January, 2008


31
Jan 08

LOST, inizia la quarta stagione.

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Ci siamo, è iniziata la quarta stagione di LOST. Quest’anno l’ho seguita direttamente da San Francisco (a qualcuno ho raccontato di essere volato sulla West Coast apposta per l’evento, naturalmente non è così). Ieri sera c’è stata la prima, due ore di show dedicate principalmente ad un corposo ed innovativo recap di quanto successo nelle passate stagioni, in particolare il sorprendente finale della terza stagione. Questa sera si parte con il primo dei 16 episodi previsti per la quarta, anche se in realtà ne sono pronti solo 8 per colpa del ormai celeberrimo sciopero dei writers.

Il New York Times ha dedicato l’intera prima pagina della sezione Arts all’evento con un editoriale che sottolineava come il più sofisticato e riuscito esperimento di scrittura nella storia dei Serial TV sia da tempo diventato vittima di se stesso. Più di qualsiasi altro formato seriale LOST soffre della sua natura. E’ molto complesso entrare nella storia per chi non ha seguito tutte le stagioni, tutte le puntate dall’inizio. E’ come chiedere ad un lettore di aprire un libro al tredicesimo capitolo e chiedergli di cominciare a leggere. LOST è più complesso di qualsiasi altro Serial, ha più layer di lettura, più intrecci, con un continuo salto tra presente e passato che nel finale della terza ha visto un incredibile complicazione con la comparsa di un’ulteriore dimensione temporale. Per questo è difficile portare nuovo pubblico a seguirlo, così come è molto difficile sindacarlo, portarlo su altre interfacce sotto forma di micro episodi. LOST va visto tutto, dall’inizio alla fine. Chi ha avuto modo di farlo lo ha amato e lo ama profondamente: non lo lascerà mai. Chi non si è mai avvicinato alle avventure dell’isola è poco probabile che inizi a farlo dalla quarta stagione.

Ecco allora la trovata di ABC che ieri sera ha messo in onda un corposo ricapitolo corredato da una impressionante sequenza di pop-up, di messaggi testuali, che per ogni personaggio e per ogni scena aggiungevano informazioni per lo spettatore. Quando ad esempio nel racconto appare “Ben” i pop-up spiegavano al pubblico che la prima volta che il personaggio appare nella fiction si fa chiamare Henry Gale. E non solo, nei pop-up molti degli easter egg presenti in LOST sono stati ieri notte rivelati: Harry Gale è il nome dello zio di Alice nel paese delle meraviglie ed anche in LOST il personaggio dichiara di essere arrivato nell’isola in mongolfiera. E così via, in una sequenza ai limiti del subliminale che ad onor del vero mi ha fatto prendere sonno dopo pochi minuti.

Questa la soluzione provata da ABC per catturare nuovi spettatori, se ha funzionato lo scopriremo solo tra qualche settimana. Di certo, vista la tendenza della TV americana a correre incontro alle nuove abitudini della Internet Generation il rischio è che in futuro avremo sempre più seriali di breve durata, con intrecci che non potranno essere più di tanto complessi per consentire a chiunque di entrare in ogni istante dentro la scena. L’accelerazione dei formati, la perdita di un vero collante lineare, la semplificazione dei seriali rischia di portare ad un processo di iper-semplificazione dei prodotti TV, eccessiva, riduttiva, pericolosa e forse controproduttiva. In parole povere speriamo nella tenuta di questa quarta stagione di LOST così che a nessuno venga in mente di abolire questo tipo di prodotto dalle future produzioni.


25
Jan 08

Ecco Flash Media Server 3 – intervista in anteprima ad ADOBE.

Sta per uscire il nuovo Flash Media Server giunto alla terza versione. Significativi si preannunciano i benefici per tutto il mercato del video online, per le nuove funzionalità implementate, l’incredibile aumento di performance e, soprattutto, la nuova politica di licensing che dovrebbe finalmente aprire le porte al video streaming per tutti. Per saperne di più e per conoscere l’andamento del mercato Adobe relativo al video abbiamo intervistato Andrea Amadeo Business Development Manager Video e Web di Adobe Systems Italia. Di seguito i punti salienti dell’intervista che riporto integralmente in Audio alla fine di questo post.

