Outfoxed il film documentario che denuncia i metodi di manipolazione dell’informazione di FOX News. Quali rischi stiamo correndo nel mondo dei blog?

Ho finalmente visto Outfoxed il film documentario girato da Robert Greenwald per denunciare la distorsione strumentale dell’informazione operata dal canale d’informazione americano FOX News punta di diamante dell’impero mediatico di Ruper Murdoch.


(il trailer di Outfoxed)

E’ possibile comprare il film in DVD, vederlo integralmente su Google Video, o scaricarlo via eMule e Torrent. Io ho optato per eMule, trovando facilmente una copia in Italiano di una registrazione da SKY Cinema Autore. Purtroppo credo sia l’unico vero modo per vederlo in lingua italiana, perché qui da noi non c’è nessun DVD in vendita. In ogni caso Outfoxed è un film documentario molto interessante. E’ un caso scoppiato quasi tre anni fa, riportato anche qui da noi ma naturalmente mai approfondito. Non so quanti di voi hanno avuto modo di vederlo, io credo dovreste farlo.

 Images Outfoxed Ne ho viste tante ormai per non credere più a chi mi vuole regalare la verità mostrandomi come qualcun’altro la manipola. Non mi piacciono questi documentari scandalo, perché fanno esattamente parte dello stesso sistema. Bisognerebbe piuttosto svolgere un’azione costante su base giornaliera per combattere la disinformazione, senza cercare la gloria del botteghino. Ciò nonostante, in un mondo dove ormai l’informazione mainstream è morta, anche queste produzioni assumono un ruolo molto importante. Io non lo amo molto, ma in questo senso bisogna riconoscere a Beppe Grillo di rappresentare la sintesi suprema del perché l’informazione non esiste più. La gente paga per andare a sentire ciò che dovrebbe già conoscere, ridendo contenta alla battute di un comico che – di fatto – li prende per il culo.

Ciò che viene raccontato in Outfoxed è l’insieme di regole che il mondo dell’informazione tutto, compresa la carta stampata e molte radio, usa per manipolare il flusso di coscienza popolare. Non è certo una novità che non sia concesso al popolino sapere ciò che accade, ma solo ciò che è giusto che sappia. E in alcuni casi, lasciatemelo dire, non è neanche tutta questa disgrazia. Ma la cronica malattia del mondo mainstream m’interesserebbe relativamente se non temessi un tragico contagio con il mondo dei blog. E’ un po di tempo ormai che vado chiedendo a chi ha queste leve in mano, come si stia preparando all’imminente lutto per la perdita del controllo. Le TV e le Radio perdono il palinsesto, i giornali il potere aggregante. Questo perché già oggi una parte dell’informazione viaggia su canali non controllati da un editore, dove molto semplicemente chiunque può contribuire a formare una coscienza collettiva. Attenzione perché con questa definizione sto affermando che i blog hanno il potere di generare l’informazione, non solo di “masticare” gli scarti del mainstream. Sempre di più la rete potrà generare informazione (anche in formato audio e video), sempre di più “la gente” potrà aggregarla autonomamente.

outfoxed Se così fosse, staremmo marciando verso un mondo dove l’informazione e la cooperazione regnerebbero sovrane. Ma ho molta paura che questo meccanismo sia oggi ancora molto fragile, quindi facilmente manipolabile. Vivere con un’informazione senza controllo vorrebbe dire vivere nel caos, ma il modello prevede che l’interazione cooperativa moderi, facendo emergere naturalmente ciò che veramente è di valore. Sappiamo bene però, che le regole di cooperazione non funzionano poi così bene. Neanche così male intendiamoci, ma ci sono molti meccanismi che sono evidentemente troppo deboli. Ed è proprio li che si stanno insinuando i veri pericoli. Blogger professionisti, nano publisher, campagne di guerrillia, gli stregoni del Page Rank, i maghi delle classifiche, sono tutti li a far sembrare quello che non è. E per “la gente”, quella normale, capire la differenza è molto complesso.

