine che segue per avere un&#8217;idea.</p>
<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712220001.jpg" height="284" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="google video silvia" title="google video silvia" /></p>
<p>Decisamente un&#8217;ottima soluzione che permette di capire in linea di massima di che tratta il video senza per questo incorporare pericolosamente un player altrui (il player &#232; sacro nelle strategie NetTV). Ma non &#232; l&#8217;ultima novit&#224;, perch&#233; sempre sulla &#8220;maschera di ricerca&#8221; del nuovo Google Video compaiono quattro &#8220;tab&#8221; chiamati &#8220;Most Blogged&#8221;, &#8220;Most Shared&#8221;,&#8221;Most Viewed&#8221; e &#8220;Movers &#38; Shakers&#8221; che portano a rispettive viste, una sorta di classifica che &#232; possibile navigare nel tempo, giorno per giorno. </p>
<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712220006.jpg" height="147" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="google video day" title="google video day" /></p>
<p>L&#8217;unica lamentela che si legge nei forum rispetto alla versione precedente &#232; sulla sparizione del comodo pop-up menu che permetteva di restringere la ricerca solo a certe categorie di video (ora &#232; possibile farlo solo dalla ricerca avanzata). Poco male perch&#233; poter avere finalmente Google come motore di ricerca anche per il video aprir&#224; nuove incredibili possibilit&#224; per i produttori e per i distributori. E c&#8217;&#232; gi&#224; chi sta cercando un SEO specializzato in Google Video. Ol&#232;! </p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Google" rel="tag">Google</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Google Video" rel="tag">Google Video</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Search Engine" rel="tag">Search Engine</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Video" rel="tag">Video</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; possibile un Set-Top-Box Universale?</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/20/e-possibile-un-set-top-box-universale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=e-possibile-un-set-top-box-universale</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 09:19:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha appena lanciato Android OS aperto per il Mobile. Voci di corridoio darebbero il gigante californiano al lavoro su un progetto simile anche per i STB televisivi. Quando diedi questa notizia qualche settimana fa fui contattato da Andrea Venturi del Cineca che mi ricord&#242; ce anche qui da noi in Italia un progetto simile era in corso da tempo. Ho voluto fare ad Andrea qualche domanda su queste tematiche. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/20/e-possibile-un-set-top-box-universale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google ha appena lanciato Android OS aperto per il Mobile. Voci di corridoio darebbero il gigante californiano al lavoro su un progetto simile anche per i STB televisivi. Quando diedi questa notizia qualche settimana fa fui contattato da Andrea Venturi del Cineca che mi ricord&#242; che anche qui da noi in Italia un progetto simile era in corso da tempo. Ho voluto fare ad Andrea qualche domanda su queste tematiche.</p>
<p><strong>Quali vantaggi avrebbe il mercato nel avere una base comune su cui sviluppare tutti i servizi per la TV Digitale?<br />
</strong><br />
bah. io approccerei il discorso da un punto di vista diverso.<br />
secondo me, non e&#8217; tanto importante avere una &#8220;base comune&#8221; se e&#8217; controllata da google piuttosto che da altre aziende e consorzi [*], quanto di avere un modello di sviluppo che dia a tutti un controllo non esclusivo della piattaforma su cui sviluppano.<br />
io personalmente sono convinto che se vogliamo che sulla tv si creino nuovi servizi di successo, dobbiamo copiare da internet solo una cosa: il modello di sviluppo</p>
<p>- basse barriere all&#8217;ingresso di nuovi entranti<br />
- un modello di sviluppo basato ad es. sulla condivisione dei mattoncini di base come il software open source<br />
- tanti che &#8220;ci provano&#8221; con tante applicazioni diverse<br />
- qualcuno che ha successo perche&#8217; &#8220;inzucca&#8221; il pentolone, il giusto mix di usabilita&#8217; utilita&#8217; divertimeno etc..</p>
<p>la chiave quindi e&#8217; &#8220;nuovi entranti&#8221;, perche&#8217; in un mercato bloccato non c&#8217;e&#8217; spazio per l&#8217;innovazione (vedi innovator&#8217;s dilemma)<br />
noi siamo nuovi entranti, la nostra proposta l&#8217;abbiamo fatta ed in modalita&#8217; &#8220;free soft&#8221; appunto perche&#8217; crediamo nella palla di neve che diventa valanga.<br />
se google, che e&#8217; un &#8220;800 pound gorilla&#8221;, proporra un&#8217;ambiente libero ed aperto, ovviamente saremo attenti a valutarne l&#8217;adozione sulla base del merito tecnologico e sulle prospettive, e cosi&#8217; faranno tanti altri.</p>
<p><strong>Quali caratteristiche di base dovrebbe avere un OS universale per un STB?<br />
</strong><br />
anche qui, mi riferisco ad una meta-caratteristica: un OS dovrebbe garantire il controllo e l&#8217;autonomia a tutti quelli che l&#8217;adottino.<br />
tanto, da un punto di vista funzionale, tutti gli OS fanno le stesse cose da 40 anni almeno.<br />
anzi un STB per certe sue caratteristiche attuali come la disponibilita&#8217; di risorse limitate forse si troverebbe piu&#8217; a suo agio con gli OS delle origini che dovevano &#8220;sfruttare&#8221; il poco che avevano con grande parsimonia.<br />
gli OS di oggi tendono ad essere &#8220;bloated&#8221;, ad imporre molte funzioni che sono accessorie e creano problemi.<br />
come diceva Ford: &#8220;meno pezzi ci sono, meno se ne rompono&#8221; e secondo me ha ragione.<br />
d&#8217;altro canto, penso che il vero valore stia nell&#8217;uso di una virtual machine astratta dall&#8217;HW come la java virtual machine (JVM) con il suo linguaggio di programmazione che, da tantissimi anni, hanno dimostrato di lavorare bene negli ambienti a prestazioni ridotte.<br />
per altro, sono rimasto perplesso dalla scelta di google, per android, di usare la sintassi del linguaggio java ma compilando codice per una macchina virtuale differente (dalvik).<br />
in ogni caso, finche&#8217; questi diversi approcci non imporranno lock-in sul cliente, dovranno virtuosamente rimanere efficienti visto il rischio di perdere il consenso del mercato.</p>
<p><strong>Non potrebbero esserci problematiche riguardo alla sicurezza dei sistemi di accesso condizionato?<br />
</strong><br />
in sintesi, non credo che sia un problema tecnico, ma un problema commerciale. tecnicamente parlando, in effetti credo che controllare la diffusione di un &#8220;contenuto&#8221; quando e&#8217; digitalizzabile e&#8217; praticamente impossibile (e sempre piu&#8217; costoso)<br />
la cosa migliore sarebbe trovare il giusto livello di prezzo del bene per indurre il consumatore ad avere un comportamento onesto invece che intraprendere l&#8217;altra strada. secondo me, nel mondo digitale, se uno vuole massimizzare il suo &#8220;bene&#8221;, non puo&#8217; fare un prezzo uguale per tutti, ma il prezzo deve essere lasciato volontariamente al cliente in base alle sue disponibilita&#8217; ed alla sua percezione del valore del bene.</p>
<p>in questo senso, ho molto apprezzato l&#8217;esperimento dei radiohead con in-rainbows (io ho pagato 4 sterline + 45 cents di transazione; ovviamente posso mostrare la ricevuta!). in questo caso, mi piacerebbe sapere quali sono stati complessivamente i dati di vendita, se sono stati soddisfatti dell&#8217;andamento e cosa si aspettavano.</p>
<p>spesso mi domando quale e&#8217; il vero obiettivo di certe tecnologie e, nel caso dell&#8217;accesso condizionato, mi chiedo:</p>
<p>1- quanto l&#8217;accesso condizionato pretende di dare strumenti operativi per controllare la distribuzione dei &#8220;beni digitali&#8221;<br />
2- quanto invece rappresenta solo una forma di &#8220;assicurazione&#8221; dei distributori di contenuti che dicono ai detentori di diritti: &#8220;dateci il vostro prodotto cosi&#8217; noi lo vendiamo,; di noi potete fidarvi perche&#8217; abbiamo messo la tecnologia XYZ per proteggerlo dai non aventi diritto&#8221;</p>
<p>nel primo caso, direi che la tecnologia attuale dell&#8217;accesso condizionato non funziona in tanti casi:</p>
<p>- basta che uno faccia un dump anche via analogico di un contenuto, poi lo manda  sul P2P ed e&#8217; fatta.<br />
- spesso queste tecnologie mettono in difficolt&#224; gli utenti onesti (vedi caso dello skybox HD e di tanti televisori HDCP incompatibili..)<br />
- il card sharing impazza</p>
<p>infatti la sicurezza e&#8217; un processo e non un prodotto: e&#8217; tanto &#8220;forte&#8221; quanto l&#8217;anello piu&#8217; debole di tutta la catena; qui la catena e&#8217; lunga lunga e quindi non c&#8217;e&#8217; speranza di controllo.</p>
<p>la vera soluzione sarebbe tenere il contenuto nel cassetto, non farlo mai vedere e venderlo cosi&#8217;, ma quanti lo comprerebbero! <img src='http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>nel secondo caso, vedo che come assicurazione funziona. perche&#8217; i detentori di diritti si fidano a mandare i loro contenuti sui broadcaster, anche con tutto quello che succede dopo!</p>
<p><strong>Cineca ha sviluppato JTVOS un progetto molto simile a quello attribuito a Google. Cosa &#232; in breve JTVOS, quali le similitudini e quali le differenze dalla filosofia di base di Android?</strong></p>
<p>JTVOS nasce come proposta Cineca per un middleware STB aperto a qualunque esperimento.<br />
senza royalties ma anche senza commitment di servire (per terzi) ad alcunche&#8217;.<br />
abbiamo cercato e cercheremo (perche&#8217; ovviamente e&#8217; un work in progress) di ricreare le stesse funzionalita&#8217; e di usare gli stessi paradigmi di comunicazione con l&#8217;utente (telecomando e tv, senza mouse, finestre etc..)</p>
<p>noi l&#8217;abbiamo realizzato perche&#8217; ci serviva per superare alcuni limiti che i nostro servizi per tv interattiva (come t-islessia, &#8220;giochi&#8221; per bambini con disturbi specifici di apprendimento) incontravano usando solo DTT ed MHP.</p>
<p>i limiti ad es. erano questi:</p>
<p>- era necessario avere un canale tv DTT su cui appoggiare l&#8217;applicazione MHP, ora non e&#8217; piu&#8217; necessario, l&#8217;applicazione puo&#8217; arrivare da satellite (DVB-S) od anche da internet.<br />
- il tipico decoder MHP aveva solo connessione bidirezionale PSTN: con JTVOS non piu&#8217;, si possono usare decoder ethernet (o wifi.. c&#8217;e&#8217; linux dentro!)<br />
- alcuni stack MHP avevamo comportamenti anomali e non supportavano certe funzionalita&#8217; e noi a brancolare nel buio per capire meglio; con JTVOS non piu&#8217;, possiamo andare a studiare e aggiustare a tutti i livelli<br />
- volevamo inserire alcune periferiche personalizzate, col decoder retail non e&#8217; possibile, sono bloccati; con JTVOS ed un decoder con USB possiamo avere a basso costo qualunque funzionalita&#8217; implementabile in software oppure con hardware economico esterno.</p>
<p>ad un certo punto ci siamo domandati se questo progetto avrebbe potuto interessare anche altri sperimentatori, ed abbiamo deciso di fare diventare anche questo un progetto open source, perche&#8217; altri non dovessero creare da capo gli stessi mattoncini, e potessero spendere le loro risorse per creare valore invece che ri-inventare la ruota.</p>
<p>ognuno poi ne puo&#8217; fare quello che vuole, nel rispetto della licenza GPL, pero&#8217; contiamo di aggregare i contributi di terzi in un circuito virtuoso che aumenti di funzionalita&#8217; anche la nostra versione, cumulando cosi&#8217; anni-uomo di sviluppo che non ci saremmo potuti permettere col budget previsto!</p>
<p>d&#8217;altro canto, pensiamo che questo approccio bottom-up possa dare una scossa salutare al mondo della tv che non sta reagendo bene alle istanze di innovazione che sul personal computer (con internet) hanno trovato la loro espressione.<br />
in tv, c&#8217;e&#8217; molta stasi da rendita da posizione, ma sono sicuro che bisognera&#8217; cominciare a correre presto ed allora vedremo fiorire un sacco di novita&#8217;. sta scritto sui libri di economia, mi pare! <img src='http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
d&#8217;altro canto non saprei fare paragoni con google ed android. non ho studiato il loro progetto e la strategia, non lavoro nel campo del &#8220;mobail&#8221;, anche se ha ovviamente ricevuto grande attenzione dai media..<br />
nel campo della tv, non so niente della loro proposizione, a me non m&#8217;hanno contattato (magari..). oramai, sono tipi da &#8220;big splash&#8221; e quindi l&#8217;annuncio sara&#8217; quando hanno qualcosa di decente da presentare.<br />
noi, qui a Bologna, per fortuna abbiamo un po&#8217; piu&#8217; di liberta&#8217; di manovra e possiamo mandar fuori i progetti nel vero spirito della community: &#8220;release early, release often..&#8221;</p>
<p><strong>Perch&#233; il mercato Italiano (e non) non ha recepito il vostro progetto? Problematiche tecniche o solite politiche protezioniste?<br />
</strong><br />
beh&#8217;, non sono molto convinto che il progetto non sia stato recepito.<br />
rispetto all&#8217;investimento, in hardware e persone, direi che abbiamo fatto tanto e avuto tanti riscontri.<br />
di certo, non abbiamo un piano industriale in cui e&#8217; previsto che se non raggiungiamo in 5 anni una quota del 20% di un qualche mercato abbiamo fallito.. siamo pur sempre un consorzio inter-universitario e cerchiamo di fare in modo che i nostri risultati ricadano anche sul territorio.</p>
<p>certo ci deve essere un territorio sensibile a questi temi. l&#8217;emilia romagna e bologna lo sono, l&#8217;europa anche.. tra i due estremi c&#8217;e&#8217; qualche inerzia, ma sicuramente superabile..</p>
<p><strong>I lavori del DVB su standard &#8220;di sistema&#8221; come l&#8217;MHP non vanno esattamente in questa direzione?</strong></p>
<p>premetto che non ho frequentato il DVB e quindi non so come lavorano i vari working group e quale e&#8217; lo spirito che li anima.<br />
penso che il problema non sia tanto di obiettivo tangibile, di risultato, ma di metodo e di efficienza nell&#8217;arrivarci.<br />
oggi lo scenario della multimedialita&#8217; digitale innova e si rinnova freneticamente passando per infiniti stati di discontinuita&#8217; promossi dal basso (un terremoto!).</p>
<p>mentre un consorzio, come il DVB, fatto da aziende ha, nel bene e nel male, un altro passo.<br />
non ne faccio neanche tanto una questione di interessi economici da tutelare che pur ci sono e frenano il cambiamento, quanto l&#8217;impossibilita&#8217; di concepire l&#8217;efficacia di un modello di sviluppo a &#8220;bazaar&#8221; dove ognuno ci mette qualcosa e tutti si portano via quello che gli serve per i propri scopi e servizi.<br />
sul pc e su internet, questo modello ha funzionato, anche perche&#8217; sono piattaforme nate per essere plasmate come la &#8220;plastilina&#8221;.<br />
in contesti piu&#8217; &#8220;regolati&#8221; come la telefonia e le comunicazioni radio, le cose sono piu&#8217; delicate, ma il cambiamento di &#8220;mentalita&#8217;&#8221; e&#8217; inevitabile.</p>
<p><em>Per completare il discorso con Andrea Venturi guardate anche l&#8217;intervista sul tema fatta nell&#8217;ultima puntata di Juice che vi riporto di seguito.<br />
</em><br />
[blip 556453]</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Decoder" rel="tag">Decoder</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Google" rel="tag">Google</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/MHP" rel="tag">MHP</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Set-Top-Box" rel="tag">Set-Top-Box</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/STB" rel="tag">STB</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>Banda Larga per tutti, fosse vero.</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 08:46:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Io ancora non ho capito se la banda larga in Italia non viene sviluppata per un timore sulla diffusione di un mezzo che in qualche misura porta ad una democratizzazione dell'informazione in un pese fortemente stordito o perch&#233; di base siamo talmente ingobbiti su noi stessi che prevalgono ragionamenti legati a contrapposizioni interne. Sta di fatto che la banda larga in Italia non si fa. Son anni che si dice, tutti gli altri paesi a noi vicini (fisicamente e non) hanno progredito significativamente, noi siamo ancora fermi al palo. Governi chi governi. Parliamoci chiaro per diffondere la banda larga in questo paese basta farlo: si fanno tante operazioni anche pi&#249; complesse in emergenza, questa che &#232; di fatto una situazione di totale emergenza viene ignorata. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/20/banda-larga-per-tutti-fosse-vero/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Io ancora non ho capito se la banda larga in Italia non viene sviluppata per un timore sulla diffusione di un mezzo che in qualche misura porta ad una democratizzazione dell&#8217;informazione in un pese fortemente stordito o perch&#233; di base siamo talmente ingobbiti su noi stessi che prevalgono ragionamenti legati a contrapposizioni interne. Sta di fatto che la banda larga in Italia non si fa. Son anni che si dice, tutti gli altri paesi a noi vicini (fisicamente e non) hanno progredito significativamente, noi siamo ancora fermi al palo. Governi chi governi. Parliamoci chiaro per diffondere la banda larga in questo paese basta farlo: si fanno tante operazioni anche pi&#249; complesse in emergenza, questa che &#232; di fatto una situazione di totale emergenza viene ignorata.</p>
<p>Anzi no.</p>
<p><em>&#8220;l Ministero delle Comunicazioni, Infratel e Telecom Italia hanno siglato &#8211; alla presenza  del Ministro Paolo Gentiloni e dell&#8217;Amministratore Delegato di Telecom Italia, Franco Bernab&#232; &#8211; un accordo finalizzato a ridurre, ed in prospettiva eliminare, il digital divide favorendo lo sviluppo d&#8217;infrastrutture in banda larga su tutto il territorio nazionale. [...] L&#8217;accordo prevede intanto la condivisione delle informazioni circa la pianificazione degli interventi nelle aree in digital divide tenendo conto dei programmi di infrastrutturazione assunti dal Ministero in accordo con le Regioni e dei programmi di investimento dell&#8217;azienda.&#8221; </em>[<a href="http://www.key4biz.it/News/2007/12/18/Tecnologie/Ministero_delle_Comunicazioni_Infratel_Telecom_Italia_Paolo_Gentiloni_Franco_Bernabe'_digital_divide.html" target="_top">via</a>]</p>
<p>quindi per il momento condivideranno informazioni, dopodich&#233; verr&#224; preparato un piano d&#8217;azione per portare questo paese all&#8217;avanguardia. Non voglio fare polemica su iniziative positive, voglio solo segnarmi questa data (ed &#232; questo il senso di questo post) che per comodit&#224; pu&#242; anche essere il <strong>1 gennaio 2008</strong>. Voglio vedere quanto ci metteremo a passare all&#8217;azione, e quanto servir&#224; perch&#233; il tasso di penetrazione della banda larga in Italia si allinei con quello dei principali paesi dell&#8217;unione europea.</p>
<p>Negli USA, il 95% della popolazione &#232; raggiunto dalla banda larga, una percentuale enorme che ha spinto l&#8217;associazione dei consumatori americana l&#8217;<strong>American Consumer Institute</strong> a stimare che con un utilizzo razionale di questa importante risorsa si potrebbero addirittura evitare 1 miliardo di tonnellate di emissioni nocive grazie principalmente<em> all&#8217;e-commerce, il telelavoro, la teleconferenza e la digitalizzazione di molti beni di intrattenimento</em>. Insomma spostando bit invece di atomi si risparmia tanta energia e tante sono le emissioni inquinanti in meno. Si dice da tempo ed &#232; difficile da credere che si possa arrivare entro i prossimi 10 anni a sfruttare a pieno i vantaggi potenziali di un&#8217;intera popolazione interconnessa ad alta velocit&#224;, certo &#232; che questa &#232; una direzione verso la quale stiamo convergendo e saremo davvero felici di poterci porre il problema anche qui da noi. Nel mentre, per chi volesse contribuire a consumare meno risorse di questo pianeta, vi segnalo un&#8217;iniziativa interessante che sfrutta il principio per cui un sito internet in Nero consuma meno energia di un equivalente Bianco (<strong>lo schermo del nostro pc che visualizza una pagina bianca consuma infatti circa 74watt, contrariamente uno schermo che visualizza invece una pagina nera ne consuma solamente 50</strong>): un remake di <a href="http://www.goog1e.it/" target="_blank">Google in black</a>, si perch&#233; un Google Nero potrebbe risparmiare 750 Megawatt/h all&#8217;anno. </p>
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		<title>NextNewNetworks 100 milioni di views.</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Dec 2007 10:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712141031.jpg" height="314" width="502" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="nnn" title="nnn" />

