C’è qualcosa di più esplicativo di questo grafico tratto da una indagine Forrester e pubblicato dal NewYorkTime per capire cosa sta succedendo?
— L’articolo del NYC.
NYC, NetTV, tommaso.tessarolo, Forrester
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— L’articolo del NYC.
NYC, NetTV, tommaso.tessarolo, Forrester
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grafico semplicemente splendido: a mio modo di vedere inquadra la situazione nel migliore dei modi
Beh, il grafico dimostra che come al solito i giornalisti usano la statistica per sostenere le loro tesi, anziche basare le loro tesi sui dati statistici.
Il sottotilo dice che il cellulare è più apprezzato del televisiore fra i giovani. Ma perchè? La risposta potrebbe essere: perchè a noi non ce ne frega niente della TV vogliamo solo socializzare con i messaggi. E allora tutto l'articolo andrebbe a gambe all'aria. Il sottotitolo implica un legame che non esiste.
Omette anche che fra il cellulare e il PC, butterebbero via il cellulare.
Anche il resto dell'articolo è sullo stesso tono: pieno di affermazioni del tipo "a loro piace questo, non piace quest'altro" senza specificare fonti, metodo di rilevamento, ecc.
Insomma cosa possiamo trarre da questo grafico? Nulla: l'uso manipolativo di grafici come questo è un classico della stampa, non caschiamo anche noi in queste trappole.
E poichè sull'argomento si sono espressi dei grandi, passo qualche link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Lies,_damned_lies,_a… e i testi citati alcuni tradotti anche in italiano
"Full house" dell'impareggiabile Stephen Jay Gould
il bellissimo "The visual display of quantitative information" di Edwar Tufte
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Un conto è la domanda che è stata posta ("cosa butteresti via?") un conto è l'ottica con cui può essere osservato il grafico ("quale trend indica?"). I metodi di rilevamento sono per forza di cose discreti, i metodi di analisi però possono essere continui
Certamente non c'è da farci molto affidamento ma empiricamente i conti mi tornano… l'unica cosa che ricordo così su due piedi è che qualche anno fa fu salutato con clamore il sorpasso in termini di fatturato del videogioco sulla musica, ad esempio. E poi c'è il discorso delle fasce di età: è chiaro che i giovani non si filano la TV… il che torna con la difficoltàdel marketing di targhettare il giovani (coda lunga+nicchie=punta dolce, e bla, bla bla).
Credo che al di làdi ogni valutazione la ricerca si riferisca in modo nettissimo alla situazione Americana. In Italia credo che il grafico sarebbe assai diverso. Gli italiani come sapete sono i più radicati utilizzatori di cellulare ed inoltre credo che la curca "pc" avrebbe, per le generazioni oltre la X una rapidissima caduta.
Conferme, conferme e ancora conferme su quanto andiamo dicendo da anni.
Per assurdo, giornalisticamente, sul tuo blog questa è una "non notizia".
Sarebbe stata notizia se avessi trovato una ricerca per cui i vecchi stavano tutti a chattare e i giovani davanti alla TV, ma così è un po' come l'Avvenire che rivela il terzo segreto di fatima ai cardinali.
Il problema, il vero problema, e che questo grafico andrebbe invece sbattuto in faccia ai parlamentari che stanno discutendo la legge Gentiloni, che disegna un futuro digitale per il 2012 che sarà: rigonosamente sincrono, in 4/3, in mpeg2, in standard definition.
Giulio, nel 2012, probabilmente giàvideochatteràcon il suo Apple a interfaccia quantica direttamente sullo schermo sensibile a 32 pollici.