Più di una settimana fa mi trovavo a maledire Apple per la ridicola gestione del passaggio al 2.0: MobileMe non funzionante, il rilascio dell’update per iPod Touch latitante per ore giunto infine con a corredo un simpatico side-effect: la cancellazione di tutta la musica ed i video presenti su ogni iPod nell’errata convinzione che il pattern d’utilizzo classico sia gestire la propria library in locale spostando in mobilità solo copia di quanto necessario.
Morale della favola: dopo giorni di tentativi mi sono trovato il Touch come nuovo senza più niente dentro ma perfettamente 2.0. Amen, la Apple ha completamente sbagliato la gestione di queste dinamiche, ciò nonostante vende e continua a rilasciare aggiornamenti di prodotto e software che senza dubbio continuano a stupire per caratteristiche d’innovazione.
La prima cosa che ho fatto con il mio “nuovo” iPod è stata testare i servizi Push e quindi buttarmi a capofitto nelle applicazioni. Sul Push c’è poco da dire: funziona, e l’implementazione di Exchange è quasi al completo.
Più interessante è il lato applicativo. Avevo già avuto modo di usare applicazioni sull’iPod quando con un semplice Jailbreak lo aprii a nuovi mondi. L’esperienza ufficiale è del tutto simile anche se più pulita, più semplice e decisamente con maggiori prospettive. La prima impressione sulle applicazioni disponibili al lancio è stata una parziale delusione: non così tante, generalmente di bassa lega e con troppe limitazioni per il mercato Italiano (per scaricare un applicazione, anche gratuita, è necessario comunque acquistarla sottostando alle limitazioni territoriali dell’Apple Store). Niente di preoccupante, è normale che in cosi poco tempo non si sia sviluppata ancora un’offerta veramente interessante. Crolla un po il mito del “Crea la tua applicazioni in 20 giorni” lanciato da Apple alla prima presentazione del nuovo software 2.0 ma poco male, potenzialmente siamo di fronte ad un’altra innovazione per la filiera del mobile.
Alcuni casi di particolare rilievo però ci sono stati sin dal principio. Uno su tutti è l’applicazione Facebook per iPod/iPhone, semplicemente fantastica: la complessità di Facebook ridotta all’osso e sempre a portata di mano. Con la semplicità del Touch si possono seguire i feed dei propri amici, sfogliarne le foto, inviare e ricevere email e, dulcis in fundo, chattare allegramente. Mai, a mio modo di vedere, come con il “Touch Facebook” un social network è stato tanto valorizzato, rendendolo semplice da usare e terribilmente efficace. Via tutta la sovrastruttura di applicazioni Facebook per lasciare spazio solo alla pura interazione tra gruppi di persone. Evoluzioni possibili nel prossimo futuro, a dire il vero già presenti in altre applicazioni Touch, prevedono la georeferenziazione – grazie al GPS – della propria cricca per sapere non solo chi è online ma anche chi si trova nelle proprie vicinanze o per taggare luoghi/locali che si sono visitati cosi da rendere automaticamente possibile ai propri amici la condivisione di opinioni direttamente sulla strada. Un cortocircuito tra Net e Realtà che promette interessanti prospettive, per chi vorrà anche di business.
Mai come nell’era che sta per arrivare sarà possibile condividere eventi con le persone per cui si prova interesse. E non solo online, appunto, ma anche nel mondo fisco: dentro un concerto, in birreria, davanti alla televisione…
Oltre a Facebook Touch altre due applicazioni sono degne di nota.
Innanzi tutto il crescente gruppo di Radio che ha sviluppato un client ad hoc: anche qui semplice ed efficace. Pensate a quando avremo oltre alla musica anche canali Net Televisivi distribuiti in questa semplice modalità e quando avremo servizi online, come Mogulus, che permetteranno di distribuire Net TV lineare ed on-demand sui Touch o di farla in mobilita, stile Qik (e questa sarà sicuramente la prossima evoluzione dell’iPhone). A quel punto l’aggregazione sociale, fisica e digitale, si potrà ritrovare anche attorno alla distribuzione di contenuti Net TV o alla generazione collaborativa degli stessi, in parte – magari – dalla strada.
L’ultima applicazione da segnalare è la più scaricata del momento, il Remote sviluppato da Apple che consente di usare il Touch come un telecomando per l’iTunes del proprio Mac/PC o, udite udite, della Apple TV. Ancora una volta semplice ed efficace: soprattutto per controllare il proprio “apparecchio Net TV” e per interagire con quello che sta passando in video. Già, per interagire, sempre che il formato che si sta vedendo preveda un livello di contaminazione da parte del proprio pubblico. E qui ci arriveremo.
Pensate quindi ad uno scenario dove con il Touch, ovunque siate, potrete condividere con il vostro gruppo di amici un’esperienza d’intrattenimento Net Televisivo con varie possibilità d’azione: “semplicemente” commentare assieme quello che accade, interferire con il flusso che si sta ricevendo o infine partecipando attivamente alla creazione dello stesso. Questo sia che ci si trovi seduti sul divano di casa davanti alla TV, si che per strada, in macchina, all’aperto.
Sembra uno scenario complesso ma la convergenza che l’ultra duttile tecnologia Touch potrà garantire renderà questo terreno presto un campo di sperimentazione e quindi una nuova esperienza facilmente accessibile per le nuove generazione.