Sandro c’è, il rito può cominciare.

Sandro Ruotolo sarà parte della squadra di Michele Santoro per la nuova avventura di Servizio Pubblico: la produzione televisiva modello terzo millennio, liquida e multi piattaforma. Al di la del più o meno innovativo modello di distribuzione (la vera innovazione – parliamoci chiaro – sta nell’utilizzo massiccio della rete) quello che si preannuncia è la messa in scena del rituale consolidato nel tempo, quella sequenza di momenti, avvenimenti e personaggi alla quale milioni di persone sono abituate da anni. Ed è questo il vero segreto del modello Santoro, quella formula magica – dagli ingredienti espliciti e pubblicamente esposti – che anche i più stretti seguaci (o imitatori) non riescono ad emulare. Si perché, nonostante sia tutto sotto gli occhi di tutti, gli ingredienti sono difficilmente replicabili. Anche l’ottimo Formigli – che ha già toccato il 10% di share su LA7 – difetta di tutti qui momenti che scandiscono il rito santoriano. L’anteprima, la musica di testa (Piovani), i servizi carichi d’azione con musiche ossessive di violini di fondo, l’editoriale di Travaglio dopo il secondo break, il collegamento con “la gente dalla strada” di Sandro Ruotolo, il gran finale con Vauro. Questa la sequenza che scandisce il rito. Non basta uno studio circolare con politici al seguito per emulare la magia. Mancava Sandro Ruotolo, l’ultimo pezzo del puzzle. Ora Sandro c’è e Servizio Pubblico può cominciare!

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