Lo scorso 10 maggio con Pietro Saccomani ho lanciato un sondaggio per conoscere il gradimento degli utenti Joost italiani su vari aspetti della nuova piattaforma di P2PTV dei due vichinghi. Chiusa la fase di raccolta dati (con oltre 300 risposte) vi presentiamo ora i risultati di quello che è emerso. C’è da dire subito che questo post contiene solo i dati statistici ricavati dal servizio online con cui abbiamo realizzato il sondaggio. Moto interessanti per alcuni versi, fortemente incompleti per altri. Mancano di base tutte le correlazioni, i cosiddetti cluster che emergono incrociando opportunamente i dati. Per l’elaborazione dei dati ci siamo affidati ad una autorità in matieria il Caccio (esperto Data Miner) che ci ha già preannunciato interessanti risultati. Partiamo però da quel che abbiamo per il momento, commentando comunque le prime evidenze.


La qualità percepita è piuttosto alta, anche se scopriremo che il giudizio varia in maniera significativa in funzione del tipo di connessione a disposizione. Chi ha una banda scarsa percepisce il prodotto come scadente. Il giudizio sui contenuti soffre molto dall’assenza di video in lingua italiana, mentre i widget (chat, RSS, etc.) tengono più di quanto avessi ipotizzato.
L’interfaccia è decisamente ben gradita, semplice ed intuitiva. Anche se i 9% di utenti che si sono domandati cosa fare non ottenendo risposta non è cosa da poco. Sarà forse che un’interfaccia così televisiva viene percepita meglio se comandata direttamente da un telecomando? Probabilmente si e l’esperienza diretta lo conferma, rimane comunque un più che eccellente giudizio sul lavoro dei designer di Joost.


Alla domanda su cosa venga ritenuto determinante per il successo di Joost non c’è praticamente nessun dubbio: i contenuti. Della pubblicità contestuale e personale interessa poco, anche se son convinto che quando cominceremo ad avere le prime esperienze concrete cambieremo idea. Sulla possibilità invece di fruire Joost sul televisore di casa (fatto per altro già più volte annunciato) il giudizio si è frammentato: i giovanissimi sono quasi indifferenti al TV Color (forse perché già occupato dai genitori) mentre chi ha più di 30 anni comincia a preferirlo.
Per vedere però Joost sul televisore in maniera comoda ed immediata sarà necessario acquistare un set-top-box che consenta questa funzione. Mentre continuano le “indiscrezioni” che danno la Apple TV come pronta a questa estensione, i nostri utenti non amerebbero spendere più di €50 se mai fossero chiamati a questo passo. In realtà scopriamo che i giovanissimi, ben contenti di vedere Joost solo sul PC e generalmente dotati di minor potere di spesa, hanno decisamente preferito un’indicazione di minima sul costo dell’eventuale box. Chi vorrebbe Joost a tutti i costi sul televisore di casa, di solito i medio-giovani con più potere di spesa, sarebbero da subito disposti a spendere anche i quasi €300 richiesti oggi da Apple per il suo box.

