Quando iniziai a scrivere il mio libro nel settembre del 2006 mi posi un solo obiettivo: documentare in maniera indelebile i pensieri di un passaggio della mia esperienza professionale. Pensai: almeno questa volta lo scrivo, lo pubblico e rimarrà lì, nel bene e nel male. Uno dei momenti chiave di quel testo è dedicato alle modalità ed alle interfacce grazie alle quali è possibile vedere la NetTV.
L’8 Maggio durante la conferenza stampa di presentazione di Current Italia la domanda che ho trovato più interessante mi è stata posta un giornalista della carta stampata, credo fosse di Liberazione. Più o meno mi ha chiesto: che fine ha fatto la NetTV ora che hai sposato un progetto che va solo su SKY. Nel rispondere ho provato un misto di sentimenti. Contento perché la risposta era già nero su bianco a fine 2006, profondamente insoddisfatto perché a quel problema non è ancora stata trovata una risposta e, peggio, perché nessuna azione concreta è stata intrapresa per la sua soluzione.
Più che rispondere alla domanda vorrei condividere con chi ha ancora la pazienza di leggere questo singhiozzante blog il ragionamento che mi ha portato a scegliere senza indugio la strada della sperimentazione all’interno di un contesto televisivo classico, pur non abbandonando affatto i principi e le sfide della NetTV.
La NetTV è democrazia, perché rompe le barriere che impediscono ai più di poter produrre e condividere materiali audio visivi con un numero potenzialmente infinito di individui. Questo il presupposto del ragionamento che, quando verificato, stravolge le regole. La Televisione d’altra parte è uno strumento, un meccanismo, nelle mani di pochi, controllato e mediato, con rarissime eccezioni di vera apertura. Fermandosi qui, nessun dubbio su quale scelta intraprendere, su dove concentrare le energie. I problemi cominciano ad emergere quando il ragionamento si spinge oltre, ai limiti dell’ovvio. Raccoglievo ieri l’altro la testimonianza di chi vive diversi mesi dell’anno nell’isola di Bali per poi tornare periodicamente nella nostra piccola Italia. In quel fantastico pezzo di mondo, povero ma come sappiamo non tra i più poveri, chi è fortunato è raggiunto da un servizio Internet a 256K, più che sufficienti per fruire dignitosamente della maggior parte dei servizi (scendendo di qualità e con buona pazienza video compresi). Il particolare è che per avere il servizio è necessario spendere un equivalente di circa 80 euro ogni mese che in quella terra corrispondono a circa 3/4 mesi di stipendio medio di una persona. In altre parole se a Bali lavorando 10 ore al giorno rinunciaste al 100% del vostro stipendio per un anno riuscireste a pagarvi 3 mesi di Internet a 256K. Nello stesso posto, nello stesso momento tutti hanno un televisore acceso, spesso 18 ore al giorno su telenovela di bassa lega. Ricevere via etere non costa nulla e per sintonizzarsi basta acquistare un televisore da due soldi in un negozio qualsiasi, accenderlo ed il gioco è fatto. Niente Internet, PC, conoscenze tecniche. Niente problemi di formati, di protocolli, nessuna incompatibilità. Chi trasmette sa che chiunque è abilitato alla ricezione e chi acquista un TV Color sa che premendo un paio di bottoni si sentirà parte del mondo moderno.
Esistono tanti posti più poveri dell’Indonesia (ed in Indonesia più poveri di Bali) ma esistono tanti altri contesti significativamente più ricchi, ad esempio l’Italia. Il nostro paese con un tasso di penetrazione della banda larga ridicolo e con una alfabetizzazione informatica troppo bassa coltiva una situazione emblematica anche se scarsamente percepita. Esiste un sostanzioso gruppo di giovani (e medio-giovani) talenti che hanno conoscenze, intuizioni e propensione all’impresa da far invidia alla Silicon Valley con un tasso di “proattività” tra i primi posti al mondo. Questo gruppo di menti illuminate generalmente ha una cultura medio-superiore e vive in zone urbane medio-grandi raggiunte dalla banda larga.
