Essere Comunisti in Mediaset.

Ben s’intenda la parola comunista non ha più nessun senso, ma tant’è, ogni tanto vale la pena tirarla fuori di nuovo per appiccicarla sopra chi non la pensa come si vorrebbe. Di Brachino quasi non vale neanche la pena parlare ma ci suggerisce suo malgrado come potremmo scatenare il popolo dei video maker a testimoniare il nulla: questa si che sarebbe una rivoluzione culturale degna del nostro sistema. Massima solidarietà a quella gigantesca parte sana di giornalisti Mediaset che si trovano oramai in una situazione che più che stravagante dovremmo definnire bizzarra (si consulti lo Zanichelli per cogliere la sottile differenza). I comitati di vigilanza non esistono, il conflitto d’interesse neanche, ma studiando la storia recente del primo populista al mondo dopo il nostro premier, siamo diretti con spedito passo verso lo stesso destino. Mutatis mutandi, s’intenda. Comunque Chavez ha almeno una storia più romantica alla spalle, una base su cui i maghi dello storytelling – attivi anche in Venezuela – hanno costruito una leggenda. Qui da noi la storia è sempre la stessa, ogni tanto rassicuranti cambiamenti per nulla mutare vivendo coccolati l’eterno ritorno. W il giornalismo d’inchiesta.

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