La risposta a questa domanda, dove guarderesti Joost se potessi scegliere, è difficile da analizzare se non correlata all’età degli “intervistati”. La risposta aggregata soffre tantissimo di questa indeterminazione, ma ci da comunque un’indicazione di massima: il cluster d’età medio è compreso tra il 25 ed i 29 anni. In questa fascia d’età avere Joost sia su PC che sul televisore è la soluzione ideale.
Questo quesito sulla sicurezza nasce da una domanda che mi fu fatta durante una puntata di RadioImago sul tema. La prima volta che la sentii rimasi un po perplesso ma ragionandoci mi accorsi che era assolutamente pertinente. Joost è P2P, e questo fatto è reclamizzato. Il P2P è notoriamente il male, portatore di virus e malware. E’ quindi Joost sinonimo di pericoli per la sicurezza? Ebbene per il 15% lo è, ed è una percentuale decisamente rilevante. Farebbero forse bene i due vichinghi a spiegare ancora e con parole più semplici quanto la piattaforma Joost sia stata costruita con tutti i crismi anche per quanto riguarda la sicurezza.
La banda è uno dei tempi più delicati per questo tipo di servizi. Il P2P, si sa, ne è particolarmente vorace. C’è da dire che Joost è un’applicazione pensata per lavorare “da sola”, ovvero parte a tutto schermo e generalmente non prevede che si faccia altro nel mentre. In realtà si può anche ridurre a dimensioni “normali” e sperimentare altre attività. Sta di fatto che alla richiesta su quanto pesa l’esecuzione di Joost sul consumo di banda complessivo solo il 28,8% non ha riscontrato nessun rallentamente, tutti gli altri hanno avuto qualche problema. C’è da chiedersi: questo 28,8% comprende anche chi ha usato Joost solo a schermo pieno non provando a fare nient’altro? o è effettivamente la percentuale di chi ha una banda molto larga? Non lo possiamo sapere, sta di fatto che dalle correlazioni dei dati emerge che effettivamente la quantità di banda necessari a far girare Joost mette in crisi la maggior parte delle ADSL nostrane.
Alla domanda su quali contenuti si vorrebbero trovare su Joost c’è stata una risposta da leggere con attenzione. La maggior parte delle risposte si è concentrata su Film e Serie TV, ovvero su contenuti televisivi. E’ come se si vedesse Joost come una piattaforma per vedere la TV, con gli stessi contenuti di oggi, ma in modalità on demand, magari senza abbonamento a SKY, e con la possibilità di trasportala in “altri luoghi” della casa vedendola sullo schermo di un PC. Solo il 41,9% ha mostrato interesse per contenuti da Video Blogger (Podcast), una percentuale comunque altissima ma inferiore del 50% rispetto a quella riferita ai contenuti televisivi classici. Questa evidenza mi porta per l’ennesima volta ad avere conferma che il primo stadio della NetTV sarà quello che si realizzerà portando la TV classica al di fuori dei vincoli spazio-temporal-economici in cui oggi vive. Poter vedere una puntata di CSI, senza abbonamento a SKY, senza subire il vincolo dell’appuntamento dettato dal palinsesto e magari su uno schermo portatile come quello di una PSP è la prima inequivocabile richiesta che il pubblico TV sta urlando all’industria televisiva.
Joost viene usato pochissimo, solo il 10% rimane sintonizzato da 1 più ore al giorno, il resto del pubblico abbandona la visione dopo neanche 10 minuti. Questa risposta è però da leggere in correlazione all’assenza ancora imperante di contenuti interessanti per un pubblico italiano. Sarà interessante verificare di quanto aumenterà il tempo di visione quando avremo contenuti in lingua e magari la possibilità di vedere Joost sul televisore di casa.
Se vogliamo leggere le risposte alla domanda “Non utilizzerai più Joost perché?” in maniera negativa dovremmo concludere che il 39% degli intervistati non userà più Joost. Quindi più di un terzo dopo aver provato ha deciso di non usarla mai più. In realtà credo che la domanda, pur essendo stata corredata da un sottotitolo che specificava di rispondere solo se effettivamente si desiderava manifestare l’intenzione di non usare più Joost, fosse viziata da una “lacuna” dell’interfaccia di presentazione. Ovvero: se avessimo avuto in prima istanza: userai ancora Joost: SI | NO e quindi l’elenco delle possibili opzioni da visualizzarsi solo nel caso si fosse scelto no, sono convinto avremmo avuto altre percentuali. Sta di fatto che questo è quanto abbiamo misurato e, come potete leggere, sono sempre i contenuti ad aver creato la maggiore insoddisfazione.
Alla domanda “Quali piattaforma NetTV usi?” solo il 69,6% di chi ha risposto al questionario su Joost ha risposto di usare Joost. E’ forse il 30% rimanente la vera fetta dei delusi? E quanto i delusi sono influenzati dalla carenza di banda? Lo spremo analizzano meglio i dati. Quello che emerge è intanto la preferenza netta verso piattaforme di web sharing come Libero e YouTube dove i video si possono vedere con grande semplicità, senza dover scaricare software ne nient’altro.
Cosa fanno di norma gli utenti che hanno provato fino ad oggi Joost? Leggono i blog e guardano i video sui portali video. Ovvero probabilmente sono in prevalenza utenti medio-esperti, già orientati ad un tipo di informazioni libera, con modalità di fruizione cosiddette 2.0. In pratica gli early adopters italiani son lontani da essere rappresentativi del livello di alfabetizzazione informatico medio che troviamo nel nostro paese. Ciononostante sono comunque una fette interessante della popolazione che dimostra di gradire la costante evoluzione del settore.

La televisione viene tenuta costantemente spenta dai giovanissimi. Chi comincia a superare i 30 anni invece la guarda con sempre maggiore frequenza. E’ vero, bisogna ammetterlo, che lo stile di vita passati i 30, messa su casa e famiglia, cambia drasticamente. Si perde il tempo libero per videogiochi, uscite, amici etc. Ci si ritrova sempre più spesso a casa e nulla è più “senza pensieri” che accendere la TV. Se così fosse la NetTV tra 10/15 anni tornerebbe ad esser percepita dalle nuove generazioni come noi percepiamo la TV oggi? Non credo. Sono piuttosto convinto che le nuove abitudini, il nuovo contesto con cui le generazioni di Net Nativi stanno crescendo faranno si che andremo irrimediabilmente a consolidare un nuovo modello. Torneremo sul tema quando avremo i dati “clusterizzati” che ci permetteranno di scrivere le considerazioni finali su questa interessantissima indagine. Per il momento grazie a tutti, oltre 300 persone è un numero davvero importante, sono molto graditi commenti e suggerimenti per capire quali altri dati trovare all’interno di questi numeri e come orientare le prossime “indagini”. Viva la NetTV.
Joost, NetTV, tommaso.tessarolo