- Quando esce?

Il lancio sul mercato è previsto a brevissimo, state sintonizzati sui siti ADOBE.

- Quali sono le nuove funzionalità più interessanti?

  • Performance (200%)
  • Sicurezza
  • H264
  • Plug-in server side
  • Multi Point publishing
  • Sicurezza

- Focus H.264

  • L’innovazione del player
  • Streaming H.264
  • H.264 è un codec, dal 3G per i telefonini, dall’HD.
  • Flash Media Encoder 2 -> è in grado di encodare in H.264 + funziona a linea di comando.

- Licensing+Pricing

  • Dopo che ADOBE ha democratizzato il video su internet con Flash Player ha deciso di democratizzare anche lo steaming su Internet.

- Statistiche

  • Con la diffusione del video streaming finalmente le statistiche saranno accurate.

- Come sta andando il Flash Player 9 Update 3

  • La versione 9 del Flash Player ha già una penetrazione sul mercato del 98%.

Video thumbnail. Click to play
ASCOLTA L’INTERVISTA

Technorati ,


17
Jan 08

Hype Cycle della NetTV: nascita, morte, resurrezione.

Quando una nuova tecnologia viene lanciata sul mercato o un insieme di tecnologie raggiungono sinergicamente uno stadio di maturazione tale da aprire nuove reali possibilità di business, si viene a creare tendenzialmente un periodo di forte sovreccitazione dei mercati. Un periodo di grande entusiasmo dove viene dato massimo rilievo alla rivoluzione in atto, con una grande copertura da parte dei media ed un considerevole aumento degli investimenti orientati a tutti quei progetti che mirano a sfruttare il cambiamento in atto. Immancabilmente, se il cambiamento è effettivamente reale, viene a crearsi un eccesso di entusiasmo che pur facilitando il rapido sviluppo di nuovi mercati e nuove opportunità crea le condizioni per una errata valutazione della realtà. Previsioni sbagliate, di solito con un orizzonte temporale troppo breve, facilitano la formulazione di modelli di business troppo ottimisti che spesso portano al finanziamento di progetti che già in partenza hanno le gambe corte. In parole povere quando l’eccitazione cresce intorno ad un cambiamento è piuttosto probabile che si venga a generare una bolla. Piccola o grande che sia la bolla c’è sempre, è quasi una fisiologica fluttuazione che ogni nuovo segmento di mercato viene ad avere alla sua nascita.

Per descrivere questo fenomeno l’americana Gartner ormai più di dieci anni fà definì quello che oggi è conosciuto come “Hype Cicle” ovvero il ciclo di alti-e-bassi che segue l’uscita di una nuova tecnologia, sintetizzato graficamente in quella che viene chiamata “la curva di Gartner” che riporto di seguito.

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L’Hype Cicle prevede 5 fasi, dalla rapida crescita d’interesse, al boom, fino al crollo d’interessi seguito dal progressivo periodo di consolidamento. Il mondo Internet ha vissuto la sua prima era, la 1.0, con un andamento tipico da Hype Cicle (anche se con una accelerazione piuttosto accentuata). Oggi stiamo indubbiamente assistendo ad un nuovo periodo di eccitazione per il fenomeno NetTV, in tutta la sua complessità e per tutte le accezioni che attribuiamo a questo termine (quindi da iTunes Rent a Movie + AppleTV Take 2 al Podcasting). Come quasi sempre accade -almeno per questo segmento- l’Italia segue il trend americano, con però due sostanziali differenze: innanzi tutto partiamo dopo, quindi scoppiamo relativamente prima. Partiamo dopo per la naturale inerzia che accompagna l’onda dell’entusiasmo che, grazie ad Internet, è per questo settore quantificabile in un ritardo di circa 18 mesi. Scoppiamo prima perché una volta che salta fisiologicamente l’entusiasmo nel mercato USA -viaggiando le brutte notizie decisamente più in fretta- arriviamo ad uno stesso livello di “depressione” a stretto giro, quindi non più di 6/8 mesi dopo gli stati uniti. Ho voluto sintetizzare questo particolare fenomeno di “Hype Cicle a cascata” -tipico del mercato italiano- nel grafico che riporto di seguito, dove in rosso trovate il ciclo US e in blue l’ipotetico riflesso italiano.