Considero NextNewsNetworks (NNN), assieme a ON Networks e Revision3, il modello pi&#249; interessante di nuovo "Net Broadcaster" presente sul mercato USA: produzione di format originali con un modello misto di produzione interna e aggregazione di contenuti di valore. Sono gli esempi che faccio sempre quando parlo di N3TV che, con una serie di adattamenti forzati al modello italiano, sta seguendo quella strada. Bene, nel blog di NNN &#232; di recente apparso un post che proclama il quasi raggiungimento dei 100 milioni di video visti nel periodo marzo-dicembre 2007 (ovvero il periodo d'esistenza di NNN). <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/14/nextnewnetworks-100-milioni-di-views/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712141031.jpg" height="288" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="nnn" title="nnn" /></p>
<p>Considero NextNewsNetworks (NNN), assieme a ON Networks e Revision3, il modello pi&#249; interessante di nuovo &#8220;Net Broadcaster&#8221; presente sul mercato USA: produzione di format originali con un modello misto di produzione interna e aggregazione di contenuti di valore. Sono gli esempi che faccio sempre quando parlo di N3TV che, con una serie di adattamenti forzati al modello italiano, sta seguendo quella strada. Bene, nel blog di NNN &#232; di recente apparso un post che proclama il quasi raggiungimento dei 100 milioni di video visti nel periodo marzo-dicembre 2007 (ovvero il periodo d&#8217;esistenza di NNN). Dato ancor pi&#249; interessante &#232; quello sul trend, fornito in un grafico presente nello stesso post (che ho riportato qui sopra). Al di l&#224; dell&#8217;andamento diverso delle view nel mercato USA (assenza ad esempio dell&#8217;Italian Coma ad Agosto), &#232; impressionante vedere come in circa 10 mesi NNN sia riuscita a passare da poco pi&#249; di 4 milioni di view/mese per i video di tutte le produzioni del suo network ad oltre 20 milioni. Un dato che oltre a sottolineare l&#8217;eccellente lavoro svolto da chi cura il palinsesto e da chi produce i contenuti, mostra come stia accelerando il consumo di video online, soprattutto il consumo di video di qualit&#224;. Gli ultimi dati che sto analizzando questi giorni dicono che N3TV ha raggiunto i 300K view nei primi tre mesi, con un nuovo importante trend di crescita che la porter&#224; a superare i 300k view/mese gi&#224; dal prossimo gennaio (nb.le cifre che vi riporto sono delle stime su quello che viene fuori dall&#8217;analisi dI BlogMeter il tool che stiamo perfezionando per tracciare le view complessive dei contenuti distribuiti da N3TV in Rete, quindi di base sono numeri reali). Ed &#232; solo l&#8217;inizio. Insomma, fatte le debite proporzioni, e considerando che NNN ha 16 prodotti a catalogo contro gli 8 di N3TV (ieri abbiamo aggiunto il genere food con CIBI ALTERATI), possiamo dire che anche qui in Italia stiamo misurando un reale interesse per questo tipo di prodotto, con un trend di crescita assolutamente in linea (se pur shiftato di 12/18 mesi) con quello USA.</p>
<p>&#8212; Il post su <a href="http://blog.nextnewnetworks.com/" target="_top">NNN</a>.</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/NextNewNetworks" rel="tag">NextNewNetworks</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>Coordinate cena N3TV.</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Dec 2007 17:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<strong>Sabato 15 dicembre 2007, alle ore 21</strong> ci vediamo a Roma, al ristorante pizzeria<strong> Cave Canem, Piazza S.Calisto 11</strong>.
Avremo un locale tutto per noi quindi mi raccomando se qualcuno vuole aggiungersi o se qualcuno cambia idea fatemelo sapere! (le adesioni lasciatele come commento a questo post).

a Sabato. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/12/coordinate-cena-n3tv/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 15 dicembre 2007, alle ore 21</strong> ci vediamo a Roma, al ristorante pizzeria<strong> Cave Canem, Piazza S.Calisto 11</strong>, ci vedrete li davanti altrimenti chiedete di N3TV. Avremo un locale tutto per noi quindi mi raccomando se qualcuno vuole aggiungersi o se qualcuno cambia idea fatemelo sapere! (le adesioni lasciatele come commento a questo post), e ricordatevi che si paga alla romana.</p>
<p>a Sabato.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Flash 9 H.264, ora cambia (quasi) tutto.</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Dec 2007 00:00:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712080126.jpg" height="65" width="229" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="flash on" title="flash on" /> Se ne parlava da tempo ora finalmente siamo arrivati ad avere sul mercato il pi&#249; importante aggiornamento software per il mercato del video online. Sto naturalmente parlando dell'integrazione del supporto H.264 nella linea di prodotti Flash di Adobe. Flash come si sa &#232; stato il vero accelerante nell'esplosione del video online: istallato in quasi il 99% dei browser (Win, Mac, Linux) ha permesso, da quando cominci&#242; a supportare il video, di distribuire contenuti audiovisivi senza richiedere l'istallazione di plug-in da parte dell'utente. E' grazie a questa caratteristica che hanno potuto nascere e svilupparsi cos&#236; in fretta fenomeni come YouTube &#38; Co. offrendo inoltre la "rivoluzionaria" funzionalit&#224; di embed, ovvero di copia &#38; incolla di un semplice codicillo in grado di trasportare il contenuto su qualsiasi sito o blog. E' sempre merito di Flash e della controparte server Flash Media Server se sono potuti nascere servizi come Mogulus, blogTV e uStream per lo streaming di flussi video online. Un'altra caratteristica delle ultime versioni del Player infatti fu quella di permettere l'invio di un flusso audio/video dal PC di un utente verso un apposito server in grado quindi di rilanciare il segnale virtualmente all'infinito verso qualsiasi client dotato per l'appunto di un player Flash. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/08/flash-9-h264-ora-cambia-quasi-tutto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712080126.jpg" height="65" width="229" border="0" align="left" hspace="4" vspace="4" alt="flash on" title="flash on" /> Se ne parlava da tempo ora finalmente siamo arrivati ad avere sul mercato il pi&#249; importante aggiornamento software per il mercato del video online. Sto naturalmente parlando dell&#8217;integrazione del supporto H.264 nella linea di prodotti Flash di Adobe. Flash come si sa &#232; stato il vero accelerante nell&#8217;esplosione del video online: istallato in quasi il 99% dei browser (Win, Mac, Linux) ha permesso, da quando cominci&#242; a supportare il video, di distribuire contenuti audiovisivi senza richiedere l&#8217;istallazione di plug-in da parte dell&#8217;utente. E&#8217; grazie a questa caratteristica che hanno potuto nascere e svilupparsi cos&#236; in fretta fenomeni come YouTube &#38; Co. offrendo inoltre la &#8220;rivoluzionaria&#8221; funzionalit&#224; di embed, ovvero di copia &#38; incolla di un semplice codicillo in grado di trasportare il contenuto su qualsiasi sito o blog. E&#8217; sempre merito di Flash e della controparte server Flash Media Server se sono potuti nascere servizi come Mogulus, blogTV e uStream per lo streaming di flussi video online. Un&#8217;altra caratteristica delle ultime versioni del Player infatti fu quella di permettere l&#8217;invio di un flusso audio/video dal PC di un utente verso un apposito server in grado quindi di rilanciare il segnale virtualmente all&#8217;infinito verso qualsiasi client dotato per l&#8217;appunto di un player Flash.</p>
<p>Il limite pi&#249; evidente di tutta questa architettura, che &#232; cominciato ad emergere con il consolidarsi dei servizi per il web video, &#232; sempre stato la qualit&#224; dell&#8217;audio e del video trasportati, in combinazione al fatto che per entrare nel circolo virtuoso Flash fosse necessario convertire il proprio materiale in un apposito formato. E&#8217; l&#8217;operazione che per intenderci fa sistematicamente YouTube (o Blip.tv) quando carichiamo un nostro video: converte il materiale originale in formato flash generando un nuovo step di compressione che va sistematicamente a degradare la qualit&#224; del prodotto finale. Alternativamente &#232; sempre stato possibile generare i Flash Video in autonomia, avendo l&#8217;apposito Encoder e dedicando quindi del tempo alla generazione di materiale in questo ennesimo, comunque non eccezionale, formato. Stesso discorso per le dirette video: quando con uStream &#38; Co. andiamo a trasmettere il nostro segnale A/V il tutto viene compresso usando un &#8220;vecchio&#8221; codec presente nel Flash Player in grado di garantire una qualit&#224; del segnale video e, soprattutto, audio che decisamente non era pi&#249; in linea con i tempi.</p>
<p>Il mercato nel mentre aveva gi&#224; ampiamente preso una direzione condivisa su questo versante. La compressione Audio/Video &#232; da tempo sinonimo di H.264. Dietro questa sigla si nasconde la pi&#249; recente evoluzione del MPEG-4 chiamata anche AVC (Advanced Video Codec). L&#8217;H.264 si distingue per le grandi prestazioni nella compressione del segnale unite ad una qualit&#224; finale sorprendente e ad una grandissima &#8220;flessibilit&#224;&#8221; nello scaling dei formati. Con H.264 si trattano risoluzioni video dal &#8220;formato cellulare&#8221; alla Full HD senza colpo ferire, con un risultato finale che vede file molto compatti e dalla grandissima qualit&#224;. Come &#232; noto &#232; lo standard in uso in entrambe i formati DVD ad alta definizione, &#232; la compressione del formato Podcast (nelle due estensioni MP4 e M4V) e nella sua componente Audio l&#8217;AAC &#232; ormai lo standard pi&#249; affermato per la compressione ad alta qualit&#224; (compresa quella multicanale). </p>
<p>In poche parole chi fa video da un paio di anni a questa parte lavora in H.264, e chi fa video online lavora prevalentemente in questo formato. L&#8217;incredibile versatilit&#224; e diffusione di Flash era quindi penalizzata dall&#8217;utilizzo di un suo formato proprietario e da algoritmi di compressione (Spark e VP6) non pi&#249; all&#8217;altezza dei nuovi standard di mercato. Ora non &#232; pi&#249; cos&#236; e tra qualche settimana non sar&#224; pi&#249; cos&#236; neanche per quanto riguarda il live streaming. Oltre al Flash Player infatti &#232; stata aggiornata la famiglia di prodotti server. Il Flash Media Server che adesso &#232; pi&#249; performante e costa ben il <a href="http://www.readwriteweb.com/archives/adobe_debuts_flash_media_server_3.php" target="_top" title="Adobe Flash server">90% in meno</a> (!!!) apre anch&#8217;esso naturalmente le porte al H.264. </p>
<p>Stiamo per assistere quindi a molti cambiamenti per il video online. Non dovremo innanzi tutto pi&#249; convertire i nostri file, ne attendere il processo di conversione online perch&#233; tutto &#8220;lavorer&#224;&#8221; in H.264. Con questo formato migliorer&#224; in maniera incredibile la qualit&#224; dell&#8217;audio e del video del materiale distribuito: sia per video in Alta Definizione (che sicuramente cominceremo a vedere sempre pi&#249; di frequente) che per i materiali a risoluzione standard web. Con l&#8217;AVC vedremo e sentiremo tutto meglio senza per questo doverci aspettare file di dimensioni pi&#249; ampie (anzi) e quindi tempi di caricamento o di risposta dilatati. Lo stesso varr&#224; anche per il Live Streaming, finalmente potremmo avere con la stessa occupazione di banda (o quasi) una qualit&#224; audio e video degna di una trasmissione di qualit&#224;, usando a questo punto una qualsiasi sorgente che riesca a streammare A/V in formato H.264 (purtroppo per il momento non &#232; stato upgradato il codec di Live Streaming sul Flash Player per cui non si pu&#242; streammare in H.264 dal client flash, ma si potr&#224; cominciare ad usare un Flash Player per ricevere segnali in streaming H.264). Il tutto, ciliegina sulla torta, corredato da altre importanti novit&#224; presenti nel player una su tutte il supporto del Full Screen in modalit&#224; hardware-nativa: vedremo e sentiremo molto meglio e a finalmente con un vero Full Screen. </p>
<p>Insomma un passaggio epocale per Flash che lo pone per il momento a riparo dalla possibile avanzata del neonato rivale di casa Microsoft Silverlight che tra i suoi punti di forza aveva proprio tutte le caratteristiche che l&#8217;ultima versione dei prodotti Flash ora supportano. Rimane ora forse solo un solo grande passo che Adobe deve compiere per portare i suoi prodotti ad essere competivi in tutti i segmenti del mercato (IPTV inclusa): un Flash Media Server che supporti finalmente il Multicast. Ma, per il nostro settore, per il video su web e per l&#8217;industria nascente della NetTV non c&#8217;&#232; dubbio che questo sia il passaggio chiave, quello che da tempo stavamo sperando. Ol&#232;!</p>
<p>&#8212; La <a href="http://www.adobe.com/products/flashplayer/productinfo/features/" target="_blank" title="Adobe Flash Player 9">DEMO</a> delle nuove funzionalit&#224; del Player Flash 9<br />
&#8212; Gallery di video in formato H.264 ad <a href="http://www.adobe.com/products/hdvideo/hdgallery/" target="_blank" title="Adobe Flash Player 9 HD Gallery">Alta Definizione</a><br />
&#8212; Le Caratteristiche dei nuovi <a href="http://www.adobe.com/products/flashmediaserver/" target="_blank" title="Adobe Flash Media Server 3">Flash Media Server 3</a></p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Adobe" rel="tag">Adobe</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/AVC" rel="tag">AVC</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Flash" rel="tag">Flash</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Flash Media Server" rel="tag">Flash Media Server</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/H.264" rel="tag">H.264</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/H264" rel="tag">H264</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Mogulus" rel="tag">Mogulus</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/MPEG-4" rel="tag">MPEG-4</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/NetTV" rel="tag">NetTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Streaming" rel="tag">Streaming</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/uStream" rel="tag">uStream</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>La TV Digitale Terrestre.</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 08:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712031002.jpg" height="287" width="188" border="0" align="left" hspace="6" vspace="4" alt="la tv digitale terrestre" title="la tv digitale terrestre" /> Arrivano nuovi dati sulla diffusione del Digitale Terrestre in Europa per per opera del e-Media Institute: che attesta il DTT come seconda piattaforma televisiva europea. 25 milioni sono infatti le famiglie che in Europa ricevono il segnale televisivo grazie al DVB-T, contro i 37 milioni del satellite, i 13 milioni della TV via cavo e i soli 4 milioni abbonati complessivamente ad offerte IPTV. Insomma l'azione fortemente voluta dalla Commissione Europea per svecchiare e rinnovare il sistema televisivo del vecchio continente sta dando i suoi frutti. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/12/03/la-tv-digitale-terrestre/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/12/200712031002.jpg" height="287" width="188" border="0" align="left" hspace="6" vspace="4" alt="la tv digitale terrestre" title="la tv digitale terrestre" /> Arrivano nuovi dati sulla diffusione del Digitale Terrestre in Europa per opera del e-Media Institute: che attesta il DTT come seconda piattaforma televisiva europea. 25 milioni sono infatti le famiglie che in Europa ricevono il segnale televisivo grazie al DVB-T, contro i 37 milioni del satellite, i 13 milioni della TV via cavo e i soli 4 milioni abbonati complessivamente ad offerte IPTV. Insomma l&#8217;azione fortemente voluta dalla Commissione Europea per svecchiare e rinnovare il sistema televisivo del vecchio continente sta dando i suoi frutti. </p>
<p>E la diffusione del DTT vuol dire molto, soprattutto in termini di uso pi&#249; efficiente delle scarsissime frequenze al di sotto di 1 GHz (tanto importanti ad esempio per il WiMax). Il DTT sta significando come sperato anche maggior numero di canali, migliore qualit&#224; del segnale A/V, avvio di nuove tipologie d&#8217;offerta come ad esempio il pay-per-view e canali ad Alta Definizione. Proprio sull&#8217;Alta definizione importanti sono gli annunci che si sono susseguiti nelle scorse settimane: in Inghilterra BBC, ITV, Channel 4 e Five hanno firmato un protocollo d&#8217;intesa che porter&#224; i primi canali HD sulla piattaforma DTT Freeview entro il 2009, in Francia TF1, France 2 e M6 attiveranno un&#8217;offerta HD entro la met&#224; del 2008.</p>
<p>E in Italia? La stato dell&#8217;arte ci arriva dalla Terza Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre svoltasi a Torino dal 30 novembre al 1 dicembre. Un report sui punti pi&#249; interessanti di quanto discusso mi &#232; arrivato via mail (grazie a Christian Chieregati).</p>
<p>I rappresentanti della Rai hanno rivelato il piano industriale dell&#8217; emittente: a quanto pare sul digitale, presumibilmente soltanto quello terrestre, entro il 2010 vi saranno in totale 9 canali Rai. Nel 2008 dovrebbe vedere la luce Rai 4, seguito a stretto giro da un altro canale (Rai 5). Nel 2009, finalmente, e se tutto andr&#224; bene, nasceranno due canali ad alta definizione. Uno dei motivi della scelta del 2009 per il lancio di canali HD (oltre al tempo necessario per costruire un palinsesto completo in Alta Definizione), dovrebbe essere la prima disponibilit&#224; sul mercato di decoders compatibili con il nuovissimo standard trasmissivo <strong>DVB-T 2</strong>, che come unica novit&#224; porter&#224; il data-rate per multiplex dai circa <strong>24 Mbit/s attuali a 34 Mbit/s</strong> (ottimo passo avanti, anche il vero passaggio essenziale dovr&#224; essere l&#8217;adozione del H264 per la compressione A/V del segnale, standard che purtroppo non &#232; supportato dalla maggior parte dei decoder e dei TV Set DTT Ready commercializzati fino ad oggi). Per quanto riguarda Mediaset, secondo le dichiarazioni dei vertici dell&#8217;azienda e del presidente del DGTVi Piero De Chiara, sta andando molto bene la distribuzione di Rete 4 HD l&#8217;unico canale HD disponibile (anche se in realt&#224; il canale non ha sorgenti HD ma &#232; &#8220;solo&#8221; un upscaled del canale SD a risoluzione 720p).</p>
<p>Anche in Italia quindi la situazione &#232; pi&#249; attiva che mai. L&#8217;unico vero errore? sembra essere stato l&#8217;interattivit&#224;, cosi afferma Ambrogetti: &#8220;si &#232; sbagliato quando per eccesso di entusiasmo si &#232; ad esempio  pensato all&#8217;interattivit&#224; come traino principale del DTT. Ma ora, con oltre 5 milioni di decoder interattivi gi&#224; distribuiti, abbiamo un&#8217;occasione irripetibile per portare nelle case degli italiani servizi per un utente consapevole e informato.&#8221;. E&#8217; vero anche se io sono ormai convinto che non ci sia pi&#249; molto da fare. Internet &#232; l&#8217;unico canale interattivo usato dalle masse e sar&#224; sempre pi&#249; cos&#236;. Gli ultimi dati del EIAA ci dicono che ormai anche gli over 55 (soprattutto le donne) stanno passando sempre pi&#249; tempo in Rete, questo grazie ad un minor costo, ad aumentata facilit&#224; d&#8217;accesso e ad una progressiva presa di coscienza delle potenzialit&#224; del mezzo da parte di tutti. Vogliamo rivolgere l&#8217;interattivit&#224; a chi non &#232; raggiunto da Internet per diminuire il digital divide? Non credo che un modem 56K ed un box pensato per fare tutt&#8217;altro siano la soluzione, varrebbe piuttosto la pena di spingere per l&#8217;espansione della banda larga, del WiFi e per una corretta regolamentazione delle frequenze WiMax cosi che questo divario possa veramente colmarsi. Comunque, tant&#8217;&#232;. L&#8217;MHP lo abbiamo in 5 milioni di decoder e se non fosse stato, tra l&#8217;altro, azzoppato dai gravissimi problemi di trasparenza nelle politiche di licensing probabilmente ci avremmo fatto di pi&#249;, se non altro un eccellente televideo e un EPG di sistema, ma ci arriveremo (&#232; notizia di questi giorni che il DVB sta rivedendo le patent policy dopo lo scandaloso caso capitato proprio con l&#8217;MHP, era ora).</p>
<p>Il Digitale Terrestre &#232; quindi fortunatamente una realt&#224; che si sta affermando e che porter&#224; anche qui in Italia un sostanziale progresso nell&#8217;offerta televisiva. A tutti coloro volessero approfondire il tema, capirci di pi&#249;, avere un quadro storico di questa evoluzione del sistema televisivo europeo consiglio di leggere un libro intitolato proprio <strong>&#8220;La TV Digitale Terrestre &#8211; Manuale per il professionista della Televisione&#8221;</strong> che ho con me da qualche settimana. Confesso che subito dopo averlo ricevuto dai due autori <strong>Davide Turi e Roberto Borroni</strong>, due colleghi con cui ho avuto il piacere di lavorare in Mediaset e conoscere le competenze e la professionalit&#224;, l&#8217;ho colpevolmente dimenticato sulla mia scrivania lasciandolo sommergere dalla consueta pila di carte. Ritrovato di recente sono stato tentato di fargli solo una segnalazione per tutti gli addetti ai lavori, ma poi ho cominciato a leggerlo. E leggendolo ho continuato a leggerlo, fin quando non mi sono trovato praticamente ad averlo finito tutto quasi senza accorgermene. E&#8217; un libro pensato sia per chi vuole entrare da zero nel mondo DTT, sia per chi gi&#224; c&#8217;&#232; dentro, come compendio quotidiano per termini o concetti particolarmente ostici. E&#8217; stato concepito con la formula Domande &#38; Risposte, cento domande con cento risposte molto ben fatte. A tratti, purtroppo, si nota come probabilmente per vincoli temporali e di spazio alcuni concetti siano stati solo accennati ma complessivamente il testo &#232; di grande valore. Un pezzo importante di letteratura del settore del quale si sentiva veramente bisogno. Quando l&#8217;ho chiuso il pensiero &#232; stato: ci fosse stato 4 anni fa! Io credo che tutti gli operatori del settore dovrebbero regalarsi per 18 euro questo piccolo libro per il prossimo Natale, forse prenderemo tutti delle scelte un po pi&#249; consapevoli.</p>
<p>&#8212; La scheda del libro &#8220;<a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_Libro.asp?ID=15293&amp;Tipo=Libro&amp;strRicercaTesto=&amp;titolo=La+tv+digitale+terrestre%2E+Manuale+per+il+professionista+della+televisione" target="_top" title="TV Digitale Terrestre">TV Digitale Terrestre</a>&#8220;.<br />
&#8212; I punti salienti dell&#8217;ultimo <a href="http://www.manualepraticodtt.it" target="_top" title="DGTVi">convegno</a> del DGTVi.</p>
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		<item>
		<title>Kindler garden.</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 19:22:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia impazza su tutti i principali blog americani: Amazon ha lanciato un suo lettore di libri elettronici, un eBook Reader. Appena ho visto la foto sono rimasto di stucco: orrore e raccapriccio. Un oggetto di una bruttezza disarmante, almeno in foto. Ho poi incominciato a leggere diversi articoli in merito compresa la diretta-via-blog dell'evento di presentazione che ha visto protagonista lo stesso <strong>Jeff Bezos</strong>. 

