Generare Conversazioni.

Le metriche con cui vengono misurate le prestazioni dei blog sono fortemente orientate alla valorizzazione della capacità di generare conversazioni. Quanto più un argomento viene citato tanto il blog che l’ha proposto sale nelle classifiche. Non è propriamente vero per la classifica di Technorati che “conta” semplicemente i link che un blog riceve a suo favore, quindi anche i “semplici” blogroll fanno classifica. Blogbabel invece pesa, in un modo discutibile ma comunque interessante, vari fattori dando molta importanza alle citazioni vere e proprie, quelle che vengono incluse dentro altri post per intenderci. Le pagine viste ogni giorno, così come gli utenti unici che un blog genera sono invece marginalmente considerati da questo tipo di classifiche mentre continuano ad avere un grande peso ad esempio all’interno di un contesto come AdSense, utili quindi alla generazione di ricavi pubblicitari. Questo nuovo tipo di misurazioni, in realtà affatto nuovo perché parte da sempre del movimento dei blog, premia chi propone discorsi utili a suscitare un pubblico dibattito contro chi “semplicemente” genera contenuti in grado di produrre ingenti quantità di traffico. Forse solo i feed RSS rientrano in questo tipo di pesatura anche se destinati anch’essi a breve ad essere inclusi più propriamente nelle dinamiche pubblicitarie (Feedburner è stata di recente acquisita da Google).

E’ una metrica affascinante, fortemente fallace se si volessero trovare in queste classifiche dei valori assoluti, ma decisamente innovativa per lo spirito che la contraddistingue. E’ indubbio infatti che la rete, ed il movimento dei contenuti generati dagli utenti blog in testa, sia un medium conversazionale, un nuovo elemento dentro il quale le informazioni, le idee, le opinioni vengono a crearsi dal continuo confronto/scontro tra più individui, tanto che molto spesso le conclusioni a cui si giunge sono decisamente distanti dal punto di partenza che le ha originate. E’ ancora difficile capire come questo tipo di logica possa essere valorizzato commercialmente, ovvero come possano i generatori di discussioni avere un ritorno economico in grado di sostenere la loro attività pur preservandoli dai “condizionamenti” che qualsiasi tipo di pubblicità impone. E’ più facile da questo punto di vista ragionare con le vecchie logiche dove “tanto al chilo” vengono pagati i contatti e le pagine generate, in maniera assolutamente distaccata da quelle che sono le comunità che attivamente si creano attorno a determinati argomenti. La mia esperienza mi porta a credere che questo nuovo corso stia piano piano ma inesorabilmente entrando nelle logiche di pensiero dei grandi comunicatori e dei grandi brand. L’essere sorgente di pensiero e scintilla di discussione è un elemento che porta dei benefici per qualsiasi soggetto coinvolto, generatore compreso.

Mi interessa però ora capire come riusciremo a portare queste logiche, benefici compresi, all’interno del mondo della NetTV. Spesso additiamo un blog come non-blog riferendoci ad esso come un “semplice” sito mascherato da blog per cavalcare l’onda. Il nano-publishing è un esempio concreto di questa tipologia di blog/non-blog. Parlando di NetTV credo dovremo fare lo stesso distinguo. Vedere video sul web, non significa vedere NetTV. Così come riproporre davanti ad una telecamera una piacevole fanciulla che sopra uno sgabello ci racconta in tre minuti le meraviglie dell’ultimo modello della Nokia. Questa roba esiste da sempre ed è degna delle ancora attualissime trasmissioni che popolano copiose i palinsesti delle tantissime TV locali. Fare NetTV è a mio giudizio un po come fare blog, credo fortemente debba essere questo. E quindi fare NetTV significa generare conversazioni, usare il messaggio video in un modo nuovo che possa amplificare e non castrare le potenzialità del mezzo in cui operiamo. Per questo è necessario concepire un format NetTV nella sua interezza non limitandosi a quello che proponiamo all’interno della finestra video. Un format NetTV si compone anche di tutto quello che circonda il video ed il messaggio, il formato, il taglio, e gli strumenti a contorno devono essere concepiti per stimolare il più possibile la creazione di conversazioni autentiche che possano effettivamente mettere in dialogo “l’editore” e gli spettatori così come gli spettatori l’uno con l’altro. Perché ciò possa accadere dobbiamo abbandonare di netto le logiche della televisione, così come per fare blogging autentico abbiamo dovuto cestinare le modalità classiche del giornalismo tradizionale (quando qualcuno mi dice “ma è così che pensi di fare giornalismo?” riesce a farmi un grande complimento credendo di propinarmi un terribile insulto). Fare NetTV non significa fare un downscaling delle dimensioni dei video, o tagliare a tre minuti la durata dal prodotto. Fare NetTV di base significa amplificare grazie al video la potenza conversazionale del mezzo Internet.

Questo è quello che sto cercando di fare in molte iniziative che sto preparando, ed è quello che non vedo nella quasi totalità delle iniziative altre. Io, ve lo dico onestamente, non ho fretta e non voglio averne. Non credo che si debba sfruttare l’onda e per questo proporre qualsiasi cosa capiti nella testa pur che si possa definire NetTV o User Generated Content. Sono convinto che la via che abbiamo cominciato a tracciare sia radicalmente nuova e per questo che necessiti di molto tempo e di molte conversazioni per potersi definire. Spero potremo continuare a ragionare assieme su quale siano le soluzioni migliori da sperimentare, tutti assieme in un continuo processo di confronto e discussione. Non sapete quanto siano preziosi per me, per noi, i vostri commenti, le vostre reazioni, i vostri post, sui primi esperimenti di NetTV che stiamo provando a fare. Continuiamo ad interagire, continuiamo a generare conversazioni perché solo così potremo creare qualcosa di veramente nuovo.

