Current TV: Intrigo Internazionale.

Nulla di nuovo sul fronte SKY. A livello nazionale la comunicazione tace, nella probabile convinzione che piano piano il polverone passerà e nessuno si ricorderà più cosa è veramente successo.

Noi rimaniamo in attesa di avere un confronto per chiarire 5 fondamentali punti con SKY Italia.

SKY ItaliaCurrent TV
Current TV è stata cancellata per soldi.Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa.
Current TV ha chiesto 10 milioni di dollari.Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa. L’unica richiesta di Current TV – dopo la cancellazione – è stata di 4.3 milioni di euro.
Current TV è stato un flop di ascolti.Gli ascolti sulla giornata sono rimasti stabili, nel prime time sono aumentati del 15%. E il trend per il 2011 è positivo.
Current TV ha 3000 spettatori al giorno.Current TV ha 3.400 spettatori al minuto, oltre 400 mila contatti unici al giorno, oltre 2 milioni di contatti unici a settimana, oltre 5 milioni di contatti unici al mese.
Current TV usa la causa della libertà di informazione per scopi commerciali.Current TV stata cancellata senza nessuna trattativa. Sta semplicemente chiedendo a SKY di aprire una trattativa per avere una cifra congrua a gestire le proprie attività.

Sul fronte internazionale invece la comunicazione continua, soprattutto in Inghilterra dove BSkyB con interviste e dichiarazioni dello stesso Mockridge batte la linea già tentata in Italia, forse certi di avere minori possibilità di essere smentiti.

Tutto questo mentre assistiamo ad una bizzarra sequenza di eventi, che sembrano avere diversi elementi di contatto:

1. Al Gore (vicino all’amministrazione Obama) rimprovera a Murdoch di avere interessi a combattere Current TV su tutti i fronti; in USA perché canale scomodo (sono di fatto ripartite le presidenziali 2012 con l’apertura della campagna di Obama); in Italia perché forse il Digitale Terreste è l’unico vero sbocco per far sì che SKY possa continuare ad espandere il suo business e quindi in qualche modo andare contro a Berlusconi potrebbe non essere esattamente il massimo.

2. Il Grande Oriente Democratico pubblica sul suo sito un comunicato di supporto a Current TV dove insinua una interessante teoria “Parrebbe che il Magnate di Arcore sarebbe intenzionato a finanziare in modo occulto e con ingenti fondi occulti alcuni candidati repubblicani USA intenzionati ad ottenere la nomination per sfidare Obama alle presidenziali del 2012. Ma non si tratterebbe degli stessi “cavalli” su cui vorrebbe/potrebbe puntare Rupert Murdoch (Newton Gingrich, Sarah Palin, Rick Santorum e altri), bensì di personaggi suggeriti al Cavaliere Muratore di Arcore da altri ambienti e amicizie, alcune delle quali in comune con il Clan Bush.A meno che – e anche questo ci suggeriscono alcune fonti – Berlusconi e Murdoch non si accordino per sostenere e finanziare il repubblicano John Bolton, già Ambasciatore degli Stati Uniti all’ONU (2005-2006) durante la seconda amministrazione di George W. Bush.”

3. Confalonieri – alla domanda di un cronista se il Biscione fosse eventualmente disposto a fare un’offerta per poter trasmettere al posto di Sky il palinsesto di Current Tv – ha risposto ironicamente “sì sì, subito, stiamo già riunendo il Cda”

4. Murdoch parla al G8e, facendo un discorso nel quale afferma tra l’altro: “La stessa tecnologia che ha cambiato tutti gli aspetti della nostra vita, deve ora trasformare il mondo dell’educazione”. Questo mentre i grandi della terra discutevano su come regolamentare l’uso della rete.