<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/11/200711201131.jpg" height="188" width="410" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="Kindler" title="Kindler" /> <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/11/20/kindler-garden/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia impazza su tutti i principali blog americani: Amazon ha lanciato un suo lettore di libri elettronici, un eBook Reader. Appena ho visto la foto sono rimasto di stucco: orrore e raccapriccio. Un oggetto di una bruttezza disarmante, almeno in foto. Ho poi incominciato a leggere diversi articoli in merito compresa la diretta-via-blog dell&#8217;evento di presentazione che ha visto protagonista lo stesso <strong>Jeff Bezos</strong>. </p>
<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/11/200711201131.jpg" height="188" width="410" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="Kindler" title="Kindler" /></p>
<p>Il mio dubbio era: perch&#233; Amazon, realt&#224; di grandissimo successo, solida ed in continua espansione ha voluto infilarsi nel pericolosissimo tunnel dei dispositivi hardware? Mi direte che gli eBook sono il futuro dei libri e fin qui siam d&#8217;accordo anche se &#232; da vedere di quale futuro stiamo parlando visto che di morte della carta se ne parla da decenni. Ad ogni modo il modello di Amazon sembra essere quello Apple: presidiare tutta la catena creando un cortocircuito ad hoc tra il mondo digitale e quello fisico. Di eBook reader sul mercato ce ne sono, pochi ma ce ne sono. Nessuno per&#242; poteva essere integrato in maniera cos&#236; perfetta la modello di business di Amazon. </p>
<p>Effettivamente l&#8217;orrendo Kindler si propone come soluzione semplice ed immediata per tutti i lettori accaniti e non solo di libri ma anche di quotidiani e blog. Per semplice ed immediata intendo una soluzione pensata in prima istanza per i non tecnologici. Sborsata la modica di <strong>$399</strong> ci si porta a casa un &#8220;enorme&#8221; oggetto bianco che &#232; in grado di scaricare in pochi secondi qualsiasi contenuto di nostro interesse. Il tutto senza fili, naturalmente, ma anche senza connessione WiFi. Il trucco &#232; l&#8217;utilizzo della tecnologia mobile <strong>EVDO</strong> in partnership con Sprint senza per&#242; costringere l&#8217;utente ad abbonarsi a nessun servizio telefonico: l&#8217;utente finale paga direttamente Amazon. E paga Amazon sia per il servizio di trasporto dell&#8217;informazione (la connessione cellulare) sia eventualmente per il contenuto (libri, newspaper).</p>
<p>Chi l&#8217;ha provato l&#8217;ha trovato molto meno peggio di quel che appare ma ancora lontano dall&#8217;esser l&#8217;Oggetto universale che sostituir&#224; la carta. Poco male, non &#232; questo il punto. Ci&#242; che di interessante ha questa operazione &#232; per l&#8217;appunto la fortissima somiglianza con la strategia vincente adottata da tempo da Apple (e se vogliamo, &#232; lo stesso principio che Amazon applica per il servizio di <strong>video-on-demand</strong> &#8220;Unbox&#8221; in patnership con TiVo). Presidiando tutti i punti della catena del valore si riesce a tenere tutto sotto controllo, migliorando il servizio e generando al contempo pi&#249; revenues. Peccato, anche in questo caso, che non sia un servizio aperto ma che libri e riviste siano venduti sotto DRM, protetti quindi e sbloccabili solo all&#8217;interno del giardino chiuso di Kindler. </p>
<p>Personalmente non credo che Kindler far&#224; molta strada, almeno cos&#236; come &#232; concepito, e non credo neanche che Amazon -come Apple- sia sufficientemente potente per imporre al mercato un unico <strong>DRM</strong> per la &#8220;carta&#8221;. Bezos dice che l&#8217;industria dei libri e dei giornali non &#232; ancora pronta per una distribuzione libera da vincoli. Forse &#232; vero, e forse &#232; vero che &#232; necessario creare prima un forte presupposto di business prima di provare a forzare la mano. Vedremo, anche se quotidiani, magazine e gli stessi blog non avranno bisogno di appositi reader per trovare un modello di sostenibilit&#224; convincente (sar&#224; la pubblicit&#224; a garantire tutte le revenues). Altro discorso per i libri per i quali credo ci vorr&#224; ancora molto tempo perch&#233; si possa pensare di liberarsi definitivamente dalla carta, nonostante oggetti come Kindler promettano un esperienza visiva, tattile (e in futuro anche olfattiva) del tutto paragonabile.</p>
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		<title>Per fare i Radiohead servono i Radiohead.</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Impressionanti sono i numeri dichiarati dai Radiohead per la prima settimana di distribuzione del loro nuovo capolavoro "In Rainbows". Per chi non lo sapesse l'ultima fatica della band di Thom Yorke nata nello Oxfordshire nel 1986 &#232; stata pubblicata dalla band solo su Internet scaricabile gratuitamente con l'opzione di lasciare "una mancia" prima di portarsi il malloppo a casa. E' in pratica un esperimento a donazione libera dove chi vuole scarica senza pagare, chi invece vuole premiare gli artisti pu&#242; farlo liberamente. In questa operazione non &#232; stata coinvolta nessuna produzione, distribuzione, etichetta, agenzia stampa e non &#232; stata attivata nessuna campagna promozionale. E' bastato solo far circolare la notizia per traformare "In Rainbows" in un precedente epocale: 1.2 milioni di download in una settimana, con una  media di $8 per album "donati" dai fans, per un totale di circa 10 milioni di dollari incassati. Diecimilioni di dollari puliti, senza per l'appunto intermediari, ed in una sola settimana. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/10/22/per-fare-i-radiohead-servono-i-radiohead/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/10/200710221310.jpg" height="420" width="420" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="in rainbow" title="in rainbow" /></p>
<p>Impressionanti sono i numeri dichiarati dai Radiohead per la prima settimana di distribuzione del loro nuovo capolavoro &#8220;In Rainbows&#8221;. Per chi non lo sapesse l&#8217;ultima fatica della band di Thom Yorke nata nello Oxfordshire nel 1986 &#232; stata pubblicata solo su Internet scaricabile gratuitamente con l&#8217;opzione per lasciare &#8220;una mancia&#8221; prima di portarsi il malloppo a casa. E&#8217; in pratica un esperimento a donazione libera dove chi vuole scarica senza pagare, chi invece vuole premiare gli artisti pu&#242; farlo liberamente. In questa operazione non &#232; stata coinvolta nessuna produzione, distribuzione, etichetta, agenzia stampa e non &#232; stata attivata nessuna campagna promozionale. E&#8217; bastato solo far circolare la notizia per traformare &#8220;In Rainbows&#8221; in un precedente epocale: 1.2 milioni di download in una settimana, con una  media di $8 per album &#8220;donati&#8221; dai fans, per un totale di circa 10 milioni di dollari incassati. Diecimilioni di dollari puliti, senza per l&#8217;appunto intermediari, ed in una sola settimana.</p>
<p>Un successo senza precedenti che spazza via ogni dubbio sulla reale fattibilit&#224; di operazioni di questo genere. Io l&#8217;album me lo sono scaricato lasciando 3 sterline anche se dopo averlo sentito ho avuto subito la tentazione di ritornare a lasciarne altre 10. L&#8217;album &#232; un capolavoro e pensare che un prodotto di tal valore possa essere stato messo liberamente su Internet &#232; veramente una rivoluzione. </p>
<p>Tutta questa operazione per&#242; mi lascia aperto ancora un grandissimo dubbio. Avrebbero potuto fare quel che hanno fatto i Radiohead senza essere i Radiohead? ovvero senza aver pompato per anni i loro video su MTV, sparso il seme dei loro dischi dentro decine di migliaia di music store, partecipato di conseguenza a migliaia di interviste e aver radunato folle oceaniche ai loro concerti organizzati con ampie promozioni? La risposta &#232; molto probabilmente no. Per costruire da soli un successo di tale portata servono in ogni caso moltissimi denari. Questi possono provenire da propri finanziamenti, come ad esempio le campagne pubblicitarie che vengono messe in piedi dai giganti dell&#8217;intrattenimento per lanciare ogni nuovo progetto, oppure da un minor guadagno che gli artisti percepiscono nei loro primi anni di vita a favore di poderose campagne di comunicazione a loro beneficio.</p>
<p>E&#8217; fondamentale poi rimanere credibili, continuando a sfornare negli anni prodotti di eccellente qualit&#224; come sono sempre stati quelli di Yorke &#38; Co. Quando si &#232; raggiunta la notoriet&#224; planetaria e si ha tra le mani la capacit&#224; creativa per continuare a creare eccellenze allora, ormai &#232; chiaro, si pu&#242; pensare di andare avanti da soli. Niente etichette ma anche niente iTunes. Ogni sito internet &#232; un punto d&#8217;accesso per i propri prodotti, cos&#236; come ogni blog &#232; potenzialmente un nuovo canale televisivo. Ed &#232; proprio questo il secondo pensiero che mi &#232; venuto ragionando sul caso Radiohead. Assisteremo a breve a fenomeni analoghi riguardanti grandi nomi del panorama TV? Pensateci, perch&#233; no. Un grande volto, capace di attirare milioni di persone, ed in grado di produrre per suo conto nuovi format a basso costo potrebbe senza troppe difficolt&#224; aprire un suo proprio canale distributivo. Lavorando con il video si avrebbe poi una doppia possibilit&#224;: &#8220;la mancia&#8221; stile Radiohead o in alternativa il download di un contenuto infarcito di pubblicit&#224;.</p>
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		<title>Feed Boost, ecco come &#232; andata.</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Oct 2007 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo &#232; un post che avevo deciso di non scrivere, semplicemente perch&#233; volevo ignorare la questione che non mi sembrava interessante per chi segue questo blog. Mi scuso per l'off-topic, non parler&#242; di Net Television ma del caso scoppiato riguardo all'esplosione del numero dei feed reader conteggiati per questo mio blog che sta suscitando un vero e proprio caso internazionale. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/10/07/feed-boost-ecco-come-andata/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo &#232; un post che avevo deciso di non scrivere, semplicemente perch&#233; volevo ignorare la questione che non mi sembrava interessante per chi segue questo blog. Mi scuso per l&#8217;off-topic, non parler&#242; di Net Television ma del caso scoppiato riguardo all&#8217;esplosione del numero dei feed reader conteggiati per questo mio blog che sta suscitando un vero e proprio caso internazionale. E&#8217; un post lunghissimo ma ho voluto riportare tutto quanto accaduto.</p>
<p>Chi mi segue sa gi&#224; cosa &#232; successo, ma credo sia necessario fare chiarezza perch&#233; cominciano a circolare troppe inesattezze che hanno portato qualcuno a giungere a conclusioni errate. Premetto che non voglio commentare la vicenda ma raccontarvi solo cosa &#232; successo. Il 14 settembre scorso feci un <a href="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2007/09/14/update-n3tv-coolstreaming-e-von/" target="_blank" title="Coolstreaming">post</a> dove scrissi:</p>
<blockquote><p>Innanzi tutto una nota sul mio blog che da qualche giorno ha visto letteralmente esplodere il numero di abbonati ai feed (oltre 70K). Motivo? Sono entrato nella toolbar di Coolstreaming ed &#232; quindi accessibile direttamente a tutti i suoi numerosissimi utilizzatori. Grazie Pierluigi per la stima e, come sempre, continua cos&#236; e tieni duro: alla fine ce la faremo!</p></blockquote>
<p>Vediamo in pratica cosa &#232; successo. Coolstreaming il servizio italiano di P2PTV (e tanto altro, ed altro ancora a venire) permette ai suoi utenti di scaricare una toolbar per Internet Explorer (per PC). La tooblar, che &#232; del tutto assimilabile a quella ad esempio di Google, permette agli utenti Coolstreaming di avere costantemente sotto mano una serie di servizi, come le Web Radio, l&#8217;elenco dei video disponibili, alcune NetTV ed una manciata di feed RSS. Questi ultimi sono gestiti nello stesso modo, ad esempio, del browser Safari di Apple. In pratica l&#8217;utente appena installa la toolbar si trova gi&#224; a disposizione una selezione di sorgenti di notizie. E&#8217; una pre-selezione, organizzata secondo dei criteri editoriali definiti. Apple ad esempio mette su Safari i feed alle sue news (Apple News) e ad alcuni altri servizi collegati al suo mondo. Coolstreaming invece mette feed riguardanti la NetTV e pi&#249; in generale ad informazioni che ritiene interessanti al suo pubblico. Intorno alla prima met&#224; di settembre Coolstreaming decise, in piena autonomia, di inserire anche il feed del mio blog direttamente tra quelli disponibili nella toolbar. Una operazione assolutamente lecita, che non ha portato tra me e Coolstreaming nessun tipo di accordo (e ci mancherebbe che non si possano linkare dei feed RSS liberamente). Non sono il solo blog italiano presente nella toolbar: per intenderci Coolstreaming ha da tempo in toolbar anche il feed del blog di Beppe Grillo. Qual&#8217;&#232; allora il problema di questa operazione? Cosi come avviene per Safari di Apple, ogni volta che un utente fa partire il proprio browser dove &#232; installata la toolbar quest&#8217;ultima scarica automaticamente tutti i feed dei siti selezionati da Coolstreaming. Questo &#8220;scaricamento&#8221; viene automaticamente contato da Feedburner, il servizio che uso come moltissimi per servire i feed RSS, come una lettura del feed stesso. Quindi in sostanza basta che un utente &#8220;accenda&#8221; il suo browser Coolstreamizzato perch&#233; il mio feed count veda per quel giorno un nuovo lettore, questo anche se l&#8217;utente in questione non vada mai a leggere effettivamente il contenuto delle notizie riportate in toolbar.</p>
<p>La &#8220;disgrazia&#8221; vuole che Coolstreaming sia un servizio particolarmente seguito (io ripeto spesso dati alla mano che fa lo stesso numero di viewers che FOX fa quotidianamente in Italia). La sola toolbar viene usata ogni giorno da oltre 70 mila persone. Ecco quindi che chiunque abbia la fortuna di essere selezionato per la toolbar di Coolstreaming (o di qualsiasi altro servizio analogo) veda il suo numero di feed reader crescere a dismisura, senza in realt&#224; sapere quanti veri lettori possieda.</p>
<p>Nessun accordo quindi, ne operazione nascosta. Una semplice scelta editoriale che &#232; andata ad impattare su un macroscopico problema di Feedburner. Ora, il problema quale &#232; stato: Blogbabel, la classifica ritenuta da molti come la pi&#249; attendibile per misurare il ranking dei blog italiani, considerava nel computo totale del peso di un blog anche il numero dei suoi lettori ai feed RSS: dato preso direttamente da Feedburner. Ecco quindi che il mio blog dalla 49 posizione assoluta in cui si trovava schizz&#242; immediatamente alla 19 posizione. Questo balzo in avanti credo abbia attirato l&#8217;attenzione di chi gestisce la classifica di Blogbabel (dico credo perch&#233; io non ho saputo nulla). Comunque sta di fatto che dal giorno alla notte la mia posizione su Blogbabel &#232; scesa dal 18 posto al 160, perch&#233; Blogbabel decise di non considerare pi&#249; il numero dei miei lettori di feed. Io onestamente non me ne ero neanche accorto, e quando presi evidenza della questione credetti che fosse un non cos&#236; tanto infrequente errore di lettura dei dati da feedburner. La vera verit&#224; l&#8217;appresi leggendo un post di <a href="http://www.axellweb.com/2007/09/27/quel-giorno-che-tommaso-perse-tutti-i-lettori-per-blogbabel/" target="_blank" title="AxellWeb">Andrea Toso</a> che segnalava la questione:</p>
<blockquote><p>E io penso che annullare i valori del feed di <a href="http://tommaso.tessarolo.it" target="_blank">Tommaso Tessarolo</a> solo perch&#233; provenienti da un normale, seppur famoso, sistema di aggregazione dei feed per siti web con contenuti video, sia un grave errore.</p>
<p><img src="http://www.axellweb.com/wp-content/uploads/2007/09/tommaso-feed.jpg" title="Tommaso Feed a confronto" alt="Tommaso Feed a confronto" class="imageframe" align="left" height="146" width="396">Tommaso oggi ha oltre 76.000 lettori del suo feed. Sono lettori reali? Fantasiosi? Provengono dagli aggregatori? Non lo so, non mi importa. <strong>Ma <a href="http://it.blogbabel.com/metrics/blog/tommasotessarolo/" target="_blank">azzerare i suoi lettori</a> &#232; sbagliato e vergognoso</strong>. Era partito un dialogo costruttivo nel <a href="http://groups.google.it/group/blogmetrics-italia?lnk=li" target="_blank">Google Group di BB</a>, cosa &#232; successo?</p>
</blockquote>
<p>Sulla questione intervenne immediatamente anche Coolstreaming con un <a href="http://www.coolstreaming.us/forum/showthread.php?t=24337" target="_blank" title="Coolstreaming">post</a> sul suo forum che vi riporto di seguito.</p>
<blockquote><p>Ieri e&#8217; accaduta una cosa molto strana riguardo al nostro amico Tommaso Tessarolo.</p>
<p>Dalla mattina alla sera, si e&#8217; trovato il suo blog penalizzato nella classifica di blog****l. La motivazione risiede nel fatto che da alcuni giorni e&#8217; stato inserito nella nostra toolbar sotto la sezione rss che puo&#8217; offrire oltre 80.000 feed reali!.<br />
Le nostre statistiche sono certificate sia internamente che da conduit&#174;, quindi rifiutiamo qualsivoglia modo truffaldino di far aumentare il pageranking di blog o varie.</p>
<p>Ribadiamo e insistiamo sul fatto che essere abbonati ad un feed non comporta assolutamente la lettura immediata, noi offriamo la possibilita&#8217; ad ogni nostro utente che utilizzi la toolbar di poter leggere gli ultimi post inseriti. D&#8217;altronde esistono migliaia di strumenti che inseriscono automaticamente feed rss di partenza. Noi non ci addentriamo se sia giusto o meno che un blog abbia questa opportunita&#8217;. La nostra toolbar rappresenta uno strumento molto usato e quindi di prestigio e consideriamo tali i blog che noi linkiamo.</p>
<p>Troviamo assurdo che un blog di notevole importanza che sta dando un nuovo slancio alla webtv e nettv in italia sia penalizzato &#8220;solamente&#8221; per essere stato introdotto in un sistema di aggregazione.</p>
<p>Team Coolstreaming</p></blockquote>
<p>Essendo giunti quindi alla conclusione che anche Beppe Grillo aveva lo stesso mio problema Blogbabel decise di modificare i parametri di raking della sua classfica di fatto eliminando il peso dei feed Readers di Feedburner dal computo totale. Questa operazione ha provocato uno stravolgimento vero e proprio della classifica italiana dei blog che ha visto scendere pesantemente soprattutto i blog facenti parte dei principali network di nanopublish nostrani. Dal mio punto di vista nulla &#232; cambiato, almeno nulla in peggio. Si perch&#233; con la nuova modalit&#224; di conteggio il mio blog &#232; passato dalla 18 posizione a cui ero arrivato dopo il &#8220;Feed Boost&#8221; di Coolstreaming alla attuale 17sima. Amen, la mia vita &#232; rimasta sempre la stessa, con le classifiche che mi passano indifferenti giorno dopo giorno.</p>
<p>La questione per&#242; si &#232; complicata non poco diventando appunto un caso internazionale.</p>
<p>Per mano di <a href="http://www.deeario.it/2007/10/05/tessarolizza-il-tuo-feed/" target="_blank" title="Toni Siino">Tony Siino</a> fondatore di Blog Italia (altra classifica dei blog italiani che lavora con altri criteri ancora) il &#8220;leggero&#8221; problema di conteggio che attanaglia Feedburner da sempre &#232; ora diventato un caso. Tony infatti, interpellandomi preventivamente, ha creato un Tool online chiamato <a href="http://www.deeario.it/2007/10/05/tessarolizza-il-tuo-feed/" target="_blank" title="Tessarolizr">Tessarolizr</a> (uno scherzo, che fa leva sul caso Blogbabel che vi ho appena raccontato) dove chiunque in pratica pu&#242; aumentare a piacere il numero dei lettori di un feed RSS, sfruttando per l&#8217;appunto l&#8217;anomalia di funzionamento di Feedburner. Io sono stato, e sto tutt&#8217;ora al gioco perch&#233; mi &#232; sembrato un modo di grande impatto per portare sotto gli occhi di tutti l&#8217;evidenza di questo macroscopico problema e l&#8217;infondatezza quindi di certi criteri di ranking.</p>
<p>Il Tessarolizr ha portato immediatamente gli effetti sperati. Qualcuno, uno dei top blogger italiani, ha subito usato lo strumento per far raddopiare di botto il numero dei lettori di feed del pi&#249; letto blog tecnologico americano, niente meno che Techcrunch. I ragazzi californiani hanno immediatamente avvertito l&#8217;anomalia uscendosene con un <a href="http://www.techcrunch.com/page/2/" target="_blank" title="Techcrunch">post</a> sull&#8217;argomento che &#232; stato tra i pi&#249; letti del week-end:</p>
<blockquote><p>1,511,000: the number of subscribed RSS readers of TechCrunch, according to the Feedburner Widget as I type this post. Given the number is up significantly from the 600,000 odd subscribers we had yesterday, I&#8217;m calling it a Feedburner bug.</p>
<p>Feedburner has had a long history of doing strange things with the subscriber counter, and TechCrunch&#8217;s readership (if the counter is to be believed) can fluctuate by over 50,000 readers from day to day, but I&#8217;ve never seen a 900,000 jump.</p></blockquote>
<p>Avvertiti nei commenti allo stesso post che il motivo dell&#8217;incremento dei loro feed era da ricercarsi nell&#8217;ormai famoso Tessarolizr Techcrunch ha subito sentito un parere di Feedburner (che vi ricordo &#232; ora propriet&#224; di Google), che per bocca del suo CEO ha fatto sapere:</p>
<blockquote><p>Feedburner&#8217;s CEO Dick Costolo has confirmed it was a bug and that it will be fixed shortly.</p></blockquote>
<p>Quindi Feedburner ammette ufficialmente il problema, e ci mancherebbe, e promette di correggerlo quanto prima. Prima di continuare una sola considerazione: ma ci voleva il Tessarolizr per far smuovere Feedburner? Non &#232; sempre stato un problema ultra evidente?</p>
<p>Sta di fatto che qualcosa di grosso si sta muovendo ed anche Blogbabel in un suo recente <a href="http://it.blogbabel.com/blog/2007/10/05/tessarolizziamoci-o-no/" target="_blank" title="Blogbabel">post</a> rimarca la questione, non mancando di sottolineare per&#242; come la provocazione ad opera di Tony Siino secondo loro non sia stata una buona mossa:</p>
<blockquote><p>Il buon Tony, che non perde mai l&#8217;occasione per criticare BlogBabel, ha creato insieme ad altri buontemponi un bel giochetto in Flash che permette di modificare a piacimento le statistiche di traffico di FeedBurner.</p>
<p>Il tutto con l&#8217;obiettivo di scalare la &#8220;super affidabile classifica dei blog italiani&#8221;. Peccato che Tony si sia dimenticato di citare due cose:</p>
<p>la sua, di classifica, &#232; basata sulla serie di dati pi&#249; inaffidabile (e facilmente &#8220;taroccabile&#8221;) di Internet<br />
BlogBabel non conta pi&#249; il valore di FeedBurner ai fini del posizionamento in classifica, ma si limita a riportare il valore e lo relega in una classifica separata<br />
Tony invita i suoi lettori a giocare con il Tessarolizer. Secondo noi invece non dovrebbero: prima o poi infatti a qualcuno verr&#224; in mente di manipolare i dati di siti conosciuti (ad esempio TechCrunch, o CNN), alterando per gioco dati su cui sono in parte basate campagne pubblicitarie da centiaia di migliaia o milioni di dollari. A quel punto, secondo voi Google (che ha acquistato FeedBurner qualche mese fa), con chi se la prender&#224;? Vista l&#8217;aria che tira, non mi sembra il momento di scherzare troppo con la polizia postale italiana, vero Tony?</p></blockquote>
<p>Con questo credo di aver riportato praticamente tutto quanto successo fino ad ora. Aspettiamo a questo punto evoluzioni sperando si capisca che le classifiche hanno un senso molto relativo e che chi ha intenzione di cimentarsi in questa pericolosa &#8220;arte&#8221; deve sempre e comunque avere una linea di condotta imparziale e trasparente.</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Feedburner" rel="tag">Feedburner</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Blogbabel" rel="tag">Blogbabel</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Tessarolizr" rel="tag">Tessarolizr</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>Questa sera alle 22:30 la prima puntata di INFAME, la trasmissione di musica di N3TV.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/19/questa-sera-alle-2230-la-prima-puntata-di-infame-la-trasmissione-di-musica-di-n3tv/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=questa-sera-alle-2230-la-prima-puntata-di-infame-la-trasmissione-di-musica-di-n3tv</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi permetto di prendere due righe per annunciare che io (Erik Stripparo) comincio un nuovo programma dal vivo...si, dal vivo su N3TV, a pratire da mercoled&#236; 19 settembre alle 22 e 30.

