@NetTV25 Video Intervista con Roberta Enni di RAI. NetTV, TV non lineare, DVB-H.

Intervista di Antonio Pavolini a Roberta Enni di RAI. L’intervento di Roberta durante la presentazione del 25 maggio è stato molto franco: anche per lei la tecnologia ha senso solo quando sparisce, oggi la Net TV è ancora troppo un affare tecnologico. Le sue tesi riprese in questa intervista con una serie di ragionamenti sulla televisione classica, la Net TV, la fruizione non lineare, il DVB-H e più in generale la TV in mobilità (definita da Roberta la TV dell’eccezionalità). Secondo me nonostante in tutti i “televisionari” si noti distintamente lo stampo da “televisionaro” il 25 abbiamo assistito ad una forte manifestazione non solo d’interesse ma anche di presa di coscienza e in molti casi di dimostrazione di consapevolezza di quelle che sono le nuove tematiche della Net TV. L’intervista a Roberta ne è una prova. Purtroppo non so perché ci siam persi la prima domanda ma rimangono comunque quasi dieci minuti di piacevole conversazione. Grazie a Roberta! che sono sicuro sarà molto contenta di leggere e rispondere ai vostri commenti.

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6 thoughts on “@NetTV25 Video Intervista con Roberta Enni di RAI. NetTV, TV non lineare, DVB-H.

  1. se posso dire la mia sul dvb-h, dico che a mio parere noi è mai nato. è un servizio che stato solo lanciato ma mai raccolto dagli utenti.

    l'intrattenimento del futuro secondo me, e spero di non essere banale, sarà quasi esclusivamente con VoD. Ognuno vedrà ciò che vorrà e soprattutto quando vorrà.

  2. Amo Pavolini (la prima volta che l'ho visto l'ho abbracciato… ma poi mi ha schifato con timore di poter finire come John Lennon per neovippismo maniacale… o Elton John per altre ragioni che non specifico… e allora lì da te ho specificato che ero full etero per farlo smettere di tremare). A Pavoli'… j'hai fatto du' domande da paura!

    E pure Roberta Enni è forte! Nonostante l'intervento alla tua presentazione mi aveva disturbato… non poco… il miope che dice che gli altri sono ipermetropi…porca miseriaccia! Sig.ra Enni, lei misura il tempo ancora in modo lineare… come cioè se per passare da Sears a Amazon servissero ancora 100 anni… ma dia un'occhiata alla Legge di Moore e la Legge di Reed! Sottolineo queste sue parole: "ci può essere un errore di investimenti in tutta questa ottica, ma io parlo anche della rete: io preferirei che gli investimenti fossero fatti per garantire accesso e larga banda a tutti piuttosto che preoccuparsi di reggere lo streaming"; lei dice che è perchè il multicasting ad oggi è solo broadcasting… ed è corretto… ma credo che esistano dinamiche molto più importanti per cui "accesso a banda larga per tutti" è priorità nazionale (ma questo credo vada fuori dalle sue competenze; o meglio, probabilmente conosce le dinamiche ma non si occupa strettamente di TLC e cita dunque soltanto ciò che la riguarda). Bello anche il pensiero di integrazione armonica dei "talenti": ogni piattaforma ha i talenti, uniamo i talenti invece di unire i punti di debolezza… se ricordi io nel mio pezzo sul WiMax per il tuo blog suggerivo di integrare WiMax (e analoghi… hsXpa…) con DTT (pensando, ma senza dati alla mano, che in termini di efficienza spettrale il DTT è superiore al WiMax per quanto concerne la diffusione A/V, a meno che le piattaforme di distribuzione IP non diventano p2p e a quel punto il DTT soccombe esponenzialmente; in altre parole: broadcasting si, ma fino al p2p, poi p2p).

    Questa visione (ie: unitaria nel senso di unire i talenti; di fare win-win come ama dire Beppe Caravita) è esattamente ciò che era scritto dentro al programma elettorale dell'Ulivo; che fino ad ora (es: WiMax) è stato completamente disatteso. Mah…

  3. @petrescu: anche io la penso come te. La fruizione lineare sara' "casuale".

    @MFP: anche io mi sono innamorata di Pavolini…ma a differenza di te io ho anche il sesso giusto!!

    Quando ho citato il problema della miopia e della ipermetropia, intendevo dire che i broadcaster tendono ad essere miopi, ma che occorre evitare anche di dare per "acquisite" cose che acquisite non sono. Guardati i dati di penetrazione della banda larga e del numero di PC nelle famiglie…. e ancora: e' proprio cosi' facile vedere la Net TV su Televisore? ok io avro' la sindrome da servizio pubblico ma penso che ci dovremo fare tutti un po' carico di capire come cercare di far arrivare la maggiore liberta' e consapevolezza che la tecnologia puo' offrire al piu' ampio numero di persone possibile. Sei d'accordo?Oltre alla legge di More e quella di Reed io aggiungerei anche quella di Metcalfe!