Il resto della popolazione è al buio. Che sia assenza di conoscenza o di banda l’unica luce che illumina gran parte dell’Italia è quella bluastra dei televisori, accesi spesso su programmi insulsi o finti notiziari. Che piaccia o no questa è la realtà. Spesso gli illuminati tendono a dimenticarlo, presi nell’abitudine dei pensieri di tutti i giorni.
Ma, quand’anche “il popolo” fosse raggiunto dai magnificenti servizi di rete, troverebbe una totale assenza di chiarezza nelle modalità di fruizione della NetTV. Nell’eccesso di rilassatezza che ha inevitabilmente accompagnato il consolidamento della fase 2.0 del web si è persa la determinazione nel voler creare un set di specifiche unico per la NetTV on-demand, live, EPG e per l’interattività. Un meta protocollo RSS di nuova concezione, standard condiviso, pronto per poter essere adottato da tutti i TV Color Next Generation (sia da salotto che da tasca).
Allo stesso modo nella confusione dettata dall’alternanza tra euforia e terrore dei mercati si è pericolosamente affievolita la convinzione politica (dal basso) nel voler puntare verso un mondo dove l’accesso IP diventi un bene primario per l’informazione e la cultura delle masse: diffusione della banda larga a basso costo + net neutrality.
In queste condizioni l’accesso alla NetTV diventa un affare per pochi eletti/fortunati, con una conseguente inconsistenza nei modelli di business sottostanti. Questo sempre che si voglia considerare la NetTV una nuova forma di televisione e non “semplicemente” la pratica di appiccicare video dentro siti web.
Perché avvenga una reale evoluzione verso la NetTV è necessario che si consolidino delle condizioni di base essenziali per le quali nessuno sta lavorando. Ecco allora che un progetto come Current che tenta di sperimentare un mix Quasi-perfetto tra Net+TV è forse l’unica strada possibile per far evolvere il ragionamento (dove il “Quasi” è a sottolineare che la perfezione anche se molto-molto lontana è sempre un traguardo a cui tendere).
Current è sin dalle sue origini qualcosa di nuovo ad ogni livello: produzione, partecipazione, distribuzione. Dove, per l’appunto, la distribuzione è solo l’ultimo fondamentale tassello di un processo complesso che quasi-nulla ha a che fare con la TV classica. Oltre al Web distribuire in TV è oggi (e per molto tempo ancora) la scelta di maggiore apertura che si possa fare.
Di modelli distributivi per la TV come sappiamo ce ne sono tanti. C’è la TV per tutti sostenuta dalla pubblicità, dove si finisce inevitabilmente per infarcire il palinsesto di troppi spot e – peggio – a programmare con un occhio quasi solo rivolto all’audience. C’è quindi la TV a “canone” che dovrebbe essere garanzia di indipendenza nel rispetto di una missione più alta. Cosi non è quasi mai come sappiamo ma al di la di questo non è un modello al quale altri se non le aziende di stato si possono appoggiare. C’è infine la Pay TV dove chi vuol vedere paga per il semplice principio che chi gestisce la piattaforma paga a sua volta i fornitori di contenuti. Questa distribuzione ad oggi è l’unica che da una forte garanzia di stabilità per un prodotto televisivo che vuole “semplicemente” essere il migliore sulla piazza di questo genere, senza condizionamenti di nessun tipo ne politici ne commerciali.

@Tommaso Tessarolo . Ecco cosa mi piacerebbe fosse aggiunto presto al sito web Current TV (forse c'eravamo abituati troppo bene con N3TV…
)
"Un meta protocollo RSS di nuova concezione, standard condiviso, pronto per poter essere adottato da tutti i TV Color Next Generation (sia da salotto che da tasca)."
Immagino che tu non possa modificare per l'Italia il piano
editoriale di Current, ma se potessi farlo, io aggiungerei ovunque i feed RSS (topic, news, video trasmessi) Soprattutto nella sezione dei video "ora in TV" l'interfaccia "a ruota" è scomoda ed il fatto di non poter visualizzare in video in sequenza ed a tutto schermo relega la fruizione dei contenuti ad una mera anteprima della visione in TV tramite Sky. Ma anche sul blog e in tutti i topic, vorrei avere almeno l'anteprima dei post agganciata a tanti feed RSS…
bel pezzo Tommaso. Confidiamo che presto si attuino quelle condizioni affinchè le net tv possano proliferare.