Lo show si chiama INFAME
E' uno show musicale all'inerno del quale potrete interagire.

I miei primi ospiti saranno Lonski and Classen che suoeranno dal vivo dallo studio 1 di N3tv di Berlino.

Marco Barozzi si occuper&#224; dell'accompagnamento musicale come in ogni talk show che si rispetti, e sar&#224; il nostro "one man orchestra"

Regia di Alexander Renzetti da Roma, e per la chat responsabile il grande Saverio Cannito.

Infame sar&#224; un evento settimanale..per cui fatevi vedere 
e chiaramente sarte in grado di scaricare lo show per tutti quati i vostri giocattolini come telefonino o ipod.

Per cui divertitevi con noi in questo inizio autunno pieno di cose belle!

Buon divertimento!! <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/19/questa-sera-alle-2230-la-prima-puntata-di-infame-la-trasmissione-di-musica-di-n3tv/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/200709191046.jpg" height="161" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="infame" title="infame" /></p>
<p>by Erik Stripparo</p>
<p>Mi permetto di prendere due righe per annunciare che io (Erik Stripparo) comincio un nuovo programma dal vivo&#8230;si, dal vivo su N3TV, a pratire da mercoled&#236; 19 settembre alle 22 e 30.</p>
<p>Lo show si chiama <a href="http://n3tv.tv/it/index.php/category/shows/infame/" target="_top" title="INFAME">INFAME</a><br />
E&#8217; uno show musicale all&#8217;inerno del quale potrete interagire.</p>
<p>I miei primi ospiti saranno Lonski and Classen che suoeranno dal vivo dallo studio 1 di N3tv di Berlino.</p>
<p>Marco Barotti si occuper&#224; dell&#8217;accompagnamento musicale come in ogni talk show che si rispetti, e sar&#224; il nostro &#8220;one man orchestra&#8221;</p>
<p>Regia di Alexander Renzetti da Roma, e per la chat responsabile il grande Saverio Cannito.</p>
<p>Infame sar&#224; un evento settimanale..per cui fatevi vedere<br />
e chiaramente sarte in grado di scaricare lo show per tutti quati i vostri giocattolini come telefonino o ipod.</p>
<p>Per cui divertitevi con noi in questo inizio autunno pieno di cose belle!</p>
<p>Buon divertimento!!</p>
<p>ps. per chi non lo conoscesse guardate l&#8217;altra produzione di Eirk Stripparo, CIBI ALTERATI (<a href="http://cibialterati.com/?p=72" target="_blank" title="cibi alterati">la nuova puntata</a>).<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Erik Stripparo" rel="tag">Erik Stripparo</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/INFAME" rel="tag">INFAME</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/N3TV" rel="tag">N3TV</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Show cancellato in TV va su MySpace.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/19/show-cancellato-in-tv-va-su-myspace/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=show-cancellato-in-tv-va-su-myspace</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Sep 2007 06:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/200709191056.jpg" height="83" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="quarterlife" title="quarterlife" />

E' notizia di qualche giorno fa che lo show "<a href="http://quarterlife.com/" target="_blank" title="Quarterlife">Quarterlife</a>" prodotto da ABC e quindi cancellato per lo scarso successo di audience verr&#224; distribuito per mano degli autori direttamente su MySpace. "Vogliamo provare che c'&#232; un'altra via" queste le parole dei produttori che, amareggiati dal trattamento loro riservato dalla televisione, vogliono trovare riscatto in rete. Notizia importante, ma altrettanto fondamentale &#232; che la rete non diventi il raccoglitore degli scarti della TV quanto fucina di nuovi contenuti.


--- La notizia sul sito della <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/6992736.stm" target="_blank" title="Quarterlife BBC News">BBC</a>. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/19/show-cancellato-in-tv-va-su-myspace/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/200709191056.jpg" height="83" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="quarterlife" title="quarterlife" /></p>
<p>E&#8217; notizia di qualche giorno fa che lo show &#8220;<a href="http://quarterlife.com/" target="_blank" title="Quarterlife">Quarterlife</a>&#8221; prodotto da ABC e quindi cancellato per lo scarso successo di audience verr&#224; distribuito per mano degli autori direttamente su MySpace. &#8220;Vogliamo provare che c&#8217;&#232; un&#8217;altra via&#8221; queste le parole dei produttori che, amareggiati dal trattamento loro riservato dalla televisione, vogliono trovare riscatto in rete. Notizia importante, ma altrettanto fondamentale &#232; che la rete non diventi il raccoglitore degli scarti della TV quanto fucina di nuovi contenuti.</p>
<p>&#8212; La notizia sul sito della <a href="http://news.bbc.co.uk/2/hi/entertainment/6992736.stm" target="_blank" title="Quarterlife BBC News">BBC</a>.<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Quarterlife" rel="tag">Quarterlife</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/ABC" rel="tag">ABC</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/MySpace" rel="tag">MySpace</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>MeOnTV. La soluzione di Ericsson e Endemol per la TV partecipativa via telefono.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/10/meontv-la-soluzione-di-ericsson-e-endemol-per-la-tv-partecipativa-via-telefono/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=meontv-la-soluzione-di-ericsson-e-endemol-per-la-tv-partecipativa-via-telefono</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Sep 2007 09:30:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>
MeOnTV &#232; una soluzione sviluppata in Olanda da una societ&#224; chiamata Triple IT, abbracciata da Ericsson e quindi sposata da Endemol. Tecnologia, telefonia e televisione questi gli ingredienti per un mix che sembra la scoperta dell'acqua calda ma che in realt&#224;, proprio per la sua semplicit&#224;, racchiude in se un potenziale enorme. E attenzione perch&#233; quando si parla di televisione per MeOnTV stiamo parlando anche di NetTV, ovvero la soluzione &#232; gi&#224; pronta a funzionare anche su Internet.

