La TV dei bambini è solo satellitare? SKY la fa da padrona, ma perché la RAI non apre al digitale terrestre ed alla Net TV i suoi canali?

Si è da poco conclusa la 11° edizione di Cartoons on the Bay uno dei più importanti festival dell’Animazione Televisiva al mondo organizzato da RAI Trade tra Salerno e Vietri (altro che Cannes!). Tante come al solito le novità, molti gli annunci di nuove produzioni, ed incoraggianti i dati sul mercato dell’animazione.

cartoons on the bay

Aspettando di vedere qualche cosa “dal vivo” (in DVD perché in questo periodo non ho modo di spostarmi) voglio riportarvi qualche estratto di un interessante articolo uscito su Il Mattino di Napoli, che riassume i dati principali del mercato della TV per bambini in Italia e che riporta le dichiarazioni di Tullio Camiglieri, responsabile dei rapporti istituzionali di SKY Italia. Come sapete dal 1 Aprile di quest’anno anche le TV satellitari sono entrate nel paniere di rilevazione dell’Auditel (che proprio Camiglieri chiede di riformare per far entrare anche una rappresentanza della TV satellitare, giusto). I primi dati che sono usciti hanno visto lo share complessivo misurato per SKY piuttosto ridimensionato rispetto a quelle che erano le previsioni. Tanti sono stati i commenti ai tanto attesi numeri (anche su questo blog). Alcune voci di corridoio che ho avuto modo di catturare riportano addirittura che ai vertici dei principali competitor di SKY, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, ci si sia addirittura rilassati per la grande distanza che separa il satellite dalle altre piattaforma televisive italiane, soprattutto considerando il fatto che più di tanto il satellite non è fisiologicamente destinato a crescere. Camillieri però lancia una forte controffensiva, soprattutto per quanto riguarda l’Audience di riferimento di Cartoons on the Bay i bambini:

“Centomila ore all’anno di programmi, numero di canali triplicati in un triennio e dati Auditel indubitabili: nell’intera giornata il satellite è passato, nella fascia 4-14 anni, dal 3.9 per cento di share del gennaio 2003 al 16.8 dell’11 aprile 2007″

Di certo l’offerta che SKY ha per i bambini è assolutamente formidabile. In chiaro su analogico abbiamo infatti solo pochissime trasmissioni RAI (soprattutto la mattina), e l’intera fascia pomeridiana di Italia 1 (per i giorni feriali). Troppo poco per accontentare esigenze e gusti cosi differenti di un target cosi ampio come quello 4-14 (femmine + maschi). Su digitale terrestre la situazione è leggermente migliore grazie alla presenza del canale Mediaset/Turner Boing interamente dedicato ai bambini, con una copertura multi target a seconda delle ore del giorno. In definitiva però l’offerta free è nulla in confronto ai 17 canali che offre SKY (Cultoon parte il 1° maggio) che riescono a coprire perfettamente tutte le fasce d’età e moltissimi interessi. Insomma Sky è il satellite dei bambini, non c’è il minimo dubbio. Continuando nella lettura si trova un commento all’aggiornamento dell’11 aprile dei dati Auditel sempre riferito al segmento dei bambini:

“Anche qui chi perde di più è la Rai, soprattutto la seconda rete, passata dal gennaio 2003 ad aprile scorso dal 15.1 al 10.1 nella fascia 4-14 anni. Raiuno cala dal 14.7 al 13.1; Raitre dal 7 al 5.1; Canale 5 dal 20.2 al 19.2; Italia 1 dal 26.9 al 23.3.”

