The truth about Marika.

Formato transmediale Svedese vincitore degli iEmmy Awards 2008.

Synopsis “The truth about Marika” (Sanningen om Marika)
Marika disappears without a trace. When the case, after two years, reopens there is no evidence that she ever existed. 20 000 Swedish citizens have vanished and Marika is one of them. Why? What is the truth about Marika?

The case of Marika draws attention right before the drama series premieres on TV. A young woman finds out that SVT is making drama based on her blog, and she claims that everything is based on the disappearance of her best friend. SVT denies any part of this accusation and declare that the woman has made everything up, it’s fiction. But the woman proves the contrary even though all traces have been erased. The case becomes a mystery.

This is a “participation drama”, created to enrich a drama production through the participation of viewers. The story takes place on television, the Internet, radio and mobile phones. Every week theories are discussed on a TV-show that in the end expose the truth about Marika. Viewers are directly involved in the plot and its conclusion. The mobile phones become an important tool in the twilight zone between fiction and reality, and bring the story to the streets into a fiction without limits.

Original Title: Sanningen om Marika
Broadcaster: Sveriges television, SVT
Date of First Broadcast: 28 October 2007
Original Language: Swedish
Total Number of Episodes: 5
Running Time: 58:00 minutes

— Il sito ufficiale di The truth about Marika.

2 thoughts on “The truth about Marika.

  1. Sono pmnfettaeerte d’accordo con la decisione del nostro sindaco Letizia Moratti di non ammettere i bambini figli di clandestini alla scuola materna e vorrei complimentarmi con lei per questa decisione “scomoda” ma giustissima.Io sono una mamma di due bambini, uno di 4 anni e mezzo che frequenta la scuola materna e una di 2 anni e mezzo che frequenta il nido.Sono particolarmente sensibile nei confronti dei bambini e penso che sia giusto mettere a loro disposizione l’assistenza sanitaria, vaccini e i consultori pediatrici anche se figli di clandestini, ma la scuola materna non è scuola dell’obbligo e quindi non è necessaria.Alla fine i clandestini e gli extracomunitari in genere hanno tutti i nostri stessi diritti senza però avere nessuno dei nostri doveri e spesso non hanno neanche interesse, rispetto per il nostro paese, la nostra cultura, le nostre tradizioni.Le scuole materne sono già molto affollate e ancor di più gli asili nido con lunghissime liste d’attesa e riescono ad accedere più facilmente gli stranieri rispetto a noi milanesi, oltretutto avvantaggiati dal fatto di non avere apparentemente un lavoro (peccato che lavorino in nero!) e pagano anche cifre irrisorie.Nessuno si è mai chiesto che bisogno hanno queste persone dato che dichiarano di non lavorare (e di conseguenza non pagare nulla e non avere documenti in regola) di mandare i loro figli alla scuola materna e ancora di più al nido? Se io potessi permettermi di accudire i miei figli e rinunciare al lavoro lo farei subito! Per questo ho scelto il part-time.Il mio esempio concreto è che ho deciso di mandare i miei bambini in una scuola privata religiosa (oltre a condividerne le idee) perché il nido comunale (se mai avrei potuto accedervi) avendo un reddito “normale” (ma che ormai non basta più) di due impiegati (fra l’altro io sono part-time) era decisamente caro considerando che quello privato mi costa 370 euro al mese e il servizio, e l’ambiente è decisamente diverso!Penso che i miei bambini continueranno a frequentare la scuola privata sperando di potercelo sempre permettere dato che comporta un notevole sacrificio economico perché non sono d’accordo con chi mi dice che se in una classe ci sono in media 10 bambini stranieri che parlano a malapena l’italiano il programma non subisce rallentamenti!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>