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Come potete vedere la partenza del periodo di grande entusiasmo in Italia è piuttosto distante dalla qulla USA, mentre il picco negativo è piuttosto ravvicinato. Come ho più volte scritto i motivi per cui si è andato a generare questo grande entusiasmo attorno a questa nascente industria sono stati fondamentalmente tre: la diffusione delle banda larga, la diffusione di piattaforme e tecnologie standard e spesso gratuite per la distribuzione/ricezione di video online (in questa categoria metto ad es. Flash, RSS e la AppleTV) e quindi la diffusione di strumenti comusmer (dai PC alle Videocamere) di straordinaria potenza ed estrema facilità d’uso ad un costo abbordabile per i più. Questo insieme di condizioni ha dato vita al fenomeno NetTV che ormai è sotto gli occhi di tutti e anche in Italia sta cominciando ad attirare molta attenzione.

Appurato il fatto che siam finalmente giunti alle porte di un nuovo periodo di entusiasmo ho cominciato a riflettere su quando avverrà il prossimo momento di perdita-di-fiducia e, soprattutto, perché. Per capire approssimativamente quando potremo avere il boom e quindi lo “sboom” dell’hype relativo alla NetTV ho voluto mettere alcune date all’interno del doppio Hype Cicle che ho disegnato. Ho creato una scala temporale basandomi fondamentalmente su quelle che sono le milestone che fino ad oggi abbiamo potuto misurare: dalla nascita di CurrentTV, quindi YouTube, AppleTV Take 2, etc. e quello che è venuto fuori è il grafico che segue.

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Boom del meracto USA nel 2008, tenuta fino a metà 2011 e quindi momento di depressione massima verso la metà del 2012. Come sempre allo “sboom” segue una rapida risalita ed un assestamento che potrebbe avvenire intorno al 2017 (in pratica tra 8-9 anni il mercato dovrebbe essere maturo). L’Italia che vive nel “Hype Cicle a cascata” i tempi sono leggermente differenti. La vera crescita d’interesse la stiamo avvertendo ora, con un picco che probabilmente sarà nel secondo quarto del 2009 quando già negli USA sarà avvertita una prima flessione. Il picco negativo lo avremo a fine 2012 inizio 2013, poco più di sei mesi dopo il massimo momento di perdita d’entusiasmo nel mercato USA. L’assestamento del mercato NetTV in Italia avverrà quasi con gli stessi tempi del mercato USA: in quel periodo tecnologia, protocolli, standard saranno stati tutti raffinati e questa condizione porterà immediato beneficio in tutti i mercati. Quindi il mercato NetTV possiamo prevedere che si consoliderà in Italia all’incirca tra 10 anni: 2018.

Per quanto riguarda i motivi per cui passeremo inevitabilmente all’interno di una fase negativa sono a mio modo di vedere ascrivibili a 6 categorie:

  1. la naturale speculazione che colpirà questo settore
  2. l’assenza di uno standard di misurazione unico (ogni servizio conta ad es. le view di un video a suo modo)
  3. la ancora bassa diffusione del broadband anche in modalità wireless
  4. l’incertezza sull’effettiva possibilità di utilizzare protocolli P2P per la distribuzione del materiale audio/video (anche per il live) a causa delle politiche protezionistiche delle telco
  5. l’assenza ancor oggi di un protocollo unico per la distribuzione dei materiali audio visivi (l’RSS, il Podcasting dovranno evolvere per comprendere anche una guida programmi e contenuti live)
  6. l’incertezza riguardo a quali saranno i “set-top-box” per la NetTV (in particolar modo un set-tob-box unico per il televisore di casa).

