La pubblicità nei User Generated Content è destinata ad esplodere. Ma sarà vero anche in Italia?

“Sono andati per sempre i giorni in cui i giganti dei media controllavano la creazione, la distribuzione e la monetizzazione del contenuto. Le media company continuano ad esistere e ad esercitare un considerevole potere grazie ai loro contenuti e alle loro reti di distribuzione, ma oggi una gran parte del potere sta passando nelle mani dei consumatori”.

Queste le parole di Paul Verna uno dei senior analyst di eMarketer a supporto dei dati che emergono da una nuova ricerca pubblicata in questi giorni. A livello planetario i ricavi da User Generated Contet nel 2011 saliranno a $8.175 milioni contro i $1.562 milioni stimati per quest’anno.



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Una progressione impressionante che rende bene l’idea di quello che sta accadendo. Ma questi dati, queste previsioni, possiamo ribaltarle anche nel nostro paese? In realtà la domanda alla quale mi interessa di più trovare una risposta è ancora un’altra. In Italia i piccoli, i piccolissimi, grazie a AdSense riescono ad esempio a racimolare ben poco. Altri sistemi per la raccolta pubblicitaria esistono, ma sono comunque piuttosto deboli. Lavorando su scala internazionale, con accessi provenienti da mercati in lingua inglese, i numeri salgono rapidamente. Ma per chi è confinato all’Italia la situazione attuale è veramente miserrima. Con i video generati dagli utenti credo che la situazione non andrà a migliorare di molto. Le pubblicità verranno infilate dentro da sistemi alla AdSense perfezionati per il video. Alcuni video, o alcune produzioni, verranno aggregate e rivendute all’interno di offerte più strutturate (per IPTV, DVB-H) ma a quel punto i produttori avranno in parte già perso il controllo dei diritti di sfruttamento di quel che fanno. Insomma, per lavorare in maniera indipendente, quale strada è consigliabile seguire? Io credo ancora che sia il modello Rocketboom, sponsorizzazioni su singola puntata o sull’intera serie. Rocketboom da settembre arriva a chiedere $5000 a puntata, facendo 300K di spettatori in media se lo può permette. Qui da noi dovremmo volare più basso, contando comunque sui bassi costi di produzione. Ma il modello Rocket purtroppo non risponde alla domanda iniziale, i piccoli i piccolissimi, quelli che fanno poche view a settimana che destino hanno? Probabilmente il solito. Ecco allora che potrebbe riproporsi un vecchio tema, anche in questa nuova era di democratizzazione della produzione e della distribuzione ci sarà comunque spazio per pochi?

La risposta è senza dubbio si. Ma c’è una differenza sostanziale con la situazione precedente, quella ancora attuale qui da noi: i pochi ora sono tanti, la base si sta incredibilmente allargando. Ma non si creda, non si vada dicendo o promettendo che ci sarà spazio per chiunque. Non è così. La porta ora è enormemente più grande, è diventata un portone dentro il quale si stanno infilando migliaia di soggetti prima semplicemente tagliati fuori senza nessuna possibilità. Non stiamo però entrando in un era senza selezione, lo spazio è comunque limitato, vincerà chi si saprà adattare meglio a questo nuovo mondo.

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3 thoughts on “La pubblicità nei User Generated Content è destinata ad esplodere. Ma sarà vero anche in Italia?

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  2. Non credo che ti sia posto la domanda giusta. Io mi chiederei prima di sapere se funzionerà, chi la farà? Le agenzie creative non sembrano pronte e il successo dipendera anche dai nuovi formati e dalle modalità di pianificazione. Tutto il resto sarà conseguenza di questo.

  3. Maurizio quel che dici è vero. Ma mi pongo il problema lato produttori indipendenti. Posto che esista questo tipo di nuovo ADV, Zooppa ad esempio è una possibile soluzione al problema di chi la farà ( = gli utenti), chi ne potrà beneficiare?

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