Joost: no download, no plug-in.

Joost diventa web application, portale web, cosi come tanti ne esistono, c’è chi dice per combattere Hulu. Ben s’intenda Hulu sta performando in maniera incredibile. Per capirci: YouTube ha 4.2 bilioni di video visti al mese (perdonate il bilioni ma ormai è accettato). Di questi solo il %3 è monetizzato da Google, ed il motivo è semplice: gli UGC non pagano, solo i contenuti premium hanno senso per alimentare un modello sostenibile. Hulu fa 88 milioni di video visti al mese con una redemption del 100%. Quindi Hulu ad oggi fa un po di meno di YouTube ma come previsioni di crescita su contenuti remunerabili già mette paura a Google. Dalla sua YouTube ha un modello integrato che crea tanto per cambiare un cortocircuito senza precedenti tra contenuto e pubblicità, ma la strada è tutta da tracciare.

Presi questi come modelli Joost è stata costretta a fare un profondo esame di coscienza che, a mio modo di vedere, non ha portato i due vichinghi comunque a soluzione convincente. Se regole sono emerse da questi 12 anni abbondanti di Internet due sono particolarmente chiare: no download, no plug-in. Funzionano i servizi dove apri un browser, sia tu su desktop o in mobilità, e fruisci del servizio. Se si costringe al download, in qualsiasi forma, la probabilità di successo cala drammaticamente (qualcuno si ricorda l’orgia di plug-in scatenatasi intorno al 98?). Cosa hanno fatto quindi i due visionari del nord? Prima un’applicazione da scaricare, aggiornare, imparare ad usare e ricordarsi di aprire, poi resisi conto che nessuna luce sarebbe apparsa dal quel tunnel hanno virato verso la web app. Peccato che il modello P2P, che rimane esatto seppur con altre dinamiche, che hanno posto a cardine del loro modello di business li ha costretti a chiedere alla gente l’istallazione di un plug in. Risultato previsto: nessuna variazione nei piani di collisione verso il primo progetto disastroso dei due vichinghi. A meno che, ed è questo il punto, non arrivi in soccorso l’unico e solo plug-in che la gente inconsapevolmente già ha: Flash, già vero motivo di successo di servizi come YouTube, unica ancora di salvezza -una volta implementato al suo interno un protocollo P2P- di progetti come Joost o l’ancor più agonizzante Babelgum.

Current + Twitter = Hack the dabates.


L’idea è tanto semplice quanto assolutamente rivoluzionaria. In america i 4 dibattiti finali tra i due contendenti alla casa bianca McCain/Obama, compreso quello tra i due vicepresidenti, verranno ripresi dalla rete americana ABC. Current TV utilizzerà ritrasmettendolo in tempo reale il feed LIVE di ABC aggiungendo quello che da sempre è il pezzo mancante (soprattutto quando si parla di politica): la voce della gente.

TWITER In che modo? Grazie ad una partnership esclusiva con Twitter chiunque potrà inviare i propri commenti, i propri pensieri, le proprie domande a Current semplicemente tweettando. L’unico accorgimento dovrà essere l’inserimento del codice #CURRENT dentro ogni feed. Current provvederà a impacchettare (ed in alcuni casi ad aggregare tematicamente) i tweet rendendoli in tempo reale in grafica. Lo spettatore Current potrà quindi vedere lo stesso LIVE di ABC con in più un layer interattivo che si andrà dinamicamente componendo con la voce di tutti coloro vorranno partecipare.

Nonostante sia tutto in lingua inglese, dai dibattiti ai Tweet (che dovranno per forza essere in lingua), ho deciso di ritrasmettere per tutti gli appassionati di politica e di nuova televisione questo fantastico esperimento anche su Current TV Italia (130 SKY). Questi gli appuntamenti:

  • Presidential Debate #1 – Friday, Sept. 26
  • Vice Presidential Debate – Thursday, Oct. 2
  • Presidential Debate #2 – Tuesday, Oct. 7
  • Presidential Debate #3 – Wednesday, Oct. 15

Sarà tutto in diretta e quindi chi vorrà esserci dovrà rimanere sveglio ben oltre la mezza notte, ma credo che il contenuto e, finalmente, la possibilità di partecipare valgano ampiamente lo sforzo.

— La pagina di Current di “Hack the debates“.

Kudos on MTV MyDay.

mtv day 2008 Come dicono gli americani kudos on MTV Italia per la sperimentazione fatta durante l’MTV Day di sabato scorso. A Genova pioveva a dirotto, l’evento è riuscito come al solito ma il nubifragio ha reso tutto singhiozzante. Ciononostante qualcosa è successo: per chi seguiva la diretta da SKY premendo il tasto verde (o passando sul canale MTV Pulse) era possibile sintonizzarsi su una diretta parallela, fatta in soggettiva, con una webcam, direttamente in mezzo al pubblico. E in questo caso la pioggia ha aiutato a rendere questo esperimento ancora più interessante, mostrando la classica situazione di ragazzi completamente zuppi sotto una pioggia battente ma comunque felici di essere li, di far parte di qualcosa che viene sempre sapientemente condito con il sapore del mito.
Sia la controdiretta sia il live in soggettiva sono due esperimenti su cui sto lavorando per Current TV Italia e che partiranno nelle prossime settimane (questo sempre che gli allagamenti del nostro studio non continuino a ritardare i nostri piani). Dall’esperienza MyDay di MTV due isegnamenti a mio modo di vedere si possono trarre.

Il primo è che una controdiretta funziona, soprattutto se riesce effettivamente a portare allo spettatore un punto di vista diverso rispetto al flusso principale. Sabato, durante i troppi momenti di Pop star smielose o di momenti di nulla dalla barca ormeggiata accanto al palco era di certo più divertente seguire senza tagli ne censure il flusso di coscienza collettivo catturato sotto il diluvio. Dare un’alternativa, se possibile, è sempre una buona mossa: la gente vuole scegliere e per chi programma un evento è sempre meglio che scelga all’interno dello stesso contesto.

La seconda conclusione dalla controdiretta è la stessa alla quale si era già giunti guardando le ore di noia di Justin TV o i primi esperimenti di Robin Good qui in Italia: la webcam in testa con un flusso senza script, completamente casuale, non tiene l’attenzione che per pochissimi minuti, a volte istanti. La soggettiva è difficilissima da reggere soprattutto se non ha supporto alcuno (es. nessun controcampo) come in questo caso.

Ad ogni modo complimenti a MTV per la sperimentazione che sicuramente ci regala un precedente interessante su cui ragionare per il futuro.