October, 2007


31
Oct 07

Le notizie del 31.10.07


30
Oct 07

Le notizie del 30.10.07


30
Oct 07

Digitale Terrestre ed Alta Definizione.

DTT Sono sempre più convinto che per il digitale terrestre sia stata sbagliata la strategia di lancio. L’abbiamo ricevuto come un dono in grado di potare la nostra cara-vecchia-amata-tv ad un nuovo stadio evolutivo: più qualità audio/video, più canali, interattività e pay-per-view. In pratica: vedi quello che vedevi prima ma meglio, con qualcosina in più. Nella sostanza fino ad ora non abbiamo avuto ne un’esplosione di canali ne di interattività, mentre sta andando bene il versante pay-per-view. D’altra parte la pay tv è effettivamente l’unica vera novità di rilievo di questa nuova piattaforma. Escludendo gli utenti SKY, in continua crescita ma comunque una frazione rispetto all’intero universo di spettatori TV italiani, e quelli IPTV nessun altro aveva potuto sperimentare le dinamiche di una TV in modalità “paghi quel che vedi”. Purtroppo la pay-tv su DTT rimane ancor oggi troppo legata ai contenuti calcistici, vero traino delle varie offerte, con i decoder che si accendono magicamente il sabato e la domenica per rimanere poi spetti durante il resto della settimana.

Ma qualcosa sta cambiando. Tutti i nuovi televisori hanno per legge un ricevitore DTT integrato. In pratica basta attaccare l’antenna e, se non si ha la sfortuna di risiedere in una macchia nera del tanto citato manto di leopardo, si possono ricevere tutti i canali DTT trasmessi. Devo dire che l’esperienza diretta che ho fatto mi ha confortato, il DTT sui nuovi televisori HD si vede bene. Si vede in genere meglio della TV analogica, riuscendo ad esaltare le caratteristiche delle nuove generazioni di TV HD nel migliore di modi. Non so chi di voi ha potuto toccare con mano ma, ad esempio, la resa di QOOB su un LCD HD è sorprendente.

Non è allora che stiamo sbagliando la distribuzione dei pesi nelle strategia DTT? Di sicuro digitale terrestre vuol dire un numero potenziale di canali più alto (per ogni frequenza che prima corrispondeva ad un canale oggi possiamo averne da 4 a 6). Quindi vada l’aver trasportato l’esistente su DTT, e ci mancherebbe. Ma il fattore determinante non potrebbe essere proprio quello di creare su DTT una piattaforma altrimenti non disponibile? Il modello pay-per-view ci ha dimostrato come il pubblico abbia risposto ad una vera novità in maniera più che positiva. Allora perché non puntare subito, con convinzione e determinazione a fare del DTT la piattaforma per l’alta definizione? O vogliamo lasciare solo a SKY questo tipo di offerta?

Pensateci, tutti i nuovi televisori sono HD, tutti hanno il DTT integrato. Il DTT può senza nessun problema trasportare segnali HD, ma su DTT non c’è nessun canale HD.

Al di là delle problematiche di banda non converrebbe forse puntare su pochi canali ma dannatamente buoni piuttosto che avere canali segnaposto tanto per avere un’offerta? Ora, che i canali commerciali tendano sempre a muoversi con un minuto di ritardo piuttosto che con uno d’anticipo ci sta, ma vi sembra possibile che nessun vero canale HD sia distribuito da RAI su DTT? E ancora che nessuna impresa privata abbia attivato un’offerta HD almeno nelle principali città.

Vivendo di sola Italia si ha la convinzione che tutto questo sia assolutamente normale, quasi fisiologico, ma alzando lo sguardo al resto d’Europa e di buona parte del mondo occidentale ci si rende immediatamente conto come l’assenza di un’offerta HD sia ormai quasi solo un nostro problema. E attenzione perché come ho già più volte ribadito non è solo un fatto estetico. L’alta definizione si vede sicuramente molto ma molto meglio, ma non è solo questo. Apre la porta a nuove produzioni, a nuovi tipi di format, ad un nuovo e più intenso livello di coinvolgimento del pubblico. Alta definizione vuol dire nuova linfa per la televisione nuove opportunità di business, e noi stiamo rimanendo spaventosamente indietro.

