La TV Digitale Terrestre.

la tv digitale terrestre Arrivano nuovi dati sulla diffusione del Digitale Terrestre in Europa per opera del e-Media Institute: che attesta il DTT come seconda piattaforma televisiva europea. 25 milioni sono infatti le famiglie che in Europa ricevono il segnale televisivo grazie al DVB-T, contro i 37 milioni del satellite, i 13 milioni della TV via cavo e i soli 4 milioni abbonati complessivamente ad offerte IPTV. Insomma l’azione fortemente voluta dalla Commissione Europea per svecchiare e rinnovare il sistema televisivo del vecchio continente sta dando i suoi frutti.

E la diffusione del DTT vuol dire molto, soprattutto in termini di uso più efficiente delle scarsissime frequenze al di sotto di 1 GHz (tanto importanti ad esempio per il WiMax). Il DTT sta significando come sperato anche maggior numero di canali, migliore qualità del segnale A/V, avvio di nuove tipologie d’offerta come ad esempio il pay-per-view e canali ad Alta Definizione. Proprio sull’Alta definizione importanti sono gli annunci che si sono susseguiti nelle scorse settimane: in Inghilterra BBC, ITV, Channel 4 e Five hanno firmato un protocollo d’intesa che porterà i primi canali HD sulla piattaforma DTT Freeview entro il 2009, in Francia TF1, France 2 e M6 attiveranno un’offerta HD entro la metà del 2008.

E in Italia? La stato dell’arte ci arriva dalla Terza Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre svoltasi a Torino dal 30 novembre al 1 dicembre. Un report sui punti più interessanti di quanto discusso mi è arrivato via mail (grazie a Christian Chieregati).

I rappresentanti della Rai hanno rivelato il piano industriale dell’ emittente: a quanto pare sul digitale, presumibilmente soltanto quello terrestre, entro il 2010 vi saranno in totale 9 canali Rai. Nel 2008 dovrebbe vedere la luce Rai 4, seguito a stretto giro da un altro canale (Rai 5). Nel 2009, finalmente, e se tutto andrà bene, nasceranno due canali ad alta definizione. Uno dei motivi della scelta del 2009 per il lancio di canali HD (oltre al tempo necessario per costruire un palinsesto completo in Alta Definizione), dovrebbe essere la prima disponibilità sul mercato di decoders compatibili con il nuovissimo standard trasmissivo DVB-T 2, che come unica novità porterà il data-rate per multiplex dai circa 24 Mbit/s attuali a 34 Mbit/s (ottimo passo avanti, anche il vero passaggio essenziale dovrà essere l’adozione del H264 per la compressione A/V del segnale, standard che purtroppo non è supportato dalla maggior parte dei decoder e dei TV Set DTT Ready commercializzati fino ad oggi). Per quanto riguarda Mediaset, secondo le dichiarazioni dei vertici dell’azienda e del presidente del DGTVi Piero De Chiara, sta andando molto bene la distribuzione di Rete 4 HD l’unico canale HD disponibile (anche se in realtà il canale non ha sorgenti HD ma è “solo” un upscaled del canale SD a risoluzione 720p).

Anche in Italia quindi la situazione è più attiva che mai. L’unico vero errore? sembra essere stato l’interattività, cosi afferma Ambrogetti: “si è sbagliato quando per eccesso di entusiasmo si è ad esempio pensato all’interattività come traino principale del DTT. Ma ora, con oltre 5 milioni di decoder interattivi già distribuiti, abbiamo un’occasione irripetibile per portare nelle case degli italiani servizi per un utente consapevole e informato.”. E’ vero anche se io sono ormai convinto che non ci sia più molto da fare. Internet è l’unico canale interattivo usato dalle masse e sarà sempre più così. Gli ultimi dati del EIAA ci dicono che ormai anche gli over 55 (soprattutto le donne) stanno passando sempre più tempo in Rete, questo grazie ad un minor costo, ad aumentata facilità d’accesso e ad una progressiva presa di coscienza delle potenzialità del mezzo da parte di tutti. Vogliamo rivolgere l’interattività a chi non è raggiunto da Internet per diminuire il digital divide? Non credo che un modem 56K ed un box pensato per fare tutt’altro siano la soluzione, varrebbe piuttosto la pena di spingere per l’espansione della banda larga, del WiFi e per una corretta regolamentazione delle frequenze WiMax cosi che questo divario possa veramente colmarsi. Comunque, tant’è. L’MHP lo abbiamo in 5 milioni di decoder e se non fosse stato, tra l’altro, azzoppato dai gravissimi problemi di trasparenza nelle politiche di licensing probabilmente ci avremmo fatto di più, se non altro un eccellente televideo e un EPG di sistema, ma ci arriveremo (è notizia di questi giorni che il DVB sta rivedendo le patent policy dopo lo scandaloso caso capitato proprio con l’MHP, era ora).

