Potere agli utenti! Si, ma con moderazione: la tempesta su Digg.

Distribuire il potere sfocia sempre nell’anarchia? L’essere umano è capace di autoregolamentarsi per trovare un equilibrio? O se lasciamo che emerga spontaneamente un punto di comune interesse finiremo sempre per sperimentare il caos?

La rivoluzione 2.0 sembra avere nei contenuti che emergono dal basso, nella cooperazione, nella socialità i suoi punti di forza più reclamizzati. Un esempio su tutti? Digg, dove le notizie vengono inserite dagli utenti e sono gli utenti stessi grazie ai loro voti a portare a galla solo le informazioni più rilevanti. Meccanismo perfetto, degno di lode e giustamente ultra-citato in tutti gli esempi di web 2.0. Peccato che anche Digg si sia “impallato”. Avente letto? Un utente di Digg ha pubblicato un “post” contenente una chiave per aprire un DVD ad Alta Definizione di ultima generazione (HD DVD). Rispondendo ad una conseguente richiesta di takedown (eliminazione del post incriminato) ed in pieno rispetto del DMCA (Digital Millennium Copyright Act) Digg ha prontamente eliminato il post (che poi ha in realtà reinserito).

Cosa è successo? Rivoluzione! Tutti i fedelissimi utenti di Digg si sono messi in sincrono ad inserire post contenenti il codice incriminato e a votare i post inseriti da altri utenti sullo stesso tema. Risultato: anarchia. L’home page di Digg è stata invasa da post “fuori legge” senza che i gestori del sito potessero fare nulla: gli utenti hanno usato la dinamica di funzionamento di Digg per mettere KO Digg stessa. Una disfatta. Poi, col passare delle ore, la situazione si è normalizzata. I post sono stati cancellati, e gli utenti sono tornati ad utilizzare Digg in maniera assolutamente “lecita”.

Ma, si chiede ad esempio NewTeeVee (blog americano su tematiche Net TV), cosa succederebbe se un flash mob di questo tipo venisse ad essere applicato nei confronti di tutti i servizi “user based”? Vogliamo fare una prova? Organizziamo una giornata sperimentale “contro” Libero Video (non ho nulla contro Libero intendiamoci, ma è l’esempio italiano per eccellenza). Il 10 maggio 2007 ognuno di noi inserirà un film “pirata” su Libero, usando un account di fantasia. Contemporaneamente andrà a votare il materiale pirata inserito dagli altri aderenti al “movimento”.

Cosa accadrebbe? Se fossimo in tanti, e potremmo esserlo, Libero (o qualsiasi altro bersaglio) sarebbe sommerso da materiale illegale, sottomesso e votato dalla sua stessa comunità. Il principio fondante dei servizi online, l’apertura alle masse, potrebbe divenire magicamente e molto rapidamente il motivo stesso del loro collasso.

Ma, d’altra parte, ci si potrebbe chiedere: perché il felice membro di una comunità dovrebbe “sputare nel piatto in cui mangia”? Probabilmente per nessun motivo, tant’è che la comunità Digg è tornata all’ordine. Solo che gli “Utenti”, quelli che specialisti, osservatori o distratti passanti riassumono nella “U” della sigla “UGC” non sono solo una lettera. Non sono una massa informe che fessa ed inconsapevole produce valore perché qualcun’altro possa bearsene liberamente. Gli utenti, la “gente”, è fatta di persone con una testa sopra il collo. Soprattutto quelli che “generano” (e siamo alla “G” di “UGC”), che son pochi, pochissimi rispetto a quelli che consumano (una frazione d’intero).

Nessuno razionalmente devasterebbe il proprio comodo giaciglio. Questo è il concetto che ha narcotizzato le masse. Ti faccio dormire in un letto comodo così che tu non abbia nessuna pulsione devastatrice. Ma quando le masse, “la gente”, sente che la sua libertà, il suo valore, la sua unicità è vera solo in particolari circostanze, la massa, “la gente”, può ed ha sempre potuto ribellarsi.