Questo almeno per quanto è possibile prevedere oggi. Tutto sommato comunque non credo assisteremo ad una batosta paragonabile a quella del 2001. Sarà più che altro un periodo di assestamento naturale senza enormi conseguenze per i mercati dove, chi ha fondato la sua casa sulle acque verrà come è giusto che sia spazzato via dalla corrente in piena, mentre tutti gli altri, colto il pericolo, troveranno lo spunto per superare la china risolvendo di comune accordo i punti rimasti ancora aperti.

Ci aspettano almeno tre anni di grande entusiasmo dove assisteremo a tantissimi cambiamenti e dove non mancheranno di certo le cose da fare. Olè!

Technorati , ,


15
Jan 08

Televisione 3D con Nintendo Wiimote.

Nel mondo mainstream, quello fatto di televisione e carta stampata, di tante chiacchiere e poca sostanza, il termine hacker viene generalmente usato con un’accezione negativa. E’ il pirata informatico, il giovane esperto che usa stratagemmi informatici per recare danno a terzi a suo beneficio personale o per per il puro piacere di farlo.

Chi ha studiato la storia del movimento Hacker, dal MIT in su, sa perfettamente che questo termine ha invece un significato decisamente differente (uno su tutti vi consiglio il libro “Hacker. Gli eroi della rivoluzione informatica” di Steven Levy). Questa è la definizione, piuttosto corretta, da Wikipedia:

Un hacker è una persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per aggirare o superare creativamente le limitazioni che gli vengono imposte, non limitatamente ai suoi ambiti d’interesse (che di solito comprendono l’informatica o l’ingegneria elettronica), ma in tutti gli aspetti della sua vita.

Ora, di miti nel mondo hacker ne ho diversi. Il mio elenco si è però recentemente aggiornato con l’ingresso di Johnny Chung Lee della Carnegie Mellon University di Pittsburgh (grazie Arianna!). Chung Lee ha sviluppato una quantità di progetti interessanti veramente eccezionale, quasi tutti degni di nota. Ma è per un filone di ricerca particolare che l’ho conosciuto ed immediatamente inserito nella lista degli hacker veramente degni di nota. Mi sto riferendo ai tre progetti (ma ne è in arrivo un altro) che Chung Lee ha sviluppato collegando (via bluetooth) il Wiimote della Nintendo Wii al proprio PC. Il WiiMote è un oggetto piccolo, bello e particolarmente potente. Ha diversi sensori al suo interno per misurare l’inclinazione del telecomando, ed una telecamera ad infrarossi sulla sua “punta” che riesce a rilevare fino a quattro sorgenti a raggi infrarossi. Chi ha la Wii (o chi ci ha giocato) sa che per far funzionare il gioiello Nintendo è necessario appoggiare una “sensor bar” sopra il proprio televisore. In realtà la sensor bar nient’altro è se non un pezzo di plastica che ha alle sue estremità due led ad infrarossi che sparano due fasci di luce invisibili all’occhio umano ma perfettamente visibili per la telecamera istallata in tutti i Wimote. E’ il telecomando della Wii infatti il vero cuore del sistema Nintendo: è il WiiMote che “intercetta” il fascio ad infrarossi trasmettendone la posizione alla consolle. La Wii quindi elabora le informazioni ricevute riuscendo a collocare nello spazio il Wiimote (con l’utilizzo di un po di trigonometria). La combinazione quindi dei dati inviati dai sensori a bordo del telecomando con le triangolazioni fatte rispetto ai due fasci di luce infrarossa intercettati sempre dal Wiimote rendono possibile lo straordinario meccanismo di gioco che senza sosta continua ad entrane nelle case di milioni di videogiocatori in tutto il mondo.

Il Wiimote, come già detto, comunica con la Wii via bluetooth ovvero con una tecnologia trasmissiva standard. Da tempo esistono diversi software per tutte le principali piattaforme che consentono di collegare (“accoppiare”) il Wiimote ad un PC. In questo modo è possibile leggere i dati che il telecomando trasmette ed utilizzare il Wiimote come telecomando, come mouse o come controller all’interno di un PC. Chung Lee è partito da questo principio ed ha sviluppato una serie di software per sfruttare le potenzialità del Wiimote per nuovi affascinati utilizzi: finger tracking (tracciamento dei movimenti della dita di una mano per emulare un multitouch), Multi-point Interactive Whiteboards (per trasformare una qualsiasi superfice in multitouch), ed il clamoroso Head Tracking for Desktop VR Displays per trasformare l’esperienza di visione televisiva in un vero e proprio mondo 3D.

