La notizia è vecchia come il cucco e questo post più che altro vuole lanciare un appello affinché ci si liberi finalmente dalla minima comune definizione per passare ad una più matura comprensione di quello che è un fenomeno in evoluzione. I contenuti generati dagli utenti, i video sporadici, senza senso, non programmati, spesso di scarsa fattura sono da sempre ai margini del fenomeno NetTV, personalmente mai considerati come una possibile evoluzione del modello contenutistico televisivo. Ora i puri UGC cominciano ad essere un problema per chi deve tentare la loro monetizzazione. Hulu ha suonato le trombe, YouTube sembra trovarsi con una palla al piede; guardate questa recente misurazione di eMarketer.

Altro discorso sono le produzioni indipendenti, i Video Maker ProAm, i nuovi NetBroadcaster; quasi sempre sfuggono dalle misurazioni e quindi dalle considerazioni degli osservatori. Sono tanti i casi che funzionano e sempre più convincenti le evoluzioni dei formati che, anche se ancora allo stadio primordiale, si muovono sperimentalmente in quello che ancora chiamiamo “spazio transmediale”.
E’ che di transmediale in uno spazio monomediale come quello verso cui stiamo inesorabilmente andando non ci sarà più nulla. Sarà un tutt’uno gestito e generato come un servizio sempre presente, accessibile da ogni dove. Manca ancora molto tempo e le infrastrutture di rete sono ancora troppo arretrate ma, quando ci arriveremo, avere il dominio dell’utility service per l’archiviazione e la distribuzione dei video sarà un valore enorme. Ecco perché i vertici di Google non possono che considerare il problema della monetizzazione degli UGC come una questione tattica, una soluzione da trovare per valorizzare il momento in attesa che il disegno completo abbia il tempo di realizzarsi.
Altrettanto certo è che le guerre si vincono conquistando le battaglie più importanti sul campo, una dopo l’altra. Non possiamo far altro ora se non porci il problema della bontà dei modelli emergenti (Hulu vs YouTube), cosi come sperimentare le scrittura transmediale per nuovi formati Net+Televisivi.
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..Tutto sommato, se cambiasse il modello di business e YouTube si "riciclasse" in un vettore per la diffusione di film e documentari LOCALIZZATI, non mi dispiacerebbe affatto. Non capisco perchè Hulu, Amazon ed iTunes non riescano a mettersi d'accordo con le major per distribuire ON DEMAND tutti i loro contenuti premium IN TUTTO IL MONDO, come una qualsiasi televisione satellitare o via cavo, vendendo abbonamenti e/o pubblicitàcontestuale… Sono molto deluso da come si sono evolute le cose nel 2008, sono state disattese tutte le mie aspettative!
Alex "Non capisco perchè Hulu, Amazon ed iTunes non riescano a mettersi d’accordo con le major per distribuire ON DEMAND tutti i loro contenuti premium IN TUTTO IL MONDO, come una qualsiasi televisione satellitare o via cavo, vendendo abbonamenti e/o pubblicitàcontestuale"
perchè le tv satellitari fanno accordo con aziende nazionali (che vendono/affittano decoder e smart card) e si fanno pagare; mentre per Hulu è molto difficile farsi pagare in tutti i Paesi del mondo, sai quanti problemi ci sarebbero? E le major darebbero l'ok solo se Hulu trasmettesse in un sistema non facilmente registrabile dagli utenti.
Personalmente credo che il discorso di Tommaso, che da tempo si è pronunciato in questi termini non faccia una piega, una cosa e avere uno spazio dove condividere i propri video altro è cercare di fare produzione proam. E' chiaro che è difficile dire se queste produzioni riusciranno ad essere sostenibili, molto più facile e che vengano assorbite dai soliti giganti. In America. In Italia bè o giganti sono pochi e timidi.
è sbaglito il modello di business che intendono..microsmeta ha capito perfettamente che la rete DEVE essere un veicolo differente..è ciò che vado dicendo da sempre..
se devo vedere una cosa noiosa, registrata male, recitata peggio, insomma brutta in rete e sbattendomi (e spendendo!) pure per vedermela sul televisore full hd che ho appena comprato..mi tengo il mio sony flatscreen e continuo ad accenderlo ogni tanto per guardare il tigggì!
Hulu spacca proprio. L'ho visto in america quest'estate ed è davvero una bomba.