Outfoxed è una vecchia notizia, ma vedendolo oggi mi ha fatto riflettere su come stia reagendo il mondo mainstream al crollo della barriera tra l’offline e l’online. Se non l’avete visto, vale sicuramente 45 minuti di tempo.

– Il sito ufficiale, dove è possibile acquistare il DVD (in inglese).
– I video originali delle interviste sotto licenza CC.
– La versione integrale di Outfoxed su Google Video (in inglese).
– La storia di Outfoxed su Wikipedia.

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Proxy Bar, una nuova rubrica su Radio Imago dove conoscere ed approfondire le novità della rete.

radio imago E’ partita giovedì scorso una nuova trasmissione di Radio Imago con un nome veramente molto carino: Proxy Bar. Condotta da Antonio Pavolini e Daniela Apollonio, dura circa 45 minuti e va in onda tutti i giovedì, oltre ad essere resa disponibile in Podcast già dal giorno dopo. Nella prima puntata, dal forte accento sperimentale, ho avuto l’onore – mio malgrado – di inaugurare la rubrica “Guru Meditation” con la riproposizione dell’intervista che Antonio mi fece all’ultimo Barcamp di Roma.

Nella prima puntata di Proxy Bar, apriamo lo scrigno degli archivi dell’Istituto Luce, che sono oggi disponibili per la consultazione gratuita in rete grazie a un titanico progetto di digitalizzazione e distribuzione in streaming: ne parliamo con il Direttore dell’Archivio Storico del ‘Luce’ Edoardo Ceccuti e con il Direttore dell’area Educational, Claudio Siniscalchi. In sommario anche le prime ‘chicche’ da scovare in rete e una illuminante intervista realizzata all’ultimo BarCamp di Roma con il principe dei guru dei new media: Tommaso Tessarolo.

Complimenti ad Antonio e Daniela, l’idea ed il format sono veramente molto interessanti. Un solo appunto: forse 45 minuti sono un po troppi?

– Il podcast della prima puntata di Proxy Bar.
– Il Radio Blog di Proxy Bar.

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TuoVideo.it (Intervista).

Da qualche giorno è partito un nuovo progetto chiamato TuoVideo.it, definito da tutta la stampa non specialistica come il YouTube all’italiana. Ho provato il servizio qualche settimana fa, grazie all’anteprima concessami da uno dei fondatori del progetto: Marco Camisani Calzolari (l’uomo con la pallina colorata).


Dopo il lancio non ho potuto esimermi dall’intervistare Marco sui temi più scottanti del momento. D’altra parte fare un servizio “alla YouTube” non è affatto una cattiva idea, ma YouTube è una brutta bestia, particolarmente complessa, con grandi problematiche. Ero curioso di conoscere alcune risposte che, puntualmente, sono arrivate, dimostrazione di grande trasparenza.

Marco, innanzi tutto complimenti. E’ sempre bello veder crescere progetti nati dall’imprenditoria nostrana. Ci vuoi raccontare qual’è l’idea di TuoVideo.it.

TuoVideo è la risposta italiana a servizi omologhi in inglese. La coda lunga, le nicchie culturali e linguistiche sono aspetti determinanti qualunque attività digitale si intraprenda.
E’ posseduto da Speakage, una società affermata nel settore del marketing multimediale, tuttavia come spesso accade è nato qualche mese fa durante alcune riunioni notturne via Skype con gli attuali soci di TuoVideo: Edoardo Colombo e Antonio Cianci, due blogger come dice la stampa, ma anche due imprenditori attivissimi nel digitale. Antonio lavora nel multimedia con la Cina ed Edoardo nell’infomobilità.

In questi giorni non si fa che parlare dei costi folli del progetto Italia.it. Il tuo progetto sembra particolarmente ambizioso, è costato molto? E, soprattutto, quali costi d’esercizio prevedete?

