Riflessioni sul Live Streaming del 25 maggio.

di Michele Favara Pedarsi.

La presentazione del libro di Tommaso è stato un evento che ha fornito abbondanti stimoli a tutto tondo: testa, cuore e palato. Una delle frasi che mi hanno colpito, pronunciata da Tommaso, è stata: “secondo me la cosa più bella è poter parlare di NetTV facendo NetTV”. Questi pensieri esponenziali (NetTV^NetTV!) sono ciò che identifica inequivocabilmente i guru e li differenzia dagli smanettoni ipermetropi.

In chiusura dell’evento, quando eravamo rimasti solo io, Tommaso e Alex – il pericolosissimo addetto all’ordine – abbiamo fatto due chiacchiere che credo valga la pena condividere con i lettori del blog.

La prima chiacchiera è un revival del discorso sulla semplicità dei mezzi necessari a fare NetTV. Nei mesi passati infatti chiunque ha avuto modo di incontrare Robin Good in qualche barcamp o serata mondana, per strada a piedi nelle piazze attraversate dal celebre Re di Sharewood, o in moto, o perfino dal dentista, non ha potuto resistere alla necessità di aprire la bocca e srotolare la lingua fin sotto le suole delle scarpe. Basta un qualsiasi computer portatile da circa 1000 euro dotato di webcam e microfono, una connessione internet con almeno 300 Kbit/s (reali, garantiti dall’operatore) in upstream, e un servizio di netcasting come uStream e Mogulus. Da Tommaso abbiamo usato il mio MacBook con una vecchia iSight esterna, uStream su ADSL (veicolato con il Wifi) per la diretta ufficiale, e un modem USB con capacità HSDPA e contratto H3G da 5 gigabyte al mese per la diretta dimostrativa di Mogulus. Non occorre cioè essere Murdoch o Berlusconi per fare NetTV.

Per quanto concerne l’hardware non sarei stupito di constatare che chi sta leggendo questo testo ha già tutto il necessario e pertanto non mi dilungo oltre; da notare soltanto che avendo usato dal lato client un semplice browser web flash-enabled, qualsiasi piattaforma – Windows, OSX, Linux – va bene. Analogamente non credo sia molto importante parlare dei servizi di netcasting, perchè la loro evoluzione – evoluzione percepibile semplicemente osservando in questo ordine uStream, Operator11, Mogulus – stà procedendo rapidamente e forse nel giro di qualche mese sia i saltuari disservizi di uStream che i bug del magnifico Mogulus svaniranno; per il resto sono servizi gratuiti, che probabilmente saranno trasformati in servizi freemium – una versione lite gratuita e una versione full featured a pagamento – ma che comunque consentono di iniziare a lavorare dopo una semplice iscrizione. Quello che invece credo sia importante rilevare – e in quest’ottica mi è sembrato geniale assicurarsi l’intervento di Stefano Quintarelli, guru supremo delle TLC italiane, per parlare di NetTV – è che non c’è modo di avere certezza della connettività necessaria: attualmente infatti le connessioni sono anacronisticamente e volutamente asimmetriche, la connettività mobile è completamente a discrezione di 4 operatori mobili e quella fissa di 1 operatore fisso; e il blocco è realizzato castrando sistematicamente ogni nuova possibilità di sviluppo per negare la possibilità che altri accedano alle materie prime. Purtroppo le dinamiche delle TLC sono molto complesse e questo impedisce all’italica pigra gente di interessarsene come dovrebbe; tutti si fanno una risatina un po’ snob quando un politico annuncia il taglio delle tasse, ma guarda caso l’unica petizione che è riuscita ad indurre un piccolo cambiamento – piccolo perchè le tariffe sono state immediatamente adeguate dagli operatori finendo per farci guadagnare soltanto un po’ di trasparenza nella loro offerta – è stata la petizione che prometteva un risparmio a seguito del taglio dei costi di ricarica. Io l’anno scorso ho personalmente presentato al Ministero delle Comunicazioni un progetto per abilitare tutti gli italiani a connettersi senza fili sul 100% del territorio con una connessione wireless entry-level simmetrica al costo pro-capite di 100 euro una tantum e 10 euro/anno; ma le masse non hanno ancora razionalizzato il fatto che se non si diffonde l’accesso alla rete nel modo più veloce possibile – ie: rimuovendo tutti i gradini d’ingresso, come ad esempio i costi di connessione – il nostro popolo non può abilitarsi a tutto un nuovo universo di servizi a pagamento e servizi pubblici taglia-costi e semplifica-procedure. Che dite, è arrivata l’ora di parlarne anche nei bar e nelle osterie o vogliamo continuare a chiacchierare della mucca pazza, delle api killer, dell’aviaria, dei drammi umani che da Cogne a Gravina vengono strumentalizzati sistematicamente? Il blog di Stefano Quintarelli contiene tutte le informazioni necessarie a documentarvi e documentare i vostri amici. Parliamone.