5. Berlusconi attacca quindi SKY affermando a Porta a Porta: “I grandi giornali, a partire dal Corriere della Sera, le tv private Sky e La7, e la Rai pagata con i nostri soldi, stanno tutti con la sinistra”. SKY sta con la sinistra? Chi? Forse SKYTG24 con la grande figura fatta facendo insultare in diretta Pisapia dalla Moratti? O forse parlava di qualche altro canale su SKY?

6. Berlusconi, al tavolo del G8, improvvisa un teatrino per lanciare pubblicamente un pizzino ad Obama dicendogli: “Ho una nuova maggioranza” e “in Italia c’è una quasi dittatura dei giudici di sinistra”.

Tre nomi – Murdoch, Berlusconi, Obama – che ritornano. E’ un quadro complesso, in un periodo di profondi cambiamenti negli equilibri di potere nazionali e internazionali. Dove il mondo dei soldi, della politica e dei media stanno trovando nuovi intrecci. Che in questa guerra per la conquista delle nuove posizioni di controllo ci siano delle cosiddette vittime collaterali ci stà e – di solito – non frega niente a nessuno.

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#4 Current TV: modelli alternativi.

Dopo gli ascolti, i soldi e la politica vediamo ora cosa potrà accadere per il nostro futuro. Molti si chiedono “SKY vi ha cancellato, ma non esiste un modello alternativo?”. La risposta anche questa volta è semplice: sì, esiste – anzi – ne esistono diversi.

Il principale è naturalmente il Digitale Terrestre (DTT).
Current TV (medie 2010) su SKY ha avuto circa 3500 spettatori medi ogni minuto (notte compresa), con oltre 400 mila contatti unici al giorno (oltre 2 milioni di contatti unici settimanali e 5 milioni di contatti unici al mese). Questo su un bacino stimato di 12/14 milioni di individui, ovvero l’universo SKY.Il Digitale Terrestre arriverà a coprire nei prossimi mesi oltre il 90% della popolazione italiana. Già oggi, comunque, si stima un fattore moltiplicatore di x5 come pubblico potenziale nel passaggio tra SKY e DTT. Quindi in teoria passando su DTT Current TV potrebbe avere 17/18 mila spettatori medi al minuto.

A questo elemento vogliamo aggiungere un aumento delle ore di programmazione fresca da mettere in palinsesto. Fino ad oggi ne abbiamo avuto circa 220 l’anno, decisamente poche per implementare un palinsesto strutturato – ma questo è quanto abbiamo potuto esprimere con il budget a disposizione. Vorremo portare il numero di ore di contenuti freschi a 600, quindi applicando un fattore x3. Generalmente, aumentando le ore di contenuti freschi aumentano gli ascolti (meno repliche = più pubblico che guarda nuovi contenuti): con 600 ore di contenuti stimiamo di poter partire da un x2 di ascolti.

Sommando quindi i maggiori ascolti derivati dall’aumento di ore di programmazione a quello derivante dall’allargamento del bacino di pubblico potenziale possiamo prudenzialmente stimare che portando Current TV su DTT potremmo partire il primo anno con una base di 20/30 mila spettatori medi al minuto. Questo per poi crescere fino ad almeno 60 mila spettatori minuto nei successivi due anni. Questa stima ci porterebbe nel bacino dei canali che superano il 0.5% di share nazionale, ovvero in quella cerchia di canali grande valore da un punto di vista pubblicitario.

Queste sono stime, previsioni, fatte in base a ragionamenti condivisi con esperti del settore DTT, concessionarie pubblicitarie etc.
Ogni previsione deve essere confermata nei fatti – e questo è sempre il passaggio più complicato – ma ad ogni modo questo scenario porterebbe a dire che spostare Current TV su DTT avrebbe grandi convenienze: un numero di spettatori decisamente più ampio, un peso quindi più importante ed influente nel panorama TV nazionale, un modello di business con numeri di raccolta pubblicitaria molto interessante.

Quali sono le difficoltà per attivare un canale su DTT?

