L’Italia è un paese di ladri (di materiale sotto copyright). Questo dicono gli USA che ci tengono nella Watch List del IPR anche per il 2007.

E’ stato rilasciato dall’ufficio “United States Trade Representative” un report speciale titolato “Special 301 Report” che descrive lo stato della protezione dei diritti di proprietà intellettuale su scala globale (IPR).

L’Italia è all’interno di una speciale Watch List assieme a Argentina, Chile, Egypt, India, Israel, Lebanon, Thailand, Turkey, Ukraine, Venezuela, Belarus, Belize, Bolivia, Brazil, Canada, Ecuador, Hungary, Indonesia, Jamaica, Kuwait, Lithuania, Malaysia, Mexico, Pakistan, Philipines, Poland, Romania, Saudi Arabia, Taiwan, Tajikistan, Turkmenistan, Uzbekistan, e Vietnam.

Insomma siamo in ottima compagnia. Ma chi è dentro questa lista? Tutti i paesi che hanno un tasso di “non tutela del copyright” molto alto, dove quindi la pirateria è alle stelle. Vi riporto di seguito lo stralcio del report che ci riguarda per farvi capire che tipo di pressioni andremo a subire nei prossimi mesi.

Italy will remain on the Watch List for 2007. The United States notes that Italy increased cooperation between its government agencies and the private sector in 2006, as well as expressed renewed interest in working more closely with the United States to improve IPR protection and enforcement in Italy. However, the U.S. copyright industries report that Italy maintains one of the highest overall piracy rates in Western Europe. Italy made some progress in 2006 through increased raids, seizures, and arrests of IPR infringers, notably through enforcement actions by the Guardia di Finanza, but there continues to be inadequate judicial awareness of IPR infringement as a serious crime and therefore a lack of judicial imposition of deterrent fines and jail sentences for criminal copyright and trademark infringers. The United States continues to observe wide variations in the effectiveness of IPR enforcement activities within Italy, particularly in the courts. The U.S. copyright industries report continuing high rates of copyright piracy in Italy, especially on the Internet. The United States urges Italy to make IPR enforcement a top priority, commit high-level support for IPR enforcement, provide deterrent IPR enforcement through increased convictions and jail sentences, dedicate more resources for law enforcement and the judiciary, and implement a plan to combat Internet piracy. The United States will continue to work with Italy on these issues, with the goal of improving IPR protection and enforcement.

— Il PDF dello “Special 301 Report“.

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3 thoughts on “L’Italia è un paese di ladri (di materiale sotto copyright). Questo dicono gli USA che ci tengono nella Watch List del IPR anche per il 2007.

  1. Se c'è un paese con norme dure, anzi durissime, sulla tutela del copyright è proprio l'Italia: si ammettono le indagini private, la condivisione è reato penale, per un brano si aprono contenziosi legali per 330 euro, gli isp debbono obbligatoriamente violare la privacy dei clienti. Ma cosa vogliono di più gli americani? Mi dispiace, ma dal punto di vista legislativo il nostro Paese eccelle nella tutela del copyright. Tanto è vero ce la pur vituperata Ipred2 obbligherà a togliere il penale per la condivisione di un file mp3. Quindi, se passerà la legge, avremo un ammorbidimento, anche se probabilmente a questo punto tutta l'Europa entrerà nella black list.

  2. Cdv, la normativa negli Stati Uniti non è di certo più morbida. L'affaire Peppermint che tu citi ha 1000 e più di 1000 precedenti negli States. Non è la normativa il punto, su quello gli americani non avranno di che ridire e se leggi bene c'è anche una sorta di "riconoscimento" per l'operato della G.d.F.

    Se utilizzi un client p2p e cerchi, per dire, un film appena uscito, in quale percentuale ti compare quella doppiata in italiano? Diciamo la metà? E' a quello che fa riferimento la Watch List

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