Ragionando sull’evoluzione della TV in Net TV, le linee editoriali, i nuovi format (il caso LOST).

La terza stagione di LOST è quasi giunta al termine. Siamo ormai alla 20esima puntata, quattro alla fine. Anche questa serie è stata concepita con un format molto simile alla due precedenti. Le prime 4-5 puntate intrecciano la storia, fungendo da collante con le serie precedenti. Tutto il blocco di mezzo viene dedicato alla elaborazione dei personaggi noti o alla presentazione dei nuovi personaggi. L’ultima parte riporta la storia in primo piano, infittendo la trame e lanciando un ponte per la stagione successiva.

La terza serie di LOST è decisamente bella, meglio della seconda, per lunghi tratti bella come la prima. Il finale che si sta profilando lascia intravedere quello che probabilmente sarà il tema della quarta stagione. Se siete fermi agli “Altri” sappiate solo che alla lunga probabilmente avremo “altri Altri”.

Le novità che arrivano dagli USA riguardo LOST sono molto interessanti. Innanzi tutto è stata finalmente dichiarata dalla ABC la fine certa dello show: 2010. Ci saranno quindi altre 3 stagioni (dopo la terza) ma con una importante novità: non saranno più composte da 24 puntate ma solamente da 18 16. E, soprattutto, verrà eliminata la pratica della “pausa invernale”, sempre utilizzata per preservare il “periodo di garanzia”.

Tre elementi quindi: una serie a 6 stagioni (e non le canoniche 7), più brevi (18 16 e non 24 puntate) e tutte di fila (1 a settimana per poco più di quattro mesi). Ciò che è interessante è capire il perché di questi cambiamenti, che sono evidentemente legati a necessità di business più che a scelte editoriali. LOST, la terza stagione, sta andando male. Ma in realtà sta andando male tutta la TV USA. Sono circa 2.5 milioni in meno gli spettatori che guardano ABC, CBS, NBC e Fox rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In parte questa gigantesca flessione è spiegabile con il fatto che sia stata anticipata l’ora legale, e che quindi le giornate durino di più con 1 mesi di anticipo rispetto alla scorso anno. La gente, così si dice, con più luce preferisce uscire. Ma in realtà sappiamo bene che i motivi della flessione sono prevalentemente da attribuire ad altro.

Centra di sicuro la Net TV ma per ragioni più complesse del semplice “la gente passa più tempo a vedere video online”. E’ vero, il tempo speso su contenuti Net TV cresce costantemente, e questo erode audience, anche qui in Italia. Ma la Net TV, nei suoi vari modelli di fruizione (Podcasting, Web, Streaming, Mobile) sta portando soprattutto ad una mutazione profonda nei modelli di percezione del contenuto televisivo. Innanzi tutto la schiavitù del palinsesto: sempre meno digerita. Quindi la velocità di visione: contenuti più brevi e più densi. E ancora la frequenza di aggiornamento: 1 show al giorno. Per finire con la localizzazione: non più contenuti locali ma distribuzioni world wide a creare eventi globali.

Poi ci son naturalmente i format, nuovi, conversazionali, miscelati con la rete. Ma quest’aspetto poco c’entra con le difficoltà di LOST e delle moderne serie TV, perché in realtà i format che propongono sono eccezionali e a mio giudizio “universali & eterni” (ovvero funzioneranno sempre). 24, Heros, CSI, Criminal Minds, sono tutte serie tagliate molto bene. LOST in particolare è riuscita a mescolare una serie di elementi in maniera quasi perfetta. Compresa la convivenza sincronica con il Web: LOST Experience è un esperimento di rara bellezza per complessità di trama, realizzazione ed esecuzione operativa. Ma LOST oggi ha più o meno la metà degli spettatori che aveva quando era al suo apogeo. Ed i motivi sono da ricercarsi nel formato editoriale, non nel format vero e proprio. Per esigenze di palinsesto, di sponsor e di distribuzione LOST dura troppo, viene da tre anni spezzato tra autunno e primavera, quindi distribuito con decine di mesi di differenza da un paese all’altro.

Tutto questo non sta più funzionando. Stanno saltando uno dopo l’altro gli schemi classici dell’industria del broadcasting. La NBC lo scorso mese ha registrato la sua peggiore settimana di ascolti della sua storia. E’ un disastro. E allora ecco le dichiarazioni di ABC su LOST che sarà più breve, non verrà spezzato e che sperabilmente avrà una delay meno evidente tra una nazione ad un’altra. Un cambio di rotta che sembra lieve ma che è già enorme per come la televisione era abituata a regolarsi: il format funziona, si cambia la formula editoriale.