Per il momento w Current e w anche i servizi come youreporter.it e gli altri.
Un post illuminato e chiaro come sempre.
Io intanto parto domani con "Magic Friends TV", un esperimento a basso costo (ma tanta fatica) per seguire in 4 giorni un congresso internazionale di prestigiatori che si svolgeràa Saint Vincent. Il famoso mercato di nicchia, molto di nicchia, ma in questo caso anche clamorosamente popolato di appassionati. E senza come dici tu, il supporto della TV tradizionale (che verràinvece a spulciare tra i vip e gli eventi dedicando dirette nei maxicontenitori generalisti del primo pomeriggio delle casalighe).
Inizierò con il tuo pensiero sulla Net TV e prendendo qualche spunto da N3TV, ma soprattutto con tanto tanto entusiasmo (ed energia finché ce n'è). Ciao!
Tommaso, in quanto scrivi vedo un pò di rassegnazione.
L'approccio alla Net TV era un po il cavallo di Troia per tentare di dare un nuovo assetto al tv italiana, gestita sempre dai soliti noti. Per fare un pò di innovazione sei stato costretto a rivolgerti, appunto, ai soliti noti, vedi SKY. E' una mezza liberazione, è una mezza democrazia, della serie chi si accontenta gode. CHE TRISTEZZA.
E' la rinuncia a voler spingere le cose ad andare in un altro verso. Fai l'esempio del tuo amico che va in Indonesia come quello sia il sitema televisivo dal quale non si scappa. Qui in Italia non è molto meglio ma almeno abbiamo sky che ci permette di vedere una tv che unisce web e tv, facendoci provare una maggiore innovazione e democrazia comunicativa. Mi spiace ma se dovessi accontentarmi di ottenere dei vantaggi rassegnadomi ad avere il meno peggio non protrei stare in una associazione consumatori. Certo sono consapevole che riuscire ad ottenere ciò che si vuole non è facile ma non parto da rassegnato. La televisione grazie all'apporto di internet deve permettere alle persone di incrementare la propria dose di libera informazione e accrescere il livello di democrazia. Current tv può aiutare ma non doveva essere solo per chi ha soldi o conoscenze. Solo chi ha un abbonamento si accorge di questa tv innovativa, solo chi è raggiunto dalla banda larga o ha soldi per pagare un provider si accultura con Current TV. E GLI ALTRI che sono di più? Sono come gli abitanti di Bali. Con il televisore acceso 18 ore su programmi che non fanno evolvere. CHE TRISTEZZA. Peccato! Un occasione persa. Current Tv trasmessa in multipiattaforma gratuita sarebbe stata un'altra cosa, anche con più pubblicitàma per tutti. Sul digitale terrestre sarebbe stata una vera novità, sul satellite in chiaro, come SKYTG24, una vera cuccagna, In DVB-H in chiaro una rivoluzione per i cellulari che avrebbero il giusto format televisvo e in aggiunta allo streaming video sulla rete sarebbe persino visibile con PS3. Allora si che sarebbe nato qualcosa di nuovo!!!! Pensi che non si possa realizzare???? Io continuo a sperarci, non voglio che mia madre si senta indonesiana.
Ti sei arreso. Il tuo post mi è sembrato più un tentativo di giustificazione verso te stesso. Erano chiari fin dall'inizio i limiti della net tv, ma era ed è una frontiera. Tu hai utilizzato la tua esperienza per entrare, o tornare, a far parte del mondo broadcast. Ora sei un impiegato di una tv, non certo per tutti. Bravo, ti sei venduto bene al nuovo idolo (per chi non conosce la sua storia) Al Gore.
@ Tommaso: comprendo le tue motivazioni e vanno nella direzione della goccia che scava la pietra. Non mi unisco al coro di coloro che vedono questa strada come una Waterloo anche se ne comprendo perfettamente le giuste osservazioni.
Sono altresì d'accordo che con una diffusione sul digitale terrestre la cosa avrebbe avuto una marcia in più. Saràpossibile implementarla?