A differenza di altri, accettare un’intervista con te significa anche decidere di aprire la porta di casa e accettare una sbirciatina sotto il letto: abbiamo speso alcune decine di migliaia di Euro per arrivare sino qui. Abbiamo costi fissi per la manutenzione e per i costanti aggiornamenti nell’ordine di qualche migliaio di euro al mese e quelli variabili consistono prevalentemente nel consumo di banda che per ora supera il Terabyte al giorno.

Quando uscì YouTube tutti si chiesero quali fossero i razionali di business di un progetto di quel tipo. Oggi, le risposte sono davanti agli occhi di tutti. Qual’è il vostro modello di business?

Il modello di business è vario e basato su diverse logiche. Il primo, quello che sta già coprendo i costi variabili è basato sulla pubblicità Abbiamo una concessionaria che presto sostituirà gli Adsense con i suoi banner, a cui si aggiungeranno i video ads.Marcocamisanicalzolari Sempre in ambito advertising apriremo a distributori di campagne virali e a nuove iniziative, come per esempio quella dei 10 Euro a video che verrà estesa alle varie categorie grazie alla copertura diretta degli sponsor.

I costi già sostenuti sono invece equiparabili al valore attuale di una piattaforma che in una sola settimana ha generato 300 mila pagine viste e 800 utenti registrati.
Gli stessi contenuti sono un asset importante in un momento in cui, specie quelli localizzati, rappresentano un grande valore. Per esempio stiamo pensando di distribuire quelli di TuoVideo anche su altre piattaforme; possederne già molti apre a nuove possibilità.
Inoltre riteniamo che sia fortemente strategico essere first comers nella competizione per i soli video italiani, in italiano.

In Italia abbiamo Libero Video come caso di grandissimo successo legato al video online, oltre naturalmente a tutti i servizi analogi americani, francesi ed inglesi accessibili dalla rete. Qual’è il vostro elemento distintivo?

Il contenitore fa il contenuto. Nella fattispecie TuoVideo è molto verticale. Non ha un portale generalista ‘intorno’ e non eroga videopost, come invece accade nel caso dei possibili concorrenti. Come sai Google ha dovuto comprare YouTube che invece si era sviluppato molto più di Google Video, e le differenze tra i due erano minime, tuttavia determinanti. Descrivere quelle che distinguono TuoVideo dagli altri video sharing italiani è l’unico segreto industriale che abbiamo, anche se paradossalmente è sotto gli occhi di tutti. Basta saperlo vedere ;) Passami l’emoticon.

Il tema che più fa discutere nel mondo dell’online video è quello del copyright. Viacom ha recentemente chiesto la rimozione coatta di 100.000 video da YouTube, che con MySpace ha deciso di adottare Audible Magic come sistema condiviso per l’individuazione di materiale protetto. Voi come avete pensato di proteggervi da questo pericolo?

Noi siamo molto attenti a quello che riceviamo. Abbiamo eliminato il 30% dei video sino ad ora ricevuti perché sospetti di limitazioni nel copyright. La legge, specie quella italiana è molto limitante in questo senso. Senza aspettare che le visioni di Lessig diventino realtà, noi per ora abbiamo intenzione di prestare la massima attenzione a questo aspetto, mantenendo la piattaforma il più ‘pulita’ possibile, nel rispetto di tutti e rispondendo prontamente alle eventuali richieste di ‘abuse’. Abbiamo deciso di essere intransigenti anche nei contenuti a sfondo sessuale o violento. In Italia c’è ampia scelta di video di questo tipo sugli altri siti che citavi prima. TuoVideo ne farà a meno.

– Il sito di TuoVideo.
– Il blog di MCC.

