La TV sta perdendo pezzi, i giovani sono ormai sintonizzati sulla Rete.

Una ricerca commissionata da Motorola a StrategyOne rivela le abitudini degli utenti europei verso la Net TV. Circa il 45% degli Internet User guarderebbe secondo lo studio la Televisione dalla Rete. I dettagli ci dicono che seguono questa buona regola il 59% dei Francesi, il 48% degli Spagnoli, il 43% di Italiani ed Inglesi ed il 33% dei tedeschi. La ricerca è stata condotta su un campione di 2500 utenti broadband. Troppo pochi e troppo confuse le domande per essere effettivamente attendibile (cosa significa guardare la TV online? Quali contenuti sono TV? Anche i Trailer o i filmini delle vacanze?).

Sta di fatto che la tendenza sta emergendo in tutta la sua forza. Nel numero del 3 maggio de L’Espresso la tendenza all’abbandono della televisione è stata descritta da un interessante articolo di Luca Piana titolato “Non è la RAI è Sky” che riporta molti dati inquietanti sull’andamento della televisione italiana. Tutte le TV generaliste perdono. Mediamente gli ascolti sono scesi del 4,6% da inizio anno ad oggi. Un po meglio va Sky che continua a crescere come share ma che come sappiamo non potrà mai arrivare a conquistare fette prevalenti di pubblico per gli elevati costi d’accesso che propone. Ma chi è che non vede più la televisione? Non di certo gli over 40 che sembrano rimanere stabilmente seduti nei loro salotti con il telecomando puntato sui soliti show. Chi sta abbandonando in massa la vecchia TV sono i giovani. L’Espresso riporta in un grafico una ricerca effettuata da MindShare che evidenzia come i giovani di età compresa tra i 15 ed i 34 anni sono letteralmente in fuga dalla televisione classica. Nel 1998, per fare un esempio, la prima serata vedeva circa 6 milioni di giovani incollati al televisore. Oggi ce ne sono poco più di 4 milioni. Stiamo parlando dell’Italia, del nostro mercato televisivo. Comparando questi numeri con l’aumento dello share di Sky non si ottiene come immaginato una somma pari a zero. Ma neanche lontanamente. In pratica l’audience non è stata dirottata dalla TV generalista al Satellite (solo in minima parte) ma si è semplicemente spostata verso altre forme d’intrattenimento e di fruizione televisiva.

Qualche settimana fa all’interno di un video noleggio ho assistito ad una scena che mi ha aiutato ad inquadrare ancor meglio quello che sta accadendo. C’erano una mamma ed un papà con due figli (8-10 anni). Stavano scegliendo i film da vedere quella sera. I film, non un film, perché ognuno voleva vedere il suo. E questo è il primo dato, misurato in tante ricerche: la televisione come accentratore familiare è finita da tempo, oggi ognuno vuole vedere quello che preferisce. Ma è stato il resto della scena alla quale ho assistito ad essere più interessante. La mamma, rivolgendosi ai figli, gli ha pregati di sbrigarsi a scegliere dicendo poi: “Ok tu [la bimba] prendi quello, lui [il bimbo] prende quell’altro, noi prendiamo questo. Io e papà vedremo il film in salotto, voi due nelle vostre camere ve lo vedete sul DVD del vostro computer. Ok? Quindi, prendetevi anche i pop-corn così ci lasciate in pace”. Non ho nulla da criticare a quella mamma, stava facendo scegliere i figli esercitando il suo diritto di trascorrere una sera in pace con il marito (era venerdì sera). Quello che mi ha colpito è stata la naturalezza con la quale i PC, immancabili compagni delle stanze di tutti i teen, sono stati considerati alla stregua di un televisore.

E’ perfettamente normale, è inutile comprare ad un figlio un PC ed una televisione. Oggi basta comprar loro un computer, magari portatile, per accontentarli su tutto. Così loro possono studiare, fare ricerche, giocare e quando si affittano i film vederli direttamente sullo schermo. Tanto per un teen non conta il “big screen”, l’alta definizione, la comodità del divano. Per un giovane conta “spararsi il film”. Ecco allora che il PC sta diventando, ma leggendo i numeri potremmo dire che è già diventato, la nuova interfaccia universale per l’intrattenimento. Se c’è una serie in TV che si vuole vedere, basta attaccare una chiavetta USB con un sintonizzatore. Ma una volta dato ai giovani un PC nella loro cameretta come possiamo sorprenderci che essi non facciano altro che spegnere la tv ed accendere la Rete?

Technorati , , , , , , ,

7 thoughts on “La TV sta perdendo pezzi, i giovani sono ormai sintonizzati sulla Rete.

  1. E come potrebbe essere diversamente!

    La cosa che mi spiace è la perdita della funzione della televisione di unire la famiglia, ma come hai ben detto questo ormai è scomparso da tempo, non mi abituerò mai ..

