Sony – il dilemma dell’innovatore si conferma ancora, ma reagendo con decisioni mirate è possibile recuperare e risalire la china…il colosso giapponese ce l’ha fatta?

di Luca de Bartolo.

In questi giorni le voci sulla ripresa economica del colosso hi-tech giapponese Sony si stanno facendo sempre più insistenti. Poche settimane fa sulla rivista Economy (2 maggio) ho letto un interessante articolo di Emilio Mango sul tema e sulle grandi capacità imprenditoriali, e non solo, dimostrate dall’attuale CEO di Sony: Sir Haward Stringer.
Tra le righe mi ha colpito un acuto parallelismo tra il colosso giapponese ed il supereroe protagonista dell’ultimo film prodotto da Sony Pictures (Spiderman 3…naturalmente, che per gran parte della pellicola lotta contro se stesso e la propria vista offuscatasi nella continua auto-ammirazione), e questo accostamento mi ha rapidamente riportato alla mente la rinomata teoria di Clayton Christensen: il Dilemma dell’Innovatore.
Ma procediamo per gradi…nei primi anni del nuovo millennio il settore dell’intrattenimento televisivo ha subito uno dei più grossi scossoni della sua vita: l’introduzione delle flat tv. Col passare degli anni tali oggetti si sono diffusi nelle case dei consumatori sempre con maggiore rapidità (un po’ seguendo le classiche curve ad S del ciclo di vita del prodotto) ed il prezzo unitario di tali lussuosi schermi si è progressivamente abbassato. Oggi gli schermi piatti hanno spodestato dai salotti di mezzo mondo i vecchi monitor a tubo catodico…ed i cari vecchi Trinitron di Sony che erano best seller iniziano a sparire o ad esser posizionati nelle sale delle case al mare…
Un altro settore in cui Sony è stata leader per molto tempo, rimpiazzando le classiche console degli anni 90 Sega e Nintendo, è quello del gaming entertainment. Ma come riportato da Tommaso Tessarolo la concorrenza si è rinforzata nel tempo ed è sempre più agguerrita.
Inoltre, in generale i margini del mercato dell’elettronica si sono assottigliati col tempo. Tutto ciò ha contribuito a creare per Sony un momento di impasse piuttosto critico, difatti tra il 2003 ed il 2005 i risultati economici del colosso giapponese non sono stati molto soddisfacenti, anche senza andare in perdita si sono registrati anni molto bui. Nel 2003 il fatturato è stato pari a 48 milardi di € e l’utile si ricorda ancora oggi come il più basso della storia di Sony (circa 570 milioni di €).
Crisi, o quasi, che si è scatenata per varie ragioni, alcune delle quali sono state citate precedentemente, ma una su tutte merita una riflessione: il dilemma dell’innovatore.

La teoria del dilemma dell’innovatore sostiene che le imprese di maggior successo in un determinato contesto tecnologico, strutturalmente non riescano a percepire la minaccia rappresentata da tecnologie distruttive e, qualora la dovessero percepire, la rigidità dei processi decisionali aziendali impedirebbe al management di modificare in tempo la strategia dell’azienda. Con una provocazione si potrebbe affermare come, in un certo senso, il successo di un impresa in un contesto tecnologico sia, al contempo, la garanzia del suo insuccesso in un più evoluto contesto tecnologico.

A distanza di anni dall’introduzione dell’innovazione “distruttiva” delle flat tv, Sony ha reagito! Nel 2005, contemporaneamente con l’arrivo del nuovo CEO, la multinazionale hi-tech ha stretto una alleanza con Samsung per la produzione di LCD ed ha introdotto il marchio Bravia. Da quell’anno, grazie anche a decisioni drastiche come la chiusura di 9 fabbriche (ed il taglio di quasi 10mila posti di lavoro), Sony ha ripreso la forte crescita che la aveva sempre caratterizzata ed oggi si posiziona nuovamente nel gotha delle aziende produttrici di televisori (e non solo). Tra il 2005 ed il 2006 ha guadagnato ben due posizioni nel rating mondiale di brand equity (Business Week) ed oggi si trova al 26mo posto (attendendo la classifica del 2007 che lascia ben sperare, considerando i quasi 10 milioni di flat tv vendute, la Playstation 3, i prototipi di oled tv, le conferme dei Vaio, ecc.).
A questo punto, potremmo azzardare una provocazione: forse Christensen si sbagliava…perchè a volte anche i colossi cadono riuscendo poi, però, a rialzarsi…?

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4 thoughts on “Sony – il dilemma dell’innovatore si conferma ancora, ma reagendo con decisioni mirate è possibile recuperare e risalire la china…il colosso giapponese ce l’ha fatta?

  1. Dall’analisi di evince una disfunzione temporale tra “il dilemma dell’innovatore” e la ripresa della Sony. Il primo si riferisce ad un orizzonte temporale breve mentre, come dimostrato da sony, la R&S e le JV hanno bisogno di tempi medio-lunghi per dare i propri risutati (vedi il tempo intercorso tra il lacio della PS 2 e quello della PS 3 ad esempio). Nel complesso ottimo parallelismo analizzato.

  2. Innovazione interessante, però si tratta di un upgrade di prodotto che nasce con la missione di fare gaming e video/audio entertainment. Non la vedo principalmente come una risposta all’iPhone.
    Secondo me principalmente risponde alla sempre crescente tendenza dei produttori di console o portable console di cercare di godere delle esternalità di rete e dei circuiti di retroazione generati dalle Social Community, far parlare 24 milioni di PSP nel prossimo futuro potrebbe garantire a Sony un fenomeno virale in grado di rivelarsi l’applicativo più importante e vincente della PSP. Però tale applicativo, a mio avviso, dovrebbe essere poi sfruttato da giochi pensati ad hoc per vivere grazie a delle Community (mi viene in mente il top dei top del settore che oggi è WOW della Blizzard, MMORPG da 8 milioni di singoli utenti, che giocano, chattano e con semplici add on parlano, ed in media giocano circa 5h/giorno…altro che Second Life…) e godere degli effetti moltiplicativi generati da esse (più tempo online, passaparola, boost delle vendite, marketing, ecc ecc).
    Però il mezzo è complicatuccio, il VoIP è il futuro senza ombra di dubbio, ma questo VoIP su PSP è legato alla disponibilità di hotspot wireless e quindi al momento ad una risorsa ancora scarsa in moltissime zone del mondo, Italia ahimè in testa (infatti i 24 milioni di PSP sono un numero su base mondiale, 8 milioni in EU, quante in UK patria del progetto pilota in questione sviluppato da Sony e BT?) ma piano piano miglioriamo 😀
    Infine, e chiudo altrimenti non legge più nessuno, potrebbe essere un tentativo di risposta all’iPhone, ma da consumatore mi aspetterei qualcosa di più di un upgrade di un device quasi-legacy da Sony! Comunque Carlo Alberto grazie per la segnalazione, molto molto interessante!

  3. Sony ha reagito in ritardo è vero.. Lo ha fatto grazie alla sua esperienza ed alla solidità del suo know-how. Tali asset strategici le hanno permesso di recuperare terreno in un periodo di tempo non troppo lungo, così da conservare il vantaggio competitivo e confermarsi player leader dell'innovazione nei suoi business di riferimerimento. Penso, come te luca, che i colossi possano rialzarsi anche dopo un periodo da follower. E' necessario, però, che siano disposti a stringere partnership e magari anche con realtà imprenditoriali più piccole e dotate di quella flessibilità gestionale/organizzativa indispensabile per le introduzioni tecnologiche radicali!

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