1) E’ necessario versare una “caparra” di oltre 6 milioni di euro
2) Per avere un business model sostenibile è necessario avere un buon numero di canale (entro i primi 100). Questo è ancora possibile ma le peripezie per l’assegnazione del numero di canale (LCN) sembrano essere non poche.
3) E’ necessario affittare la capacità di trasporto, la banda DTT per trasmettere il canale. Su base nazionale – con un buon carrier – costituisce un costo a tendere tra i 3 e i 4.5 milioni di euro l’anno.
4) E’ quindi fondamentale avere una solida raccolta pubblicitaria – con una buona concessionaria – e con brand che vogliano investire sul canale.

Quindi per entrare nel magico mondo del DTT esistono una serie di barriere d’ingresso non indifferenti – non solo per Current TV ma per chiunque. La cosiddetta “democratizzazione dell’accesso al sistema televisivo” sbandierata con l’avvento del DTT è in realtà bloccata da un sistema di regole e – soprattutto – di costi che rendono possibile l’ingresso in questo settore solo a pochi, pochissimi (per il momento quasi solo gli stessi di sempre).

Current TV potrà essere distribuita su DTT? Sì, se troveremo una risposta solida per far quadrare tutti i pezzi. Per il momento abbiamo avuto moltissimi interessi da parte di tanti soggetti importanti. Siamo fiduciosi, ci stiamo lavorando.

In aggiunta al DTT altre due piattaforme di distribuzione: Tivùsat – la piattaforma Satellitare free (gestita da RAI, Mediaset e Telecom) che ha appena compiuto 2 anni di vita e che ha quasi raggiunto 1 milione di box venduti, e quindi Internet – con lo streaming del canale online visibile a tutti. Sono due ulteriori distribuzioni che stiamo considerando, che aiuterebbero ad ampliare in maniera significativa il bacino di spettatori (anche se implicano un maggior costo nell’acquisizione dei diritti).

Un progetto complesso, che stiamo analizzando con convinzione – penalizzati dal ridicolo periodo di tempo che SKY ci ha concessi per rimanere in vita (fino al 31 luglio 2011). Ma è un progetto che ad oggi sembra più che fattibile. Non è da escludersi poi che non proveremo ad implementare – come suggeritoci da molti di voi – un modello di sottoscrizione popolare che possa aiutare il canale a vivere. Tutto questo è in fase di studio, idee e contributi sono ben accetti.

Una cosa è certa: non molleremo. Vogliamo continuare ad esistere, essere ancora più visibili per poter dare sempre più fastidio proponendo – a questo punto all’intera platea televisiva nazionale – tutte le scomode verità che nessuno ha il coraggio di raccontare.

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#3 Current TV: la verità sulla politica.

Dopo gli ascolti, dopo i soldi, la politica. Ad Andrea Scrosati (Vicepresidente di SKY Italia) che mi dice – tramite agenzia stampa – “con la libertà di informazione non si scherza” che rispondiamo? Siamo tutti con te Andrea. Sono con te. Sai quanto ti stimo e credo tu sia una delle chiavi del successo di SKY Italia. Ma allora aiutami, aiutaci, a rispondere a queste domande:

1) Perché ci avete dato il benservito senza avviare nessuna trattativa economica? – sostenendo poi che i SOLDI erano il problema?
2) Dove sono i 10 milioni che avete detto avevamo chiesto?
3) Perché avete detto che Current TV è un flop di ascolti quando è dimostrato dai numeri che non lo è? – e voi avete sempre detto e scritto il contrario?

Tutto qui, in nome della verità. E per far sì che il lavoro di 3 anni di 30 persone che adesso rischiano il loro posto non venga messo alla berlina strumentalmente. Non si può dire che usiamo la “libertà di informazione” per scopi di trattativa, avere una copertura economica congrua è alla base di ogni attività (o pensi che chi fa informazione campi d’amore?).