La seconda chiacchiera invece è nata quando ho comunicato ai presenti il mio stupore nell’osservare come il numero di spettatori variava in funzione di ciò che veniva trasmesso. Prima dell’inizio dell’evento, quando cioè stavamo facendo le ultime prove di connessione per cercare di bypassare i malfunzionamenti di uStream, ho inquadrato spesso la mia ragazza o la ragazza di Pietro Saccomanni – due belle biondine – rilevando un incremento di circa il 20% nell’audience rispetto a quando davanti alla telecamera c’era la mia brutta faccia barbuta o il CEO di Mogulus – Max Haot, americano di origini belghe – dal volto un po’ inebetito mentre cercava di far funzionare il modem HSDPA con il client in italiano. Analogamente durante lo skype-intervento di Stefano Quintarelli l’audience ha iniziato a calare quando nella seconda parte il guru delle TLC ha argomentato in modo molto tecnico snocciolando una raffica di numeri e dinamiche che, senza una buona conoscenza del settore, avrebbero steso chiunque. In questo senso però c’è da precisare che Stefano Quintarelli non aveva a disposizione neanche uno straccio di feedback visivo; e feedback che è fondamentale per comunicare con gli altri; questo perchè, anche se in genere non ce ne rendiamo conto, perfino i contenuti dei nostri monologhi cambiano in funzione di decine di piccoli segnali che i presenti ci inviano; ad esempio un ciglio aggrottato o una faccia stordita, recepiti inconsciamente, possono interrompere il nostro personale filo logico per introdurre nel monologo un esempio o una spiegazione a ciò che si è appena detto.

C’è tutto un universo di nuove cose da capire, da studiare, da provare, da fare; ma la NetTV, telco permettendo, dopo Robin Good e il libro di Tommaso Tessarolo, è gia’ una realtà della quale le masse devono soltanto prendere coscienza.

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11 thoughts on “Riflessioni sul Live Streaming del 25 maggio.

  1. Ieri sera ho avuto il piacere di seguire la diretta di Tommaso attraverso Mogulus.

    Devo dire che, a parte i problemi tecnici, ci siamo trovati di fronte ad un nuovo modo di fare comunicazione che per la sua importanza non avrei difficoltà a paragonarlo all'esperimento di Marconi.

    Ma qui non abbiamo solo acceso delle luci e basta, forse qui abbiamo acceso la possibilità di essere noi in primis gli autori, i distributori e gli analisti della comunicazione e di fatto è la prima volta che ci troviamo nella situazione di scardinare l'equazione detentore-del-sapere fruitore-del-sapere per una più sana e democratica detentore-fruitore fruitore-detentore.

    Ma questa situazione non può essere gradita nel nostro Paese il quale ha sempre mantenuto una sua forma di censura-controllo generalizzata nei confronti della informazione e quindi non mi meraviglio che, non potendo arrestare il processo in corso, i nostri centri di potere tentino di rallentarlo e di porre ogni sorta di vincolo nel tentativo di controllare il fenomeno.

    Non facciamoci illusioni sul fatto che i nostri baldi politici non siamo più che consapevoli di cosa sta per succedere, lo sanno benissimo e sanno anche che una informazione non controllata potrebbe costare loro molto cara.

