Google: “In Italia il fenomeno è sottostimato da tutti gli editori. Compreso Berlusconi.”

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Ho letto con molto interesse l’intervista (segnalatami da Marco Bottigliero, grazie) di Stefano Lorenzetto per “Il Giornale” a Massimiliano Magrini Country Manager di Google in Italia (dove Google dichiara 17,9 milioni di visitatori unici al mese, il 78,9% dei navigatori attivi). Come al solito emerge in tutta la sua forza il Google style che stregò il mondo qualche anno fa e che continua ad essere decisamente affascinate: approccio neutro alla rete, sempre e comunque orientato agli utenti. Molte sono le domande/risposte interessanti dell’intervista (una sola pecca Magrini non ha saputo rispondere perché Google “riponde” 42 alla domanda “answer to life the universe and everything”). Ve ne riporto quattro che a personalmente mi han fatto molto riflettere.

In Mediaset si occupava di Publitalia. Ha provato a spiegare al suo ex datore di lavoro Silvio Berlusconi le potenzialità di questo nuovo mercato?
“L’ho spiegato ai suoi manager. Ma la sensazione è che in Italia il fenomeno sia sottostimato un po’ da tutti gli editori. L’unico che l’ha capito benissimo, a livello mondiale, è stato Rupert Murdoch, che s’è comprato Myspace, la comunità per chattare e scambiarsi foto sul Web”.

A Berlusconi che cosa consiglierebbe di comprarsi?
“Youtube, se non fosse già di Google”.

La Ferrero è l’azienda che investe di più in pubblicità. Non ce li vedo Nutella e Kinder su Internet.
“Sottovaluta il marketing virale: quello diffuso dai clienti che “interpretano” i prodotti, fino a identificarsi con essi. La Coca-cola sponsorizza un canale di Youtube in cui gli utenti inviano filmati che hanno per protagonisti loro e la Coca-cola”.

Hanno più potere Rai e Mediaset o Google?
“Rai e Mediaset. Google non dà interpretazioni dei fatti. Mette solo a disposizione informazioni, poi è il navigatore che si crea una sua visione del mondo. Però la rivoluzione che sta avvenendo sulla Rete in termini di democrazia reale secondo me è più importante di tutto il resto”.

— L’intervista completa a Massimiliano Magrini su Il Giornale.

Technorati ,

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