Ora, non voglio sperare di avere in Italia gli oltre 1000 canali HD disponibili tra i vari operatori USA, ma che qualcuno si prenda l’impegno di portare almeno 1 canale HD su DTT nei prossimi sei mesi perché altrimenti dovremo smettere di sperare di esser ancora in tempo per salire sul treno giusto.


29
Oct 07

Le notizie del 29.10.07


29
Oct 07

Bright.ly video virali made in Italy.

Qualche mese fa avevo intervistato il CEO di GoViral, un’agenzia specializzata nella diffusione di video virali su Internet. L’intervista mi piacque particolarmente perché riuscì a chiarirmi molti dubbi sul mondo dell’advertising online d’assalto. La scorsa settimana ho avuto il piacere di intervistare Marco Gianstefani e Francesco Vincenzi i due fondatori di Bright.ly un nuovo progetto italiano specializzato proprio nella creazione di campagne virali su Internet. Per chi lo ricorda il primo vagito di Bright.ly è stato il video “Save the Text Save the World” che ha sortito l’effetto sperato facendo ampiamente parlare di se. L’intervista, che dura circa 15 minuti, si chiude con una serie di considerazioni su un tema che credo diventerà particolarmente dibattuto nei prossimi mesi anche qui da noi ovvero l’utilizzo di tecniche di guerrilla online per promuovere candidati politici, una nuova frontiera che negli USA ha già diversi precedenti, che rischia di contaminare pericolosamente il mondo dell’advertising in Rete.


26
Oct 07

E-Cubo, la RAI che vorrei.

ecubo Chi di voi ha visto e-cubo? Immagino praticamente nessuno. Eppure è un programma che va in Televisione, su Rai 3, tutti i martedì. Follia vuole che sia programmato dopo la una di notte, che sul sito Rai non se ne faccia menzione, che su Rai.tv non compaia, che Raiclick lo ignori e che persino il sito di Rai Educational non lo abbia in “palinsesto”. Eppure e-cube esiste ed è un programma veramente bello.

Rientra nella nuova offerta di programmi di Rai Educational voluti da Giovanni Minoli che si è posto come obiettivo quello di “usare i materiali che escono dalla grande rete per costruire racconti che abbiano un significato, che diano il senso della società contemporanea. Adesso c”è internet, ma internet non è il punto di arrivo, è la partenza. Partendo di lì dobbiamo tornare a raccontare. Proprio questo è il compito del servizio pubblico”. Ed e-cube centra a pieno questi obiettivi, con un format compatto, moderno, aggressivo dai contenuti forti, curati, convincenti, scomodi. Gli autori sono Roberto Laurenzi e Marianna Madìa anche conduttrice del programma. Io mi sono programmato la registrazione con il mio PVR per vederlo ad un orario decente e dopo i primi 3 minuti ho maledetto la RAI per l’incredibile assenza di coraggio non solo per non proporre programmi di questo tipo in orari più umani, ma per non avere tra i suoi obiettivi quello di trasformare una sua intera rete (Rai 3) in un contenitore di format stile e-cube.

Il tema della prima puntata è stato “Un rapporto dell’Epa, l’agenzia governativa americana per la protezione ambientale, indica inequivocabilmente le cause dei cambiamenti climatici: i combustibili fossili e le attività umane. Siamo nel 2002. Cambio di rotta dell’amministrazione Bush che fino ad allora aveva negato che la causa del surriscaldamento della Terra fosse l’uomo e aveva deciso di non ratificare il protocollo di Kyoto. Non è così. Ed è lo stesso presidente americano a smentire il rapporto sui cambiamenti climatici uscito dalla sua stessa amministrazione. Uno scontro interno agli apparati governativi che si svolge in sole 48 ore e che coinvolge scienza e politica, poteri forti e lobbies del petrolio.”