La procedura usata da Chung Lee è tanto semplice quanto geniale: ha innanzi tutto invertito i ruoli tra Wiimote e sensor bar, posizionando il Wiimote davanti al televisore in posizione fissa e la sensor bar sopra un cappellino da baseball (o più praticamente inserendo due led ad infrarossi dentro un paio di occhiali). Ha quindi collegato il Wiimote al PC ed ha costruito un software in grado di modificare la visualizzazione di uno scenario 3D sullo schermo televisivo in funzione della posizione dello spettatore nello spazio. Descriverlo a parole è semplicemente impossibile, per capire veramente di cosa stiamo parlando basta guardare l’affascinante “tutorial” che lo stesso Chung Lee ha preparato e che ho incluso in testa a questo post (per chi non mastica l’inglese: arrivate comunque fino in fondo). Da buon hacker Chung Lee ha messo a disposizione il software sviluppato sul proprio sito a beneficio di chiunque voglia provarlo. Meritano di essere visti anche gli altri progetti di Chung Lee, ma quest’ultimo è veramente fantastico. Un unica controindicazione: funziona solo per uno spettatore alla volta. Poco male.

— Il sito di Chung Lee.
— I progetti con il WiiMote.


9
Jan 08

YouTube nei televisori? Un errore.

Accordo Panasonic+Google per un televisore che avrà integrato il software per consultare la library video di YouTube. Televisori Sony, Sharp e Samsung hanno tutti una modalità online grazie alla quale accedere ad un menu preordinato di contenuti video presi dalla rete.

E’ indubbio che uno dei problemi della NetTV sia la sua difficile portabilità dentro il televisore di casa. Rispetto a 12 mesi fa la situazione è migliorata grazie alla Apple TV & Co. ma rimaniamo ancora privi di una vera prospettiva per un’interfaccia unica, aperta e modulare per risolvere questo enorme problema.

E la soluzione non è integrare un sintonizzatore NetTV dentro i televisori. Anzi è un grande errore. Su questo argomento scrissi un paragrafo nel mio libro che vi riporto di seguito perché rispecchia tuttora quello che penso a riguardo.

Il luogo per eccellenza per vedere la TV è indiscutibilmente il televisore. Sembra banale dirlo ma non lo è, perché l’interfaccia più comunemente associata al concetto di NetTV è il PC. Mentre il passaggio chiave per questa nuova forma di televisione sarà proprio quello di riuscire a conquistarsi spazio all’interno dei televisori di casa abbandonando, almeno in parte, il PC. Diverse sono le modalità con cui un televisore può sintonizzarsi su contentuti web. L’approccio più semplice è sicuramente quello di dotare direttamente i “TV Color” di un sintonizzatore web. Una banale presa di rete, o una connessione WiFi, un browser standard ed un player video, sono il set di servizi sufficienti a garantire la sintonizzazione al web per la ricezione di contenuti. In questa direzione si sono mossi cinque tra i principali produttori di televisori al mondo, tutti giapponesi. Si chiama TV Portal Service la join venture di Sony, Panasonic, Sharp, Toshiba, Hitachi che ha come obbiettivo la creazione di una piattaforma software comune, basata su Linux, con cui equipaggiare tutti i televisori di prossima generazione per dotarli, di fatto, di un sintonizzatore web. Un progetto a dir poco interessante che mira esplicitamente a rendere totalmente trasparente l’accesso ai contenuti web, senza più nemmeno la necessità di avere un set-top-box. Questa soluzione, pur essendo teoricamente la migliore da un punto di vista di semplicità e praticità, è però probabilmente destinata a fallire. Un televisore è un oggetto che la gente è abituata a cambiare circa ogni 10 anni. L’accelerazione delle tecnologie sta contribuendo a far si che questo lasso di tempo si stia stringendo considerevolmente. Già oggi un televisore rischia di diventare tecnologicamente obsoleto dopo i primi 8 anni di vita, ed è ragionevole pensare che tra dieci anni non terremo un “TV color” per più di cinque. Ciononostante il televisore rimane e rimarrà per molto un oggetto che la gente tende a non voler sostituire tanto di frequente, anche perché di solito ha un costo tale per cui si cerca di far fruttare a pieno l’investimento. Per questo motivo l’idea di incorporare direttamente dentro i televisori una piattaforma software per erogare un servizio che è ancora in fase di consolidamento forse è un po’ prematuro. E’ vero che il software è facilmente aggiornabile, ma è altrettanto vero che sempre più spesso l’evoluzione dei servizi gestiti dal software è legato a doppio filo alla piattaforma hardware sottostante. Quindi avere il sintonizzatore per la Net TV dentro il televisore, prima che si siano definiti, in maniera diffusa e universalmente accettata, gli standard per questa nuova piattaforma è probabilmente un’operazione destinata a creare più malcontenti che altro.