    Noi italiano non ci siamo mai imbarcati in una rivoluzione vera e propria, poca coesione sociale, interessi personali, assoluta mancanza di senso nazionale e una naturale repulsione alla guerra, ci ha resi un popolo plasmabile, adattabile fino ad essere sconfitto fin dall'inizio di ogni impresa ma per questo in grado di sopravvivere ad ogni impresa.

    Oggi forse abbiamo lo strumento più adatto alla nostra indole per poter scatenare la Prima Rivoluzione Italiana della storia, nel segreto dei nostri pc, attraverso collegamenti ADSL che consentono alle masse di unirsi senza mostrarsi in piazza, soprattutto in modo incruento, possiamo finalmente avere una speranza concreta di cambiare qualcosa di generare una nuova società e forse di poter cambiare qualcosa.

    Cambiare qualcosa vuole dire anche una cosa sola, poi il castello di carta verrà giù da solo.

    • scrive:c8 un refuso che ho prdvueovto a corregere. Grazie per averlo segnalato.La divisa: non c’e8 nessun gioco ne9 ragione esplicabile. La pittura e8 visione. Cosec l’ho visto, cosec l’ho dipinto.

  2. @Ruggero / Tommaso – Anche io ho assistito all'esperimento di streaming in diretta e, per essere all'inizio, non è stato male! Proporrei di continuare con una cadenza settimanale ed una trasmissione di non più di un'ora ad esempio dalle 21:30 alle 22:30, annunciando in anticipo e preparando pochi argomenti (max 3) con un cappello iniziale che introduce il tema ed arricchendoli con tanti filmati. Sarebbe opportuno poi aumentare l'integrazione con il pubblico in chat, ad esempio con un moderatore in regia che gira ai conduttori una selezione dei commenti come complemento agli interventi dei conduttori, prevedendo anche un eventuale collegamento audio via Skype, in modo che sia una vera televisione interattiva. Il potenziale di questo strumento di comunicazione è enorme. Quello che Mediaset e Rai non hanno mai sperimentato (interazione vera fra media tradizionali e internet in una trasmissione aperta) è ora alla portata della blogosfera! Ma per avere successo è necessario organizzare le cose in maniera davvero professionale con una redazione, una regia, grafica accattivante, qualità delle immagini, e tutto questo, risolti i bug iniziali, può essere tranquillamente realizzato tramite servizi come Mogulus e diventare una valida alternativa alla tv generalista e satellitare. Addirittura potrebbe nascere una nuova tendenza di video-blogging, sulla scia di quello che è successo con i blog con commenti testuali, che hanno rivoluzionato rapidamente il modo di intendere ed utilizzare la rete!

  3. […]E’ appena finita la diretta di Tommaso Tessarolo con Mogulus. Ospiti della serata Suzukimaruti, Axell e Bruno Pellegrini. Lo staff di Mogulus ha seguito il tutto. Si è parlato del G8, del problema del clima impazzito e di lucchettiamo.it.[…]

    @alex microsmeta: se vedi l'articolo mi trovi totalmente d'accordo

  4. Ottima l'analisi di Michele Favara Pedarsi (e ottimo il libro di TT).

    Ora dico e propongo: usciamo noi che lavoriamo nel web/multimedia e facciamo ciò che fanno e hanno fatto nel passato gli artisti di strada: mostriamo, condividiamo, creiamo eventi piccoli e grandi nei luoghi / piazze / strade, ma non restiamo compiaciuti a guardare nel monitor quante belle cose si potrebbero fare se la "gente" e il "sistema" fossero diversi.

    Non dico che sia facile: la consapevolezza precede l'azione e l'azione porta i risultati. Sta a tutti noi renderli possibili.

    Io sono pronto a dare il mio contributo.

  5. ciao Tommaso, ovviamente la mia era una battuta, ma stò "intrecciando" rapporti con altri bloggers per dare vita ad un nuovo canale collaborativo.

    sono d'accordo quando sostieni che la novità di questo tipo di comunicazione debba essere l'interattività con i tele-web-spettatori, e chissà mai che si possa interagire e collaborare in futuro. 😉

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