RSS: certo qui se ne sente la mancanza. Essere bombardai di mail per i commenti e andare a vedere i contenuti di coloro che postano non è semplice. In 3 giorni ho dovuto smazzarmi almeno 50 mail… forse saràpossibile implementare RSS in futuro?
grazie!
in un post dove hai parlato senza dire nulla, ci si ritrova con l'idea più semplice del mondo: senza moneta, non fai niente.
joost/babelgum, per quanto esperimenti, con qualche prodotto più serio invece di documentari sugli orsi, qualche intervista dal concerto (senza concerto), qualche intervista dalle gare (senza gare) e qualche contenuto (senza contenuto), potevano realmente strappare posizioni più serie sul mercato..invece, relegati al monolingua della coda lunga, alla pattumiera di contenuti presi con reti a strasisco (vedasi le sit com che ptoevano essere hard negli anni 80, forse), si sono ritrovati sotto il "classico" youtube/liberovideo/alice/ecc..per che cosa? per inseguire un progetto giusto come fondamento, ma costruito senza riuscire a capirne le richieste
n3tv, la stessa cosa..non mi ha mai entusiasmato, ma è facile dire "fa schifo" senza sapere quanti e quali difficoltàci sono dietro
current tv, mi pare sia sulla stessa linea d'onda di n3tv (ripeto, mi pare, non ho sky e non mi interessa averlo), ma dopo un primo momento di slancio euforico, come si pensa di andare avanti? con i soliti "contenuti dal basso" o con qualcosa che realmente possa smuovere qualche persona?
tempo fa ti dissi "siamo in un momento in cui ugc è bello", ecco quel momento, per me, adesso è troppo tirato per le orecchie e bisogna dare un taglio a ciò che può creare contenuti senza conenuti (qoob fa la stessa cosa..puoi avere una manciata di video interessanti, per una rassegna spropositata di roba inutile; certo fatta dagli utenti, ma delle volte sembra di vedere roba di gente che ha difficoltàdi espressione; immagina la qualitàdel risultato)
per concludere, la "garanzia" del gestore che ha i suo clienti paganti e gira parte dei suoi guadagni per pagare il fornitore di conenuti (lui fa solo il venditore, in pratica), è basata su dati flebili e poco rilevanti e non tiene conto delle varie situazioni socio-economiche: sky con un paio di abbonamenti (mettiamo una squadra a scelta + qualche film + un pacchetto aggiuntivo a scelta a basso costo) incide in maniera importante anche in italia, il paese "ricco", ed alla fine dell'anno, se non è 3/4 di mensilità, poco ci manca
Benchè la mia posizione sia molto critica nei confronti di Current TV (non noti la confusione che c'è al riguardo, anche in questi stessi commenti?) mentre N3TV era un ottimo esperimento, capisco benissimo le tue motivazioni di fondo e il desiderio di essere parte di un progetto (molto) potenzialmente volto a ridurre il digital divide nella fruizione di video sul web.
Ti auguro buona fortuna, ma da utente web privilegiato e di nicchia spero nello sviluppo di molti più progetti simili a N3TV, mentre Current TV mi lascia alquanto indifferente.
(vero, il tuo post pare, in parte, una giustificazione. della quale non c'era bisogno.)
La rivoluzione non è mai per tutti. All'inizio.
Non è chiaro se Current lo sarà, ma in ogni caso è un passaggio in più dalla rete. Sarebbe impensabile fare una cosa simile free to air o su un canale generalista.
Please don't shoot to the 2.0 player.
Dal tono dei commenti si capisce subito chi ha gestito un'impresa, anche piccola piccola, dagli altri.
Tommaso ha iniziato un percorso che dalla ricerca lo ha portato ad un libro che si è trasformato in un esperimento che è diventato una realtàche gli ha consentito di essere il player di questo V-box che è Current.
Current però non è un punto di arrivo, ma solo un punto di partenza. Siamo semplicemente al kick-off di un nuovo livello, e al solito, c'è chi parla come se fossimo alla fine di quest'avventura.
Current non è perfetto? Si può avere di più? Deve trovare il modo di riposizionarsi? Gli tempo e, soprattutto, si eviti di fare management con i soldi degli altri. Questa roba costa, e non poco, perciò chi vuole la qualitàen plein air, metta le mani in tasca e cacci il grano.