E ancora affermi “Quando si fa una trattativa ci sono diversi scambi. Possiamo dibattere se la tattica sia quella giusta. Se sia meglio partire in modo o in un altro, ma da che mondo e mondo è l’ultimo documento quello che vale, non il primo“. Ed è una trattativa un processo che parte con una cancellazione senza confronto con tanto di buonuscita? E’ una tattica? E ancora: quello che vale è l’ultimo documento? Benissimo, attendiamo un ultimo documento o l’ultimo documento è quello per cui dovremmo fare un canale TV con 1 milione di euro l’anno?

Ed un confronto è necessario per stabilire la verità. Lo facciamo? Ci confrontiamo direttamente, faccia a faccia?

Oppure, per capire cosa è successo tra inizio e fine aprile – ovvero tra quando era tutto a posto e Current TV attendeva (per vostre stesse ripetute dichiarazioni) l’inizio delle negoziazioni per continuare a lavorare assieme e quando improvvisamente ci avete comunicato la non volontà a proseguire dandoci il benservito – non possiamo che affrontare vari tipi di ragionamento.

Ragionare per esclusione: non avevamo chiesto soldi, non avevamo problemi di ascolti, non avevamo problemi di visibilità, non avevamo problemi di relazioni con voi, e allora qual è il motivo?

Ragionare per assurdo: una piattaforma Pay TV cancellerebbe – senza neanche negoziare – un canale che va bene, porta prestigio e visibilità?

Oppure possiamo affidarci a dichiarazioni off the record di persone News Corp che ci dicono che “è arrivato un input dall’alto”? Guarda caso proprio quando Keith Olbermann ha aperto il suo blog “FOK News” su Current?

Possiamo fare tanti tipi di ragionamento per cercare di intuire cosa è successo. Ma la cosa migliore, ripeto, sarebbe avere un franco confronto. Ma con SKY Italia non c’è confronto (ad oggi). E questa non è una bella notizia.

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#2 Current TV: la verità sui soldi.

Dopo il primo punto sulla verità sui dati d’ascolto, andiamo al secondo punto delle argomentazioni di SKY: i soldi.

Vediamo cosa dice SKY proprio nella mail che Mockridge – di “suo pugno” – sta scrivendo e riscrivendo a migliaia di abbonati che chiedono la disdetta: “A Sky Italia abbiamo stima per Current TV e per Al Gore. Per questo motivo lo scorso 13 maggio abbiamo fatto al suo socio, Joel Hyatt, un’offerta per continuare ad avere Current per altri tre anni su Sky (vedi allegato). Non corrisponde dunque affatto al vero che Sky abbia deciso unilateralmente di cancellare il canale. 

Purtroppo, Joel ha deciso di non accettare la nostra offerta e ha chiesto invece di avere il doppio di quanto Current percepisce attualmente, una cifra che arriva ad essere vicina a 10 milioni di dollari.”

Qui la verità è semplice: SKY ha cancellato Current TV senza neanche entrare in una trattativa. Punto.

Potremmo fermarci qui. Questo basta e avanza. Ma andiamo avanti.

Non abbiamo MAI chiesto 10 milioni di dollari. Dopo l’indignazione manifestata a SKY per la sua decisione, SKY ha chiesto a Current TV di fare una proposta: e abbiamo chiesto 4.3 milioni di euro l’anno, il 30% in più di quanto percepivamo. Punto.

Potremmo fermarci qui. Già questo basterebbe per affermare con assoluta certezza che le dichiarazioni di SKY sono false: ci hanno cancellato deliberatamente, prima di qualsiasi trattativa; una volta fatto loro presente la gravità di quanto stavano facendo ci hanno chiesto “quanto volete?” – e per iniziare una trattativa quindi abbiamo proposto un 30% in più. E’ molto grave che venga scritto e comunicato agli abbonati SKY e quindi diffusa per mezzo stampa una informazione completamente FALSA.

