LOST, inizia la quarta stagione.

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Ci siamo, è iniziata la quarta stagione di LOST. Quest’anno l’ho seguita direttamente da San Francisco (a qualcuno ho raccontato di essere volato sulla West Coast apposta per l’evento, naturalmente non è così). Ieri sera c’è stata la prima, due ore di show dedicate principalmente ad un corposo ed innovativo recap di quanto successo nelle passate stagioni, in particolare il sorprendente finale della terza stagione. Questa sera si parte con il primo dei 16 episodi previsti per la quarta, anche se in realtà ne sono pronti solo 8 per colpa del ormai celeberrimo sciopero dei writers.

Il New York Times ha dedicato l’intera prima pagina della sezione Arts all’evento con un editoriale che sottolineava come il più sofisticato e riuscito esperimento di scrittura nella storia dei Serial TV sia da tempo diventato vittima di se stesso. Più di qualsiasi altro formato seriale LOST soffre della sua natura. E’ molto complesso entrare nella storia per chi non ha seguito tutte le stagioni, tutte le puntate dall’inizio. E’ come chiedere ad un lettore di aprire un libro al tredicesimo capitolo e chiedergli di cominciare a leggere. LOST è più complesso di qualsiasi altro Serial, ha più layer di lettura, più intrecci, con un continuo salto tra presente e passato che nel finale della terza ha visto un incredibile complicazione con la comparsa di un’ulteriore dimensione temporale. Per questo è difficile portare nuovo pubblico a seguirlo, così come è molto difficile sindacarlo, portarlo su altre interfacce sotto forma di micro episodi. LOST va visto tutto, dall’inizio alla fine. Chi ha avuto modo di farlo lo ha amato e lo ama profondamente: non lo lascerà mai. Chi non si è mai avvicinato alle avventure dell’isola è poco probabile che inizi a farlo dalla quarta stagione.

Ecco allora la trovata di ABC che ieri sera ha messo in onda un corposo ricapitolo corredato da una impressionante sequenza di pop-up, di messaggi testuali, che per ogni personaggio e per ogni scena aggiungevano informazioni per lo spettatore. Quando ad esempio nel racconto appare “Ben” i pop-up spiegavano al pubblico che la prima volta che il personaggio appare nella fiction si fa chiamare Henry Gale. E non solo, nei pop-up molti degli easter egg presenti in LOST sono stati ieri notte rivelati: Harry Gale è il nome dello zio di Alice nel paese delle meraviglie ed anche in LOST il personaggio dichiara di essere arrivato nell’isola in mongolfiera. E così via, in una sequenza ai limiti del subliminale che ad onor del vero mi ha fatto prendere sonno dopo pochi minuti.

Questa la soluzione provata da ABC per catturare nuovi spettatori, se ha funzionato lo scopriremo solo tra qualche settimana. Di certo, vista la tendenza della TV americana a correre incontro alle nuove abitudini della Internet Generation il rischio è che in futuro avremo sempre più seriali di breve durata, con intrecci che non potranno essere più di tanto complessi per consentire a chiunque di entrare in ogni istante dentro la scena. L’accelerazione dei formati, la perdita di un vero collante lineare, la semplificazione dei seriali rischia di portare ad un processo di iper-semplificazione dei prodotti TV, eccessiva, riduttiva, pericolosa e forse controproduttiva. In parole povere speriamo nella tenuta di questa quarta stagione di LOST così che a nessuno venga in mente di abolire questo tipo di prodotto dalle future produzioni.

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2 thoughts on “LOST, inizia la quarta stagione.

  1. Proprio aver visto lost fin dall'inizio mi ha allontanato dalla serie…. a mio parere, troppe incongruenze e situazioni che gli autori non sono riusciti a scrollarsi di dosso. Proverò a vedere il resto delle puntate della terza serie perché mi hai fatto venire la curiosità, ma ho paura di ricordarmi troppo bene le tutto quelle che è successo prima.

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