Oggi, nel mondo 2.0, non stiamo più parlando di piazze e pistole, ma di “semplici” flash mob, rapidi e silenziosi, ma così potenti da poter già oggi far crollare interi “imperi”. Informare e coordinare via internet è molto più semplice che nel mondo degli atomi, soprattutto se si è costruita una nuova-nuova economia intorno al concetto di UGC. Avendo dato una leva così importante in mano alla massa si deve essere pronti di certo a cogliere tutti benefici ma anche a subire tutte le conseguenze.

Come sempre, rispetto e trasparenza sono gli ingredienti più autentici ed efficaci per far si che la malattia non degeneri in cancrena. Signori attenti, non sottovalutate quello che è successo a Digg (“il caso Digg”) perché è il primo fenomenale esempio di come i tempi siano drasticamente e meravigliosamente cambiati.

Technorati , , ,

8 thoughts on “Potere agli utenti! Si, ma con moderazione: la tempesta su Digg.

  1. Bel post. Sottoscrivo tutto a parte il parallelismo fra quello che è successo a digg e quello che potrebbe succedere a libero (o youtube).

    Quello che ha fatto scoppiare una fiammata così improvvisa e violenta è che si è cominciato a rendersi conto che il fumus vantato dalle major, pur essendo forse un diritto concreto ai fini del DMCA, è invece un vero e proprio sopruso ai fini del senso comune.

    Cioè il senso comune dice la stringa 09-f9-11…… è solo un insieme di numeri, che possono assumere infiniti significati (vedi il color coding ed altri altri, vedi anche la galleria http://www.wired.com/entertainment/hollywood/mult… ): non potete impedirci di esprimere questi significati.

    Molto diverso sarebbe il caso di chi pubblicasse su libero un video coperto da un diritto (di pubblicazione, di traduzione, ecc). L'infrazione alla legge sul diritto di autore, in questo caso, sarebbe percepita come tale anche dal senso comune.

    Il web 2.0 accelera le dinamiche con cui ci si mobilita per rivendicare i propri diritti "percepiti", indipendentemente dal fatto che siano anche diritti "reali", cioè riconosciuti dalle leggi. Forse il web 2.0 accelera anche le dinamiche del senso comune che ci portano a percepire alcuni diritti, nuovi o vecchi, come inviolabili.

  2. purtroppo lo scontro è contro lo strapotere delle multinazionali dei media e quindi, come sta avvenendo con il wall street journal ( scalata da murdoch)e probabilmente reuters ( scalata anche da murdoch e altri) e forse anche con yahoo ( scalata da microsoft !) c'e' una forte accelerazione della concentrazione dei contenuti e della informazioni premium.Non sono fiducioso sul fatto che grazie agli ugc sia garantita la libertà e la democrazia nel mondo, vista la posta in gioco, il controllo di ciò che pensiamo e di ciò che facciamo e/o acqustiamo.

    i giganti dei media si stanno muovendo rapidamente per controllare il web 2.0 tick !

    Ecco via bbc.news la loro risposta ai blogger di tutto il mondo, vien Qui di seguito la reazione durissima del proprietari di contenuti agli utenti, sembra una vera e propria dichiarazione di guerra.

    Bloggers "crossed the line" when they posted a software key that could break the encryption on some HD-DVDs, the AACS copy protection body has said.

    Thousands of websites published the key, which had been uncovered in a bid to circumvent digital rights management (DRM) technology on HD-DVD discs.

    Many said they had done this as an exercise in free speech.

    An AACS executive said it was looking at "legal and technical tools" to confront those who published the key.

    Key master

    A row erupted on the internet after popular website Digg began taking down pages that its members had highlighted were carrying the key.

    The website said it was responding to legal "cease and desist" notices from the Advanced Access Content System.