Un argomento forte, di grandissima attualità, trattato con grande rigore, un grandissimo ritmo e corredato ad arte da contributi presi dalla rete e post prodotti in maniera impeccabile. Marianna è brava e convincente nella conduzione, peccato che l’abbiamo vestita troppo Rai-style, renderebbe di più e sarebbe più convincente in jeans e T-shirt, così come da rivedere è la fotografia, le luci fanno un po a cazzotti con i suoi capelli. Ma la grafica del programma in generale è veramente di grande livello. La post produzione eccellente. Unica pecca l’insopportabile rumore dello schiocco delle dita all’apparire dei contributi fotografici: un suono più “moderno” renderebbe sicuramente giustizia.

Per e-cubo sono previste otto puntate che mirano ad un target molto preciso “Oltre alle nuove generazioni, destinatarie d’eccellenza di questa nuova offerta di comunicazione, si vuole sensibilizzare l’opinione pubblica in generale, per migliorare il dialogo e creare un ponte tra la società civile e le istituzioni al fine di rafforzare la consapevolezza e la partecipazione attiva dei cittadini”.

Complimenti agli autori e a Minoli per questo eccellente prodotto. Strali contro la RAI che non riesce in nessun modo a dare peso a queste importantissime novità.
Per tutti coloro, immagino tanti, non l’abbiano visto ho trovato con molta fatica il sito ufficiale dal quale, registrandosi (?), è possibile vedere tutte le puntate.

— Il sito di e-cubo.


26
Oct 07

Le notizie del 26.10.07


25
Oct 07

Le notizie del 25.10.07


24
Oct 07

Festival della Scienza 14 giorni di diretta su N3TV.

fds

Premiato da un successo esponenziale che lo ha portato nel corso degli anni ad affermarsi come il più atteso appuntamento dedicato alla divulgazione scientifica italiano (raggiungendo nel 2006 la quota record di 250 mila visite) e come una delle 10 best practices selezionate dalla Commissione Europea, torna a Genova dal 25 ottobre al 6 novembre 2007 il Festival della Scienza, dedicato quest’anno al tema chiave della Curiosità.

N3TV trasmetterà ogni giorno in diretta su Internet le principali conferenze in programma. Si parte il 25 ottobre alle ore 15 con la conferenza “Scienza e Società” per proseguire ogni giorno con oltre sei ore di diretta. Tutti gli eventi trasmessi verranno immediatamente resi disponibili in replica. Le trasmissioni saranno visibili sul sito http://n3tv.it.

— Il palinsesto delle conferenze che verranno trasmesse.


24
Oct 07

Le notizie del 24.10.07


23
Oct 07

Intervista a Jim Louderback CEO di Revision3.

Viral è un canale NetTV ospitato da Veoh, che tra le sue rubriche ne ha una chiamata “GURU” dove vengono intervistati o analizzati periodicamente i guru della rivoluzione Internet. Voglio segnalarvi una puntata in particolare, il video lo trovate in testa a questo post, dove è stato intervistato Jim Louderback CEO di Revision3.com uno dei modelli più interessanti di NetTV americana. Revision 3 produce show di grandissimo successo come Diggnation, Tekzilla, Infected e Systm. In questa intervista Louderback spiega come avviene la selezione di nuovi show da mettere in palinsesto (devono rientrare nei generi trattati da R3 e quindi Musica, Tecnologia e Cultura Moderna, oltre a dover provenire da community già molto forti per gli argomenti trattati). Massima importanza viene data alla qualità Audio e Video di tutte le produzione che, anche se apparentemente molto semplici (due ragazzi che discutono bevendo birra su un divano), “suonano” sempre nel migliore dei modi. Louderback chiude quindi l’intervista sottolineando la fondamentale portanza della strategia distributiva dei prodotti NetTV: non si deve pensare di poter vivere di sola iTunes altrimenti si perde un’enorme possibilità. Da vedere con attenzione.