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IN2YOU (Intervista)


(per chi non lo vede in testa a questo post uno dei video del blog di Asia)

Da qualche tempo è attivo sul Libero un video blog che ha attirato l’attenzione di molti: justIN2U della quasi 21 enne milanese Asia, che spera con la sua iniziativa di trovare un contatto con Justin Timberlake (pop star arcinota) sfruttando la teoria dei 6 gradi di separazione. Se ce la farà entro questa settimana bene, altrimenti avrà perso la sua scommessa. Io l’ho conosciuta grazie ad una segnalazione di Rob che in un commento su questo blog ha presentato il caso come un maldestro tentativo italiano di scimmiottare il celebre caso di Lonleygirl negli USA, dove una ragazza giovanissima teneva un video blog online e che si è scoperta poi essere una attrice assoldata da una casa di produzione che lavorava a copione per lanciare un film. Mezza America al tempo si era innamorata di Lonleygirl, rimanendo poi profondamente delusa dopo l’ammissione dello “scherzo”. Da allora l’allarme si è alzato, ed è diventato difficile capire se quello che troviamo in rete è una manifestazione spontanea di qualche utente particolarmente intraprendente, o se invece siamo di fronte a nuovi tentativi di “corruzione di massa” architettati per promozionare qualche prodotto. Anche nel caso di Asia i sospetti sono tanti: blog troppo ben curato, video girati ad arte, grande sicurezza della fanciulla, totale chiusura dentro la comunità di Libero (dove il sito è ospitato), sono tutti elementi che fanno pensare anche in questo caso ad una qualche operazione in corso.

Per saperne di più ho voluto fare quattro chiacchiere proprio con la protagonista di questo caso, andando diretto al problema. Asia è stata molto gentile e rapida a rispondere.

Qual’è la tua iniziativa, ce la puoi spiegare?
la mia iniziativa è semplice: conoscere JT (Justin Timberlake ndr) con la teoria dei 6 gradi e sfruttando internet. Chirao ke nn sono csì stupida da pensare ke la cosa sia csì facile. tutto è iniziato come 1 divertimento… 1 scommessa… e 1 divertiomento è ancora al momento anke se ci sn degli stupidi ke mi hanno offeso pesantemente.

Molti utenti hanno il fortissimo sospetto che in realtà tutta la storia sia una grande montatura sul celebre modello di Lonleygirl. Cosa ne dici, sei un’attrice, c’è un qualche progetto “occulto” dietro? O è tutto vero, ed in questo caso come fare a convincere gli scettici?
nn me ne frega niente di convincere gli scettici, nn a caso sul blog ho lasciato i commenti aperti e nn ho censurtato nssno, tranne un paio di commenti kretini in cui mi scrivevano ke mi sarei ritrovata fatta a pzzi nei navigli. Cmq tra 1 settimana finirà tutto. Nn andrò avanti. E’ stato divertente ma ancke + pesante di qnto avrei pensato. Speravo di avere un buon nmro di ctti ma nn pensavo csì tanti.

Le tue clip sembrano molto ben fatte. Le luci sono a posto, l’audio è di qualità, ed anche il video ha un risultato assolutamente dignitoso. Come fai a girarle? Fai tutto da sola?
Come ti ho detto nn sono 1 stupida, anke se molti lo pensano. X girare mi sono qsi sempre fatta aiutare da 1 mio amico, filippo, e ho girato qsi sempre con una videocamera qsi mai con webcam. Sempre x il fatto ke nn sono 1 stupida ho cercato di sfruttare al max 1 successo ke mi è arrivato csì improvvisamente.

Perché hai scelto Libero Video?
Avevo 1 casella di posta su Libero e sapevo ke era 1 community importante, ma all’inizio pensavo di fare sl 1 blog. E’ stato Filippo a consigliarmi di fare anke dei video. Lui pensava a Youtube, ma io avevo paura ke nssno mi notasse. Cmq visto ke mancano csì pochi giorni cercherò di sfruttare anche Youtube. forse già da domani, facendo un appello a ki mi segue.

