TV On-Demand.

La TV on-demand è sicuramente il futuro. Ameremmo tanto fosse il presente ma ancora non ci siamo. Eppure progetti come “LA7 On-Demand” – on-air da più di un anno – hanno mostrato come sia possibile realizzare un prodotto più che dignitoso utilizzando le tecnologie attualmente a disposizione. I canali 800 del digitale terrestre sono infatti “dedicati” ai cosiddetti canali on-demand. L’unico che funziona ad oggi è – appunto – quello di LA7 che possiamo trovare al canale 807. Il principio di funzionamento è semplice: il canale è in realtà solamente un canale dati che, quando ci si sintonizza, carica una applicazione MHP e mostra un menu degli ultimi sette giorni di programmazione del canale, più una library di contenuti “cult”. Scorrendo con il telecomando si sceglie il contenuti e con un click si può vedere e rivedere quel che volgiamo. Il tutto grazie ad una TV o ad un set-top-box collegato ad Internet (le TV di ultima generazione sono compatibili con questa tipologia di canale, cosi come tutti i STB con il bollino Gold DGTV).

LA7 On-Demand

Una meccanismo semplice e dal funzionamento (quasi) impeccabile. Ben diverso da i sistemi on-demand di SKY e Mediaset Premium che continuano ad usare canali di trasmissione broadcast per registrare fisicamente dei contenuti su l’hard disk del nostro set-top-box locale. Quello digitale terrestre è un meccanismo decisamente più moderno, con potenzialmente enormi margini di espansione (la library a disposizione può essere teoricamente infinita) ma ancora più costoso se applicato su volumi di massa (lo streaming di contenuti per milioni di persone costa ancora incredibilmente di più di un canale broadcast).

Eppure, dopo più di un anno di felice sperimentazione di LA7, le alternative di fatto non esistono. RAI ha presentato un servizio on-demand con funzionamento e tecnologie omologhe a quelle di LA7 (e quindi MHP+Internet) chiamato RAI Replay (più un servizio on-demand per i TGR) ma nessuna data di rilascio è stata ancora annunciata. Mediaset latita, presente sul mercato solo con il servizio NetTV di Mediaset Premium che però è fruibile solo con una manciata di set-top-box dedicati, levandoci quindi il piacere di mantenere un unico telecomando usando le connected TV di ultima generazione.

Il 2011 sta per concludersi ormai e di sperimentazioni ne sono state fatte tante. Perché non spingere sull’acceleratore di servizi che tutte le misurazioni danno come i più graditi al pubblico? Perché non usare semplicemente quello già a disposizione per dare una spinta vera al sistema di distribuzione digitale della TV in Italia? E ancora, perché non sperimentare delle forme di advertising ad hoc su questi sistemi (LA7 On-Demand è ancora meravigliosamente senza pubblicità)?

In fondo basta costruire una applicazione MHP che carichi via Internet un menu dal quale accedere ad una libreria di contenuti da offrire in streaming direttamente sul televisore. Troppa grazia?

6 thoughts on “TV On-Demand.

  1. Sarà perché chi tira le fila del nostro sistema politico ed economico continua a imbonirci di chiacchiere su quanto sia all'avanguardia il Dtt, che per i dinosauri di cui sopra è tv lineare e null'altro…

  2. In effetti la diffusione di TV "Connettibili" compatibili con queste tecnologie MHP "On demand" è in grande crescita.
    Realizzare anche l'applicazione MHP che abilita l'operatore a diffondere contenuti OTTV non è neanche costoso.
    Ad oggi temo pero' che non ci siano i "numeri" interessanti. Da miei studi, ci sono circa 10.000 tra TV e STB "realmente connessi" tra Emilia Romagna e Veneto.. per ora son pochi per fare un business di tipo "Advertisement on demand".
    Magari in futuro.. o magari on demand ci possono andare ora solo delle applicazioni per cui l'utente paga qualcosa volontaramente.
    Comunque prima o poi, i broadaster ci arrivano. Anche perché i produttori di tv, se no, se ne vanno per conto loro..

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