23
Oct 07

Online Video Provider ManiaTV Relaunches Without User-Gen


23
Oct 07

Le notizie del 23.10.07


22
Oct 07

Per fare i Radiohead servono i Radiohead.

in rainbow

Impressionanti sono i numeri dichiarati dai Radiohead per la prima settimana di distribuzione del loro nuovo capolavoro “In Rainbows”. Per chi non lo sapesse l’ultima fatica della band di Thom Yorke nata nello Oxfordshire nel 1986 è stata pubblicata solo su Internet scaricabile gratuitamente con l’opzione per lasciare “una mancia” prima di portarsi il malloppo a casa. E’ in pratica un esperimento a donazione libera dove chi vuole scarica senza pagare, chi invece vuole premiare gli artisti può farlo liberamente. In questa operazione non è stata coinvolta nessuna produzione, distribuzione, etichetta, agenzia stampa e non è stata attivata nessuna campagna promozionale. E’ bastato solo far circolare la notizia per traformare “In Rainbows” in un precedente epocale: 1.2 milioni di download in una settimana, con una media di $8 per album “donati” dai fans, per un totale di circa 10 milioni di dollari incassati. Diecimilioni di dollari puliti, senza per l’appunto intermediari, ed in una sola settimana.

Un successo senza precedenti che spazza via ogni dubbio sulla reale fattibilità di operazioni di questo genere. Io l’album me lo sono scaricato lasciando 3 sterline anche se dopo averlo sentito ho avuto subito la tentazione di ritornare a lasciarne altre 10. L’album è un capolavoro e pensare che un prodotto di tal valore possa essere stato messo liberamente su Internet è veramente una rivoluzione.

Tutta questa operazione però mi lascia aperto ancora un grandissimo dubbio. Avrebbero potuto fare quel che hanno fatto i Radiohead senza essere i Radiohead? ovvero senza aver pompato per anni i loro video su MTV, sparso il seme dei loro dischi dentro decine di migliaia di music store, partecipato di conseguenza a migliaia di interviste e aver radunato folle oceaniche ai loro concerti organizzati con ampie promozioni? La risposta è molto probabilmente no. Per costruire da soli un successo di tale portata servono in ogni caso moltissimi denari. Questi possono provenire da propri finanziamenti, come ad esempio le campagne pubblicitarie che vengono messe in piedi dai giganti dell’intrattenimento per lanciare ogni nuovo progetto, oppure da un minor guadagno che gli artisti percepiscono nei loro primi anni di vita a favore di poderose campagne di comunicazione a loro beneficio.

E’ fondamentale poi rimanere credibili, continuando a sfornare negli anni prodotti di eccellente qualità come sono sempre stati quelli di Yorke & Co. Quando si è raggiunta la notorietà planetaria e si ha tra le mani la capacità creativa per continuare a creare eccellenze allora, ormai è chiaro, si può pensare di andare avanti da soli. Niente etichette ma anche niente iTunes. Ogni sito internet è un punto d’accesso per i propri prodotti, così come ogni blog è potenzialmente un nuovo canale televisivo. Ed è proprio questo il secondo pensiero che mi è venuto ragionando sul caso Radiohead. Assisteremo a breve a fenomeni analoghi riguardanti grandi nomi del panorama TV? Pensateci, perché no. Un grande volto, capace di attirare milioni di persone, ed in grado di produrre per suo conto nuovi format a basso costo potrebbe senza troppe difficoltà aprire un suo proprio canale distributivo. Lavorando con il video si avrebbe poi una doppia possibilità: “la mancia” stile Radiohead o in alternativa il download di un contenuto infarcito di pubblicità.


22
Oct 07

Video Ad Network BrightRoll Raises $5 Million Second Round

San Francisco-based <a href="http://www.BrightRoll.com" title="BrightRoll">BrightRoll</a>, an online video ad network, has raised a $5 million second round from True Ventures and Adams Street Partners, reports <a href="http://www.pehub.com/article/article