Per capire cosa &#232; basta scorrere la descrizione che fornisce Triple IT (e guardare il video di Ericsson in testa a questo post).<!--more--> 
 <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/10/meontv-la-soluzione-di-ericsson-e-endemol-per-la-tv-partecipativa-via-telefono/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[blip 376728]</p>
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MeOnTV &#232; una soluzione sviluppata in Olanda da una societ&#224; chiamata Triple IT, abbracciata da Ericsson e quindi sposata da Endemol. Tecnologia, telefonia e televisione questi gli ingredienti per un mix che sembra la scoperta dell&#8217;acqua calda ma che in realt&#224;, proprio per la sua semplicit&#224;, racchiude in se un potenziale enorme. E attenzione perch&#233; quando si parla di televisione per MeOnTV stiamo parlando anche di NetTV, ovvero la soluzione &#232; gi&#224; pronta a funzionare anche su Internet.</p>
<p>Per capire cosa &#232; basta scorrere la descrizione che fornisce Triple IT (e guardare il video di Ericsson in testa a questo post).<span id="more-677"></span> </p>
<p>
Innanzi tutto c&#8217;&#232; da dire che MeOnTV &#232; una white label, ovvero un servizio non legato a nessun particolare operatore telefonico ne produttore di telefonini: chi vuole lo pu&#242; implementare, localizzandolo. Il gestore del servizio MeOnTV quindi apre un numero telefonico, rendendolo disponibile a chiunque: un normalissimo numero di telefono compresi anche i gettonatissimi 800. Sei persone al massimo possono chiamare contemporaneamente questo numero e gli utenti mobili possono farlo effettuando una video chiamata. I video trasmessi vengono registrati da MeOnTV (su un server) e possono essere categorizzati dagli &#8220;autori&#8221; utilizzando un semplice menu fornito dall&#8217;IVR del servizio.
</p>
<p>
Quindi, in pratica, se si ha un videofonino si chiama un numero, si fa partire la video chiamata e tutto ci&#242; che si trasmette viene registrato in remoto sui server di MeOnTV all&#8217;interno di una categoria da noi scelta. A quel punto con il video registrato si pu&#242; fare qualsiasi cosa: si pu&#242; pubblicare automaticamente su un sito internet (o su un blog generando un post), si pu&#242; rendere disponibile a chi voglia utilizzarlo all&#8217;interno di altri video o reportage, o si pu&#242; semplicemente lasciare dove &#232; come archivio digitale.
</p>
<p>
Fin qui, molto interessante e davvero potente, ma nulla di veramente nuovo. In Italia, ad esempio, il servizio <a href="http://www.speakageline.com/it/" target="_blank" title="Speakage Line">Speakage Line</a> (che ho gi&#224; provato su questo blog), consente di fare una cosa molto simile, potenzialmente anche con il video. Ma ci&#242; che rende MeOnTV decisamente innovativo &#232; il modulo &#8220;Live SDI Box&#8221;, un componente che converte in tempo reale il &#8220;footage&#8221; ricevuto dalla video chiamata in un formato pronto per essere trasmesso in qualit&#224; (e con tecnologie) broadcast. Ai brodcaster o meglio, ai team editoriali dei broadcaster, la piattaforma MeOnTV mette a disposizione un backoffice (web) che permette di fare tutto ci&#242; che ci si aspetta: decidere quale dei flusso che si sta ricevendo in diretta dei telefonini (come gi&#224; detto al massimo sei) redirigere verso il broadcating (e quindi verso la diretta TV), revisionare e classificare tutto il materiale ricevuto ed eventualmente esportarlo.
</p>
<p>
La soluzione &#232; gi&#224; stata utilizzata lo scorso autunno da Endemol nell&#8217;ultima edizione del Grande Fratello dove il vincitore dell&#8217;edizione precedente (un tal Joost !!) dava il ben venuto in diretta dal videofonino ai nuovi concorrenti, e da CNN che ha gi&#224; sperimentato un primo live da cellulare. Il fatto che MeOnTV sia una white label fa contenti tutti dando un senso alla possibilit&#224; di videochiamare offerta dai nuovi telefonini. Quindi niente PC, webCam, telecamere, strani aggeggi futuristici, per trasmettere in diretta basta accendere il videofonino e si &#232; subito in diretta. Come accennavo all&#8217;inizio del post la piattaforma MeOnTV non &#232; pensata solo per la TV &#8220;classica&#8221;. Senza il modulo &#8220;Live SDI Box&#8221; MeOnTV rimane una ottima piattaforma che consente di mandare in diretta sul web flussi in diretta ricevuti dai telefonini. Pensatela se volete come una Mogulus per il mobile, certo molto meno aperta e decisamente pi&#249; costosa ma incredibilmente pi&#249; semplice da usare. Appunto: niente PC ne altro, basta un telefonino e si &#232; in onda. </p>
<p>
&#8212; MeOnTV sul sito di <a href="http://www.triple-it.nl/TripleIt.aspx?Page=MeOnTV" target="_blank" title="Triple IT">Triple IT</a>.
</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Endemol" rel="tag">Endemol</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Ericsson" rel="tag">Ericsson</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/MeOnTV" rel="tag">MeOnTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Mobile" rel="tag">Mobile</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Mogulus" rel="tag">Mogulus</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/3G" rel="tag">3G</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Triple IT" rel="tag">Triple IT</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Google: &#8220;In Italia il fenomeno &#232; sottostimato da tutti gli editori. Compreso Berlusconi.&#8221;</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/05/google-in-italia-il-fenomeno-sottostimato-da-tutti-gli-editori-compreso-berlusconi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=google-in-italia-il-fenomeno-sottostimato-da-tutti-gli-editori-compreso-berlusconi</link>
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		<pubDate>Wed, 05 Sep 2007 07:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2007/09/05/google-in-italia-il-fenomeno-sottostimato-da-tutti-gli-editori-compreso-berlusconi/</guid>
		<description><![CDATA[Ho letto con molto interesse l'intervista (segnalatami da Marco Bottiglier, grazie) di Stefano Lorenzetto per "Il Giornale" a Massimiliano Magrini Country Manager di Google in Italia (dove Google dichiara 17,9 milioni di visitatori unici al mese, il 78,9% dei navigatori attivi). Come al solito emerge in tuta la sua forza il Google style che streg&#242; il mondo qualche anno fa e che continua ad essere decisamente affascinate: approccio neutro alla rete, sempre e comunque orientato agli utenti. Molte sono le domande/risposte interessanti dell'intervista (una sola pecca Magrini non ha saputo rispondere perch&#233; Google "riponde" 42 alla domanda "answer to life the universe and everything"). Ve ne riporto quattro che a personalmente mi han fatto molto riflettere.
 <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/09/05/google-in-italia-il-fenomeno-sottostimato-da-tutti-gli-editori-compreso-berlusconi/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/09/200709051022.jpg" height="110" width="330" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="google brail" title="google brail" />
</p>
<p>
Ho letto con molto interesse l&#8217;intervista (segnalatami da Marco Bottigliero, grazie) di Stefano Lorenzetto per &#8220;Il Giornale&#8221; a Massimiliano Magrini Country Manager di Google in Italia (dove Google dichiara 17,9 milioni di visitatori unici al mese, il 78,9% dei navigatori attivi). Come al solito emerge in tutta la sua forza il Google style che streg&#242; il mondo qualche anno fa e che continua ad essere decisamente affascinate: approccio neutro alla rete, sempre e comunque orientato agli utenti. Molte sono le domande/risposte interessanti dell&#8217;intervista (una sola pecca Magrini non ha saputo rispondere perch&#233; Google &#8220;riponde&#8221; 42 alla domanda &#8220;answer to life the universe and everything&#8221;). Ve ne riporto quattro che a personalmente mi han fatto molto riflettere.
</p>
<p>
<strong>In Mediaset si occupava di Publitalia. Ha provato a spiegare al suo ex datore di lavoro Silvio Berlusconi le potenzialit&#224; di questo nuovo mercato?</strong><br />
&#8220;L&#8217;ho spiegato ai suoi manager. Ma la sensazione &#232; che in Italia il fenomeno sia sottostimato un po&#8217; da tutti gli editori. L&#8217;unico che l&#8217;ha capito benissimo, a livello mondiale, &#232; stato Rupert Murdoch, che s&#8217;&#232; comprato Myspace, la comunit&#224; per chattare e scambiarsi foto sul Web&#8221;.
</p>
<p>
<strong>A Berlusconi che cosa consiglierebbe di comprarsi?</strong><br />
&#8220;Youtube, se non fosse gi&#224; di Google&#8221;.
</p>
<p>
<strong>La Ferrero &#232; l&#8217;azienda che investe di pi&#249; in pubblicit&#224;. Non ce li vedo Nutella e Kinder su Internet.</strong><br />
&#8220;Sottovaluta il marketing virale: quello diffuso dai clienti che &#8220;interpretano&#8221; i prodotti, fino a identificarsi con essi. La Coca-cola sponsorizza un canale di Youtube in cui gli utenti inviano filmati che hanno per protagonisti loro e la Coca-cola&#8221;.
</p>
<p>
<strong>Hanno pi&#249; potere Rai e Mediaset o Google?</strong><br />
&#8220;Rai e Mediaset. Google non d&#224; interpretazioni dei fatti. Mette solo a disposizione informazioni, poi &#232; il navigatore che si crea una sua visione del mondo. Per&#242; la rivoluzione che sta avvenendo sulla Rete in termini di democrazia reale secondo me &#232; pi&#249; importante di tutto il resto&#8221;.
</p>
<p>
&#8212; L&#8217;intervista <a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=203146">completa</a> a Massimiliano Magrini su Il Giornale.
</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati"  border="0" hspace="1"/></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Google" rel="tag">Google</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Massimiliano Magrini" rel="tag">Massimiliano Magrini</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Advertising Contestuale.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/18/advertising-contestuale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=advertising-contestuale</link>
		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/18/advertising-contestuale/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Jul 2007 09:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2007/07/18/advertising-contestuale/</guid>
		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/200707181053.jpg" height="308" width="470" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="repubblica" title="repubblica" />

Avete presente quando pi&#249; volte in passato ho parlato di Advertising contestuale, di pubblicit&#224; che diventa informazione per non invadere pi&#249; informare? Bene grazie a Stid ecco uno screen shot fresco fresco che spiega meglio di mille parole l'idea di pubblicit&#224; contestualizzata: la giusta pubblicit&#224; (fascetta rossa) sulla giusta notizia. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/18/advertising-contestuale/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/200707181053.jpg" height="308" width="470" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="repubblica" title="repubblica" /></p>
<p>Avete presente quando pi&#249; volte in passato ho parlato di Advertising contestuale, di pubblicit&#224; che diventa informazione per non invadere ma informare? Bene grazie a Stid ecco uno screen shot fresco fresco che spiega meglio di mille parole l&#8217;idea di pubblicit&#224; contestualizzata: la giusta pubblicit&#224; (fascetta rossa) sulla giusta notizia. Complimenti.</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Advertising" rel="tag">Advertising</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mediaset Rivideo, ecco che cos&#8217;&#232; e cosa non &#232;.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/13/mediaset-rivideo-ecco-che-cos-e-cosa-non/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=mediaset-rivideo-ecco-che-cos-e-cosa-non</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 09:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Televisione]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Rivideo &#232; il nuovo servizio di Mediaset.it che porta sul tuo computer le grandi emozioni della televisione. Questo &#232; il pay off ufficiale del nuovo servizio di televisione on-demand lanciato oggi da Mediaset. Vi dico subito che ho un doppio sentimento a riguardo. Di base sono decisamente contento nel vedere un segnale forte di apertura verso la rete da parte di un'azienda centrale nel panorama televisivo nazionale. Era l'unica rimasta ai margini della rivoluzione Internet, ora invece ha decisamente l'offerta pi&#249; elaborata. Oltre a Rivideo infatti non dimentichiamo Talent1 il prossimo format di Italia 1 interamente user generated che vedremo durante l'autunno, e Mediaset Video con una discreta quantit&#224; di video a disposizione via web. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/13/mediaset-rivideo-ecco-che-cos-e-cosa-non/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><br />
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/header-vod-logo.jpg" height="56" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="rivideo" title="rivideo" /><br />
<object width="425" height="350"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yPYl-LXWbcA"></param> <embed src="http://www.youtube.com/v/yPYl-LXWbcA" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350"></embed></object></center></p>
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<em>Rivideo &#232; il nuovo servizio di Mediaset.it che porta sul tuo computer le grandi emozioni della televisione.</em> Questo &#232; il pay off ufficiale del nuovo servizio di televisione on-demand lanciato oggi da Mediaset. Vi dico subito che ho un doppio sentimento a riguardo. Di base sono decisamente contento nel vedere un segnale forte di apertura verso la rete da parte di un&#8217;azienda centrale nel panorama televisivo nazionale. Era l&#8217;unica rimasta ai margini della rivoluzione Internet, ora invece ha decisamente l&#8217;offerta pi&#249; elaborata. Oltre a Rivideo infatti non dimentichiamo Talent1 il prossimo format di Italia 1 interamente user generated che vedremo durante l&#8217;autunno, e Mediaset Video con una discreta quantit&#224; di video a disposizione via web.<span id="more-597"></span>
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Cosa &#232; Rivideo:
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<em>&#8220;Con Rivideo rivedi quando vuoi gli episodi delle tue fiction preferite, scaricandoli direttamente sul tuo pc. Consulta subito il Catalogo e scopri l&#8217;offerta completa. Grazie alla promozione estiva potrai eseguire il download di ogni episodio a soli 99 centesimi! Puoi scaricare i video solo su pc dotati di sistema operativo Microsoft Windows.&#8221;</em>
</p>
<p>
In pratica &#232; un servizio di video download a pagamento che permette di scaricare direttamente sul PC per il momento 4 serie TV di grande successo: RIS, Distretto di Polizia, Carabinieri e Il giudice Mastrangelo. Si seleziona la stagione, l&#8217;episodio, si esegue un test, si paga e si vede. Piuttosto semplice e potente. E&#8217; di fatto la famosa TV on-demand di cui da tempo parliamo.
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<p>
Vediamo per&#242; cosa Rivideo non &#232;, ovvero quali sono gli evidenti punti di debolezza del servizio appena lanciato.
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Innanzi tutto la compatibilit&#224;. La prima prova che ho fatto &#232; stata naturalmente dal mio Mac, e mi sono immancabilmente dovuto sorbire questa splendida schermata di errore:
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<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/200707131139.jpg" height="162" width="431" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="no mac" title="no mac" />
</p>
<p>
In parole povere su Mac non va neanche a calci, neanche con apposito plug-in perch&#233; l&#8217;intero impianto &#232; basato su Microsoft Windows Media sotto DRM totalmente incompatibile con i sistemi della Mela. E dire che di sistemi ugualmente potenti e completi, multipiattaforma, ce ne sono. Ma evidentemente gli utenti Apple sono considerati marginali: niente Mac, niente iPod, niente iPhone.
</p>
<p>
Veniamo quindi al DRM, la cassaforte dentro la quale vengono custoditi i preziosi contenuti. Su questo versante ci sono enormi problemi partendo dalla procedura di acquisizione della licenza: complessa, macchinosa, lunga e poco pratica (guardatevi il video che abbiamo girato in testa al post). Non &#232; colpa di chi ha progettato il servizio, &#232; che se si sceglie il DRM Microsoft si cade inevitabilmente dentro questo problema. Come spesso si ricorda &#232; proprio il momento d&#8217;acquisto il passaggio pi&#249; critico dell&#8217;intera procedura: se si rende troppo complesso il rischio &#232; di far perdere l&#8217;impulso. Ma tant&#8217;&#232;, questo &#232;, e questo ci teniamo.
</p>
<p>
La vera nota dolente &#232; il pricing legato ai termini di licenza (analizziamo l&#8217;esistente, in autunno ci saranno novit&#224;). La promozione estiva prevede che per ogni episodio che si vuole scaricare si debba pagare solo 0.99 centesimi di euro, mentre si passer&#224; a &#8364;1.99 finita la promozione. Il prezzo sembra assolutamente in linea con quello di tutti i servizi di video download presenti sul mercato (iTunes su tutti). Peccato che la licenza preveda che si possa vedere il video scaricato per un periodo di soli 30 giorni e solo sul PC dove si &#232; fisicamente scaricato il file. In pratica si compra il diritto di visione per un mese soltanto, scaduto il quale il file risulter&#224; illegibile. Allora, mi sono fatto un rapidissimo calcolo ed un breve giro in rete e ho &#8220;scoperto&#8221; che:
</p>
<p>
Per acquistare il diritto di visione per 30 giorni su Rivideo di tutti e 26 gli  episodi ad esempio di &#8220;Distretto di Polizia&#8221; stagione 5 occorrono<strong> &#8364;51,74</strong>.<br />
<br />Andando su Dvd.it si pu&#242; acquistare il cofanetto DVD della 5&#176; stagione di &#8220;Distretto di Polizia&#8221; per &#8364;44,99 + &#8364;6,99 per la spedizione per un totale di <strong>&#8364;51,98</strong>.
</p>
<p>
In pratica per la medesima cifra posso acquistare uno splendido cofanetto dello stesso contenuto che mi consente una visione &#8220;eterna&#8221; ad una qualit&#224; superiore. Perch&#233; dovrei comprarlo su Rivideo? Ditemelo voi. Forse perch&#233; se mi son perso una singola puntata posso acquistarla ad un costo decisamente minore, senza &#8220;portarmi a presso&#8221; tutto il resto della stagione. In realt&#224; anche questa considerazione &#232; parzialmente vera perch&#233; sempre su Dvd.it (o in qualsiasi negozio di home video) si pu&#242; comprare il cofanetto della &#8220;mezza stagione&#8221; a &#8364;14.99. E poi comunque comprando il DVD io posso vedermelo senza timore che scada nulla, senza vincoli (1 solo PC), anche sul televisore, posso digitalizzarlo e vedermelo sul Cellulare, sull&#8217;iPod, etc. In pratica avendo il DVD si compra un diritto di visione permanente con la possibilit&#224; di conversione per qualsiasi piattaforma. Con Rivideo invece sono costretto a vedere ci&#242; che compro solo sul PC dove ho effettuato l&#8217;acquisto: niente TV, niente iPod, niente cellulare, e passati 30 giorni niente di niente.
</p>
<p>
Su tutti gli altri servizi online (iTunes su tutti), quando acquisto per $1.99 una puntata di LOST quella &#232; mia &#8220;per sempre&#8221;. Rimane anche per essi il problema della trasportabilit&#224; legata alla chiusura DRM, ma almeno non si ha l&#8217;incubo del timer.
</p>
<p>
Ora, considerando che Rivideo e Dvd.it distano solo 1click l&#8217;uno dall&#8217;altro, secondo voi, la gente cosa preferir&#224; fare?
</p>
<p>&#8212; Il sito di <a href="http://rivideo.mediaset.it/" target="_blank" title="Rivideo">Rivideo</a>.<br />
&#8212; Il comunicato stampa di <a href="http://www.mediaset.it/gruppomediaset/bin/81.$plit/comu_new_portale_mediaset_it_12_07_2007.pdf" target="_blank" title="comunicato stampa">Mediaset</a> (con tutte le anticipazioni sul futuro dell&#8217;offerta).</p>
<div class="formats_available">
<strong>Formati Audio/Video disponibili</strong>:</p>
<ul class="formats_available">
<li><a href="itpc://feeds.feedburner.com/tommasotessarolo" target="_blank" title="iTunes Podcast">iTunes Video Podcast</a></li>
<li><a href="http://feeds.feedburner.com/tommasotessarolo" target="_blank" title="iTunes Podcast">Video Podcast RSS Feed</a></li>
<li><a href="http://blip.tv/file/get/Ttessarolo-MediasetRivideoEccoCheCosECosaNon413.m4v" target="_blank" title="iPod Format" rel="enclosure">iPod &amp; Apple TV (.m4v)</a></li>
<li><a href="http://blip.tv/file/get/Ttessarolo-MediasetRivideoEccoCheCosECosaNon268.3gp" target="_blank" title="Telefonini" rel="enclosure">Telefonini (.3GP)</a></li>
<li><a href="http://blip.tv/file/get/Ttessarolo-NewsOnNetTV12Luglio2007605.mp3" target="_blank" title="Telefonini" rel="enclosure">File Audio (.MP3)</a></li>
<li><a href="http://www.youtube.com/watch?v=yPYl-LXWbcA" target="_blank" title="copy and paste"> Copia &amp; Incolla (YouTube)</a></li>
</ul>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Perch&#233; la gente usa il P2P e come sfruttare il fenomeno (una volta capito)?</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/200707121247.jpg" height="236" width="324" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="p2p usage" title="p2p usage" />

