E’ nata RAI 4.

La bastiglia è caduta, è nata ieri 14 luglio la prima rete RAI che qualcuno definisce la prima veramente al di fuori delle logiche politiche.
rai4

Una destinazione per i giovani dai 18 ai 35 anni nata per sperimentare un nuovo tipo di programmazione densa di quelle attrattive che le altre reti RAI o ignorano o sparpagliano a piccolissime dosi all’interno dei loro palinsesti. Si chiama RAIQUATTRO, nome di certo non originale ma a mio modo di vedere di grandissimo impatto, ed è solo su Digitale Terrestre. A guidarla c’è Carlo Freccero garanzia di innovazione, veterano della nu-television che questa volta ha applicato alla sua strategia di prodotto una logica più solida che dovrebbe garantire al progetto maggiore autonomia: invece di cerca di cambiare le tre reti generaliste che continuano a godere del favore del loro pubblico (sempre più su con gli anni, ma comunque sempre presente) ha deciso di sfruttare le potenzialità del digitale aprendo un nuovo canale (e poi un altro, RAI5 nei prossimi 18 mesi). Un porto franco dove l’audience si comincia a contarla da zero, un posto dove sperimentare la mescolanza tra web e televisione, un canale che può dare fastidio a Italia 1 e sicuramente a qualche generalista satellitare. Queste le dichiarazioni da comunicato stampa di Freccero:

“Una rete per un pubblico giovane, che naviga su internet, sensibile alle suggestioni della moderna comunicazione”, spiega Carlo Freccero, presidente di Raisat (indicata dalla Rai come factory di Rai4). “L’obiettivo – continua Freccero – sarà quello di trasformare, in alcuni casi, gli spettatori in autori, capaci di contribuire a creare alcuni dei programmi che andranno in onda con i materiali che propongono in rete. Il web sarà, quindi, per Rai4 una fonte formidabile di raccolta. In questa fase di partenza, Rai4 si alimenterà soprattutto di serie americane cult, film e telefilm, cartoni animati, programmi musicali, oltre ai ‘fuoricampo’ di alcuni reality della generalista. Una sorta di riscaldamento dei motori – conclude Carlo Freccero – in attesa di una programmazione più completa, che comprenda produzioni di canale, sia di fiction che di programmi”.

Per il momento il canale, partito ieri 14 luglio alle 21, è denso di film cult per giovani e grandi serie americane. Aspettiamo di vedere fin dove si spingerà la sperimentazione in un palinsesto che già prevede l’ingresso di mini formati realizzati grazie alla collaborazione dei più attivi player nazionali nel campo del confezionamento di format dal basso.

Un buon segno per il panorama nazionale della TV non a pagamento, un ottimo passo avanti per la piattaforma Digitale Terreste. Un grande in bocca al lupo a Carlo Freccero.

11 thoughts on “E’ nata RAI 4.

  1. Pingback: E’ nata RAI 4. | tommaso.tessarolo « R&M Project

  2. Ma possibile che ad un giorno dal lancio non ci sia nessun riferimento (non un banner, ma nemmeno 2 righe) sul sito della rai e nemmeno sia stato aggiornato il sito del digitale terrestre rai?

    Boh…

    …sicuri che puntino su queste nuove reti?

  3. Anche io ho difficoltà a trovare in rete il palinsesto della nuova tv Rai4. A quanto pare la Rai ha messo in rete solo un comunicato stampa ufficiale. Non esiste un sito web specifico come gli altri canali e nemmeno una sezione specifica nel sito di Rai International, che se non ho capito male dovrebbe essere la società specifica che se ne occupa.

  4. che senso ha aprire una nuova tv sul digitale terrestre se a tutt'oogi qui in provincia di Frosinone si vedono a Malapena le reti mediaset e dei canali Rai manco l'ombra? prima uniformassero la copertura con le reti attualmente in Onda e poi aprono nuove reti!

  5. il sito è
    http://www.rai4.rai.it/dl/Rai4/index.html
    inutile lamentarsi della copertura (del mux A): la transizione a tutti i canali digitali richiede tempo e non si può fare in un attimo in tutta Italia. Guardiamo il bicchiere mezzo pieno: c'è un canale in più che trasmette film e telefilm; se li facessero in doppio audio, li vedrei anch'io.

    Rai4 ha una certa predilezione per JJ Abrams: stanno facendo Alias, Felicity e Six Degrees!

    Trasmetterla in streaming su rai.it? Secondo me il sito non reggerebbe mai, se in molti decidessero di vederla.

  6. Hamlet, il sito in realtà è attivo solo da pochi giorni, continuo a trovarlo folle lanciare un canale per poi di fatto tenerlo nascosto nel momento in cui dovresti avere maggior copertura mediatica.

    Adesso c'è ma ormai hanno bucato l'appuntamento.

    Sul fatto che il sito non possa reggere lo streaming mi sembra folle, basta volerlo e si può fare e viene già fatto per altri canali.

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