Televisione 3D con Nintendo Wiimote.

Nel mondo mainstream, quello fatto di televisione e carta stampata, di tante chiacchiere e poca sostanza, il termine hacker viene generalmente usato con un’accezione negativa. E’ il pirata informatico, il giovane esperto che usa stratagemmi informatici per recare danno a terzi a suo beneficio personale o per per il puro piacere di farlo.

Chi ha studiato la storia del movimento Hacker, dal MIT in su, sa perfettamente che questo termine ha invece un significato decisamente differente (uno su tutti vi consiglio il libro “Hacker. Gli eroi della rivoluzione informatica” di Steven Levy). Questa è la definizione, piuttosto corretta, da Wikipedia:

Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.

Ora, di miti nel mondo hacker ne ho diversi. Il mio elenco si è però recentemente aggiornato con l’ingresso di Johnny Chung Lee della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (grazie Arianna!). Chung Lee ha sviluppato una quantità di progetti interessanti veramente eccezionale, quasi tutti degni di nota. Ma è per un filone di ricerca particolare che l’ho conosciuto ed immediatamente inserito nella lista degli hacker veramente degni di nota. Mi sto riferendo ai tre progetti (ma ne è in arrivo un altro) che Chung Lee ha sviluppato collegando (via bluetooth) il Wiimote della Nintendo Wii al proprio PC. Il WiiMote è un oggetto piccolo, bello e particolarmente potente. Ha diversi sensori al suo interno per misurare l’inclinazione del telecomando, ed una telecamera ad infrarossi sulla sua “punta” che riesce a rilevare fino a quattro sorgenti a raggi infrarossi. Chi ha la Wii (o chi ci ha giocato) sa che per far funzionare il gioiello Nintendo è necessario appoggiare una “sensor bar” sopra il proprio televisore. In realtà la sensor bar nient’altro è se non un pezzo di plastica che ha alle sue estremità due led ad infrarossi che sparano due fasci di luce invisibili all’occhio umano ma perfettamente visibili per la telecamera istallata in tutti i Wimote. E’ il telecomando della Wii infatti il vero cuore del sistema Nintendo: è il WiiMote che “intercetta” il fascio ad infrarossi trasmettendone la posizione alla consolle. La Wii quindi elabora le informazioni ricevute riuscendo a collocare nello spazio il Wiimote (con l’utilizzo di un po di trigonometria). La combinazione quindi dei dati inviati dai sensori a bordo del telecomando con le triangolazioni fatte rispetto ai due fasci di luce infrarossa intercettati sempre dal Wiimote rendono possibile lo straordinario meccanismo di gioco che senza sosta continua ad entrane nelle case di milioni di videogiocatori in tutto il mondo.

Il Wiimote, come già detto, comunica con la Wii via bluetooth ovvero con una tecnologia trasmissiva standard. Da tempo esistono diversi software per tutte le principali piattaforme che consentono di collegare (“accoppiare”) il Wiimote ad un PC. In questo modo è possibile leggere i dati che il telecomando trasmette ed utilizzare il Wiimote come telecomando, come mouse o come controller all’interno di un PC. Chung Lee è partito da questo principio ed ha sviluppato una serie di software per sfruttare le potenzialità del Wiimote per nuovi affascinati utilizzi: finger tracking (tracciamento dei movimenti della dita di una mano per emulare un multitouch), Multi-point Interactive Whiteboards (per trasformare una qualsiasi superfice in multitouch), ed il clamoroso Head Tracking for Desktop VR Displays per trasformare l’esperienza di visione televisiva in un vero e proprio mondo 3D.

La procedura usata da Chung Lee è tanto semplice quanto geniale: ha innanzi tutto invertito i ruoli tra Wiimote e sensor bar, posizionando il Wiimote davanti al televisore in posizione fissa e la sensor bar sopra un cappellino da baseball (o più praticamente inserendo due led ad infrarossi dentro un paio di occhiali). Ha quindi collegato il Wiimote al PC ed ha costruito un software in grado di modificare la visualizzazione di uno scenario 3D sullo schermo televisivo in funzione della posizione dello spettatore nello spazio. Descriverlo a parole è semplicemente impossibile, per capire veramente di cosa stiamo parlando basta guardare l’affascinante “tutorial” che lo stesso Chung Lee ha preparato e che ho incluso in testa a questo post (per chi non mastica l’inglese: arrivate comunque fino in fondo). Da buon hacker Chung Lee ha messo a disposizione il software sviluppato sul proprio sito a beneficio di chiunque voglia provarlo. Meritano di essere visti anche gli altri progetti di Chung Lee, ma quest’ultimo è veramente fantastico. Un unica controindicazione: funziona solo per uno spettatore alla volta. Poco male.

— Il sito di Chung Lee.
— I progetti con il WiiMote.

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  1. Nintendo Wii troppo fiacca!

5 thoughts on “Televisione 3D con Nintendo Wiimote.

  1. strepitoso! questo è un genio. pensando ad una sorgente sonora si potrebbero simulare i rumori come se si fosse in 3d gestendo gli altoparlanti invece dei led ir per dare la profondità applicata al suono

  2. Fantastico!

    Cos'è che dice nella parte in cui si rivolge agli sviluppatori della Nintendo?

    "If you're watching this, and you're a Nintendo Wii developer, [...]"

  3. bhe questo tipo ha un posto assicurato nella casa nintendo.. questo software associato ad un gioco qualsiasi creerebbe una sensazione di gioco ancora piu' realistica di quello che e' gia'… vi immaginate vedere schizzi di sangue uscire dallo schermo?oppure una lingua di fuoco arrivarvi quasi in faccia dopo un attacco di un vostro pokemon?oppure defli spara tutto una granata capitarvi a 1 metro di distanza?oppure in un picchiaduro vedere il proprio personaggio venire scaraventato tra la tv e il mondo reale? l'unica pecca e' che con televisori piccoli questo effetto ottico e' quasi nillo(x fortuna nn e' il mio problema XD

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