Cosa fai nella vita? Altri progetti oltre la tua scommessa?
Cme ti ho già detto è stato tutto divertente ma faticoso. Dalla prossima settimana se JT nn si sarà fatto vivo sparirò dalla rete e tornerò agli studi. poi x’ no valuterò alcune proposte ke mi sono arrivate: pubblicare un libro sul blog, partecipare come conduttrice a 1 reality ke si occuperà di internet…

Asia le sue risposte le ha date. Voi cosa ne pensate, sono stato anche io vittima finendo per fare da cassa di risonanza ad un’iniziativa di marketing, o la fanciulla vi ha convinto?

- Il blog di justIN2U
- Il commento di Rob

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Come guadagnare con la Net TV.

Quasi sempre quando parlo di Net TV con le persone che incontro, mi trovo di fronte ad un grande interesse e molta attenzione, per un fenomeno che bene o male tutti hanno avuto modo di sentire. TV, giornali, riviste si sono riempite rapidamente di foto ed articoli su YouTube & Co. arrivando a far discutere della questione anche personaggi molto lontani dalle tecnologie e dal web. E meno male, è un buon segno. Però, di frequente, mi capita alla fine dei discorsi di vedere in chi mi sta di fronte sempre la stessa espressione : sopracciglio inarcato, bocca storta ed un leggero sospiro. Il pensiero è costantemente lo stesso: “Si, ma poi cosa ci faccio con questa Net TV? Mentos & Coca Cola tutta la vita? E poi, soprattutto, come ci si fanno i soldi??“.

Non c’è dubbio che la sostenibilità del modello Net TV sia ancora tutta da dimostrare, soprattutto qui in Italia. Il dibattito si è riacceso nuovamente in questi giorni dopo la pubblicazione di in uno studio realizzato da Screen Digest. Le stime sono come al solito incoraggianti: entro il 2010 oltre la metà del tempo speso a guardare video su web sarà dedicato a contenuti generati dagli utenti. Peccato che questa enorme somma di tempo raccoglierà solo il 15% dei ricavi Internet. La ricerca però è, come spesso accade, rivolta a soggetti come YouTube, DailyMotion, Reever, ovvero a tutte quelle aziende che offrono un servizio web per lo sharing di video. Loro il modo di fare soldi, lo dovranno trovare. La pubblicità, la vendita di contenuti, l’affitto della piattaforma sono tutte possibili fonti di ricavo ma non sembrano presupposti sufficienti a far credere che tutti continueranno ad esistere, figuriamoci a prosperare.

Questo per chi “distribuisce”. Quasi mai, però, si concentra l’attenzione sui famosi “utenti”, quelli che dovrebbero generare preziosi contenuti. Al di là di chi lo fa per piacere, edonismo, voglia di condivisione o manie di esibizionismo chi lo volesse fare “sul serio”, cercando di sbarcare anche il lunario, che cosa deve fare? La Net TV rischia di essere percepita solo come una bella teoria, un movimento che viene da lontano e che qui da noi prenderà tardi, poco e male. Senza spendere parole inutili su teorie e tecniche del Podcasting Video (di guide, consigli e profezie è piena la rete) vorrei invece raccontare due casi che mi è capitato di incrociare negli ultimi tempi grazie delle segnalazioni sul mio blog. Due casi che possono far capire in che modo possa operativamente muoversi chi è intenzionato a provare una “avventura” in questo nuovo, più che concreto, settore.

