June, 2008


20
Jun 08

Move Networks.


Move Publish is designed to let you manage, acquire, edit, organize, and publish your video content, both live and on-demand. Move Publish simplifies your publishing tasks by combining them all in one interface.

Move Networks » Move Publish


19
Jun 08

Endemol cerca nuovi format TV online.


John de Mol’s Talpa Media Group has launched TalpaCreative.com, an online community offering TV fans the unprecedented opportunity to create and sell their original non-scripted show ideas. The best ideas submitted to the site will be developed by de Mol and his creative team and may be produced and distributed internationally by Talpa Media Group and Endemol. De Mol is widely regarded as one of the most successful non-scripted TV producers in the world, having co-founded Endemol, and created worldwide hits including “Fear Factor,” “Big Brother” and “Deal or No Deal,” among others.
News » talpaCreative


19
Jun 08

Anche la NetTV è ad appuntamento?


Secondo una nuova ricerca pubblicata da TubeMogul la maggior parte delle view per un video online avviene entro 90 giorni dalla sua pubblicazione. Oltre il 50% delle view si concentra nelle prime due settimane. Questi dati sembrano testimoniare come anche per la NetTV sembri valere la regola dell’appuntamento o, meglio ancora, della condivisione di un evento a livello sociale. Come sappiamo tutto il resto è lunga coda ma quando "esce" una novità siamo portati tutti a vederla subito per condividere l’esperienza e le opinioni a riguardo.

Tubemogul.com News – Online Video Research and Reports


17
Jun 08

VC2 Premiere su Current ogni mercoledi alle 22.


In testa a questo post trovate il promo di VC2 Premiere, lo show di lancio e approfondimento che andrà in onda su Current il mercoledì alle ore 22:00 (in replica alle 00:30). Ogni settimana presentiamo in anteprima due pod originali… e lo facciamo in studio insieme a coloro che questi pod li hanno fatti e con ospiti con cui inizieremo un approfondimento sui temi trattati che, alla fine dello show, continuerà sulla pagina dedicata al VC2 Premiere su current.it


17
Jun 08

Il video online genera il 50% del traffico Internet.


Secondo una recente misurazione di CISCO la fruizione di video online costituisce ormai oltre il 50% del traffico complessivo.

– Visual Networking Index 


12
Jun 08

LINK 6: NEWS FROM EVERYWHERE.

LINK: NEWS FROM EVERYWHERE N.6

Quest’ultimo numero di LINK uscito lo scorso 3 giugno l’ho letto quasi tutto nei primi due giorni. Sarà che il tema dell’informazione dal basso, del citizen jorunalism, del reporting diffuso è per me particolarmente attuale.

Brano che vale l’acquisto del CD, pezzo che vale da solo l’acquisto del sesto numero di LINK è quello di Freccero che partendo da Sarkozy arriva a definire il nuovo genere di Reality Soap uno dei drammi dell’informazione moderna (e questa volta non solo in Italia) dove l’inconcepibile tragedia personale di Cogne diventa un nuovo formato stile Beautiful dove un intero paese è trascinato e, peggio, si trascina in una perversa dinamica di voyeurismo di massa che fa sembrare il Grande Fratello (suo indiscutibile ispiratore) roba del profondo passato.

E ancora Giampiero Gramaglia (direttore dell’ANSA), Massimo Magrini (country manager per l’Italia di Google), il grandissimo pezzo sulle scalette di Alessandro Banfi (ex caporedattore del TG5 di Mentana), etc. etc. Un grande numero dove sono stato con grande piacere chiamato a mappare a beneficio dei più la situazione della Net TV in Italia e soprattutto nel mondo. Ne è venuto fuori un coloratissimo pezzo che rappresenta una fotografia di un momento storico dell’evoluzione della Televisione.

Grande numero, da avere (bravissimi come al solito Fabio ed Elena).

— Il sito di Link N.6


9
Jun 08

Digitale Terrestre ed Alta Definizione (il caso RAI Euro 2008 HD).

