Banda Larga per tutti, fosse vero.

Io ancora non ho capito se la banda larga in Italia non viene sviluppata per un timore sulla diffusione di un mezzo che in qualche misura porta ad una democratizzazione dell’informazione in un pese fortemente stordito o perché di base siamo talmente ingobbiti su noi stessi che prevalgono ragionamenti legati a contrapposizioni interne. Sta di fatto che la banda larga in Italia non si fa. Son anni che si dice, tutti gli altri paesi a noi vicini (fisicamente e non) hanno progredito significativamente, noi siamo ancora fermi al palo. Governi chi governi. Parliamoci chiaro per diffondere la banda larga in questo paese basta farlo: si fanno tante operazioni anche più complesse in emergenza, questa che è di fatto una situazione di totale emergenza viene ignorata.

Anzi no.

“l Ministero delle Comunicazioni, Infratel e Telecom Italia hanno siglato – alla presenza del Ministro Paolo Gentiloni e dell’Amministratore Delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè – un accordo finalizzato a ridurre, ed in prospettiva eliminare, il digital divide favorendo lo sviluppo d’infrastrutture in banda larga su tutto il territorio nazionale. [...] L’accordo prevede intanto la condivisione delle informazioni circa la pianificazione degli interventi nelle aree in digital divide tenendo conto dei programmi di infrastrutturazione assunti dal Ministero in accordo con le Regioni e dei programmi di investimento dell’azienda.” [via]

quindi per il momento condivideranno informazioni, dopodiché verrà preparato un piano d’azione per portare questo paese all’avanguardia. Non voglio fare polemica su iniziative positive, voglio solo segnarmi questa data (ed è questo il senso di questo post) che per comodità può anche essere il 1 gennaio 2008. Voglio vedere quanto ci metteremo a passare all’azione, e quanto servirà perché il tasso di penetrazione della banda larga in Italia si allinei con quello dei principali paesi dell’unione europea.

Negli USA, il 95% della popolazione è raggiunto dalla banda larga, una percentuale enorme che ha spinto l’associazione dei consumatori americana l’American Consumer Institute a stimare che con un utilizzo razionale di questa importante risorsa si potrebbero addirittura evitare 1 miliardo di tonnellate di emissioni nocive grazie principalmente all’e-commerce, il telelavoro, la teleconferenza e la digitalizzazione di molti beni di intrattenimento. Insomma spostando bit invece di atomi si risparmia tanta energia e tante sono le emissioni inquinanti in meno. Si dice da tempo ed è difficile da credere che si possa arrivare entro i prossimi 10 anni a sfruttare a pieno i vantaggi potenziali di un’intera popolazione interconnessa ad alta velocità, certo è che questa è una direzione verso la quale stiamo convergendo e saremo davvero felici di poterci porre il problema anche qui da noi. Nel mentre, per chi volesse contribuire a consumare meno risorse di questo pianeta, vi segnalo un’iniziativa interessante che sfrutta il principio per cui un sito internet in Nero consuma meno energia di un equivalente Bianco (lo schermo del nostro pc che visualizza una pagina bianca consuma infatti circa 74watt, contrariamente uno schermo che visualizza invece una pagina nera ne consuma solamente 50): un remake di Google in black, si perché un Google Nero potrebbe risparmiare 750 Megawatt/h all’anno.

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  4. Basta poco per esser furbi, basta pensare che son tutti deficienti. E d’altronde è questa qua la realtà di questa vita, di questa bella civiltà così nobile e così antica.
  5. Quanta banda serve per la Net TV?

6 thoughts on “Banda Larga per tutti, fosse vero.

  1. Quello del digital divide è una vera piaga specie per chi come me vive in un paese di campagna della provincia pavese. Sono anni che aspetto Telecom&Co ma niente da fare a quanto pare non siamo un mercato appetibile per loro e non gli conviene tirare qualche metro di cavo in più fino al nostro paesello che tanto per la cronaca si chiama Pieve del Cairo. Fortunatamente è arrivato il WI MAX a portare una parvenza di banda larga anche in questo posto semi sperduto nella nebbia che conta circa 3.000 anime! Se il paese è così arretrato lo si deve alla pessima gestione di aziende come Telecom! Quando Grillo dice che "aziende così devono morire!" non ha tutti i torti! Meglio che spariscano e lascino il posto a chi ha voglia di lavorare seriamente e che sa fare il suo mestire! E' per colpa di aziende così che siamo sempre l'ultima ruota del carro in Europa e non solo!

  2. sì, ma i testi su sfondi in nero sono faticosissimi da leggere… per chi passa ore davanti allo schermo sarebbe una tragedia. preferisco risparmiare con altre cose: concentriamoci su tutti i modi possibili per far viaggiare più bit e meno atomi, e lo schermo bianco diventerà una percentuale di consumo piccola a piacere…

  3. Un piccolo appunto: il risparmio dovuto allo schermo nero rispetto a quello bianco c'è solo sui monitor a tubo catodico.

    Mi risulta che gli schermi piatti siamo ormai più diffusi e che i crt presto spariranno.

    Invece il discorso dei risparmi portati da un mondo interconnesso è verissimo. Ci vorrebbe la fibra ottica fino in casa realizzata con un infrastruttura comune e condivisa (FTTH, One Network e Bitstream access come ci insegna il Quinta)

  4. Caro Tommaso,

    il succo del discorso è "governi chi vuole, ma basta che si faccia la banda larga!"

    Guarda la situazione dell'istruzione e degli altri pilastri su cui si basa una società moderna e democratica: non c'è molto da rallegrarsi.

    Ci manca una direzione, un punto verso il quale andare e far convergere le energie e le passioni sopite: governare la barca Italia senza saper dove puntare la prua serve a ben poco. Auguri a tutti.

    Nota da verificare: mi risulta che gli schermi LCD consumino più energia dei CRT.

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