    Veniamo alla rete: la rete dovrebbe essere considerata un servizio universale e bisogna fare presto. Certamente da vecchia televisionara non ho grandi competenze sulla rete ma ho tanti buoni amici da cui mi faccio alfabetizzare (…non e' mai troppo tardi!), io la penso come Odlyzko.

    Ultimo punto: forse io e te siamo piu' vicini di quanto pensi su molte cose, la sperimentazione di cui vi ho parlato mette insieme DTT e IP open utilizzando le metodologie p2p. Il sistema cerca di essere a multi-interfaccia (telecomando, pc, mobile) ma non obbliga tutti ad usare tutte le interfacce.

    Last but not least: BASTA CON LE PIATTAFORME PROPRIETARIE, condividiamo un po' di regole e non incateniamo le persone ai dispositivi!!

    Spero di essermi spiegata un po' meglio. A proposito… su Wimax e Dtt mi fai capire un po' meglio? Mi mandi qualche link? (r.enni@rai.it).

    Ciao

  4. Ok, tre esempi di miopia:

    – 5000 anni fa: abitiamo tutti nelle caverne… perchè cambiare?

    – 2000-100 anni fa: le fogne, l'acqua corrente, l'elettricità nelle case… sono tutte cose inutili! (ad inizio del secolo nel mio paesino alcuni abitanti parlavano male di uno che si era fatto l'impianto elettrico a casa perchè, dicevano, "con tutte quelle comodità viziava le femmine")

    – Solo 8,4 milioni di italiani sono collegati… perchè fare NetTV?

    Un esempio di sviluppo:

    – Le TLC impattano in positivo, anche se solo il 14% è collegato, sul 40% del PIL; scopriamo poi che lo sviluppo indotto dall'essere connessi è ricorsivo, la velocità cioè di crescita culturale è esponenziale. Diamo connessione (banda larga entry level) a tutti gratis (o a prezzo di costo, che con il wireless sono circa 10 euro/anno) per rimuovere il più stupido e insormontabile dei gradini d'ingresso (la gente per non pagare 30 euro un modem, se lo affitta per 2 anni andandolo a pagare 3 volte tanto! Se gli chiedi 20 euro/mese di connessione, la casalinga di Voghera e il contadino Lucano non si collegheranno mai!). Questo permette a tutti di assaggiare, "pizzicare", avere a disposizione, Internet. La gente fa il resto… ad esempio mia madre fino a Natale scorso non aveva un computer… gliene ho montato uno ed oggi non compra più il giornale, parla tutti i giorni con la mia zia Australiana e si arrabbia come una biscia quando l'adsl non funziona… sono passati solo 6 mesi e, attenzione, lo fa con Linux perchè lei non sa cos'è Windows (non subisce cioè l'impatto di una nuova curva di apprendimento; la sua pigrizia cioè non viene stuzzicata). Noi non dobbiamo farci carico di nulla… per coprire tutti, in ogni fazzoletto di terra e mare, sempre (cioè indipendentemente dalla posizione istantanea del cittadino), con 4-20 mbit simmetrici, occorrono circa 40 euro a testa… e questo è il fattore abilitante primo. L'unica cosa di cui dobbiamo incaricarci è di spiegare queste cose a chi non le ha razionalizate per farci aiutare a fare pressione sui decisori (i quali percepiscono che con Internet perdono il controllo sulle masse, perdono il panem et circensis, perdono le strategie di marketing, perdono troppo, e per questo tengono il paese in ostaggio).

    Mentre noi chiacchieriamo…l'Estonia è interamente coperta da reti wifi libere e gratuite (cavo, hsdpa e wimax come backhauling degli hotspot locali). Mentre noi chiacchieriamo le tigri asiatiche hanno fibra ovunque o la avranno prima che noi mettiamo il wifi a Milano. Mentre noi chiacchieriamo nell'america latina e in africa (non ovunque, anzi; solo dove i regimi non bandiscono internet) si installano punti di accesso gratuiti per facilitare l'accesso alla rete… ai bambini si danno computer da 100$ per farli collegare agli hotspot gratuiti… tra un po' saremo più arretrati di loro!

    La sequenza logica è fare NetTV, e fare le net appliances (aperte, come il box RAI) per fornire alle persone più indietro un buon motivo per collegarsi ad internet (indotto, cultura, etc); poi monetizzare. Non il contrario… "inutile che facciamo NetTV tanto stanno ancora tutti a guardare la TV".

    Oggi abbiamo una piccolissima percentuale di popolazione che capisce, una percentuale limitata (ma più ampia) di persone che hanno la sensibilità per capire che la rete è importante e che bisogna fare qualcosa… tutti gli altri stanno beati con il telecomando in mano.

    Ti mando un po' di documentazione.

    P.s.: "Metcalfe is wrong" ( http://spectrum.ieee.org/print/4109 ), e lo dice proprio Odlyzko…

  5. Pingback: undolog » Blog Archive » Net TV: come Internet cambierà la televisione per sempre

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