Il primo caso è quello di Geek-Geek, una produzione indipendente realizzata ed interpretata da Flavio e Sikkolo (tra gli altri). Per il momento hanno realizzato due divertentissimi cortometraggi, sulla vita, le avventure e gli amori di due perfetti Geek. Assolutamente da non perdere, due corti di culto realizzati con grande classe. I temi trattati possono forse interessare solo gli addetti ai lavori e gli “addicted” del mondo web & games. Ma lo stile narrativo, l’ironia ed il divertimento che ne consegue rendono i due corti godibili da chiunque (anche per i genitori preoccupati con adolescenti sempre chiusi nelle loro stanza). Parlando di soldi Flavio e Sikkolo in una auto-intervista non lasciano dubbi all’interpretazione. Alla domanda “E’ costato molto il film?” rispondono:

Sikkolo: Bhe, a dire il vero a causa delle mie difficoltà economiche è Flavio che si è accollato tutte le spese di realizzazione del film. Questo tra l’altro ha generato una specie di “tormentone” durante la produzione per cui io dico che voglio abbandonare il progetto, ma lui mi supplica di non farlo perché ha investito un capitale nella cosa. Gli investimenti di maggiore entità sono stati fatti per l’acquisto del trepiede per la videocamera (a cause delle evidenti carenze muscolari nessuno dei due riusciva a tenerla in mano senza tremare).

Flavio: Direi sicuramente che pagare i vari attori (e colgo l’occasione per ringraziare tutti per essere scesi così in basso: dallo psicologo alla “tipa”, per non parlare dell’assassino) con le t-shirts ufficiali del film è stata la parte più impegnativa, (Sikkolo anche in questo caso non ha sganciato un centesimo).

Questi i costi, ma come hanno pensato di fare soldi i nostri? Semplice, lanciando un iniziativa chiamata “Supporta due sfigati!” per la quale con grande mancanza di eleganza chiedono qualche donazione che, assicurano, andrebbe subito investita in nuovi oggetti da collezione “geek” o gizmos in genere. Altra opzione: sponsorizzare una scena di un prossimo corto! In che mondo? Semplice: basta inviare il logo della propria “attività” via mail a Luca e Sikkolo, che lo useranno per fare una T-SHIRT da indossare durante una scena del prossimo film. Naturalmente, durante le riprese, faranno ben attenzione ad inquadrare il logo. Branding puro, fatto alla luce del sole. Semplice, divertente ed efficace. Io, una maglietta me la sono già prenotata anche se Sikkolo, interpellato sui tempi, non si sbilancia:

Per la maglietta visto che il secondo è concluso si vedrà con il prossimo film, stiamo pensando di farne un terzo per concludere la trilogia geek ma per questo vorremmo usare attrezzatura professionale e partire con un minimo di budget, magari anche cercando uno sponsor “serio”, inoltre non iniziamo finchè non usciamo con un idea veramente innovativa. Ci vorrà qualche mese prima che iniziamo, quindi ci risentiamo poi quando avremo le idee piu chiare!

La seconda storia è molto diversa e ci mostra un altro approccio che si può avere nel fare soldi con i video su Internet. Questa volta il nostro protagonista è “xandertorino” ovvero Alessandro, che senza nessun problema è felice di raccontare come è riuscito in pochi mesi a guadagnare oltre 4600 dollari.

Tutto è iniziato a febbraio quando per puro caso, scaricando un video sul P2P, ho scoperto Revver.
Dopo essermi registrato ho pubblicato un po’ di video dei miei animali e ho sperimentato l’affidabilità del sito per un paio di mesi. Dopo 60 giorni ho ricevuto (con grande sorpresa) il mio primo pagamento che si aggirava intorno ai 30$, se non ricordo male. A partire da giugno ho cominciato a dedicare più tempo a Revver, pubblicando numerosi video di animali e pubblicando qualche mia creazione (tendenzialmente video divertenti e di breve durata).

Per esperienza posso dirti che i video che girano maggiormente sul web e che di conseguenza portano maggiori guadagni sono quelli di breve durata e con qualche bella ragazza protagonista. Ovviamente ci sono alcune eccezioni a questa regola, quali l’ormai celebre video della Coca Cola Diet & Mentos che è stato visto milioni di volte e ha portato nel giro di pochi mesi decine di migliaia di dollari nelle tasche degli autori.