    Digg's users responded by posting ever greater numbers of websites with the key, and the site eventually sided with its users.

    Michael Ayers, chair of the AACS business group, said it had received "good cooperation from most folk" in preventing the leak of the key.

    He described the row between Digg and its users as an "interesting new twist".

    This is the first round and will not be the last

    Michael Ayers, AACS

    "It started out as a circumvention effort six to eight weeks ago but we now see the key on YouTube and on T-Shirts.

    "Some people clearly think it's a First Amendment issue. There is no intent from us to interfere with people's right to discuss copy protection. We respect free speech.

    "They can discuss the pros and cons. We know some people are critical of the technology.

    "But a line is crossed when we start seeing keys being distributed and tools for circumvention. You step outside of the realm of protected free speech then."

    He said tracking down everyone who had published the keys was a "resource intensive exercise". A search on Google shows almost 700,000 pages have published the key.

    Mr Ayers said that while he could not reveal the specific steps the group would be taking, it would be using both "legal and technical" steps to prevent the circumvention of copy protection.

    "We will take whatever action is appropriate," he said. "We hope the public respects our position and complies with applicable laws."

    He added that the copy protection on the HD-DVDs was "absolutely not broken".

    "There has been a lot of misunderstanding. The key that has been leaked has now been revoked."

    The leak of the key meant that some HD-DVD titles could have their copy protection removed and then could be watched on two different software players. The leak of the key did not affect hardware players, he said.

    But he accepted that DVDs that had had their copy protection removed were "now in the clear" and could be copied.

    He said AACS brought stronger tools to the table than previous copy protection system and said the system had been designed to cope with breaches.

    "This is the first round and will not be the last," he added.

  3. cito un commento (che condivido) in risposta alla presa di posizione ufficiale di Digg ( http://blog.digg.com/?p=74 )

    "I'm I the only one that thought that sounded like a pansy reply? I mean, Digg is essentially dead as of right now as it is flooded with literally hundreds of posts about the key. And now that they have basically lost control of the situation, they say, "Oh, we're sorry! We'll fight for you!" Did you -really- have a choice at this point?"

  4. Il secondo canale… quello di ritorno. Fino ad oggi i media avevano sono quello di andata… chi è abituato a pensare il popolo come pecora, ne ha paura; a tutti gli altri piace. Peccato che siamo ancora in pochi qui sopra…

    Anni fa chiesi a Sourceforge di farmi aprire un progetto per fare un net-strike; un semplice distributed denial of service "volontario e p2p"… schiacci il bottoncino e comincia a generare traffico in rete… più gente è incazzata, più bottoncini sono schiacciati, più la rete viene congestionata… niente cose occulte, il popolo della rete che manifesta il proprio dissenso apertamente, senza necessità di coordinarsi, spontaneamente: sei incazzato per le dichiarazioni di Fioroni? Schiacci il bottoncino e lo lasci lì. Il giorno dopo arriveranno quelli incazzati per le dichiarazioni di Rutelli sul P2P… e poi quelli incazzati per IPRED2… e via dicendo… più ne combinano, più la rete viene saturata… ogni utente ha più risorse di quante ne vende il provider; il provider vende più banda di quanta ne dispone; la qualità del servizio è calcolata statisticamente (Enrlang)… e quelle statistiche si possono far saltare facilmente e senza fare nulla di illegale (ognuno userebbe soltanto la banda che ha pagato, ma usandola nel 100% del tempo fa saltare la statistica).

    Agendo sulla rete si può paralizzare il paese senza nemmeno mettere il naso fuori da casa (e soprattutto senza doversi assentare dal lavoro per manifestare). Sourceforge non mi ha risposto… ma subito dopo la rete wP2P, rispolvero il codice che avevo iniziato a scrivere… oggi ci sono algoritmi "swarming" molto più efficienti di 10 anni fa… noi come i cammionisti, i tassisti, gli studenti… quelli che hanno paralizzato paesi interi e dato inizio alle rivolte che hanno cambiato il volto del potere… ma noi pacifici, senza appunto pistole e molotov… Ghandi docet.

