Chi di voi ha visto e-cubo? Immagino praticamente nessuno. Eppure è un programma che va in Televisione, su Rai 3, tutti i martedì. Follia vuole che sia programmato dopo la una di notte, che sul sito Rai non se ne faccia menzione, che su Rai.tv non compaia, che Raiclick lo ignori e che persino il sito di Rai Educational non lo abbia in “palinsesto”. Eppure e-cube esiste ed è un programma veramente bello.
Rientra nella nuova offerta di programmi di Rai Educational voluti da Giovanni Minoli che si è posto come obiettivo quello di “usare i materiali che escono dalla grande rete per costruire racconti che abbiano un significato, che diano il senso della società contemporanea. Adesso c”è internet, ma internet non è il punto di arrivo, è la partenza. Partendo di lì dobbiamo tornare a raccontare. Proprio questo è il compito del servizio pubblico”. Ed e-cube centra a pieno questi obiettivi, con un format compatto, moderno, aggressivo dai contenuti forti, curati, convincenti, scomodi. Gli autori sono Roberto Laurenzi e Marianna Madìa anche conduttrice del programma. Io mi sono programmato la registrazione con il mio PVR per vederlo ad un orario decente e dopo i primi 3 minuti ho maledetto la RAI per l’incredibile assenza di coraggio non solo per non proporre programmi di questo tipo in orari più umani, ma per non avere tra i suoi obiettivi quello di trasformare una sua intera rete (Rai 3) in un contenitore di format stile e-cube.
Il tema della prima puntata è stato “Un rapporto dell’Epa, l’agenzia governativa americana per la protezione ambientale, indica inequivocabilmente le cause dei cambiamenti climatici: i combustibili fossili e le attività umane. Siamo nel 2002. Cambio di rotta dell’amministrazione Bush che fino ad allora aveva negato che la causa del surriscaldamento della Terra fosse l’uomo e aveva deciso di non ratificare il protocollo di Kyoto. Non è così. Ed è lo stesso presidente americano a smentire il rapporto sui cambiamenti climatici uscito dalla sua stessa amministrazione. Uno scontro interno agli apparati governativi che si svolge in sole 48 ore e che coinvolge scienza e politica, poteri forti e lobbies del petrolio.”
Un argomento forte, di grandissima attualità, trattato con grande rigore, un grandissimo ritmo e corredato ad arte da contributi presi dalla rete e post prodotti in maniera impeccabile. Marianna è brava e convincente nella conduzione, peccato che l’abbiamo vestita troppo Rai-style, renderebbe di più e sarebbe più convincente in jeans e T-shirt, così come da rivedere è la fotografia, le luci fanno un po a cazzotti con i suoi capelli. Ma la grafica del programma in generale è veramente di grande livello. La post produzione eccellente. Unica pecca l’insopportabile rumore dello schiocco delle dita all’apparire dei contributi fotografici: un suono più “moderno” renderebbe sicuramente giustizia.
Per e-cubo sono previste otto puntate che mirano ad un target molto preciso “Oltre alle nuove generazioni, destinatarie d’eccellenza di questa nuova offerta di comunicazione, si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica in generale, per migliorare il dialogo e creare un ponte tra la società civile e le istituzioni al fine di rafforzare la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini”.
Complimenti agli autori e a Minoli per questo eccellente prodotto. Strali contro la RAI che non riesce in nessun modo a dare peso a queste importantissime novità.
Per tutti coloro, immagino tanti, non l’abbiano visto ho trovato con molta fatica il sito ufficiale dal quale, registrandosi (?), è possibile vedere tutte le puntate.
— Il sito di e-cubo.