Una ricerca di emarketer fotografa i motivi di scelta delle reti P2P da parte degli utenti americani. Il 21% trova la ricerca P2P più semplice (non bisogna navigare all'interno di siti internet) e più orientata a ciò che si sta cercando (si possono cercare solo film, brani musicali o software). Il 17% la preferisce perché riesce a trovare singoli brani audio invece di esser costretta a scaricare (o acquistare interi album). Solo il 13% (pensavo di più) scarica da reti P2P materiale raro che altrimenti non avrebbe trovato. Sempre un 13% usa invece il download da reti P2P come passaggio preliminare prima di procedere all'acquisto legale (in pratica provo e se mi piace compro). <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/13/perch-la-gente-usa-il-p2p-e-come-sfruttare-il-fenomeno-una-volta-capito/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/07/200707121247.jpg" height="236" width="324" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="p2p usage" title="p2p usage" /></p>
<p>Una ricerca di emarketer fotografa i motivi di scelta delle reti P2P da parte degli utenti americani. Il 21% trova la ricerca P2P pi&#249; semplice (non bisogna navigare all&#8217;interno di siti internet) e pi&#249; orientata a ci&#242; che si sta cercando (si possono cercare solo film, brani musicali o software). Il 17% la preferisce perch&#233; riesce a trovare singoli brani audio invece di esser costretta a scaricare (o acquistare interi album). Solo il 13% (pensavo di pi&#249;) scarica da reti P2P materiale raro che altrimenti non avrebbe trovato. Sempre un 13% usa invece il download da reti P2P come passaggio preliminare prima di procedere all&#8217;acquisto legale (in pratica provo e se mi piace compro).<span id="more-593"></span></p>
<p>Pi&#249; di sei intervistati su 10 hanno risposto che sarebbero disposti a fornire informazioni personali per avere accesso ad un download gratuito, mentre solo il 21% ha dichiarato di usare il P2P per scaricare materiale gratuitamente. In pratica ci&#242; che emerge &#232; quello da sempre immaginato e da tempo dichiarato: il P2P &#232; una scelta spontanea nata dal basso che ha preso piede per una serie di motivi convergenti, praticamente tutti riconducibili all&#8217;impossibilit&#224; del consumatore di agire altrimenti per ottenere un risultato analogo. Non &#232; un caso che da quando l&#8217;offerta di musica di qualit&#224;, a prezzi contenuti, facilmente ricercabile e scaricabile, &#232; diventata una realt&#224; diffusa il consumo di materiale P2P illegale sia sceso significativamente: dal 70% nel 2003 a poco meno il 40% 2005. I modelli che emergono spontaneamente dal basso vanno studiati, compresi e quindi integrati nelle strategie di business di tutte quelle aziende che in qualche modo vedono nell&#8217;avanzare del nuovo una minaccia. Andare per vie legali porta solo a buttare tempo e tanto denaro. La gente usa il P2P perch&#233; ha senso usarlo. E&#8217; dello stesso avviso Allen Klepfisz di QTrax (produttore di un client Gnutella) che ha recentemente dichiarato &#8220;Se hai un&#8217;intera generazione che crede che sia un diritto avere della musica libera, tu devi monetizzare questa tendenza. Oggi abbiamo circa 3 miliardi di transazioni al mese nelle reti P2P, la maggior parte illegali. Pi&#249; vicino &#232; il tuo business model ai comportamenti reali degli utenti, migliori sono le chances di avere successo&#8221;. E&#8217; cos&#236; difficile da capire?</p>
<p>&#8212; La ricerca di <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1005140" target="_blank" title="eMarketer">eMarketer</a>.<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/P2P" rel="tag">P2P</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/eMarketer" rel="tag">eMarketer</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Download" rel="tag">Download</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;ANSA incontra i blogger. Le mie considerazioni sull&#8217;evento dello scorso 29 giugno.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/02/lansa-incontra-i-blogger-le-mie-considerazioni-sullevento-dello-scorso-29-giugno/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lansa-incontra-i-blogger-le-mie-considerazioni-sullevento-dello-scorso-29-giugno</link>
		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/02/lansa-incontra-i-blogger-le-mie-considerazioni-sullevento-dello-scorso-29-giugno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Jul 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2007/07/02/lansa-incontra-i-blogger-le-mie-considerazione-sullevento-dello-scorso-29-giugno/</guid>
		<description><![CDATA[Giovedi 29 giugno grazie a Luca Conti sono stato coinvolto in un incontro che l'ANSA ha voluto organizzare nella sua sede romana con alcuni blogger. L'obiettivo dichiarato era duplice: far conoscere ai blogger la storia e le dinamiche della pi&#249; importante agenzia d'informazione di base italiana ed avere dai blogger un punto di vista sul nuovo modo di fare informazione basato sulla conversazione (tipico del mondo dei blog) per capire quali direzioni l'ANSA potrebbe tentare nel prossimo futuro. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/07/02/lansa-incontra-i-blogger-le-mie-considerazioni-sullevento-dello-scorso-29-giugno/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[youtube iyP8tg_SGdA]<br />
Giovedi 29 giugno grazie a Luca Conti sono stato coinvolto in un incontro che l&#8217;ANSA ha voluto organizzare nella sua sede romana con alcuni blogger. L&#8217;obiettivo dichiarato era duplice: far conoscere ai blogger la storia e le dinamiche della pi&#249; importante agenzia d&#8217;informazione di base italiana ed avere dai blogger un punto di vista sul nuovo modo di fare informazione basato sulla conversazione (tipico del mondo dei blog) per capire quali direzioni l&#8217;ANSA potrebbe tentare nel prossimo futuro.<span id="more-560"></span></p>
<p>Io sono partito onestamente parecchio scettico, forse anche perch&#233; a Roma venerd&#236; era festa, ed il timore della solita perdita di tempo mi sembra altissimo (ore preziose rubate alla famiglia). Sono invece tornato dall&#8217;incontro molto contento sia per aver ricevuto molte informazioni sull&#8217;ANSA sia per aver trovato effettivamente degli interlocutori attenti, interessati ed intelligenti. L&#8217;intera mattinata &#232; andata in diretta su NetTV (grazie Alex) e a breve pubblicher&#242; una sintesi video dell&#8217;evento, volevo intanto raccontarvi alcuni passaggi di quel che &#232; stato, soprattutto alcuni ragionamenti che hanno accompagnato tutta la mattinata.</p>
<p>L&#8217;ANSA &#232; la principale agenzia italiana d&#8217;informazione di base, nata e a tutt&#8217;oggi partecipata dai principali editori di stampa periodica italiani. Per informazione di base s&#8217;intende molto semplicemente la notizia, per quello che &#232;, senza nessun commento di contorno. Un&#8217;informazione diventa notizia quando &#232; confermata la sua attendibilit&#224; e quando viene ritenuta d&#8217;interesse collettivo. Pur sembrando ovvie queste affermazioni nascondono nella pratica quotidiana molte insidie: una notizia pu&#242; essere tale anche se non vera, l&#8217;importante &#232; che sia verificata per certo l&#8217;attendibilit&#224; della fonte, cos&#236; come una notizia cambia il suo livello di interesse, il suo potere di coinvolgere l&#8217;attenzione di un gruppo significativo di persone, in funzione della sua specificit&#224; spazio/territoriale: un omicidio nel napoletano non ha lo stesso impatto di un omicidio nel triveneto (triste ma vero). Questa &#232; sostanzialmente la missione dell&#8217;ANSA: produrre informazione di base di qualit&#224;: neutra, il pi&#249; possibile autentica e d&#8217;interesse. </p>
<p>Durante il tour guidato che abbiamo avuto modo di fare all&#8217;interno dell&#8217;ANSA la mia curiosit&#224; &#232; stata principalmente concentrata sul capire come un&#8217;agenzia di tale rilievo riesce a reperire e quindi filtrare le informazioni necessarie a generare le notizie. Personalmente, come molti ormai fanno, svolgo quotidianamente un&#8217;attivit&#224; rivolta al trovare notizie interessanti sui temi di mio interesse. Le mie fonti sono 3: i blog, il mainstream (quotidiani esteri e nazionali) e contatti personali. Dalla grande mole di informazioni che ricevo ogni giorno estrapolo, filtro, solo le notizie che ritengo veramente rilevanti. I feed RSS ed un reader come NetVibes mi facilitano enormemente il compito facendomi trovare in un sol &#8220;posto&#8221; la maggior parte di quello che cerco. In ogni caso &#232; la combinazione tra la bont&#224; delle sorgenti e la capacit&#224; di filtrarle che riesce a produrre l&#8217;unico risultato ricercato: poche notizie ma buone. L&#8217;ANSA lavora con un dinamica molto simile, naturalmente su una scala enormemente pi&#249; ampia (oltre 400 giornalisti selezionano, raccolgono e quindi producono migliaia di notizie ogni giorno). A domanda specifica la redazione esteri ha risposto che le fonti principali di informazioni sono i loro corrispondenti (o gli inviati) nelle varie sedi estere oltre che le notizie provenienti da altre agenzie convenzionate. La redazione italiana invece oltre ad avere emanazioni locali, inviati e corrispondenti riceve informazioni quotidianamente dalle segnalazioni delle forze pubbliche (polizia, carabinieri, etc.) e da quelle di singoli cittadini (che chiamano l&#8217;ANSA per informare su un fatto avvenuto). Verificata l&#8217;attendibilit&#224; della fonte &#232; quindi il singolo giornalista che ha il compito di stabilire se una notizia &#232; degna di tal nome e quindi se inserirla nel &#8220;feed&#8221;, nel flusso di notizie che l&#8217;ANSA produce continuativamente ogni giorno a beneficio di decine di clienti paganti o in versione ridotta a beneficio di tutti i lettori Internet. La redazione ANSA Web, che lavora massicciamente con contenuti video, usa invece un network di emittenti televisive locali (convenzionate) come canale quasi unico per produrre questo tipo di contributi (solo Roma &#232; coperta direttamente). Tutta l&#8217;informazione che diventa notizia viene in ogni caso presentata nella sua essenza pi&#249; pura, non vi &#232; quindi nessun tipo di commento o giudizio da parte del giornalista che redige la notizia che segue pi&#249; o meno pedissequamente i dettami di una &#8220;guida allo stile delle notizie ANSA&#8221; redatta allo scopo di fissare i criteri stilistici necessari a far si che una notizia battuta da un giornalista non sia solo priva di commento ma anche uguale per composizione e forma a tutte le altre prodotte dalle redazioni. E&#8217; compito di chi usa l&#8217;ANSA come sorgente di informazioni costruire sopra la notizia commenti ed approfondimenti, ma l&#8217;informazione di base rimane un flusso &#8220;fotografico&#8221; dei fatti.</p>
<p>Queste sono le informazioni che ho raccolto ascoltando la presentazione e partecipando con alcune domande specifiche alla discussione che abbiamo avuto modo di avere durante l&#8217;inizio della mattinata. La visita si &#232; conclusa con una riunione a &#8220;porte chiuse&#8221; con il Direttore dell&#8217;ANSA Giampiero Gramaglia. Anche quest&#8217;ultima parte della giornata &#232; andata in diretta su NetTV e proprio questo fatto mi ha permesso di mostrare a Gramaglia cosa stavamo realizzando: un Mac, una scheda dati UMTS e Mogulus per dar vita ad una trasmissione in diretta seguita e partecipata via web. Gramaglia, pur avendo dichiarato di essere per scelta digiuno di tecnologia (tanto da conservare ancora intonso un iPod regalatogli prima della sua partenza dalla redazione USA dalla quale proviene), mi &#232; sembrata persona estremamente &#8220;connessa&#8221; con le logiche che regolano l&#8217;informazione sul web. La curiosit&#224; e la propensione all&#8217;ascolto sono a mio modo di vedere quasi sempre sintomo di un&#8217;intelligenza acuta ma &#232; stato l&#8217;esempio che Gramaglia ad un certo punto ci ha proposto che mi ha fatto capire quanto stessimo effettivamente conversando e non solo assistendo ad una classica presentazione di facciata. Parlando di comunicazione dal basso, di filtri &#8220;sociali&#8221; all&#8217;informazione e stimolati dal continuo flusso di commenti e di domande generato dalla chat (in diretta sulla trasmissione NetTV), Gramaglia ha portato alla nostra attenzione il caso CNN, canale all news, che negli USA durante la fascia serale dei TG dove evidentemente gli americani abbandonano in canali d&#8217;informazione generici per dedicarsi ai telegiornali preferiti, propone un format che porta all&#8217;attenzione degli spettatori -in diretta- le notizie pi&#249; votate via web dal pubblico a casa. E&#8217; un format partecipativo dove a chi ascolta partecipando vengono proposti tutti i temi, tutte le notizie, esistenti, con la possibilit&#224; di votare quelli ritenuti pi&#249; interessanti o comunque degni di entrare in tempo reale dentro la trasmissione. </p>
<p>Ecco, il caso CNN, mi &#232; sembrato non solo un esempio centrato ma anche particolarmente illuminato che poteva saltare in mente solo a chi stesse effettivamente connettendo gli stessi punti del discorso che stavamo trattando. Di informazione dal basso e nello specifico di filtri partecipativi abbiamo cominciato a parlare quando ho proposto a Gramaglia <a href="http://eyeonweb.net/ansa-e-blogger-su-nettv/" target="_blank" title="Eye on the Web">una domanda dalla chat</a> che mi &#232; saltata subito agli occhi. Me ne ero appuntante tante, ma quando ho trovato un riferimento alla dinamica di filtro dell&#8217;informazione style Digg, come si suol dire, mi si &#232; chiuso il cerchio. Perch&#233; non fare in modo che le tante informazioni ricevute ogni giorno da pi&#249; sorgenti dall&#8217;ANSA possano ricevere anche un filtro di tipo sociale? L&#8217;idea &#232; questa: l&#8217;ANSA potrebbe pubblicare interamente su Internet una o pi&#249; categorie di informazioni, cos&#236; come le riceve, senza filtro e quindi prive di quel valore aggiunto ulteriore che viene messo dai giornalisti. Ipotizziamo che l&#8217;ANSA apra alla rete la categoria &#8220;Tecnologia&#8221; elencando online ogni giorno tutte le notizie che le arrivano dalle sue sorgenti. Un meccanismo stile Digg consentirebbe agli untenti/lettori del sito ANSA di votare le notizie ritenute pi&#249; interessanti. Quelle pi&#249; votate (pi&#249; diggate) emergerebbero quindi naturalmente come le &#8220;top news&#8221; per quella categoria ogni giorno. In pi&#249;, sempre riferendosi allo stesso modello, si potrebbe consetire agli utenti di inserire autonomamente nuove notizie, includendo in questo anche la possibilit&#224; di inserire dei video contributi. La redazione ANSA avrebbe quindi il compito di pre-filtrare ante pubblicazione il materiale arrivato dalla rete, cos&#236; da garantire in ogni caso la bont&#224; delle sorgenti. Facendolo solo per alcune categorie d&#8217;informazione (magari quelle meno centrali ma pi&#249; vicine alla rete), ANSA non intaccherebbe il suo core business aprendosi per&#242; ad una sperimentazione interessante: avere un filtro, ed in parte una raccolta, di informazioni dalla rete. Credo varrebbe la pena ragionarci.</p>
<p>Chiudo le considerazioni sulla mattinata sottolineando quello che &#232; stato affermato senza remore da Luca e da Johnnie Maneiro. Il primo ha ricordato come in Italia i grandi quotidiani difettino pesantemente di una programmazione di notizie tecnologiche di qualit&#224;; a differenza di tutti i pi&#249; grandi quotidiani al mondo i nostri trattano la tecnologia in maniera assolutamente marginale. Johnnie, che sta facendo uno studio sull&#8217;informazione ed i blog confrontando la situazione di diversi paesi al mondo, ha sottolineato come ovunque, tranne che in Italia, l&#8217;informazione dai blog sia pi&#249; che considerata (concetto sottolineato dallo stesso Gramaglia), i blogger entrano come informazione nel mainstream. E&#8217; la quasi totale indifferenza che il mainstream riserva ai blogger che li spinge secondo Johnnie ad eccendere di riflesso in autoreferenzialit&#224;: &#232; un sistema che deve alimentare se stesso perch&#233; dall&#8217;esterno viene semplicemente ignorato.</p>
<p>Ecco, visto che l&#8217;informazione di base ha un peso enorme nello stabilire cosa pu&#242; assurgere ad informazione e cosa deve rimanere nel silenzio, spero che quello di sabato sia stato un primo passo per capire che esiste anche da noi un nuovo tipo di informazione, criticabile, imperfetto ma comunque degno di considerazione. Credo che aver discusso di questo ed aver portato la NetTV come esempio di &#8220;live journalism&#8221; a basso costo direttamente all&#8217;attenzione del Direttore dell&#8217;ANSA sia stato un fatto importante. L&#8217;ANSA ha dato un segnale molto positivo organizzando questo incontro, auguriamoci un seguito.</p>
<p>&#8212; La notizia dell&#8217;incontro sul sito dell&#8217;<a href="http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/inbreve/visualizza_new.html_155486736.html" target="_blank" title="ANSA meets the bloggers">ANSA</a>.<br />
&#8212; I blogger presenti all&#8217;incontro erano: </p>
<ul>
<li>Diego Bianchi (<a href="http://zoro.blog.excite.it">zoro.blog.excite.it</a>)</li>
<li>Luca Conti (<a href="http://www.pandemia.info">www.pandemia.info</a>)</li>
<li>Alessio Jacona (<a href="http://www.blogs4biz.info">www.blogs4biz.info</a>)</li>
<li>Johnnie Maneiro (<a href="http://www.980km.com">www.980km.com</a>)</li>
<li>Alberto Mucignat (<a href="http://www.mucignat.com">www.mucignat.com</a>)</li>
<li>Beniamino Pagliaro (<a href="http://www.coseinfila.it">www.coseinfila.it</a>)</li>
<li>Tommaso Tessarolo (<a href="http://tommaso.tessarolo.it">tommaso.tessarolo.it</a>)</li>
</ul>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/ANSA" rel="tag">ANSA</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Blog" rel="tag">Blog</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Blogger" rel="tag">Blogger</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Digg.com" rel="tag">Digg.com</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/NetTV" rel="tag">NetTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/puppy" rel="tag">puppy</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>I risultati dell&#8217;indagine sui blog italiani di Diario Aperto.</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jun 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Pi&#249; che un video di presentazione dei risultati sembra un esercizio di lettura accelerata, ad ogni modo questo &#232;. I dati sono interessanti anche se generalmente all'interno di ci&#242; che si poteva immaginare. Per analizzare meglio i risultati ed il metodo d'indagine che ai tempi suscit&#242; diverse polemiche, avremo RVNET ospite in una delle prossime puntate di NetTV.