9
Jan 08

Accordo RAI + Nokia per la distribuzione dei migliori video di RaiNet.

Ricevo e pubblico dall’ufficio stampa RAI la notizia di un nuovo servizio per i possessori di telefoni Nokia che sta per essere attivato. Ciò che è più interessante è l’assenza in questo accordo dell’intermediazione di un operatore di telefonia mobile. Mi chiedo se la stessa strada verrà scelta allo scadere degli attuali contratti di fornitura di contenuti per il DVB-H, quando tirate le somme i mobile operator capiranno che la convenienza di acquistare sempre gli stessi contenuti a carissimo prezzo per la mobile TV non ha poi così tanto senso. In quel momento, quando di soldi da spendere ce ne saranno di meno, forse ai mobile operator converrà davvero aprire la porta alle nuove produzioni NetTV così come ai broadcaster adoperarsi per arrivare loro direttamente dentro i telefonini della gente bypassando del tutto le mobile telco. Vedremo, intanto ecco la notizia dell’accordo Nokia/RAI.

video center

RaiNet è il nuovo partner di Nokia Italia per i contenuti destinati al Nokia Video Center, a pochi giorni dalle intese siglate con alcuni tra i maggiori broadcaster e produttori di contenuti internazionali.

Grazie all’accordo tutti i possessori degli ultimi modelli Nokia Nseries (N95, e futuri modelli con a bordo il Video Center) potranno vedere ovunque e in qualsiasi momento l’ampia selezione dei migliori video presenti su Rai.tv. Il Nokia Video Center è l’applicativo che permette di trovare, vedere e archiviare i propri video preferiti nei computer multimediali Nokia Nseries. Infatti, grazie al Nokia Web Browser con Mini – Map è possibile accedere ai contenuti in modo semplice e immediato direttamente da Internet e attivando il feed RSS si può ricevere automaticamente sul proprio telefono tutti i nuovi video.
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Il Nokia Video Center è il mezzo migliore per scoprire e accedere ad un ampia gamma di contenuti mobile video via 3G, WIFI o PC. Gli utenti possono facilmente passare tra le diverse tipologie scegliendo tra video on demand , internet video podcasts e i loro video. Questa partnership rientra nell’ambito della strategia di Nokia di offrire ai propri clienti la migliore esperienza video possibile in mobilità sia in termini qualitativi che di accesso.

Il servizio sarà disponibile a partire da gennaio 2008.


8
Jan 08

E’ tempo di novità: telecamere AVCHD e resistenti all’acqua, Stay-With-Me-TV e Apple HDMI.

Come al solito ad inizio anno piovono le novità, o presunte tali. Sono i giorni del CES a Las Vegas, e del MacWorld di San Francisco, dove si torna a parlare di tecnologie e si ricomincia a sognare il prossimo futuro. Il settore video, manco a dirlo, sta assolutamente dominando la scena. Non sempre, appunto, stiamo parlando di vere e proprie novità ma certo è che questo bombardamento di buone intenzioni riaccende la fantasia.