Però pubblicare un video su Revver non basta per “fare fortuna”. Avrai notato che su Revver, a differenza che su YouTube o Yahoo video, tanto per citarne un paio, c’è pochissimo passaggio di visitatori e un video, anche se interessante o meritevole di attenzione, se non opportunamente pubblicizzato sul forum o in altro modo, può restare totalmente inosservato per mesi. Il segreto per far notare un video su Revver, nella speranza che una persona registrata sul sito lo diffonda al tuo posto col proprio codice d’affiliazione, è dunque quello di pubblicizzarlo sul forum, di inserire numerose parole chiave al momento dell’upload e fin tanto che era possibile (con Revver Classic) di scegliere il thumbnail migliore per la preview (funzione che presto – si spera – dovrebbero introdurre per il nuovo Revver).

Ho diffuso i miei video sul P2P (lasciando il PC acceso giorno e notte per un buon periodo) con dei nomi accattivanti e magari non necessariamente attinenti al contenuto del video, ho creato 4 siti dedicati esclusivamente ai video di Revver (www.revverized.net , www.petvideo.eu , www.canedellaprateria.com , www.petvideo.eu ), li ho pubblicati anche su altri siti quali Youtube, Google video, Yahoo video (la settimana scorsa uno dei video dei miei cani della prateria era in prima pagina su Yahoo Video negli USA nella sezione featured ed è stato visto da 13500 persone in un giorno), Vimeo, Vidilife, Flixya. Tenendo conto che Revver fino ad un mesetto fa pagava 45 centesimi di dollaro a click, per svariati mesi ho guadagnato la bellezza di 20/30$ al giorno. Purtroppo il mese scorso Revver Classic è stato schiuso e Revver ha abbassato decisamente la somma pagata per ogni singolo click (credo che attualmente si aggiri intorno ai 10/15 centesimi). Ad oggi ho 373 video online e sfruttando il sistema di affiliazione di Revver, quotidianamente diffondo sul P2P circa 900 video nel loro formato. Sommando un po’ di pubblicità sul forum di Revver, un po’ di P2P, un po’ di pubblicazioni sugli altri siti di video (e quindi non necessariamente con la pubblicità di Revver incorporata) si ottiene un discreto “movimento” dei propri video sul web. Inoltre come forse avrai notato offro sui miei siti la possibilità di inserire i miei video su una qualsiasi pagina web grazie al uno script.

Non sono un professionista del settore: figurati che giro i miei video con una fotocamera Canon PowerShot S3 IS acquistata con i primi 600€ guadagnati su Revver. Abitualmente monto i miei video con dei programmi veramente molto banali quali UleadVideoStudio 10, Microsoft Movie Maker (quasi mi vergogno a nominarlo ma è di una semplicità straordinaria e per video di cani della prateria va più che bene) e se proprio voglio sbizzarrirmi in qualcosa di un po’ più originale uso Adobe Premiere 2.0. Ovviamente ho imparato da solo ad usare questi programmi, come da solo ho imparato a fare dei siti internet (estremamente semplici ma funzionali).

I contenuti prodotti fin ora da Alessandro, per sua stessa ammissione, non sono esattamente quello immagino essere un esempio di contenuti premium per la Net TV. Ciò nonostante “xandertorino” incarna l’essenza in nuce del moderno produttore di contenuti User Generated, che con attrezzature amatoriali è in grado in autonomia di girare e montare i propri video. Ma è anche esperto di “distribuzione” e di marketing, sapendosi muovere con astuzia nella rete per lasciare quella traccia di molliche necessaria a portare tutti gli affamati alla propria tavola. La Net TV è un settore emergente dove chiunque con poche risorse, molta fantasia e tanta buona volontà può arrivare, sin da oggi, a guadagnare dei denari. Il tema della qualità dovrà probabilmente essere affrontato prevedendo un minimo di investimenti, o delle coproduzioni mirate. In ogni caso la porta è aperta, ancora una volta: forza e coraggio!

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