Per ora prendiamola come una beta, godiamoci gli Ugc di qualità, proviamo a far crescere la comunitàvlogger e vediamo se questa palestra consentiràuna nuova generazione di video maker pronti a nuove sfide per il next-level. E' una opportunitàe non la sprecherò, come non sprecherò YKS, il Current de noartri che si può vedere in chiaro sul canale 863 di Sky. Prima, non c'era nulla, non dimentichiamolo.
Pingback: C’era una volta N3TV! Ora c’è Radiopodcast | Undolog.com
Un pensiero qui: http://www.undolog.com/2008/05/14/cera-una-volta-…
Mah… Al Gore.. quello della fuffa sul surriscaldamento globale… MAH. Beato chi ci crede. Lo stesso dicasi su sto Current Tv. NEEEEXT!
Richiesto o no questo post non mi sembra una giustificazione ma si inserisce nel processo di riflessione sulla rimediazione-evoluzione del mezzo televisivo su cui parecchie volte abbiamo discusso proprio su questo blog.
Sarò costretto a citare un guru… considerato che molti ne hanno bisogno. Sto parlando di Negroponte che tempo fa intervistato da Repubblica sul tema net+television affermò "Tv è una parola sola ma quattro cose separate. 1) La produzione di contenuti; 2) La trasmissione del segnale; 3) L'apparecchio con cui la si vede; 4) Un modello economico. E tutti e quattro stanno cambiando."
Quindi ogni volta che dobbiamo fare un discorso legato alla tv, alla net-tv, alle tv 2.0 ma in generale alle industrie culturali dobbiamo confrontarci con questi quattro fattori talmente interconnessi tra loro che uno influenza l'altro in maniera strutturale.
Aggiungo che faremmo un torto a questo momento storico se ci lanciassimo in giudizi tranchant… di cui non se ne sente il bisogno…
ciao a tutti
Io ho letto il libro di Tessarolo e l'ho trovato molto interessante, calcolando che sto scrivendo una Tesi di Laurea sulla p2p tv, analizzando in particolare i due casi di Joost e Babelgum. Tra l'altro il testo è una delle mie fonti!
Spero di riuscire nel mio studio a mostrare diverse cose e a chiarire un po' di dubbi anch'io, tra quelli a cui riuscirò a far leggere la mia tesi naturalmente, visto che si parla comunque del mio piccolo mondo! Ho scelto questo argomento nelle mille difficoltà, perché vi assicuro che ce ne sono, ma ho lottato e sto lottando per mostrare quanto l'argomento in realtàsia veramente molto interessante!
Sono stata alla presentazione di Current e anche se l'idea mi piace molto e la sostengo temo che al post di "riflessione" di Tommaso tra qualche mese ne seguiràuno simile che avràcome oggetto proprio l'esperienza di Current. Durante l'incontro all'Ambra Jovinelli diverse domande rivolte ad Al Gore insistevano sulla libertàdi azione di cui disporràCurrent sulla piattaforma Sky. Al Gore ha ribadito più volte l'assoluta libertàeditoriale concessa da Sky. Non ci credo o meglio non saràcosì…perchè se non saràSky ad imporre limiti saràl'AgCom o il Moige. Current è senza dubbio un'iniziativa lodevole (che ripeto sostengo) ma non è il primo tentativo di televisone libera. Altri prima di voi c'hanno provato e hanno fallito e prevedo che tra non molto metteranno il bavaglio anche a Current. L'ultima affermazione di Tommaso: "C’è infine la Pay TV dove chi vuol vedere paga per il semplice principio che chi gestisce la piattaforma paga a sua volta i fornitori di contenuti. Questa distribuzione ad oggi è l’unica che da una forte garanzia di stabilitàper un prodotto televisivo che vuole “semplicemente†essere il migliore sulla piazza di questo genere, senza condizionamenti di nessun tipo ne politici ne commerciali", è totalmente inesatta e mi stupisce molto che tu sia così poco informato. La fee che Sky paga ai suoi fornitori di contenuti corrisponde ad un tot di ascolta. (fee=ascolti) per non parlare poi dell'affolamento pubblicitario che ormaio su Sky è imbarazzante. Quando avete firmato con Sky nessuno vi ha detto che se non si raggiungo un tot di ascolti Sky non rinnova il contratto? Andiamo bene….Quello che ho percepito io durante la presentazione è stata una certa ingenuitàanche da parte di Mr Gore che non conosce evidentemente il mercato italiano e Sky (continuava a ringraziarli…). Spero di sbagliare. LUNGA VITA A CURRENT.
