Quanto siano belle le Olimpiadi lo ricordavo ripescando i ricordi da bambino e l’ho vissuto guardando mio figlio più grande incantato davanti ai tuffi o alle prese con l’imitazione del salto in lungo, in alto, della corsa e di qualsiasi cosa sia passata in TV in queste settimane (pallamano compresa).
Quanto siano state brutte le Olimpiadi viste con la RAI è qualcosa invece che non ricordavo e che soprattutto non mi aspettavo (dopo la figuraccia di Euro 08). Le mie olimpiadi sono state come credo per molti godute in vacanza, dentro un piccolo Mivar ancora in forma e ancora all’altezza di un evento programmato e prodotto dalla RAI con canoni anni 60. Mentre ovunque l’evento ha visto la svolta della multi programmazione TV e Web (su quest’ultima piattaforma RAI ha ampiamente superato la sufficienza), il trionfo dell’alta definizione, e la conferma di formati ultra compatti di sintesi ed informazione la RAI ci ha proposto una programmazione spesso sbagliata (dov’era la diretta di Brasile-Argentina??), il TG Olimpico (con un trattamento editoriale e grafico da TV delle origini), i salottini con i soliti insopportabili nomi (ed un Galeazzi rantolante), un secondo canale “Rai Sport Più” seppur a beneficio di pochi promosso a dir poco malissimo (!!), ed il mitico canale HD su digitale terrestre a schermata fissa per tutto il giorno tranne un paio di orette di sintesi notturna (!!!).
SKY, che sta per lanciare l’h24 sport-news, si è sapientemente defilata da un evento troppo costoso arrivando però lo stesso a centrare l’obiettivo. Finite le vacanze “in esterna” gli ultimi due giorni (incredibile cerimonia di chiusura compresa) li ho goduti accendendo SKY (che ora ho finalmente nel formato MySKY HD con decoder unico e a minor prezzo!) che con Eurosport 1/2 e Eurosport HD, un paio di commentatori senza infamia e senza lode, una traduzione simultanea più che dignitosa, ha offerto un servizio decisamente di altro livello rispetto alla nostra amata TV di stato (la cerimonia di chiusura in Alta Definizione è stata poi un evento veramente unico).
Mi chiedo: ma è possibile che avendo a disposizione cosi tanto materiale (pagato profumatamente) non si riesca a fare veramente nulla di meglio?
Tommaso, pensando alla tua domanda finale, credo che in Italia più che negli altri Paesi questa cosa sia impossibile, ma un po' in tutti i settori, non solo quello della comunicazione. Certi personaggi, una certa generazione non la scacci, bisogna solo aspettare che passino vent'anni e sperare che i nuovi (che saremmo poi noi) possano occupare le posizioni giuste in ogni settore. Lo so, sono pessimista e forse un po' disfattista, in questo molto italiano, ma siamo un paese che non è in grado di tener conto delle potenzialitàin modo meritocratico e si continua a scambiarci di posto con i soliti metodi del "per lui garantisco io". Non esiste una new generation e siamo nel 2008. Per parlare della RAI in particolare, e mi baso solo su Rai Sport, ci sono giornalisti brutti che non sanno parlare e che fanno venire il latte alle ginocchia, giornalisti che forse andrebbero bene a fare lavoro redazionale o tentare un pre-pensionamento. Un impiegato statale, per come lo intendiamo qui in Italia, non può di certo occuparsi di comunicazione, che muta, rapidamente, e accelera, nei ritmi, nella cadenza e nel multilinguismo. Non bisogna fare l'errore di disprezzare tutta la RAI, di talenti ce ne sono eccome, e si è visto l'ottimo lavoro lato Web come giustamente sottolineavi (anche se poi non so quanto sia costato). Bisogna però avere il coraggio di trasformare un'emittente pubblica in azienda, mantenendo servizi pubblici utili dove servono. Purtroppo invece dove c'è denaro pubblico c'è l'idea che in qualche modo arrivi gratis e probabilmente le scelte non sono tutte giuste visto che anche nella programmazione generalista (e non solo tematica e specifica come l'occasione olimpica) si preferisce ad esempio chiudere programmi di successo, innovativi e simpatici come "Screensaver" e si continuano a comprare format fotocopia dai soliti Magnolia e Endemol, non facendo altro che ampliare la programmazione Mediaset, che ottiene così altri canali su cui vendere i propri format e le proprie vedette.
Peccato anche per l'HD, sul quale la RAI bisogna ammettere stia facendo degli sforzi sul digitale terrestre: mi è capitato di vedere una partita degli europei con una chiavetta TV usb da 40 euro e registrarla perfettamente sull'hard disk. Ma anche li, tra il furto tra i banchi dei centri commerciali (il decoder hd dtt non me lo possono far pagare 250 euro) e l'offerta tv che non può essere così timidamente sperimentale, ci stiamo perdendo la partita della crescita culturale e tecnologica per le masse… aspettando poi che il primo investitore straniero arrivi con la solita schedina a pagamento che ci costeràun occhio.
Non oso pensare a quante persone, fra tecnici e giornalisti, la Rai abbia spedito giù in Cina. Un mio amico, tecnico Video a Milano, mi raccontava che per i Mondiali di calcio in Corea si ammazzavano per far parte della troupe esterna: stipendio da trasferta, note spese da gonfiare… Senza moglie per un mese…
Io giàmi accontenterei di vedere tutti i programmi in 16:9. Ho seguito le Olimpiadi su TSI (TV Svizzera Italiana) in 16:9 e sono di un livello decisamente superiore ai 4:3 di nostrano utilizzo. Anche i 16:9 di Rai Sport più hanno una definizione molto scadente.