  2. L'analisi impeccabile che hai fatto è un'ennesima fotografia del processo di frammentazione a cui stiamo assistendo. Oramai lo scenario è perfettamente chiaro, tuttavia i contenuti e i messaggi pubblicitari che vediamo non riflettono per nulla i cambiamenti in atto. I palinsesti televisivi e le pubblicità continuano ad essere progettati con i paradigmi di ieri. E' questo il problema maggiore. Se non si porrà rimedio a questo, il travaso dalle tv alla rete, potrebbe anche essere ancora più forte in un prossimo futuro. Mancano le competenze, ma soprattutto il coraggio di cambiare, perchè è di questo che stiamo parlando.

  3. Il problema è dato che alle leve di commando ci sono appunto questi della fascia di età che non percepiscono la portata del cambiamento, quindi in molti ambiti non c'è ancora la volontà di voler comprendere come sta cambiando il mondo per poi adeguare il proprio comportamento.

    Un altro problema che in Italia in particolare negli ultimi 20 anni non ci sono state innovazioni nell'industria televisiva. La prima vera scintilla del cambiamento è stata data dal successo di Sky. Ma Rai/Mediaset non hanno fatto molto per innovare i palinsesti e i format. Mediaset ha offerto il teletesto appena 5 o 6 anni fa (o forse qualche annetto in più, ma decisamente dopo molti anni rispetto a tutti gli editori tv d'Europa) .

    Mediaset, tramite un suo portavoce (l'ho sentito io al Futurshow2002 o 2001), non più di 5 anni fa diceva che internet a loro non sarebbe interessata nella maniera più assoluta fintatochè non ci sarebbe passata la tv.

    Oggi trovarsi in un passo dagli anni 80 direttamente nel secondo decennio del 2000 è un salto grande che probabilmente necessita un cambio generazionale nelle stanze dei bottoni.

  4. In realtà credo che i palinsesti siano stati adeguati ampiamente: ormai in prima serata dominano incontrastate le fiction (spesso di qualità abbastanza mediocre) che si rivolgono senz'altro ad un pubblico più adulto e non ai giovani. Anzi, i programmi per i giovani sono sempre più in seconda serata…

  5. Scusa EmmeDi, ma lo dici tu stesso, prima serata, programmi per giovani. Mi permetto di usare un'idea che mi piace molto e che ho mutuato da tanti discorsi fatti con Maurizio (Goetz), non esiste più il prime time, piuttosto il MYTime. Dividere il palinsesto in prima / seconda serata è la dimostrazione che i palinsesti non sono stati rinnovati. Che poi ci metti sport, fiction (pure di scarsa qualità), film talk show o altro, quando il 20% degli households americani viaggia con il Tivo e i programmi se li guarda come vuole, la mamma da in pasto ai ragazzi il dvd da vedere sul pc mentre loro se ne guardano un altro oppure si guardano "lost" terza serie versione Abc, questo è il palinsesto modificato!

    Pensare a nuovi palinsesti vuol dire pensare a modalità diverse di "consumare" il contenuto di intrattenimento video! Vuoi Ipod Video, dvb-h, Joost o qualsiasi altra cosa tu abbia in mente (ti assicuro che stanno piovendo su di noi una miriade di oggetti che complicheranno in maniera pazzesca la fruizione della tv) che soddisfino il MyTime…. E di conseguenza ripensare anche la benzina che permette l'esistenza della tv: la pubblicità!!!!

  6. Scusa Lorenzo, credo che non ci siamo capiti. Credo che i palinsesti siano diversi rispetto a come erano qualche anno fa. Questo non vuol dire che siano adatti ai giovani, ma semplicemente che si sono adeguati al pubblico di sempre: i 30enni degli anni 80 ora gradiscono spettacoli diversi e la tv li propina. Questo intendevo :)

    Per il resto, concordo con quanto hai scritto. Tant'è vero che vado avanti di MySky, DVD e podcast video!

  7. E tu entri ancora nelle videoteche!?!?!? La mia ultima tessera è lì con credito negativo (-75 euro) da quasi 3 anni… perchè l'ultima volta mi sono dimenticato di riconsegnare un dvd e volevano farmi pagare tutti e 75 gli euro… ma siamo impazziti? Oggi i film me li scarico, me li vedo, li cancello, e quei titoli (1 su 50) che mi hanno toccato il cuore (forse) me li compro dopo 5-6 anni… quando cioè li trovo a 9,99 da Mediaworld.

    Leggeresse a parte, anche io la penso come Maurizio Goetz e Lorenzo: è una questione di ricambio generazionale. Così come accade anche nella politica. Le mutazioni sociali imposte dai ritmi cavalcanti dell'innovazione tecnologica (innovazione tecnologica che per logiche di mercato DEVE innovare costantemente pena lo sgonfiamento repentino e inesorabile di tutto il mercato ICT) hanno creato un gap generazionale di molto superiore alla norma… chi oggi ha più di 45-50 anni, a parte l'elite culturale (quella culturale, non quella degli arricchiti stile "macellai con la capezza"… e di questi ne esistono molti anche tra i colletti bianchi, soprattutto quelli che "si sono fatti da soli durante gli anni '80"), non può essere competitivo. Non è una questione di razzismo anagrafico… lungi da me… voglio un bene dell'anima a tanti degli amici di mio padre… ma purtroppo non hanno corticalizzato "le dinamiche dei sistemi a rete".

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