Pingback: Current TV Italia: qualche riflessione « ilarianicosia
@ditaranto
tv ha quattro significati, ma due, pur diversi, convergono sempre nello stesso punto: la trasmissione e l'apparecchio. ormai si è capito che l'apparecchio in se arreda e lo fa per abitudine. punto. ci sono migliaia di altre soluzioni, ma quello "fa figo", quindi ci saranno ancora, e per molto tempo, apparecchi televisi che combineranno diverse soluzioni (vga, decoder -di cui ancora non esiston gli slot adattatori per le schedine-, dvi, ecc) che permettono a tutti i segnali di convergere in quel fantastico rettangolone pollicioso. bello, ma invecchia più velocemente di un cellulare e costa, qualche volta, almeno il doppio.
per la trasmissione invece, credo che ormai si stia raggiungendo un punto in cui banda+qualitàdei monitor+portabilitàraggiungeranno un peso uguale, per poi superarlo, per quanto concerne la trasmissione dei contenuti (vedasi ultimamente le tariffe degli operatori mobili). per fare un esempio semplice: lo stampatore (produttore di contenuti quali possono essere film, fiction, format, documentari, ecc) di enciclopedie (l'enciclopedia è il contenuto venduto) deve vendere almeno dieci pezzi per far si che il progetto sia remunerativo. per venderlo chiama un venditore (sky) che mette a disposizione la sua macchina (infrastruttura) per vendere a più persone possibile l'enciclopedia. ma se il venditore invece che girare in macchina come uno scemo tutto il giorno, chiamasse comodo comodo da casa e vendesse tutto via telefono (internet) cosa cambierebbe? niente. e se il risultato di tale vendita fosse maggiore? meglio ancora.
la richiesta che vedo io, ma sembra che i produttori se la facciano addosso quando sentono parlare di questo, è che la gente o va al cinema super power extra pieno di tutto e ci passa la serata per ché a casa non ci può/vuole stare (vedi ragazzini fino a vent'anni circa) oppure se ne vuole stare bello bello sul divano con il suo millemila pollicioni, il suo dolby gigateraultra e la sua patatina da sgranocchiare, senza dover fare centoventiseimila abbonamenti restrittivi e scadenze di cazzi. perché il p2p ilelgale va avanti? perché la scelta è praticamente infinita (quando delle volte è l'unica!!!!) e permette di avere in tempi ragionevoli qualcosa che altrimenti non avresti o avresti avuto ma con molta più fatica (cioè tempo che ognuno oggi come oggi non ha per attraversare la cittàfare la fila da fuffobuster e vedere che ci sono solo le custodie). oltretutto se io fossi in germania per lavoro, perché devo pagare quanto una chiamata intercontinentale da un boeing per vedermi venti minuti di video su youtube?
@viola
il mondo gira con la moneta, senza moneta non fai girare e se la gente che mette la pila (di soldi) non gli va quello che dici, bene o male ti romperanno sempre le palle fino a darti qualcosa che non potrai rifiutare. purtroppo mi pare palese la situazione in cui versiamo ora, dove sky re incontrastato del mondo si permette di costruire tre torri alla periferia di milano per trasmettere a nastro la sua roba, e dove gli altri inseguono affannosamente un mercato condizionato da pubblicitàe film in prima prima prima prima visione.
vorrei vedere quanti farebbero un abbonamento a sky se su joost/babelgum avessero la possibilitàdi vedersi lo stesso contenuto con un login e pagando anche la stessa cifra per film…
http://www.giornalettismo.com/archives/662/curren…
L'idea della tv creata dal pubblico è straordianaria, soprattutto ci da l'opportunitàdi rappresentare il mondo o ciò che ci circonda come realmente noi lo vediamo…
Ma ho una domanda, quando vengono inviati i video, come fate ad essere certi che l'autore sia anche il mittente?
Non ci potrebbero essere forme di illegalità, o di violazione della privacy?
Francesca
Questa sera, Live, Tommaso Tessarolo ospite su RadioPodcast 21.40 http://mystyle.netsons.org . Grazie ancora Tommaso per la tua disponibilità!
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