 <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/24/i-risultati-dellindagine-sui-blog-italiani-di-diario-aperto/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><embed width="480" height="384" border="0" flashvars="file=http://www.rvnet.eu/video/2007/diarioaperto/diario_aperto.flv&#38;showdigits=true&#38;autostart=false" pluginspage="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.rvnet.eu/flvplayer.swf" allowscriptaccess="always"></embed></p>
<p>Vi ricordate il sondaggio sui blog e sulle abitudini di consumo online lanciato qualche mese fa chiamato &#8220;Diario Aperto&#8221;? Bene sono arrivati finalmente i risultati di quell&#8217;indagine, in formato video. In realt&#224; pi&#249; che un video di presentazione sembra un esercizio di lettura accelerata, ad ogni modo questo &#232;. I dati sono interessanti anche se generalmente all&#8217;interno di ci&#242; che si poteva immaginare. Per analizzare meglio i risultati ed il metodo d&#8217;indagine che ai tempi suscit&#242; diverse <a href="http://www.iblog.it/2007/02/06/inchiesta-diario-aperto-fortissime-perplessita/" target="_blank" title="polemiche su Diario Aperto">polemiche</a>, avremo RVNET ospite in una delle prossime puntate di NetTV.</p>
<p>&#8212; Il sito di <a href="http://www.rvnet.eu/" target="_blank" title="RVNET">RVNET</a>.<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Blog" rel="tag">Blog</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Diario Aperto" rel="tag">Diario Aperto</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/RVNET" rel="tag">RVNET</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>Non posso vivere senza.</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Jun 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[C'&#232; qualcosa di pi&#249; esplicativo di questo grafico tratto da una indagine Forrester e pubblicato dal NewYorkTime per capire cosa sta succedendo?
 <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/20/non-posso-vivere-senza/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/images-2007-06-17-business-yourmoney-17mobile.graphic.gif" height="390" width="329" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="NYC" title="NYC" />
</p>
<p>C&#8217;&#232; qualcosa di pi&#249; esplicativo di questo grafico tratto da una indagine Forrester e pubblicato dal NewYorkTime per capire cosa sta succedendo?</p>
<p>&#8212; L&#8217;articolo del <a href="http://www.nytimes.com/2007/06/17/business/yourmoney/17mobile.html?_r=2&amp;oref=slogin&amp;oref=slogin" target="_blank" title="NYC">NYC</a>.<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/NYC" rel="tag">NYC</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/NetTV" rel="tag">NetTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Forrester" rel="tag">Forrester</a></span><!-- technorati tags end --></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Generare Conversazioni.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/19/generare-conversazioni/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=generare-conversazioni</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Jun 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo &#232; quello che sto cercando di fare in molte iniziative che sto preparando, ed &#232; quello che non vendo nella quasi totalit&#224; delle iniziative altre. Io, ve lo dico onestamente, non ho fretta e non voglio averne. Non credo che si debba sfruttare l'onda e per questo proporre qualsiasi cosa capiti nella testa pur che si possa definire NetTV o User Generated Content. Sono convinto che la via che abbiamo cominciato a tracciare sia radicalmente nuova e per questo che necessiti di molto tempo e di molte conversazioni per potersi definire. Spero potremo continuare a ragionare assieme su quale siano le soluzioni migliori da sperimentare, tutti assieme in un continuo processo di confronto e discussione. Non sapete quanto siano preziosi per me, per noi, i vostri commenti, le vostre reazioni, i vostri post, sui primi esperimenti di NetTV che stiamo provando a fare. Continuiamo ad interagire, continuiamo a generare conversazioni perch&#233; solo cos&#236; potremo creare qualcosa di veramente nuovo. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/19/generare-conversazioni/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le metriche con cui vengono misurate le prestazioni dei blog sono fortemente orientate alla valorizzazione della capacit&#224; di generare conversazioni. Quanto pi&#249; un argomento viene citato tanto il blog che l&#8217;ha proposto sale nelle classifiche. Non &#232; propriamente vero per la classifica di Technorati che &#8220;conta&#8221; semplicemente i link che un blog riceve a suo favore, quindi anche i &#8220;semplici&#8221; blogroll fanno classifica. Blogbabel invece pesa, in un modo discutibile ma comunque interessante, vari fattori dando molta importanza alle citazioni vere e proprie, quelle che vengono incluse dentro altri post per intenderci. Le pagine viste ogni giorno, cos&#236; come gli utenti unici che un blog genera sono invece marginalmente considerati da questo tipo di classifiche mentre continuano ad avere un grande peso ad esempio all&#8217;interno di un contesto come AdSense, utili quindi alla generazione di ricavi pubblicitari. Questo nuovo tipo di misurazioni, in realt&#224; affatto nuovo perch&#233; parte da sempre del movimento dei blog, premia chi propone discorsi utili a suscitare un pubblico dibattito contro chi &#8220;semplicemente&#8221; genera contenuti in grado di produrre ingenti quantit&#224; di traffico. Forse solo i feed RSS rientrano in questo tipo di pesatura anche se destinati anch&#8217;essi a breve ad essere inclusi pi&#249; propriamente nelle dinamiche pubblicitarie (Feedburner &#232; stata di recente acquisita da Google).</p>
<p>E&#8217; una metrica affascinante, fortemente fallace se si volessero trovare in queste classifiche dei valori assoluti, ma decisamente innovativa per lo spirito che la contraddistingue. E&#8217; indubbio infatti che la rete, ed il movimento dei contenuti generati dagli utenti blog in testa, sia un medium conversazionale, un nuovo elemento dentro il quale le informazioni, le idee, le opinioni vengono a crearsi dal continuo confronto/scontro tra pi&#249; individui, tanto che molto spesso le conclusioni a cui si giunge sono decisamente distanti dal punto di partenza che le ha originate. E&#8217; ancora difficile capire come questo tipo di logica possa essere valorizzato commercialmente, ovvero come possano i generatori di discussioni avere un ritorno economico in grado di sostenere la loro attivit&#224; pur preservandoli dai &#8220;condizionamenti&#8221; che qualsiasi tipo di pubblicit&#224; impone. E&#8217; pi&#249; facile da questo punto di vista ragionare con le vecchie logiche dove &#8220;tanto al chilo&#8221; vengono pagati i contatti e le pagine generate, in maniera assolutamente distaccata da quelle che sono le comunit&#224; che attivamente si creano attorno a determinati argomenti. La mia esperienza mi porta a credere che questo nuovo corso stia piano piano ma inesorabilmente entrando nelle logiche di pensiero dei grandi comunicatori e dei grandi brand. L&#8217;essere sorgente di pensiero e scintilla di discussione &#232; un elemento che porta dei benefici per qualsiasi soggetto coinvolto, generatore compreso. </p>
<p>Mi interessa per&#242; ora capire come riusciremo a portare queste logiche, benefici compresi, all&#8217;interno del mondo della NetTV. Spesso additiamo un blog come non-blog riferendoci ad esso come un &#8220;semplice&#8221; sito mascherato da blog per cavalcare l&#8217;onda. Il nano-publishing &#232; un esempio concreto di questa tipologia di blog/non-blog. Parlando di NetTV credo dovremo fare lo stesso distinguo. Vedere video sul web, non significa vedere NetTV. Cos&#236; come riproporre davanti ad una telecamera una piacevole fanciulla che sopra uno sgabello ci racconta in tre minuti le meraviglie dell&#8217;ultimo modello della Nokia. Questa roba esiste da sempre ed &#232; degna delle ancora attualissime trasmissioni che popolano copiose i palinsesti delle tantissime TV locali. Fare NetTV &#232; a mio giudizio un po come fare blog, credo fortemente debba essere questo. E quindi fare NetTV significa generare conversazioni, usare il messaggio video in un modo nuovo che possa amplificare e non castrare le potenzialit&#224; del mezzo in cui operiamo. Per questo &#232; necessario concepire un format NetTV nella sua interezza non limitandosi a quello che proponiamo all&#8217;interno della finestra video. Un format NetTV si compone anche di tutto quello che circonda il video ed il messaggio, il formato, il taglio, e gli strumenti a contorno devono essere concepiti per stimolare il pi&#249; possibile la creazione di conversazioni autentiche che possano effettivamente mettere in dialogo &#8220;l&#8217;editore&#8221; e gli spettatori cos&#236; come gli spettatori l&#8217;uno con l&#8217;altro. Perch&#233; ci&#242; possa accadere dobbiamo abbandonare di netto le logiche della televisione, cos&#236; come per fare blogging autentico abbiamo dovuto cestinare le modalit&#224; classiche del giornalismo tradizionale (quando qualcuno mi dice &#8220;ma &#232; cos&#236; che pensi di fare giornalismo?&#8221; riesce a farmi un grande complimento credendo di propinarmi un terribile insulto). Fare NetTV non significa fare un downscaling delle dimensioni dei video, o tagliare a tre minuti la durata dal prodotto. Fare NetTV di base significa amplificare grazie al video la potenza conversazionale del mezzo Internet.</p>
<p>Questo &#232; quello che sto cercando di fare in molte iniziative che sto preparando, ed &#232; quello che non vedo nella quasi totalit&#224; delle iniziative altre. Io, ve lo dico onestamente, non ho fretta e non voglio averne. Non credo che si debba sfruttare l&#8217;onda e per questo proporre qualsiasi cosa capiti nella testa pur che si possa definire NetTV o User Generated Content. Sono convinto che la via che abbiamo cominciato a tracciare sia radicalmente nuova e per questo che necessiti di molto tempo e di molte conversazioni per potersi definire. Spero potremo continuare a ragionare assieme su quale siano le soluzioni migliori da sperimentare, tutti assieme in un continuo processo di confronto e discussione. Non sapete quanto siano preziosi per me, per noi, i vostri commenti, le vostre reazioni, i vostri post, sui primi esperimenti di NetTV che stiamo provando a fare. Continuiamo ad interagire, continuiamo a generare conversazioni perch&#233; solo cos&#236; potremo creare qualcosa di veramente nuovo.</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Format" rel="tag">Format</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/NetTV" rel="tag">NetTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Blog" rel="tag">Blog</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Conversazioni" rel="tag">Conversazioni</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Video" rel="tag">Video</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>YouTube remixer, un giocattolo per editare i video.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/18/youtube-remixer-un-giocattolo-per-editare-i-video/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=youtube-remixer-un-giocattolo-per-editare-i-video</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Jun 2007 13:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[NetTV]]></category>
		<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[YouTube sembra narcotizzata. Da quando &#232; stata acquistata da Google non ha praticamente prodotto nessuna novit&#224; di rilievo da un punto di vista tecnologico. Stanno forse puntando tutto sulla creazione di un network di produttori ProAm di spessore per rafforzare la loro offerta di contenuti? Pu&#242; darsi, sta di fatto che nella posizione in cui si trovano non hanno di fatto grande necessit&#224; di variare il loro formula super collaudata. Un nuovo player, la beta in corso della nuova pagina dei video (che in pratica &#232; solo una riorganizzazione dei contenuti esistenti), le sperimentazioni con AudibleMagic e un annuncio ufficiale del prossimo rilascio di una pi&#249; sofisticata tecnologia per il riconoscimento del video sotto copyright. Nel mentre ecco l'uscita di YouTube Remixer un giocattolo in Flash realizzato con la piattaforma Adobe Premier Express che permette di "montare" online i video, aggiungendo bordi, sottotitoli e le gi&#224; sperimentate colonne sonore. Nulla di veramente interessante. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/18/youtube-remixer-un-giocattolo-per-editare-i-video/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/200706181626.jpg" height="330" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="YOUTUBE REMIXER" title="YOUTUBE REMIXER" /></p>
<p>YouTube sembra narcotizzata. Da quando &#232; stata acquistata da Google non ha praticamente prodotto nessuna novit&#224; di rilievo da un punto di vista tecnologico. Stanno forse puntando tutto sulla creazione di un network di produttori ProAm di spessore per rafforzare la loro offerta di contenuti? Pu&#242; darsi, sta di fatto che nella posizione in cui si trovano non hanno di fatto grande necessit&#224; di variare il loro formula super collaudata. Un nuovo player, la beta in corso della nuova pagina dei video (che in pratica &#232; solo una riorganizzazione dei contenuti esistenti), le sperimentazioni con AudibleMagic e un annuncio ufficiale del prossimo rilascio di una pi&#249; sofisticata tecnologia per il riconoscimento del video sotto copyright. Nel mentre ecco l&#8217;uscita di YouTube Remixer un giocattolo in Flash realizzato con la piattaforma Adobe Premier Express che permette di &#8220;montare&#8221; online i video, aggiungendo bordi, sottotitoli e le gi&#224; sperimentate colonne sonore. Nulla di veramente interessante.</p>
<p>&#8212; YouTube <a href="http://www.youtube.com/ytremixer_about" target="_blank" title="YouTube Remixer">Remixer</a>.<br />
<!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Remixer" rel="tag">Remixer</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/YouTube" rel="tag">YouTube</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mashup &#232; alla base dei futuri successi di internettiana memoria? Riflessioni scaturite dall&#8217;intervista con Gianluca Falletta co-fondatore di Lucchettiamo.it.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/09/il-mashup-alla-base-dei-futuri-successi-di-internettiana-memoria-riflessioni-scaturite-dallintervista-con-gianluca-falletta-co-fondatore-di-lucchettiamoit/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-mashup-alla-base-dei-futuri-successi-di-internettiana-memoria-riflessioni-scaturite-dallintervista-con-gianluca-falletta-co-fondatore-di-lucchettiamoit</link>
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		<pubDate>Sat, 09 Jun 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/2007/06/09/il-mashup-alla-base-dei-futuri-successi-di-internettiana-memoria-riflessioni-scaturite-dallintervista-con-gianluca-falletta-co-fondatore-di-lucchettiamoit/</guid>
		<description><![CDATA[Le opportunit&#224; di sviluppo di idee innovative di comunicazione, grazie ad Internet, si moltiplicano in maniera esponenziale. Ad oggi mettere in atto operazioni pi&#249; o meno evolute di mesh-up, finalizzate all&#8217;ottenimento di un prodotto composto da pi&#249; parti abilmente mescolate ed unite ad arte, &#232; diventato quasi un gioco da ragazzi. Credo profondamente che servizi come Brightcove o Wordpress o come il nostro caro Mogulus  o come il prossimo service provider che salir&#224; alla ribalta, siano tanti pezzi che possono andare a costituire un puzzle di una bellezza rara. Se abilmente manovrati possono fornire agli attori del web 2.0 una base imprescindibile da cui partire per sviluppare al meglio le proprie idee, vederle realizzate e poi monetizzarle. <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/09/il-mashup-alla-base-dei-futuri-successi-di-internettiana-memoria-riflessioni-scaturite-dallintervista-con-gianluca-falletta-co-fondatore-di-lucchettiamoit/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>
<em>di Luca De Bartolo.<br />
<br /></em><br />
Le opportunit&#224; di sviluppo di idee innovative di comunicazione, grazie ad Internet, si moltiplicano in maniera esponenziale. Ad oggi mettere in atto operazioni pi&#249; o meno evolute di mash-up, finalizzate all&#8217;ottenimento di un prodotto composto da pi&#249; parti abilmente mescolate ed unite ad arte, &#232; diventato quasi un gioco da ragazzi. Credo profondamente che servizi come Brightcove o WordPress o come il nostro caro Mogulus  o come il prossimo service provider che salir&#224; alla ribalta, siano tanti pezzi che possono andare a costituire un puzzle di una bellezza rara. Se abilmente manovrati possono fornire agli attori del web 2.0 una base imprescindibile da cui partire per sviluppare al meglio le proprie idee, vederle realizzate e poi monetizzarle.
</p>
<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/200706061244.jpg" height="318" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="lucchettiamo.it" title="lucchettiamo.it" />
</p>
<p>
Questo post &#232; nato al contrario, nel senso che sono partito da un&#8217;intervista (quella qui di seguito a Gianluca Falletta di Lucchettiamo) e da l&#236; parlandone con Tommaso Tessarolo &#232; scaturita la riflessione pi&#249; generale sul mash-up e sui grandi, formidabili strumenti che ogni giorno nascono ed emergono nel mare magnum di Internet. A questo punto, gli strumenti ce li abbiamo, quello che manca per completare la pozione magica &#232; un&#8217;idea intelligente e di successo ed una buona dose di coraggio.
</p>
<p>
Passando al tema Lucchettiamo vi lascio momentaneamente all&#8217;intervista, per poi riprendere le fila del discorso in coda&#8230;
</p>
<p>
<strong>Com&#8217;&#232; nato Lucchettiamo.it?<br />