A chi ha già capito qual è la verità consiglio di fermarsi qui. Chi vuole capire i dettagli di quello che è successo e leggere le prove venga pure avanti in quello che ora diventa un racconto – e sarà lungo.

Current TV parte l’8 maggio del 2008 con un contratto di 3 anni con SKY Italia; scadenza designata 8 maggio 2011. Nel contratto erano previste delle condizioni di rinnovo automatico: come dice Mockridge se avessimo raggiunto i 4500 spettatori medi il secondo ed il terzo anno avremmo avuto il nostro contratto rinnovato per altri due anni alle stesse condizioni. Così non è stato: abbiamo cambiato linea editoriale, abbiamo puntato sulla qualità e non sulla quantità. Abbiamo avuto progressivamente un incremento degli ascolti consolidando un pubblico di persone desiderose di informarsi, per poter cambiare il mondo. Un pubblico che sfugge all’Auditel, non è rappresentato in maniera numericamente significativa nel panel di rilevazione, e che ha però un profilo molto alto. Lo abbiamo fatto lavorando nei confini di un contratto pensato per una tipologia diversa di canale: l’idea originaria del 2005 di un palinsesto multitematico con tantissimi video presi dalla rete. Un’idea di TV a basso costo, con poca anima e di poco interesse per il pubblico televisivo. Abbiamo cambiato quindi Current TV nel 2009 (ad aprile) trasformandola progressivamente in quello che conoscete. Gli ascolti sono notevolmente aumentati, l’identità del canale è diventata sempre più forte, ma soprattutto è diventata più forte l’importanza della sua missione: una garanzia di libertà, come l’hanno definita in molti.

SKY Italia è diventata nel corso del tempo una grande fan di Current TV. Da Tom Mockridge in giù, tutta l’alta dirigenza di SKY era “orgogliosa di avere Current TV nella piattaforma SKY Italia” (loro parole che ho ricevuto via mail) fino ad accoglierci con – letteralmente – scrosci di applausi durante le presentazioni interne. Le ultime comunicazioni, sempre dall’alta dirigenza SKY a me personalmente, sono state: “Non ti preoccupare degli ascolti – l’Auditel non riesce a rilevarvi” (la stessa Sky ha contestato in passato il sistema Auditel per la sua scarsa rappresentatività del mercato televisivo di oggi). E poi “generate talmente tanto interesse e rumore quotidiano che per SKY Italia siete una risorsa irrinunciabile”.

Discorsi comprensibili visti i nostri risultati (la nostra rassegna stampa degli ultimi 24 mesi è semplicemente impressionante – idem per l’online, etc.) e visto il fatto che SKY è una piattaforma a “sottoscrittori”: ovvero paghi per vedere, e quindi vale la pena avere dei canali che generino nuovi abbonati (o che mantengano gli attuali).

Tutto bene quindi. Anzi benissimo. Compreso l’ultimo meeting che ho personalmente avuto con l’alta dirigenza SKY (al telefono). Era il 5 aprile 2011, poco più di un mese prima della scadenza del nostro contratto. In quel meeting abbiamo discusso di contenuti – della nostra nuova linea di Film e Mini Serie TV – e mi è stato confermato che “Current TV ci piace cosi com’è; non cercate facili soluzioni per aumentare gli ascolti, va bene così. Stiamo già lavorando sul rinnovo che vi manderemo a breve”. Il successivo 8 aprile – ad un mese esatto dalla scadenza del contratto – il mio CEO Mark Roshental e il fondatore di Current, Joel Hayatt, hanno quindi incontrato Tom Mocrikdge per un pranzo a Milano – per confermare le intenzioni di SKY a rinnovare il contratto – senza parlare di numeri. Manco a dirlo: il risultato dell’incontro è stato eccezionale. Grandissimi apprezzamenti per Current e quindi la comunicazione che SKY era già al lavoro per il rinnovo che aveva intenzione di chiudere entro la scadenza del contratto (quindi in 1 mese).