L’inizio del consueto evento mediatico a base calcio ci regala l’ennesima dimostrazione che il digitale terrestre come piattaforma per la distribuzione di contenuti è cosa buona e giusta. Non solo più canali (potenzialmente), migliore qualità audio e video ma anche PayTV e ora Alta Definizione. La RAI per chi ancora non lo sapesse sta trasmettendo tutte le partite di Euro 2008 (quelle in onda su RAI 1) anche su un canale sperimentale HD su digitale terrestre. Meraviglia e stupore: con imbarazzante ritardo anche nel nostro piccolo paese arriviamo a cotanto lusso a disposizione per le masse.

Si, perché l’HD è un lusso e il digitale terrestre è per le masse, o no?

Non sembrerebbe cosi altrove ma qui da noi il pastrocchio è sempre più evidente. Personalmente sto avendo il piacere di seguire Euro 2008 in HD grazie al mio Bravia che per grazia ricevuta e plus-denaro speso ha un receiver DTT dotato di decoder H264 (la maggior parte dei televisori Full HD o HD Ready pur dotati di decoder DTT non supportano l’H264, indispensabile per ricevere Rai HD). Ma anche grazie al fatto che casualmente rientro in una di quelle piccole-e-poche macchioline che ricoprono una misera porzione delle top-cities italiane ammesse al gota degli eletti.

Ma anche chi fosse baciato dal caso dovrebbe fare i conti con il fatto che per vedere Euro 2008 in HD tutti i decoder venduti fino ad ora non vanno bene (è necessario acquistarne uno nuovo, HD, alla modica di 160 euro. Cosa ci si farà poi, finiti gli sport, nessuno ha avuto il coraggio di dirlo). Non è la prima volta che lo scrivo e non sarà temo neanche l’ultima ma le scelte fatte per l’impianto delle specifiche tecniche del DTT sono state molto semplicemente sbagliate. Sia stato un eccesso di prudenza o una mancanza di prospettiva sta di fatto che avere oggi un “parco macchine” di 5 milioni di pezzi con decoder MPEG-2, modem 56K e MHP suona tanto come il palesarsi di una legacy impossibile da ignorare e troppo fresca da digerire. Un tappo enorme verso uno sviluppo tanto possibile quanto ancora completamente al palo. Il fattore di successo del DTT, e anche qui perdonate la ripetizione, non sembra tanto essere nella doppia promessa: più canali per tutti + zero digital divide, quanto alta tecnologia a basso costo. Ovvero Pay TV e HD per tutti senza bisogno di parabola ed abbonamento. Gli early adopters ultra-high-tech sarebbero stati la chiave del successo di una piattaforma che ha tutte le carte in regola per decollare. E invece no, decoder castrati e vecchi in partenza stanno facendo si che oggi l’Alta Definizione che RAI -quasi costretta a farlo- ci propone è privilegio per pochissimi, che le parole Internet+Interattività siano definitivamente scomparse (e forse è meglio cosi) e che l’unica cosa che sia andata veramente è il calcio a 3 euro per tutti (già a 5 meno digeribile, ad abbonamento potenzialmente indigesto).

Cosa dobbiamo pensare? Siamo in Italia le cose funzionano cosi? (d’altra parte non ci siamo operativamente ancora attivati per l’ordinamento automatico dei canali, per cui ad ogni risintonizzazione si riparte da capo con un ordinamento assolutamente casuale, tanto abbiamo tutti tempo e voglia tra l’altro di rimettere a posto 50 canali ogni 3 giorni, no?) O dobbiamo forse diventare furibondi per l’ennesima occasione persa che stiamo trascinando inesorabilmente verso il baratro? Anche perché, se non fosse sufficientemente chiaro, mentre passano gli anni con un DTT fermo al palo tutto il resto avanza. SKY conquista consensi e abbassa il prezzo d’ingresso (aumentasse l’offerta HD non farebbe un soldo di danno, compreso l’agognato decoder MySKY HD), Internet avanza e se anche oggi non offre un modello di business sostenibile per chi voglia “creare una nuova TV” tra 5/10 anni (dipende dal mercato) sarà una piattaforma distributiva senza precedenti.