<br /></strong>A Dicembre dello scorso anno abbiamo acquistato il dominio spinti dalla grande eccitazione scatenata dal film &#8216;Ho voglia di te&#8217; riversatasi su Ponte Milvio e la bagarre dei lucchetti sul lampione. Altro fenomeno che ci ha stimolati verso tale scelta &#232; stata la forte attenzione che l&#8217;opinione pubblica ha dedicato a YouTube ed ai suoi simili.
</p>
<p>
<strong>Al momento il servizio principale che offrite al vostro giovane pubblico &#232; quello di pubblicare i video d&#8217;amore postati dagli utenti, come mai avete scelto Brightcove per sviluppare tale servizio?<br />
<br /></strong>Sinceramente avevamo iniziato con una soluzione fatta in casa, per garantire ai nostri visitatori l&#8217;hosting dei propri video d&#8217;amore e pubblicarli, ma la complessit&#224; della procedura da noi sviluppata (soprattutto lato utente) contro la semplicit&#224; e l&#8217;adattabilit&#224; di Brightcove ci hanno convinto che potevamo affidarci a un provider esterno. Infatti grazie a Brightcove gli utenti possono postare video di qualsiasi formato e in maniera molto semplice noi possiamo guardarli e poi pubblicarli sul sito.
</p>
<p>
<strong>Quando avete deciso di posizionarvi sul web con il portale lucchettiamo.it quale target avete deciso di aggredire?<br />
<br /></strong>L&#8217;idea &#232; nata un po&#8217; per gioco tra noi amici, abbiamo provato a vedere se funzionava senza pensare troppo al target. Chiaramente i principali frequentatori del sito dovrebbero essere teenager ma al momento l&#8217;et&#224; media degli &#8216;interpreti&#8217; dei video &#232; leggermente pi&#249; alta (20).
</p>
<p>
<strong>In questi giorni si comincia a sentire sempre pi&#249; parlare del vostro sito, dopo l&#8217;esposizione su Ansa, che ne pensi?</strong><br />
<br />Devo confessare che siamo stati molto fortunati: il giorno in cui siamo andati online su Ansa, la stessa Ansa &#232; andata in sciopero e quindi la notizia &#232; rimasta in esposizione per tutta la giornata in home page di Ansa. Da l&#236; abbiamo visto crescere fortemente le nostre page view.
</p>
<p>
<strong>Dacci qualche numero, utenti, page view, video postati ogni giorno?</strong><br />
<br />Considerando che siamo nati il 27 Maggio con la nuova versione dell&#8217;home page e con l&#8217;hosting dei video di Brightcove, siamo molto contenti per i numeri raggiunti, anzi sinceramente sorpresi! Negli ultimi 3 giorni abbiamo totalizzato 36&#8217;000 hits, 16&#8217;000 accessi unici, ogni giorno ci inviano circa 30 nuovi video.
</p>
<p>
<strong>E come pensate di monetizzare l&#8217;iniziativa?<br />
<br /></strong>Al momento abbiamo installato in home page gli AdSense di Google, il primo giorno abbiamo guadagnato 38 &#8364; ed oggi (30 maggio ore 21.00 ndr) siamo quasi a 20 &#8364;. Poi abbiamo intavolato alcune trattative con aziende che vorrebbero fare pubblicit&#224; tramite banner sul sito, siamo aperti all&#8217;ipotesi di inserire banner in lucchettiamo.it, chiaramente niente di pornografico od offensivo ma se ci piacciono l&#8217;azienda  e l&#8217;offerta allora potremmo pensare di inserirle.
</p>
<p>
<strong>Sviluppi futuri?<br />
<br /></strong>Vogliamo affinare la grafica del sito, sviluppare strumenti di social networking (comment, rating, voting, ecc) e proseguire verso la direzione intrapresa.<br />
<br />Poi abbiamo anche intenzione verso fine Luglio di dare un party a ponte Milvio per festeggiare con i membri della nostra video community.
</p>
<p>
<strong>Che altro vorresti raccontarci?<br />
<br /></strong>Quando abbiamo intrapreso questa iniziativa era per gioco, non ci saremmo mai immaginati di attirare tanta attenzione&#8230;pensa che ieri (29 Maggio, ndr) mi ha chiamato la EMI per invitarci a levare la canzone di Tiziano Ferro dal video che parte automaticamente all&#8217;apertura dell&#8217;home page. Anche questo ha dell&#8217;incredibile, no?
</p>
<p>
Probabilmente il sito in questione non &#232; il pi&#249; bello e completo che possiate trovare sul web, sinceramente (come ho anche detto a Gianluca del team di Lucchettiamo) l&#8217;idea non &#232; forse tra le pi&#249; originali e tra le migliori in genere, per&#242; bisogna certamente fare onore ad un gruppo di ragazzi che &#8220;ci ha provato&#8221; ed azzardando &#232; riuscito a raggiungere un discreto successo piuttosto insperato. Ci&#242; che &#232; affascinate &#232; come questi ragazzi hanno realizzato quanto descritto: lavoro autonomo e zero spese eccetto quelle di hosting del sito (circa 50 &#8364;).<br />
<br />Oggi Internet &#232; anche questo, anzi quella parte di Internet che sta facendo sempre pi&#249; rumore &#232; proprio questo, ovvero garantirsi un palcoscenico spendendo zero o poco pi&#249;. Tutto (o quasi) sta nelle nostre mani pensare un&#8217;idea, creare un gruppo di lavoro, prendere i pezzi (i vari servizi di cui sopra), studiarli, sistemarli secondo le nostre necessit&#224; (in maniera limitata visto che la personalizzazione di tali strumenti &#232; legata al livello di libert&#224; di cui ogni service provider dota i propri utenti), adattarli all&#8217;interno del nostro concept di servizio, creare le pagine (con i contenuti chiaramente!) e pubblicare il tutto. Poi il passo successivo, dopo il mash-up intelligente, &#232; legato alle strategie di sviluppo, alla concretezza dell&#8217;idea, al marketing e (perch&#233; no!!) alla fortuna!
</p>
<p>
&#8212; Il sito di <a href="http://www.lucchettiamo.it/" target="_blank" title="Lucchettiamo.it">Lucchettiamo.it</a>.
</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/Brightcove" rel="tag">Brightcove</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Lucchettiamo.it" rel="tag">Lucchettiamo.it</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Mashup" rel="tag">Mashup</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Video" rel="tag">Video</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<title>Ecco Rai.tv.</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jun 2007 05:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 1&#176; giugno scorso &#232; stato presentato ufficialmente il nuovo portale Rai.tv. Per l'occasione sono stato invitato da Gianluca Stazio (grazie!) Direttore Marketing &#38; Sales RaiNet ad intervenire durante la conferenza stampa per "dire la mia". Non ho potuto che ripetere le parole di apprezzamento che gi&#224; avevo espresso quando vidi e commentai per la prima volta il nuovo Rai.tv. E' un portale veramente ben fatto. La grafica &#232; piacevole, i contenuti sono molto interessanti, le dinamiche di ricerca a "colonna  multipla" sono semplici, intuitive e decisamente potenti. La presenza in bella vista di una sezione Podcast completa l'opera dando a chiunque la possibilit&#224; di abbonarsi alle trasmissioni Rai che vengono distribuite in questo formato. Rai.tv mi piace, &#232; un passo avanti enorme per la Rai che riesce a riportarla in linea con gli altri grandi progetti internazionali dei grandi Network. Il progetto &#232; stato sviluppato del gruppo H-Farm che conferma la sua bravura e capacit&#224; d'innovazione su progetti di questo tipo.
 <a href="http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/07/ecco-raitv/">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/200706051456.jpg" height="274" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="rai.tv" title="rai.tv" />
</p>
<p>
Il 1&#176; giugno scorso &#232; stato presentato ufficialmente il nuovo portale Rai.tv. Per l&#8217;occasione sono stato invitato da Gianluca Stazio (grazie!) Direttore Marketing &#38; Sales RaiNet ad intervenire durante la conferenza stampa per &#8220;dire la mia&#8221;. Non ho potuto che ripetere le parole di apprezzamento che gi&#224; avevo espresso quando vidi e commentai per la prima volta il nuovo Rai.tv. E&#8217; un portale veramente ben fatto. La grafica &#232; piacevole, i contenuti sono molto interessanti, le dinamiche di ricerca a &#8220;colonna  multipla&#8221; sono semplici, intuitive e decisamente potenti. La presenza in bella vista di una sezione Podcast completa l&#8217;opera dando a chiunque la possibilit&#224; di abbonarsi alle trasmissioni Rai che vengono distribuite in questo formato. Rai.tv mi piace, &#232; un passo avanti enorme per la Rai che riesce a riportarla in linea con gli altri grandi progetti internazionali dei grandi Network. Il progetto &#232; stato sviluppato del gruppo H-Farm che conferma la sua bravura e capacit&#224; d&#8217;innovazione su progetti di questo tipo.
</p>
<p>
Ma non &#232; tutto oro quello che luccica. Ci sono delle note dolenti su Rai.tv che credo sia importante sottolineare nella speranza di spingere il progetto ad un nuovo stadio evolutivo. Innanzi tutto una sottolineatura alle parole di Alberto Contri, l&#8217;amministratore delegato di RaiNet. Solo lo 0,2% delle risorse Rai vengono allocate a progetti online. Decisamente una miseria, pienamente in linea se si continua a considerare Internet, l&#8217;online, la NetTV, come qualcosa di altro. Una cifra ridicola se invece s&#8217;incominciasse a capire che Internet &#232; il nuovo medium, anche per la TV, e che quindi &#232; necessario costruire delle politiche integrate che considerino le attivit&#224; online come parte dell&#8217;intero processo di produzione e distribuzione di contenuti.
</p>
<p>
C&#8217;&#232; quindi il tema RaiClick. Qual&#8217;&#232; il senso di avere un portale Rai.tv ed un portale RaiClick separati? Con due impostazioni d&#8217;interfaccia differenti, con impianti tecnologici diversi, con una scelta di &#8220;codifiche&#8221; per i video disomogenee. Perch&#233;? Tutti i contenuti Rai andrebbero messi dentro un unico contenitore, all&#8217;interno di un&#8217;unica piattaforma, e Rai.tv sembra essere la destinazione per eccellenza.
</p>
<p style="text-align:center;">
<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/06/200706061224.jpg" height="297" width="460" border="0" hspace="4" vspace="4" alt="rai.tv" title="rai.tv" />
</p>
<p>
Veniamo ai contenuti. Troppo pochi quelli presenti su Rai.tv, nessuno di produzione extra-televisiva. In pratica son tutti contenuti Rai messi online. Un ottimo inizio ma, come ho avuto modo di dire il 1&#176; giugno, &#232; necessario che Rai.tv diventi un canale dove veicolare nuove produzioni NetTV. Ascoltando le parole del presidente di RaiNet Giampaolo Rossi mi sembra che questa sia una direzione che si vuole prendere. Speriamo lo si faccia con convinzione: concorsi, premi, coproduzioni, etc. dovrebbero entrare con forza all&#8217;interno del programma editoriale di Rai.tv cos&#236; che il &#8220;palinsesto&#8221; possa veramente arricchirsi di qualcosa di nuovo.
</p>
<p>
C&#8217;&#232; quindi un tema pi&#249; tecnico su Rai.tv che non mi piace per niente. Io uso un Mac per navigare in rete, quasi mai accendo il PC. Bene, molti devi video su Rai.tv necessitano di un plug-in Activex per essere visualizzati. Io credo sia il caso di passare senza indugio ad un uso massiccio di tecnologie &#8220;universali&#8221; per il video. L&#8217;esempio di YouTube dovrebbe essere sempre presente nella mente di chi progetta e realizza questi servizi. Che tutti i video siano in Flash (o Silverlight se preferite) cos&#236; che il problema della compatibilit&#224; possa svanire in un sol colpo. Stando sempre a YouTube un&#8217;altra grave carenza di Rai.tv &#232; l&#8217;impossibilit&#224; di effettuare l&#8217;embed dei video per incollarli su qualsiasi blog si voglia. Problemi di diritti? Di sfruttamento delle pubblicit&#224; (nei nuovi interessanti formati mostrati durante la conferenza)? Credo in parte, ma se si &#232; adottata la politica sacrosanta del Podcast si dovrebbe allora aprire il mondo dei contenuti Rai alla syndication stile 2.0.
</p>
<p>
Detto questo la mia impressione generale rimane ottima. Speriamo di vedere tante novit&#224; nei prossimi mesi.
</p>
<p>
&#8212; Il sito di <a href="http://www.rai.tv/" target="_blank" title="Rai.tv">Rai.tv</a>.
</p>
<p><!-- technorati tags start --><span class="technorati_block"><a href="http://www.technorati.com/tag/"><img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/plugins/UltimateTagWarrior/technoratiicon.jpg" alt="Technorati" /></a> <a href="http://www.technorati.com/tag/RAI.TV" rel="tag">RAI.TV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/RAI" rel="tag">RAI</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/tommaso.tessarolo" rel="tag">tommaso.tessarolo</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/RAINet" rel="tag">RAINet</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/NetTV" rel="tag">NetTV</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Podcast" rel="tag">Podcast</a>, <a href="http://www.technorati.com/tag/Televisione" rel="tag">Televisione</a></span><!-- technorati tags end --></p>
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		<item>
		<title>QOOB: Termina il contest &#8220;Alcohol&#8221; dei Cansei De Ser Sexy.</title>
		<link>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/05/qoob-termina-il-contest-alcohol-dei-cansei-de-ser-sexy/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=qoob-termina-il-contest-alcohol-dei-cansei-de-ser-sexy</link>
		<comments>http://tommaso.tessarolo.it/index.php/2007/06/05/qoob-termina-il-contest-alcohol-dei-cansei-de-ser-sexy/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Jun 2007 02:30:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Tommaso Tessarolo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[La scommessa era quella di riprendere i sei di San Paolo di fronte a uno schermo verde (o &#8220;green screen&#8221;, come si dice in gergo tecnico), alle prese con i propri strumenti e con buffe coreografie improvvisate e lasciare tutto il materiale online su www.qoob.tv a disposizione di chiunque volesse realizzare il nuovo video del brano &#8220;Alcohol&#8221;. Dopo due mesi e 100 video caricati dagli utenti sul sito di QOOB, il primo esperimento di libera interazione tra musicisti, registi e web si pu&#242; dire perfettamente riuscito. Un vero tam tam online ha coinvolto amatori, professionisti e semplici fan del gruppo brasiliano fino alla vittoria finale dell&#8217;americano Jared Eberhardt (il cui video &#232; visibile a questo link: http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=5074), che guadagna cos&#236; anche i 2000 euro messi in palio da QOOB e Audioglobe Italia.
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<img src="http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/wp-content/uploads/2007/05/qoob-2.jpg" height="89" width="180" border="0" align="left" hspace="4" vspace="4" alt="Qoob-2" title="Qoob-2" /> Conigli di plastilina trasformati in rockstar nel nuovo video delle Cansei De Ser Sexy (CSS), il fenomeno electropop dell&#8217;anno made in Brasile. Complici l&#8217;alcol e QOOB.
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La scommessa era quella di riprendere i sei di San Paolo di fronte a uno schermo verde (o &#8220;green screen&#8221;, come si dice in gergo tecnico), alle prese con i propri strumenti e con buffe coreografie improvvisate e lasciare tutto il materiale online su www.qoob.tv a disposizione di chiunque volesse realizzare il nuovo video del brano &#8220;Alcohol&#8221;. Dopo due mesi e <strong>100 video caricati dagli utenti sul sito di QOOB</strong>, il primo esperimento di libera interazione tra musicisti, registi e web si pu&#242; dire perfettamente riuscito. Un vero tam tam online ha coinvolto amatori, professionisti e semplici fan del gruppo brasiliano fino alla vittoria finale dell&#8217;americano Jared Eberhardt (il cui video &#232; visibile <a href="http://it.qoob.tv/video/clip_view.asp?id=5074" target="_blank" title="QOOB VIDEO">qui</a>), che guadagna cos&#236; anche i <strong>2000 euro</strong> messi in palio da QOOB e Audioglobe Italia.
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Ex designer e grafico per tavole da snowboard, regista di alcuni spot pubblicitari e  grande fan dei CSS, Jared ha approfittato, per cos&#236; dire, di un recente licenziamento e del tempo libero a sua disposizione per mettere anima e corpo nella realizzazione della propria versione del video &#8220;Alcohol&#8220; dal sottotitolo My Drinking Bunnies. Sono infatti dei conigli di plastilina i veri protagonisti di un clip interamente girato in stop motion, che ricalca il footage fornito da QOOB (dai vestiti che indossavano i singoli membri fino alle loro movenze) e che utilizza quegli stessi filmati in green screen come sfondo, risultando cos&#236; in un divertentissimo video nel video.
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A pochi giorni dal termine del contest, &#8220;Alcohol &#8211; My Drinking Bunnies&#8221; &#232; gi&#224; un tormentone del web. &#8220;Siamo rimasti stupiti da tutte le idee &#8211; ha ammesso la cantante Lovefoxx &#8211; e siamo molto felici di vedere quanto lavoro ci hanno messo tutti nel realizzare il video!&#8221;. In effetti la fantasia non &#232; mancata: c&#8217;&#232; chi i CSS li ha cotti alla piastra, chi li ha trasformati in una perversa favola retr&#242;, chi li ha resi protagonisti di una serata al pub. Si &#232; creata, insomma, un&#8217;infinita combinazione di elementi per cui improvvisamente &#232; sparito il concetto di distanza tra rockstar, pubblico, immagine digitale e quella reale. Al punto che la redazione di QOOB ha sentito l&#8217;esigenza di creare un premio &#8216;della critica&#8217;, il <strong>QOOB Choice Award</strong>, con il quale riconoscere un altro utente che si fosse particolarmente distinto nella realizzazione del cortometraggio musicato. E questo primo QCA &#232; andato a SugoTV.
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Da oggi (luned&#236; 4 giugno), &#8221;Alcohol&#8221; diretto da Jared Eberhardt sar&#224; in programmazione su QOOB, MTV Italia e il canale satellitare MTV Brand New.
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Infine, da qualche giorno &#232; online su QOOB la declinazione italiana di questo progetto di grande successo: protagonisti i Casino Royale che, per il nuovo video di Protect Me, si sono fatti riprendere davanti a uno schermo verde pronto per essere &#8220;bucato&#8221; e riempito dall&#8217;immaginazione della community di QOOB. Per il vincitore, scelto dagli stessi Casino Royale, ci sono 2000 euro messi in palio da V2 Italia pi&#249; un premio di 1000 euro, per il QOOB Choice Award assegnato dalla redazione di QOOB.
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&#8212; Il sito di <a href="http://www.qoob.tv/" target="_blank" title="QOOB">QOOB</a>.
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