Tutto bene quindi. Come ampiamente previsto.

Ci siamo messi in attesa a quel punto della proposta di SKY pronti ad iniziare una fase di negoziazione. Eravamo curiosi soprattutto di capire quanto SKY ci avrebbe proposto in termini economici, visti i grandi apprezzamenti che ci avevano fatto e gli oggettivi ottimi risultati che avevamo loro portato.

E’ a questo punto che accade qualcosa di strano, di “incomprensibile”.

Invece di ricevere una bozza del contratto di rinnovo, il 22 aprile 2011 arriva un fax (quello che abbiamo condiviso con voi nei giorni scorsi, nella nostra sede in America (anticipato da una telefonata di Tom Mocrkridge a Joel Hyatt) dove si dice che per “inaspettate restrizioni di budget [SKY] non è in una posizione tale da poter negoziare un rinnovo dell’accordo di distribuzione” e che quindi il contratto scadrà il 7 maggio 2011. Sempre nello stesso FAX, SKY ci comunica che fissa al 30 giugno 2011 il termine delle nostre trasmissioni.

Cosa?!!

Cosa è successo? Perché SKY ha improvvisamente e radicalmente cambiato idea senza nemmeno entrare in una fase negoziale? Dopo averci detto che ci adoravano, che erano completamente soddisfatti, che andava tutto bene, che gli ascolti andavano bene, che amavano Current TV per quello che era tanto da pregarci di non cambiare niente ci cancellano di punto in bianco dandoci 1 mese di tempo per levarci dai maroni? E peggio: proponendoci 1 milione di euro per uscire dalle scatole senza fare rumore!

Cosa è successo?!! E’ quello che Joel Hyatt ha chiesto a Tom Mockridge immediatamente: Mockridge ha ribadito la testi dell’“improvvisa restrizione del budget”. A quel punto Hyatt – manifestando tutto il nostro stupore per la clamorosa e completamente inaspettata posizione di SKY Italia – ha chiesto di darci tempo almeno fino al 31 luglio 2011 per chiudere le trasmissioni, cosa che è stata formalmente accettata da SKY in un successivo FAX.

Da quel punto in poi non ci sono state successive comunicazioni. Abbiamo aspettato di parlare con loro nuovamente di persona in un incontro che era già stato in precedenza fissato per il 10 maggio a Los Angeles tra James Murdoch e Joel Hyatt, Mark Roshentall e Al Gore. In origine il tema dell’incontro era tutt’altro: come estendere la collaborazione con SKY. Ma si è evidentemente trasformato nell’occasione per discutere direttamente con la “proprietà” il perché di questa clamorosa decisione.

Capite bene che già prima di quell’incontro noi avremmo potuto fare uscire la notizia: Current TV è stata improvvisamente cancellata da SKY Italia senza che sia stata avviata nessuna trattativa economica e contro ogni assicurazione precedente da parte di SKY stessa.

Siamo invece voluti andare a quel meeting confidenti che la questione sarebbe cambiata. Mi si riferisce che Murdoch in quell’incontro è stato molto cordiale; si è mostrato all’oscuro di quanto stava accadendo e – dopo che è stato informato che Current TV non avrebbe accolto in silenzio la decisione di SKY – ha chiesto 48 di tempo per informarsi e trovare una soluzione. Dopo poco più di un giorno infatti Tom Mockridge chiama nuovamente Joel Hyatt e chiede “cosa volete per rimanere nella piattaforma SKY?”.

E’ quello il primo ed unico momento in cui Current TV propone a SKY Italia una cifra per iniziare la trattativa, e la cifra è: 4.3 milioni di euro l’anno; ovvero il 30% in più della somma percepita precedentemente; ovvero 0,02 centesimi di euro in più per ogni abbonato SKY.

Quello è il solo ed unico momento in cui ci è stato chiesto di fare una proposta.

