The Future of Video, parola agli esperti.

Il 10 maggio scorso il “Subcommittee on Telecommunications and the Internet” ha organizzato un confronto tra i protagonisti della Net TV americana per ascoltare le loro posizioni, le loro idee, le loro esperienze e previsioni. Un eccellente modo per capire cosa sta accadendo dalla voce dei protagonisti ed arrivare quindi ad avere una coscienza più forte del fenomeno così da poterlo regolamentare con cognizione di causa. Sarebbe cosa buona e giusta ripetere la stessa esperienza anche qui in Italia in una sessione organizzata dal ministero delle telecomunicazioni.

Naturalmente tutta la sessione è andata in live streaming su Internet, sono disponibili tutti i trascript degli interventi in PDF e tutti i video su YouTube, cosi che l’informazione possa raggiungere chiunque interessato e la conversazione arricchirsi delle opinioni di tutti.

Due gli interventi che voglio segnalarvi. Il primo è di Chad Hurley, CEO di YouTube che ha ribadito lo spirito del portale video di Google: aprire la distribuzione video alle masse favorendo la conoscenza e la democrazia.

Il secondo è del multimilionario visionario Mark Cuban CEO di HDNet. Il suo intervento tanto per cambiare è da ascoltare con grandissima attenzione: Internet non è pronta per la TV, la scarsezza di banda non lo consente, ed il P2P sposta solo il problema. La Net TV rimarrà complementare alla TV fintanto non avremo banda a sufficienza, e lo dice uno che parla dagli USA pensate qui da noi come stiamo. Ma Cuban affronta anche il tema dell’innovazione, inesistente secondo lui da anni per quanto riguarda la tecnologia ed il software, il web 2.0 e l’alta definizione. Imperdibile.

— I transcript in PDF della sessione.
— Tutti i video della sessione.

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One thought on “The Future of Video, parola agli esperti.

  1. Straordinario l'intervento di Cuban. E' chiaro che lui porta avanti il suo interesse di imprenditore nel settore video in alta definizione (4k), ma quando dice che l'infrastruttura di rete non è adatta, ha ragione. Ed in particolare l'idea che con il P2P si risolvano i problemi di questa infrastruttura.

    "Il P2P sposta solo i costi di fornitura dei contenuti dal fornitore al cliente" dice Cuban ed ha ragione.

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