Kindler garden.

La notizia impazza su tutti i principali blog americani: Amazon ha lanciato un suo lettore di libri elettronici, un eBook Reader. Appena ho visto la foto sono rimasto di stucco: orrore e raccapriccio. Un oggetto di una bruttezza disarmante, almeno in foto. Ho poi incominciato a leggere diversi articoli in merito compresa la diretta-via-blog dell’evento di presentazione che ha visto protagonista lo stesso Jeff Bezos.

Kindler

Il mio dubbio era: perché Amazon, realtà di grandissimo successo, solida ed in continua espansione ha voluto infilarsi nel pericolosissimo tunnel dei dispositivi hardware? Mi direte che gli eBook sono il futuro dei libri e fin qui siam d’accordo anche se è da vedere di quale futuro stiamo parlando visto che di morte della carta se ne parla da decenni. Ad ogni modo il modello di Amazon sembra essere quello Apple: presidiare tutta la catena creando un cortocircuito ad hoc tra il mondo digitale e quello fisico. Di eBook reader sul mercato ce ne sono, pochi ma ce ne sono. Nessuno però poteva essere integrato in maniera così perfetta la modello di business di Amazon.

Effettivamente l’orrendo Kindler si propone come soluzione semplice ed immediata per tutti i lettori accaniti e non solo di libri ma anche di quotidiani e blog. Per semplice ed immediata intendo una soluzione pensata in prima istanza per i non tecnologici. Sborsata la modica di $399 ci si porta a casa un “enorme” oggetto bianco che è in grado di scaricare in pochi secondi qualsiasi contenuto di nostro interesse. Il tutto senza fili, naturalmente, ma anche senza connessione WiFi. Il trucco è l’utilizzo della tecnologia mobile EVDO in partnership con Sprint senza però costringere l’utente ad abbonarsi a nessun servizio telefonico: l’utente finale paga direttamente Amazon. E paga Amazon sia per il servizio di trasporto dell’informazione (la connessione cellulare) sia eventualmente per il contenuto (libri, newspaper).

Chi l’ha provato l’ha trovato molto meno peggio di quel che appare ma ancora lontano dall’esser l’Oggetto universale che sostituirà la carta. Poco male, non è questo il punto. Ciò che di interessante ha questa operazione è per l’appunto la fortissima somiglianza con la strategia vincente adottata da tempo da Apple (e se vogliamo, è lo stesso principio che Amazon applica per il servizio di video-on-demand “Unbox” in patnership con TiVo). Presidiando tutti i punti della catena del valore si riesce a tenere tutto sotto controllo, migliorando il servizio e generando al contempo più revenues. Peccato, anche in questo caso, che non sia un servizio aperto ma che libri e riviste siano venduti sotto DRM, protetti quindi e sbloccabili solo all’interno del giardino chiuso di Kindler.

Personalmente non credo che Kindler farà molta strada, almeno così come è concepito, e non credo neanche che Amazon -come Apple- sia sufficientemente potente per imporre al mercato un unico DRM per la “carta”. Bezos dice che l’industria dei libri e dei giornali non è ancora pronta per una distribuzione libera da vincoli. Forse è vero, e forse è vero che è necessario creare prima un forte presupposto di business prima di provare a forzare la mano. Vedremo, anche se quotidiani, magazine e gli stessi blog non avranno bisogno di appositi reader per trovare un modello di sostenibilità convincente (sarà la pubblicità a garantire tutte le revenues). Altro discorso per i libri per i quali credo ci vorrà ancora molto tempo perché si possa pensare di liberarsi definitivamente dalla carta, nonostante oggetti come Kindler promettano un esperienza visiva, tattile (e in futuro anche olfattiva) del tutto paragonabile.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>