  5. Si tutto vero, ma la cosa non è nulla di nuovo, la critical mass non si basa sul concetto di smart mob o swarm? Le piazze con 3 milioni di persone che dimostrano, non è una cosa simile? Bene la rete oggi permette di fare tutto "senza mettere il naso fuori di casa", per cui fa raggiungere al singolo individuo la sua personale incisività quasi al 100%, prima ciò aveva molti limiti, quello fisico per primo.

    E' ovvio che quando maturano nuovi modelli di business e nuove logiche di potere i detentori del potere tradizionale facciano tutto per mantenere le cose come stanno. Purtroppo lo sappiamo tutti che questo non avverrà, nuovi attori verranno, nuove offerte, nuovi modelli, nuovi centri di potere.

    I grossi editori devono stare attori a non alzare l'intensità d'ingaggio con il pubblico, perchè sono quelli che danno loro da campa'.

    Proseguiamo spediti verso il futuro e vediamo che succede. Vedremo sempre più tempeste su Digg, utube, Libero e altro, ma dureanno poco e tutto riprenderà QUASI come prima….

  6. "Forse il web 2.0 accelera anche le dinamiche del senso comune che ci portano a percepire alcuni diritti, nuovi o vecchi, come inviolabili."

    E non pensate che ciò possa avere un risvolto inquietante? Però non mi rispondete invocando la fiducia cieca nell'autorganizzazione del sistema: i sistemi complessi non hanno, in generale, un etica. Il sistema "massa di esseri umani" può averne, ma spesso non quella che speriamo.

  7. E' verissimo che credere nella autorganizzazione dei sistemi è illusorio, ne più ne meno di quanto sia illusorio credere nella giustizia del libero mercato in quanto tale. Lo sappiamo benissimo che servono delle regole, poche, pochissime, ma chiare, che ne regolino l'autorganizzazione e l'equilibrio. E' vero che certi diritti stanno, per la percezione di molti cittadini, diventando sempre più dei privilegi. Sto parlando dei diritto d'autore così come viene difeso dalle corporation dell'editoria. La cosa strana che in trincea sia più la "lobby" dell'editoria che degli autori. Ma l'argomentazione con cui viene portata avanti la guerra è proprio in difesa degli autori. Ma nessuno si è mai posto il problema del perchè da sempre sono pochissimi gli artisti che vivono della la loro arte, mentre gli editori sono sempre più ricchi. Alla fine non è l'arte alla strette piuttosto lo è la vecchia mediazione di vendita. Ora questa mediazione si fa sempre più diretta tra cittadino/individuo e artista con una buona partecipazione di promoter. Nuovi modelli, nuove regole. Non è assolutamente facile individuarle e scriverle. E quanto il sistema sarà in grado di adeguarle al mondo che sembra impazzito e cambia dall'oggi al domani?????

  8. Lorenzo, la rete E' autorganizzata; e mi sembra che funzioni egregiamente… non credi? "Anarchia funzionante" la chiama il più grande filosofo della rete… si basa sulle proposte funzionali (le RFC) realizzate con un approccio multi-stakeholder da parte di funzionari (attenzione, funzionari… NON rappresentanti) che vengono poi abbracciate spontaneamente da tutti gli altri. E' il consenso che è spontaneo… saltano le logiche push… ma funziona alla grande e soprattutto risponde granularmente a tutti. Realizza, più di qualsiasi altro sistema sociale ciò che è già presente nell'articolo 3 della nostra Costituzione: la legge è uguale per tutti gli uguali (comma 1, uguaglianza formale) e diversa per tutti i diversi (comma 2, uguaglianza sostanziale). E risponde talmente bene alle necessità di tutti, ovvero anche dei diversi, che nessuno vuole farne a meno… (cfr. Rawls per approfondimenti)

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