Più che continuare a fissare e a far slittare date per lo switch off nazionale al DTT sarebbe a mio modo di vedere più saggio fissare una data entro la quale fare-o-desistere. Se entro il termine stabilito non si sono verificate le condizioni a garanzia di una reale diffusione del DTT come piattaforma televisiva nazionale (% di copertura, X regioni all digital, Y numero di nuovi canali, etc):

  1. Che semplicemente lo stato molli il controllo e lasci il DTT come piattaforma libera senza costrizione alcuna (eccetto il controllo delle frequenze ovviamente). La RAI farà le sue regole, Mediaset e La7, … le proprie. Ognuno avrà un decoder custom e ricominciamo dal balletto Stream / Telepiù fin quando un operatore privato non decida di entrare, mettere ordine e creare una piattaforma unica al top degli standard con un decoder unico distribuito ad abbonamento, sotto controllo, manutenzione ed aggiornamento costante. Piattaforma sulla quale lo stato potrà semmai chiedere che vengano di diritto trasmessi i canali nazionali.
  2. Non si può? L’EU non ce lo fa fare. Peccato e allora perché non fare del DGTVi un soggetto privato con degli obiettivi commerciali precisi: piattaforma unica, decoder ad abbonamento, servizio clienti, installazione gratuita… Cambiando opportunamente il nome DGTVi potrebbe diventare SKY2 su DTT (non dimentichiamoci che in UK SKY è già dentro al mercato DTT).
  3. Ultima ratio, che si smantelli tutto quanto creato sopra i termini previsti dell’EU.

Insomma, qualsiasi cosa basta si risolva questa empasse che non fa altro che alimentare polemiche oltre che, piccolo dettaglio, far perdere tempo e denaro a noi tutti. Io credo che 15 giugno 2010 possa essere una data sufficientemente vicina e lontana per capire di che morte moriremo.


2
Jun 08

LOST 4: L’isola che non c’è.

E’ dunque finita anche la quarta, la più bella, stagione di LOST. L’isola non c’è, il tempo e lo spazio sono ricurvi. L’escalation di misteri intreccia la metafisica mentre la narrazione prende infinite dimensioni. Non si sa più cosa è presente e cosa non, dov’è il luogo degli eventi e quale la memoria. Il senso di LOST è questo: una curvatura spazio temporale nella storia e nella sceneggiatura. Un intreccio senza precedenti che nella quarta stagione ha raggiunto la sua apoteosi regalando a mio modo di vedere uno dei più bei episodi che i seriali televisivi abbiano mai mostrato: il quinto “The costant” semplicemente perfetto.

Il formato ridotto poi ha obbligato la produzione ad una scrittura ancora più moderna, sintetica, compatta. Mai un momento di calo per una sequenza di sole 13 puntate, dieci in meno del solito. Ma cosi funziona e funziona meglio. Anche le lunghissime pause, dettate dal lungo periodo di sciopero dei writers e una sanissima doppia settimana di suspense prima del lungo finale, hanno giovato a rendere la quarta stagione un successo concedendo i tempi giusti di elaborazione per un materiale simbolico mai cosi denso.

LOST è diventato ora pienamente ipertestuale. Prima si diceva che LOST senza Internet non sarebbe stato tale, ora è chiaro che LOST è il primo prodotto consapevolmente e completamente collegato alla rete: senza di essa perde una parte del significato.

Tre i finali girati, un nuovo spot TV sulla “Octagon” altro filone da seguire online, il libro mostrato a Lock da giovane in vendita su eBay, telefonata a Kate da riascoltare al contrario per capire il senso delle parole, etc. etc. Un tripudio di mini-quest, per usare un termine da videogioco, a corredo di una storia scritta e girata in maniera magistrale.

Chapeau a tutta la produzione in attesa, gennaio 2009, di ricominciare un nuovo viaggio. JJ intanto sta per partire con il progetto Fringe che inizia con una aereo che cade e un mistero che più o meno fa cosi: “E se l’inimmaginabile potesse diventare realtà?”. Olè.