Ragionamenti sullo stato della TV Digitale.

ibc Dall’IBC arriva un segnale forte e chiaro: quest’anno l’attenzione massima è sui sistemi di protezione dei contenuti. Stiamo parlando di contenuti digitali naturalmente, di analogico ormai c’è da mostrare ben poco. Nei prossimi anni quindi l’industria televisiva punterà ancor di più sui contenuti “pregiati” da proporre agli spettatori in varie formule ma sempre e comunque a pagamento. Le modalità di vendita di contenuti digitali in realtà non sono moltissime: abbiamo il DVD, il broadcasting e l’on-demand. Quest’ultimo può assumere varie forme: dal near-on-demand dei cosiddetti pushVOD dove un catalogo limitato di contenuti vien scaricato sul disco rigido di un decoder, alle offerte online dell’IPTV e quelle più aperte e vaste della NetTV. Su queste ultime ci sono alcuni dati interessanti che sono emersi recentemente. Innanzi tutto ScreenDigest che qualche giorno fa ha ridotto drasticamente le stime sulle vendite di Film online per i prossimi anni: dai $3 miliardi a $1.3 per il 2010. La motivazione data dagli analisti, che come al solito prevedono tutto ed il contrario di tutto sempre pronti a drastiche revisioni senza nessun pudore, è piuttosto semplice: non si stanno configurando vere offerte alternative a quelle di Microsoft e di Apple. In pratica oltre a Microsoft Live (che sta per aprire le porte alla “Internet TV”) e iTunes c’è poco altro che può sperare di generare numeri veramente significativi a livello planetario. A proposito di Apple, Steve Jobs, nel suo ultimo keynote ha presentato al mondo la line-up iPod per la stagione natalizia. Tutti i modelli, escluso lo shuffle e compreso il nuovo Touch, sono predisposti per il video. Scelta obbligata per ampliare il parco “ricevitori” della nuova televisione non lineare “Made in Cupertino”.

ipod

iTunes, che qualche pezzo lo perde, continua la sua inesorabile scalata di consensi: ha a catalogo oltre 550 TV show e 500 film, mentre ha venduto complessivamente circa 100 milioni di TV show e 2 milioni di film. Sempre Jobs ha dichiarato che ad oggi iTunes offre gratuitamente oltre 15000 Video Podcast, tre volte tanto l’offerta di Film o di TV show a catalogo, numero alto ma ancora non enorme visto il progressivo aumento delle produzioni ProAm NetTV. Molti altri dati interessanti ci vengono da una ricerca pubblicata dall’inglese Ofcom lo scorso mese di Agosto (“Communications Market Report”). Innanzi tutto una conferma che l’evoluzione del mobile verso il video è ormai una scelta obbligata visto che il 29% degli utilizzatori di un telefono cellulare lo usa per guardare video. Vengono quindi tracciati i comportamenti degli utilizzatori dei DVR/PVR ovvero dei video registratori digitali, che in UK sono presenti nel 15% delle case (+10% rispetto all’ultimo anno). L’uso dei PVR è a mio modo di vedere molto interessante perché rappresenta una anticipazione di quelli che probabilmente saranno i comportamenti su larga scala degli utilizzatori della NetTV. L’esperienza di un PVR è infatti del tutto simile a quella che si ha utilizzando un Video Podcast, capire quindi come il molto-meno-tecnologico pubblico della TV usi questi strumenti ci può far capire come verranno utilizzati strumenti analoghi per la NetTV, quando saranno altrettanto diffusi e semplici da utilizzare. Innanzi tutto il dato più allarmante, l’ennesima conferma: il 78% degli utilizzatori di un PVR salta a tutta velocità la pubblicità. L’abbiamo detto molte volte ma vale sempre la pena ripeterlo: con i nuovi strumenti di riproduzione digitale non ci sono grandi speranze per gli investitori pubblicitari che la gente continui ad ingoiare tutto quello che gli viene proposto. O la pubblicità cambia forma, diventa contenuto, o non verrà sempre più saltata a piè pari.

pvr use ofcom

Dobbiamo in qualche modo tornare al Carosello, trasformando la pubblicità in un vero e proprio show. Ma sono altri i dati sui PVR che risultano più interessanti. Chi lo possiede lo usa prevalentemente come video registratore: oltre il 60% registra programmi da vedere nella stessa giornata o nei giorni successivi, il 49% usa le funzionalità di “Pause Live Television” per interrompere temporaneamente il flusso e poter fare qualcos’altro, e il 32% usa l’opzione “Link Serie” per avere automaticamente registrate tutte le puntate di un TV show. Il 19% degli utenti guarda grazie al PVR più televisione contro il 14% che ne guarda meno, di base comunque quasi il 50% non si interessa neanche di cosa viene trasmesso in TV preferendo subito la fruizione dei contenuti registrati. Molto interessanti sono le motivazioni dell’uso dei PVR: il 64% registra ciò a cui è interessato ma che non può vedere perché non è a casa. In pratica chi ha questi strumenti perde quasi subito le abitudini della vecchia TV, non è più costretto all’obbligo dell’appuntamento comandato dal palinsesto, registra invece ciò che vuole per vederlo quando vuole, molto spesso preferendo vedere il materiale registrato piuttosto che la TV di flusso. Una rivoluzione per i broadcaster. Ci sono però alcune tipologie di contenuto dove però la TV di flusso rimane indispensabile.

tv flusso ofcom

Le news, gli eventi sportivi, e (incredibilmente) i Quiz sono i contenuti televisivi che la gente vuole vedere in diretta. E’ facile comprendere perché ed è altrettanto facile prevedere che queste abitudini non cambieranno nel tempo. Che il vettore sia il broadcast o Internet una partita di calcio vista 1 giorno dopo non ha lo stesso sapore, risultando quasi sempre priva di interesse. Documentari, Serie TV e Film sono invece i contenuti che la gente preferisce già oggi vedere registrati, e anche qui è facile capire perché.

Facendo quindi uno-più-uno si può leggere con molta chiarezza quello che è il prossimo futuro dell’industria televisiva. Stiamo andando verso una TV all-digital dove l’uso di apparecchi per la fruizione non lineare (PVR/DVR, AppleTV, XBOX 360, PC, …) sarà sempre più diffuso. La televisione di flusso verrà sempre più preferita solo per gli eventi “da vedere” in diretta, mentre il resto sarà on-demand. E lo saranno soprattutto i contenuti pregiati (serie TV e Film) sui quali si sta concentrando l’offerta online e l’intera industria delle manifatturiere e dei produttori di software che ruota intorno al mondo della TV.

— Gli ultimi numeri di iTunes.
— Il Communications Market Report di Ofcom.
— La ricerca di ScreenDigest.

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One thought on “Ragionamenti sullo stato della TV Digitale.

  1. ho seguito la sessione sul CA/DRM all'IBC ed ho trovato i protagonisti del settore molto preparati e con idee molto buone. quando mi sono seduto in sala ho pensato: ma questi che avranno da dire? se invitavano Steve Jobs e basta facevano prima e meglio. invece mi sono dovuto ricredere: hanno idee in linea con quelle di Jobs ma articolate molto meglio e senza essere subordinate agli obiettivi economici della Mela. ho gli appunti da qualche parte…

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