In risposta, da SKY il 13 maggio 2011 arriva alla sede americana di Current TV un fax con la prima e sola proposta di SKY: 1 milione di euro l’anno, ovvero il 70% in meno di quello che percepivamo prima. In aggiunta SKY ha 1 milione di euro l’anno di pubblicità, forse non sapendo che già oggi ne facciamo più di 1.3 milioni.

La verità è che ci hanno proposto una cifra con cui non si fa un canale TV che deve andare 24 ore al giorno 365 giorni l’anno e auspicabilmente aumentare gli ascolti.

Per realizzare i 5 minuti a puntata di Qui Radio Londra, in onda su Rai1 dopo il Tg1 delle 20, dal lunedì al venerdì, si pagheranno 5 milioni di euro all’anno. Per una puntata di X-Factor su Rai2 si parlava di costi attorno a 1.200.000 euro. Ora il talent show sbarcherà su Sky Uno in autunno, e l’Italia sarà così l’unico paese al mondo dove X-Factor andrà in onda su una pay-tv. Per il programma – chiuso dopo la prima puntata – di Vittorio Sgarbi su Rai1, 8 milioni in tre anni.

Insomma, quella di Sky non è stata una proposta. È stato un insulto; una mossa fatta con l’evidente obiettivo di poter poi pubblicamente affermare: noi l’offerta l’abbiamo fatta, sono loro che non l’hanno accettata!

E ti credo che non l’abbiamo accettata! Con quelle cifre NON si fa televisione, non il tipo di televisione che stiamo facendo noi pur essendoci imposti dei costi di produzione e acquisizione dei contenuti super economici rispetto al mercato. Con quella cifra non si fa televisione né tantomeno si permette a una canale che sta andando bene, nel quale credi, che ti porta tanto valore, di crescere.

Quella cifra è stata un insulto, una mossa pensata solo per “pararsi” da quella che è sempre stata la verità: SKY Italia ci ha cancellato deliberatamente, senza nessuna motivazione economica.

A quel fax Joel Hyatt ha risposto con una mail a Tom Mocrkidge dicendo “Tom, spero che nel fax che ci avete appena inviato ci sia un errore di battitura nella cifra che ci avete proposto”.

Nessuna risposta da SKY. A quel punto abbiamo deciso di rendere pubblica la notizia del comportamento di SKY nei nostri confronti ed è successo quello che sapete: il 19 maggio 2011 Al Gore è sbarcato a Roma, ha incontrato i blogger, ha parlato con la stampa è stato ospite ad Annozero. La notizia è uscita.

Il giorno successivo – il 20 maggio 2011 – SKY ha dato la sua risposta che (rimanendo solo sulla questione economica) recita: “noi di SKY abbiamo fatto una proposta a CurrentTV, sono loro che non l’hanno accettata”. Come da copione. E per dare dimostrazione hanno diffuso copia del fax che ci avevano mandato “sbianchettando” le cifre (per forza! Non potevano farsi un autogoal così clamoroso rivelando la cifra ridicola messa sul piatto). Ma l’autogoal SKY se l’è fatto comunque, perché a quel punto Current TV per dimostrare – senza più ombra di dubbio – la veridicità della sua posizione ha deciso di pubblicare il fax del 22 aprile 2011 (quello dove SKY cancellava Current TV senza che mai ci fosse stata una trattativa economica, adducendo improvvisi motivi di budget) e quindi il fax con la proposta di SKY del 13 maggio – senza però l’uso del bianchetto, con le cifre rivelate perché tutti sappiano come stanno veramente le cose.

Questo il racconto, molto lungo ma essenziale per spiegare come sono andate le cose. Lungo il racconto, breve la conclusione: SKY Italia ha cancellato Current TV senza nessuna trattativa economica e ha quindi mentito ai suoi abbonati e all’opinione pubblica su diverse questioni (cosa è accaduto, le cifre richieste da Current, …). Niente male. Rimanete connessi per le prossime puntate.

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