Prendiamo ad esempio le nuove videocamere sul mercato. Panasonic ha appena lanciato una nuova serie (HDC-xxxx), ultra compatta, 3CCD, risoluzione 1080i, lenti Leica Dicomar etc. ad un costo di $999 (per il quale si viene “omaggiati” anche di un masterizzatore DVD). Registra in formato AVCHD, ormai l’indiscusso standard di questa fascia di camcoders, su SD Memory Cards che sono arrivate alla capacità di 32 Gigabyte (oltre 5 ore di registrazione a 1080i). Devo dire veramente impressionante. Peccato che i masterpieces dell’edinting video non siano ancora arrivati a digerire con sufficiente agilità l’AVCHD (Premiere?! e anche Final Cut non va esattamente liscio) ma questa è di certo la strada: alta definizione di buon livello su memory card grandi come un francobollo.

sanyo

Oppure la minuscola serie VPC della Sanyo: modello “a pistola” con un impugnatura che ricorda le vecchie 16 millimetri per camcoder che registrano, sempre su Memory e sempre in AVCHD, video a 1080i. I modelli più interessanti sono forse i due CA che nel piccolo ingombro della telecamera sono riusciti a ricavare anche un rivestimento che le rende water resistant, fino a 1.5 metri sott’acqua per al massimo 30 minuti (oggi solo in risoluzione VGA). Al di la delle riprese sottomarine pensate che a breve si aprirà la strada delle riprese full HD sotto la pioggia con telecamere che stanno nel palmo di una mano: affascinante.

Uscendo dalla telecamere, sempre Panasonic ha presentato una nuova tecnologia chiamata Life Wall che promette di rivoluzionare il rapporto che avremo con la televisione e più in generale con l’intrattenimento domestico (a patto di cambiare casa o demolire e ricostruire l’esistente).

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Una tecnologia che proietta a parete, in alta definizione, immagini di rara qualità. Telecamere sparse ovunque consentiranno grazie al riconoscimento facciale di identificare chi si trova di fronte ad una parete per proporre, sempre a parete, il palinsesto televisivo più appropriato. Per far si che non si perda neanche un fotogramma del proprio Serial TV, Panasonic propone, invece del vetusto PVR, un sistema per cui nei vari Life Wall sparsi per tutta casa è la televisione che segue il povero abitante del futuro nel suo percorso dal salotto al bagno. Quindi oltre alla You-Know-Me TV il brivido Panasonic ci regala la Stay-With-Me-TV. Che dire: un tecnologia per cui vale la pena sicuramente cambiar casa.

Tornando al presente, aspettiamo con ansia le novità che Steve Jobs vorrà regalarci il prossimo 15 gennaio (faremo anche questa volta una diretta su N3TV). E’ ormai certo che ci sarà una new entry nella line-up di Cupertino per quanto riguarda i portatili: un super compatto senza hard disk (memoria flash) e con un trackpad sufficientemente ampio da permettere l’uso del multi-touch. Quello che nei sogni di alcuni sembra essere un ibrido tra un iPhone e un MacBook rientrerà nella categoria dei super-leggeri-super-portatili, piccoli mostri con cui montare video anche in mezzo alla strada. Nella fascia PRO si annunciano “miglioramenti” senza rivoluzioni. Anche se una piccola rivoluzione Apple potrebbe tanto per cambiare provare ad introdurla per prima: perché non equipaggiare tutta la fascia PRO con una bella porta di acquisizione HDMI?
hdmi Oggi con $249 ci si porta a casa una Intensity della BlackMagic (solo per desktop) che permette di sfruttare a pieno i nuovi camcoder HD compresi i due gioiellini AVCHD sopra citati. Avendo un ingresso di acquisizione HDMI si avrebbe il vantaggio di acquisire dalla camera a qualità piena, con in più la possibilità di usare i camcoder anche per registrare i LIVE. Insomma un passo avanti enorme per il pieno uso di questi nuovi gioielli che nel 2008 invaderanno letteralmente il mercato. Avere una linea PRO, magari anche di portatli, con un input HDMI di serie sarebbe un passo fenomenale verso la nuova frontiera del video HD. E chi meglio di Apple potrebbe anticipare i tempi?