Il Digitale Terrestre è quindi fortunatamente una realtà che si sta affermando e che porterà anche qui in Italia un sostanziale progresso nell’offerta televisiva. A tutti coloro volessero approfondire il tema, capirci di più, avere un quadro storico di questa evoluzione del sistema televisivo europeo consiglio di leggere un libro intitolato proprio “La TV Digitale Terrestre – Manuale per il professionista della Televisione” che ho con me da qualche settimana. Confesso che subito dopo averlo ricevuto dai due autori Davide Turi e Roberto Borroni, due colleghi con cui ho avuto il piacere di lavorare in Mediaset e conoscere le competenze e la professionalità, l’ho colpevolmente dimenticato sulla mia scrivania lasciandolo sommergere dalla consueta pila di carte. Ritrovato di recente sono stato tentato di fargli solo una segnalazione per tutti gli addetti ai lavori, ma poi ho cominciato a leggerlo. E leggendolo ho continuato a leggerlo, fin quando non mi sono trovato praticamente ad averlo finito tutto quasi senza accorgermene. E’ un libro pensato sia per chi vuole entrare da zero nel mondo DTT, sia per chi già c’è dentro, come compendio quotidiano per termini o concetti particolarmente ostici. E’ stato concepito con la formula Domande & Risposte, cento domande con cento risposte molto ben fatte. A tratti, purtroppo, si nota come probabilmente per vincoli temporali e di spazio alcuni concetti siano stati solo accennati ma complessivamente il testo è di grande valore. Un pezzo importante di letteratura del settore del quale si sentiva veramente bisogno. Quando l’ho chiuso il pensiero è stato: ci fosse stato 4 anni fa! Io credo che tutti gli operatori del settore dovrebbero regalarsi per 18 euro questo piccolo libro per il prossimo Natale, forse prenderemo tutti delle scelte un po più consapevoli.

— La scheda del libro “TV Digitale Terrestre“.
— I punti salienti dell’ultimo convegno del DGTVi.

2 thoughts on “La TV Digitale Terrestre.

  1. Ciao.. sono contenta di sentir parlare di digital divide! E' sicuramente entusiasmante il fatto che anche in Italia la televisione sia in trasformazione, il problema è che, soprattutto per la Net tv, ci sono ancora troppe persone che da questa trasformazione non vengono coinvolte. E' triste pensare che ,mentre no siamo qui a parlare di diffusione del digitale terrestre, e di televisione su Internet, ancora molte persone non abbiano la possibilità di usufruire di tali novità. La banda larga ormai dovrebbe essere un diritto e un lusso, anche per chi vive in un paesino sperduto tra le montagne!E lo stesso vale per la ricezione del segnale digitale terrestre!Inoltre che senso arrovellarsi per capire quali contenuti "alternativi" o "socilamente" utili produrre se poi proprio che dovrebbe usufruirne, chi è tagliato fuori dai media, rimane comunque taglaito fuori?

    A questo proposito trovo interessante il programma portato avanti dalla regione Piemonte per la diffusione della banda larga: il progetto Wi-Pie.

    Sono comunque fiduciosa e spero che presto la soluzione a questo problema arrivi!

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