Economics of the New Television Marketplace.

Ecco una manciata di numeri aggiornati sulla attuale situazione e sulle previsioni per il prossimo futuro del mercato della Net Television.

Una ricerca chiamata “Digital Video Barometer” che ha coinvolto oltre 270 executives dell’industria televisiva americana (quindi persone esperte, informate, competenti alle quali è demandato proprio il compito di costruire le strategie future delle loro aziende) ha rivelato come il 90% campione creda che nel 2012 oltre il 40% del consumo di contenuti audiovisivi avverrà grazie a trasmissioni non veicolate dagli attuali sistemi televisivi e quindi, sostanzialmente, via Internet. Il 23% crede che su Internet troveremo oltre il 60% dei contenuti, mentre il 9% del campione pensa addirittura che nello stesso anno Internet possa arrivare ad avere l’80% dello share di mercato (via).

Quindi Internet in ogni caso secondo le previsioni dell’industria televisiva classica avrà un peso enorme. Pensate che secondo le dichiarazioni di Jeben Berg, product marketing manager di YouTube, sul portale video di Google ogni singolo minuto vengono uploadate oltre 8 ore di materiale video. La maggior parte spazzatura o materiale d’interesse solo per ristretti gruppi di persone. Comunque un dato impressionante che fa capire quanto la gente già oggi comunichi e socializzi distribuendo video su Internet, tempo comunque rubato ai palinsesti televisivi classici. Quanto alle interfacce per accedere a questa gigantesca library di contenuti online avranno sempre più peso i telefonini (o i cosiddetti post-computer-device): solo nel prossimo anno raggiungeranno a livello planetario 300 milioni di unità vendute, superando per la prima volta nella storia le vendite dei televisori.

Al di là dei contenuti generati in maniera casuale dagli utenti e quindi distribuiti in rete, sul Web avranno un peso crescente le cosiddette produzioni ProAm che riusciranno in buona parte a conquistarsi un’importante fetta di mercato all’interno dell’industria nu-televisiva, soprattutto grazie ad un nuovo processo produttivo low cost ed ai nuovi linguaggi/format utilizzati. Se paragonate infatti alle produzioni televisive classiche queste realtà hanno un vantaggio competitivo senza precedenti proprio nella gestione dei costi. Una serie NetTV al top viene a costare mediamente sui $3000 al minuto (dati confermati da più fonti es. Prom Queen, Buried Alive), ma la maggior parte delle serie NetTV ha un costo minuto di un terzo (circa $1000) pur rimanendo con un livello qualitativo (script, cast, girato, montaggio) decisamente alto. Una serie TV ha dei costi molto variabili (in funzione del cast, del numero di riprese, delle location, etc.) ma raramente scende sotto i $30.000 per minuto, raggiungendo picchi ragguardevoli (>$70.000 x minuto). La prossima serie TV co-creata, prodotta e diretta da JJ Ambrams “Fringe” costerà $10 milioni solo per il pilota e la bellezza di $2 milioni per ogni episodio da 45 minuti.

E’ evidente come all’interno di questi margini sia più che probabile che esploda letteralmente il nuovo mercato delle produzioni ProAm. E non si creda che la qualità finale venga ad essere poi così tanto compromessa. Pensate solo che oggi con meno di 5000 euro uno studio NetTV è in grado di produrre contenuti in Full HD. Gli studi televisivi italiani sono praticamente tutti in SD ed hanno dei costi di riconversione talmente alti che prima che venga deciso il passaggio passerà ancora molto tempo. Questo per dire che non sarà poi così raro già dal prossimo anno cominciare a veder marciare le produzioni NetTV in HD con la televisione classica ancora al palo, schiacciata dai suoi stessi costi. Olè!

Technorati , , , , , , , , , , , , , ,

One thought on “Economics of the New Television Marketplace.

Leave a Reply to Stefania Cancel reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>