Dal blog di Mauro Vergari (Adiconsum):
Mediaset per le tessere ricaricabili della sua Pay tv su digitale terrestre MEDIASET PREMIUM , sta comunicando agli oltre due milioni di utilizzatori, un messaggio che li invita a spendere tutto il credito ricaricato entro il 30 giugno 2007( data prevista per la scadenza delle tessere), altrimenti andrà perso, il decreto Bersani ha disposto che tale procedura è vietata, infatti l’Art. 1 della l.40/2007 recita :
…E’ altresi’ vietata la previsione di termini temporali massimi di utilizzo del traffico o del servizio acquistato….
Mediaset è stata contattata e ha risposto che con la campagna informativa in atto è sufficiente per tutelare comunque i consumatori e che la norma deve essere attentamente interpretata, anche per quanto riguarda il suo ambito temporale di applicazione, ed occorre tenere conto delle particolarità tecniche e contrattuali del servizio offerto.
La legge non prevede eccezioni, ne in merito al tempo di applicazione, ne in merito alla particolarità dei servizi, quindi reputiamo la risposta di Mediaset arrogante non essendo, sicuramente, compito di un’emittente televisiva interpretare le leggi ma caso mai è suo dovere rispettarle e applicarle, come hanno correttamente e immediatamente fatto le compagnie telefoniche subito hanno eliminato limiti temporali alla ricaricabili. Non è lecito imporre una spesa non voluta con la minaccia di vedere andare in fumo svariati euro.
Allora, siamo di fronte ad un problema oggettivo. Io ho comprato una tessera Mediaset Premiun, l’ho ricaricata con del denaro, la tessera scade il 30 giungo 2007, o spendo il credito o lo perdo. Ma come? se quella è una prepagata dentro c’è credito spendibile, non posso perderlo! Ok, vediamo il problema dal punto di vista del fornitore del serivzio, del broadcaster. La smart card è una parte di un più complesso sistema per condizionare l’accesso alla visione di un canale ai soli spettatori paganti, i sistemi di accesso condizionato soffrono inesorabilmente il problema dell’obsolescenza. Ovvero essendo sistemi “tecnologici” sono legati all’evoluzione della tecnologia. In parole povere la sicurezza garantita oggi da un sistema d’accesso condizionato non è più garantita tra 5 anni perché i computer, gli strumenti di laboratorio, i software etc. saranno più evoluti e potenti, tanto da compromettere o il protocollo stesso del sistema o più semplicemente la robustezza di alcuni algoritmi o di alcune chiavi. Ciò che in ambito di sicurezza informatica è sempre bene fare è cambiare spesso, stando al passo con i tempi. Chi per noncuranza, incoscienza o voglia di risparmiare ha tirato troppo per le lunghe alcuni sistemi di accesso condizionato, ne ha decretato inesorabilmente la compromissione: carte clonate, ricariche a go go, box taroccati etc. L’unico modo per difendersi è cambiare.
Le carte Premium scadono nel 2007 perché è normale che un parco Smart Card vada ad essere rinnovato periodicamente. Ora il problema dov’è? E’ che le carte Premium non hanno un vero titolare. Non esiste un abbonato Premium, con un credito conservato a monte (in casa Mediaset in questo caso) dove la carta funge da “borsellino” locale ma sempre foraggiato da messaggi dalla centrale. E’ quello che fa SKY con i suoi abbonati. Un cliente SKY può tranquillamente perdere la sua smart card senza per questo perdere l’abbonamento o i crediti sull’acquisto. Questo perché un cliente SKY è un abbonato, e perché i crediti sono custoditi in casa SKY. Anche quando si compra una partita con SKY si deve fare una telefonata per farsi “inviare” il credito. Una volta recepito questo viene custodito localmente dalla smart card, ma è “la centrale” che ha lo stato del borsellino.
In poche parole quello che voglio dire è che se si vuole fare un sistema totalmente pay-per-view, senza abbonamento, con l’informazione sullo stato del borsellino totalmente in locale sulla carta, e si ha quindi la legittima esigenza di cambiare il parco smart card, ci si trova in una situazione senza soluzione. Si dovrebbero concepire, progettare e produrre delle apposite macchinette a doppio ingresso per smart card: uno per la vecchi Mediaset Premium, uno per la nuova dove passare il credito. Queste macchinette dovrebbero essere sparse per tutta Italia al solo scopo di gestire un periodo di transizione.
Mi direte: ma per un esigenza di Mediaset di cambiare le sue carte ci deve andare di mezzo il consumatore? Il punto è che se il consumatore vuole un sistema con carte prepagate, senza abbonamento, ricaricabili non può avere altro di quello che ha. Quindi ha tanti vantaggi ma deve sapere che essendo un sistema che gestisce il credito in locale in caso di perdita, rottura, o sostituzione della carta perderà tutto il credito memorizzato. Si, perché il problema si pone anche quando la carta si danneggia o si smarrisce. Anche in quel caso il consumatore non è tutelato. Ma non lo è perché è impossibile tutelarlo. Attenzione perché la soluzione non può essere chiedere ad un broadcaster di non rinnovare il suo parco carte, perché si andrebbe a procurare un danno certo.
Allora, secondo me, o diciamo che dobbiamo porre fuori dal consentito sistemi come l’attuale Mediaset Premium, costringendo quindi tutti gli spettatori ad avere la propria anima ed il portafogli presso il broadcaster, oppure diciamo che se questi sistemi ci sembrano tutto sommato offrire più vantaggi che altro al consumatore dobbiamo rendere il consumatore consapevole del limite di questo sistema. Intendiamoci su tutte le carte c’è scritta da sempre la scadenza, non è sufficiente perché la gente non legge(!!)? Ok, allora chiediamo una incisività maggiore su questa informazione in tutte le prossime campagne promozionali.
Altro tecnicamente non si può fare.
Accesso Condizionato, Adiconsum, CAS, Mauro Vergari, Mediaset, Premium, Televisione, tommaso tessarolo