Technorati , , , , ,

5 thoughts on “Generare Conversazioni.

  1. ci pensavo proprio ieri sera quando mi hanno attivato l'account di Mogulus: pensavo a come misurare effettivamente i contatti durante i live, a come rendere "interattiva la cosa".

    per questo penso che l'utilizzo di una chat durante le puntate di NetTV sia già un passo avanti verso la definizione di un nuovo modo di "vivere" i video online, video online che come dici tu si vedono già da anni, mentre la NetTV sarà un'altra cosa.

    fino adesso "guardare un video/trasmissione" è sempre stata un'attività solitaria e passiva, ci sono buone premesse per rendere più collaborativa e partecipativa la "user experience"…senza esagerare e senza avere fretta! 😉

  2. In effetti tommaso questo scambio trà le parti è molto raro nelle trasmissioni che si trovano su internet.

    Sostanzialmente il grosso vantaggio di molte di queste è la capacità di essere in diretta, tuttavia l'aspetto sociale, che è il più importante in questa nuova forma di intrattenimento (e con piacere noto che nel tuo libro traspare pesantemente), sia ancora troppo sottovalutato.

    Certo la chat è un ottimo modo per dialogare con i propri spettatori.

    Ma il suo grosso limite è a mio parere quello di generare conversazioni uno-molti(sconoscuti dal nostro pubblico).

    Credo che la mancanza di visibilità per gli interlocutori è un grande limite.

    Le soluzioni (dal punto di vista tecnico) stanno arrivando.

    Mogulus ad esempio con la possibilità di shakerare trà più dirette in contemporanea è già un gran passo avanti e credo che questa sia una delle sue carte più vincenti.

    Tuttavia credo non basti, la vera socialità nelle trasmissioni inizierà con la possibilità di intervenire live (in audio e video) di qualunque ascoltatore (anche l'occasionale, anche e soprattutto), immagina la curva degli ascolti. Potendo intervenire in diretta e comunicare con il curatore della trasmissione e con la restante parte del pubblico, si verrebbe a creare un ottimo clima di dibattito/discussione all'interno del quale il compito del gestore della trasmissione sarà quello di moderare queste discussioni e proporre ogni nuovo appuntamento nuovi incipt di conversazione.

    Inoltre se il tutto venisse visto in differita non ci sarebbero incomprensioni, poichè tutti gli interventi sarebbero inclusi nel filmato.

    PS:il libro è davvero bellisssimo, tratti in una maniera eccezzionale tematiche molto complesse e anche il lettore non ferrato in materia riesce a comprendere perfettamente.

  3. @Tommaso

    Secondo me la forma della chat troppo esterna alla trasmissione non funziona e distoglie l'attenzione dal tema trattato (mentre si chatta non si vede il video e si usa mogulus come si ascoltasse la radio).

    Questa è la mia idea: integrare, anche visivamente, una webcam nella scenografia della trasmissione. Per accedere a questa postazione occorre prenotarsi ed avere necessariamente qualcosa da dire sul tema annunciato. La scenografia poi dovrebbe essere rivista, col conduttore più piccolo, "statico" 😉 e magari un wide-screen in studio (dove visualizzare anche l'intervento dell'ospite di turno in webcam). E' NECESSARIA una regia specifica per l'interazione con gli spettatori, oltrte a quella generica, che selezioni gli interventi e li giri al conduttore. Ci vuole un vero lavoro d'equipe, una vera redazione giornalistica. Qualcosa di simile ad ITCV come scenografia ed impostazione, ma in diretta! Parliamone qui ed a VlogCamp. Abbiamo in mano uno strumento incredibile, a costi ridottisimi e possiamo letteralmente inventarci un nuovo sistema di comunicazione, potendo contare sul feedback di decine di utenti-betatester. Vale bene la pena investirci molto tempo!

  4. Allora dovete considerare cosa ci offre per il Momento MOGULUS. Tanto, tantissimo ma purtroppo nessuna opzione per far entrare in diretta gli spettatori. E' una funzionalità annunciata che dovrebbe arrivare a breve. E' molto affascinante l'idea anche se temo moltissimo per le difficoltà di gestione tecnica del tutto: non potete immaginare (o forse si) che delirio è gestire già gli ospiti che abbiamo, fuori onda compreso. Al vlogcamp vorrei parlare proprio di questo. Sulla scenografia c'è molto da fare ma onestamente mi vorrei discostare da un'impostazione televisiva classica, e secondo me ITCV ha questo limite. Concordo sulla grande opportunità in atto e sul fatto che tanto ci sia da lavorare. Ma vedrete che abbiamo *tante* sorprese per le prossime settimane.

  5. IMHO – fare Net TV non può voler dire solo generare conversazione, ma sicuramente una peculiarità sarà l'interazione che potrà – speriamo – assumere forme diverse. Spero che non si fermi tutto a 'YouTube'. Mi piacerebbe vedere qualcosa di diverso che unisca il vecchio e il nuovo .. mmm la fase della RIMEDIATION?

    Sxo al VlogCamp di poterVi conoscere e parlare direttamente .. confrontarmi con le vostre idee. Forse non ho capito niente .. o sono una visionaria .. nn so.

    Sarà il primo BarCamp a cui partecipo e sxo di non perdermi tra virtuale e reale! 😀

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