I comportamenti di consumo di contenuti digitali in Italia. Il caso del file sharing. Una ricerca.

E’ stata presentata lo scorso 4 maggio una ricerca che valuta i comportamenti di consumo degli utenti internet italiani. La ricerca, diretta dal dott. Davide Bennato, è la prima in Italia ad affrontare sistematicamente il tema della fruizione dei contenuti digitali con particolare attenzione al fenomeno del file sharing, ovvero il download di prodotti multimediali da internet in maniera gratuita tramite i software per lo scambio di file (peer-to-peer). La ricerca è stata condotta dall’Osservatorio Libercom della Fondazione Luigi Einaudi.

Il periodo di rilevamento è aprile/maggio 2006 e ha interessato tutto il territorio nazionale, da nord a sud e isole. Il campione è composto da 1600 intervistati tra i 15 e 54 anni. Dalla ricerca sono emersi 3 tipi di navigatori:

  1. non downloader, coloro che non scaricano contenuti digitali da internet. Nella ricerca rappresentano il 67% del campione;
  2. i downloader pay, ovvero coloro che scaricano contenuti a pagamento, 7% del campione;
  3. i downloader free, coloro che scaricano contenuti digitali in modalità free,ovvero tramite file sharing. Rappresentano il 25% del campione considerato.

La survey è stata condotta con interviste telefoniche (CATI) e si è focalizzata su 7 aree tematiche:

  • informazioni generali sul campione
  • comportamenti di consumo tecnologico
  • consumi culturali
  • consapevolezza all’acquisto di contenuti digitali
  • modalità di accesso ai contenuti digitali
  • comportamenti di uso di contenuti digitali
  • propensione all’acquisto dei contenuti digitali

I rispondenti al questionario sono residenti in prevalenza nel Nord-Ovest, e nel Sud; seguono il Nord-Est e il Centro. Gli utenti delle Isole compongono una quota minoritaria del campione.

Il campione si posiziona prevalentemente nell’età giovane e giovane-adulta. La fascia d’età più rappresentata è 25-34 anni (27%), seguita dalla fascia 35-44 anni (24%), la fascia 15-24 ha una percentuale del 23%.

I dati relativi all’età si rispecchiano nell’attività lavorativa dei soggetti intervistati.

Sotto il profilo della competenza tecnologica il campione si caratterizza per un’anzianità nell’utilizzo di Internet. Coloro che usano internet dai 2 ai 5 anni sono il 41% del campione; 36% coloro che usano la rete da oltre 5 anni. Il campione è costituito per i ¾ da utenti che usano la rete da lungo tempo. E’ stata oggetto di rilevazione anche il tipo di connessione utilizzata dal campione in esame: per il 71% dei casi è la banda larga la connessione più diffusa. E’ stata riscontrata una correlazione tra anzianità nell’utilizzo di Internet e tipo di connessione utilizzata: da un lato la diffusione della banda larga favorisce l’aumento degli utenti di Internet, dall’altro la disponibilità di un collegamento a banda larga mantiene stabile nel tempo l’uso della Rete.

Per l’84% dei casi il luogo di utilizzo di internet è la propria casa. Il 47% degli intervistati si dichiara “utente intermedio” rispetto alle competenze tecnologiche.

Per quanto riguarda le attività svolte maggiorente in rete e i servizi più utilizzati, l’83% degli intervistati fa uso dei servizi di mailing, il 96% naviga in internet, l’ 89% fa uso dei motori di ricerca.

I consumi culturali sono stati suddivisi in consumi musicali e i consumi di prodotti audio/video.

Per quanto riguarda i consumi musicali, si rilevata bassa propensione all’acquisto di CD musicali; altrettanto bassa propensione all’acquisto/noleggio di DVD e VHS. Riguardo ai consumi culturali che hanno una dimensione sociale, quelli che vanno oltre il consumo privato, nel caso dei prodotti cinematografici, gli utenti che si recano al cinema sono in bassa percentuale. Il 24% degli intervistati ha dichiarato di non andare al cinema. Rispetto al consumo di concerti/eventi musicali, ¼ degli intervistati fa questo tipo di consumo 2-3 volte l’anno. E’ evidente come i consumi culturali paiano bassi (82% del campione). Alla domanda se nell’ultimo anno abbiano scaricato contenuti da internet 1/3 del campione ha risposto in maniera negativa.

Per quanto riguarda la dimensione di propensione all’acquisto di e-content, qui il campione di 1600 individui è stato ridotto a 1429 comprendente le sole categorie di donwloader free e pay, e la categoria dei non downloader consapevoli, utenti che non hanno scaricato contenuti digitali nell’ultimo anno ma sono consapevoli della possibilità di acquistare contenuti da Internet.

Rispetto all’acquisto di brani musicali si è rilevata una propensione all’acquisto per il 42% dei casi. Qui emerge che gli utenti disposti ad acquistare brani musicali vorrebbero spendere cifre inferiori rispetto all’offerta attuale. Il 35% si dichiara disposto a spendere tra i 30 e i 50 centesimi a brano.

Nell’acquisto di film una quota rilevante di persone non è disposta a spendere (40%); il 25% spenderebbe tra 1 e 2 euro; il 14 % tra i 2 euro e i 5 euro. Emerge come la propensione all’acquisto di e-content sia piuttosto bassa. Riguardo alle modalità di fruizione di e-content, in downloading e in streaming, emerge che per i brani musicali si preferisce possederli, quindi fare uso di download anche al costo di 1 euro. Il consumo di film preferisce la modalità streaming.

Una parte della ricerca si è focalizzata sui consumi dei downloader pay e free e ha voluto mettere in evidenza gli effetti che le pratiche di download hanno sui consumi culturali tradizionali.

I comportamenti relativi ai contenuti musicali delle due categorie free e pay si sono riequilibrati, cioè tra gli utenti c’è stato un effetto di riorganizzazione dei propri consumi; a fronte di una diminuzione dell’acquisto di CD sono aumentati i consumi di concerti, e viceversa. Stesso discorso vale per i consumi di contenuti video: il 70% dei rispondenti non ha modificato i propri consumi di prodotti video. Ciò vuol dire che l’ impatto del download sui consumi culturali è limitato. In oltre sia i downloader free che pay dichiarano di non scaricare prodotti filmici da internet. Una spiegazione potrebbe essere la lunghezza dei tempi necessari per il download di film, e la bassa qualità dei contenuti accessibili in rete in modalità p2p.

Simona Campana L’autrice di questo post è Simona Campana assidua lettrice di questo blog che mi ha contattato qualche mese fa per la tesi che sta preparando. Questo è quello che Simona racconta di se stessa “Sono nata ad Andria, paese del Nord barese, e fidelis urbe dello
stupor mundi Federico II di Svevia. Vivo a Roma da due anni, frequento la facoltà di Scienze della Comunicazione alla Sapienza. Finalmente il
prossimo luglio mi laureo con una tesi che si occupa di Net Tv.”

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