Ma la formula editoriale è relativamente semplice da adattare alle nuove esigenze, più interessante sarà vedere come nei prossimi anni i nuovi format che nasceranno dal mondo televisivo e Net TV recepiranno il cambiamento nelle abitudini della gente. Assisteremo infatti a due forze convergenti: la creatività dal basso, quella delle produzioni ProAm e dei nuovi Net Broadcaster della Net TV, e la creatività dall’alto, quella delle televisioni “classiche”. Oggi queste due posizioni sono agli estremi: bassa qualità, carenze nella scrittura, nel girato, eccesso di brevità, mancanza di strategie etc. per quanto riguarda gran parte di ciò che sta nascendo dalla rete, mentre dalla televisione canonica ci arrivano format concepiti in un epoca dove (o come se) nulla stava accadendo.

Le produzioni ProAm dovranno diventare più televisive, mentre la televisione dovrà ragionare sempre di più con le logiche della Rete, in un processo di convergenza progressivo che vedrà tra 5/10 la fine della televisione per come l’abbiamo sempre concepita e l’affermazione quindi di un nuovo modello di comunicazione video: la Net TV, intesa come unica formula televisiva, nuova nelle modalità di fruizione, nuova nelle modalità di scrittura, nuova nelle modalità di produzione, che si svilupperà sincronicamente e simbioticamente con il proprio pubblico.

Questo è senza dubbio “il lato della luna” più affascinante, quello ancora oscuro, nascosto. Superato il primo stadio di sviluppo (2/3 anni) smetteremo di parlare di abitudini d’uso, di tecniche di riproduzione, di tecnologie. Ci concentreremo piuttosto su come su questo nuovo medium universale cambierà definitivamente il modo di fare comunicazione.

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6 thoughts on “Ragionando sull’evoluzione della TV in Net TV, le linee editoriali, i nuovi format (il caso LOST).

  1. Anche io ho sentito che lost sta per finire, purtroppo noi italiani dovremo aspettare almeno fino all'autunno per iniziare a vedere qualcosa…

    ho cercato di comprare il "season pass" sul sito di itunes, ma purtroppo, non avendo una carta di credito domiciliata in US, non e' possibile…. colpa della siae ????

    Normalmente cerco di farmi comprare i DVD da qualcuno che va negli states, ma in questo caso dovro' comunque aspettare la loro uscita.

    Secondo me il cambiamente e' necessario: da 24 a 18, niente pausa (SKY in controtendenza con SG1…). ma sopratutto la sfida DEVE essere globale: iniziare a pensare alla distribuzione globale del contenuto, non limitarlo solo agli USA, iniziando a superare le attuali e obsolete logiche distributive.

  2. Allora è indicativo il fatto che il giovedì alle 13 si trovino gli episodi già sottotitolati… La terza serie la si vede ovunque!

    La grande differenza tra contenuti delle tv commerciali e i contenuti ProAm sta nella creatività. Non potrei immaginare un contenuto come Lost su Youtube. Troppa la differenza. Allora è inutile fare la guerra sui diritti d'autore ma i network lo facciano sull'intelligenza!!!!!

    E' vero che se molte cose per un po' continueranno ad andare in broadcasting, allora tutti i contenuti "extra" potrebbero essere veicolati su internet.

    Cmq è chiaro che io quando ho un film/telefilm sul mio harddisk lo vedo quando voglio, ma lo vedo. In tv spesso ti perdi le cose perchè in quel momento in cui lo davano non c'eri o non potevi.

    Cambia indubbiamente la logica. Anche in Italia in cui i broadcaster non concorrono con la creatività, e i numeri iniziano a fare vedere che succederà alla tv in futuro, questo processo sarà più rapido proprio perchè la tv non offre nulla!

  3. Da giornalista, dopo aver imparato che spesso articoli lunghi, compressi per mancanza di spazio, alla fine risultavano addirittura migliori, perché scevri dell'inutile, penso che forse vedere 16 episodi invece di 24, alla fine, obbligherà la produzione a darci il meglio.

    Non vorrei sbagliare, ma penso che alla fine sarà un bene.

  4. Si ma tre mesi e poi nulla per i restanti 9 mesi? Può andar bene per Doctor House, forse, ma Lost in cui tutta la storia è scandita da eventi incalzanti, no!

    Lost è incredibile perchè ti tiene sul pezzo settimana dopo settimana.

    Non so se sarà un bene.

    Vedremo.

    Dopo la pausa natalizia ci vogliono un paio di puntate forti per farmi riappassionare. Troppi stimoli esterni per riuscire a tenere alto l'interesse su una storia per tanto tempo.

    Lorenzo

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