Yoyo

Da questi dati emerge con grande evidenza la difficoltà della tv generalista a tenere il passo con la varietà dell’offerta satelitare, soprattutto nelle fasce di pubblico più difficili da accontentare. E’ però a mio giudizio profondamente anomalo che canali come lo splendido RAI Sat YoYo o RAI Sat Smash siano trasmessi ad esclusivo beneficio degli utenti paganti di SKY (anche se si chiamano SAT). Perché? Non sono forse canali finanziati con il canone o mi son perso qualcosa? (UPDATE: mi ero perso qualcosa i canali SAT non sono pagati dal canone, leggi i commenti) E allora perché chiuderli a chi ha pagato, costringendo un ulteriore esborso? Perché RAI non procede immediatamente a diffondere gratuitamente questi preziosi contenuti per i bambini? Su analogico non c’è spazio, ok, ma su digitale terrestre? E su Net TV?? Non stiamo ripetendo da anni che per far decollare il DTT servono più canali? Cappon (DG Rai) lo scorso anno a Napoli durante la seconda conferenza nazionale su DTT chiese a Gentiloni più soldi. Ma non basterebbe cominciare a ridistribuire su questa piattaforma i contenuti già disponibili? Il sospetto che ho è che, come fu fatto per l’assurdo accordo RAI/Fastweb che costringeva gli abbonati a pagare 10 euro al mese di supplemento a Fastweb per vedere l’intero catologo RaiClick, anche in questo caso ci sia in essere un accordo vincolante con SKY mirato solo a portare soldi nelle casse di viale Mazzini piuttosto che pensato per espandere l’offerta del servizio pubblico.

Che ci piaccia o no mettiamocelo in testa: l’educazione dei nostri figli passa pesantemente per la televisione. Sbagliato o giusto che sia, più o meno vero in base all’educazione e allo stile di vita di ogni famiglia, sempre più minacciata dall’avvento della Net TV, ma la televisione rimane un’attrattiva impressionante per i bambini. E non è per forza un male. Se vista con moderazione, e con i programmi corretti può essere anche un ottimo strumento di educazione. Devo citare un’altra volta quello che sta facendo BBC? No, lasciamo perdere ho la nausea da quante volte ho nominato il caso inglese. Ma basterebbe molto semplicemente rendere al popolo gli ottimi programmi della già citata YoYo per garantire un miglior servizio pubblico di educazione interattiva all’infanzia. O vogliamo far passare il modello che solo chi ha i soldi può beccarsi i programmi per bambini migliori? E’ un abominio ma questa è la realtà attuale. E allora signori finché non cambiate strategia che ne dite di ridarci indietro i soldi del canone così che noi li si possa dare a SKY per avere (a 104 euro l’anno) un offerta “Only 4 Kids”, 17 canali per bambini – RAI inclusa – e passa la paura? (Son convinto che SKY l’attiverebbe molto volentieri). Se questo è il modello che avete in testa allora applichiamolo fino in fondo. Ma visto che questo non può essere concesso in un paese dove l’istruzione (che è anche televisione) è giustamente una risorsa regolata dallo Stato allora vi prego svegliatevi e riprendete il controllo del servizio pubblico.

— L’articolo de Il Mattino (grazie a Marco Bottigliero per la segnalazione).
— Il sito di RAI Sat YoYo.
— Il sito di RAI Sat Smash.

Technorati , , , , , , , , , , , , , ,

7 thoughts on “La TV dei bambini è solo satellitare? SKY la fa da padrona, ma perché la RAI non apre al digitale terrestre ed alla Net TV i suoi canali?

  1. Parlando di TV per bambini, ci sarebbero davvero tante considerazioni da fare, molte anche di natura "sociologica". Concordo con quanto da te scritto, e riguardo alla vasta offerta satellitare… beh mi sa che purtroppo il poter accedere a "buoni contenuti tematici" a pagamento, sarà una tendenza sempre in crescita.

  2. beh, caro tommaso concordo su tutto, o quasi, l'unico appunto che vorrei aggiungere è che la Rai sta effettivamente pensando e lavorando per staccare la sua offerta satellite da Sky, come Bbc, e anche sul dtt qualcosa si muove. Per la net tv ci si sta attrezzando, credo che appena possibile, ti darò un anteprima su una sperimentazione in questo senso su un canale news Rai. Si tratta di prove in vista della creazione di un decoder ibrido con dtt, satellite e connessione ip. Altro particolare non da poco dovrebbe venire da Rai Way e la gara wi-max, ma anche su questo aspettiamo gli annunci ufficiali. Ma proviamo ad immaginare che sul decoder ibrido ci possa essere una minima connessione in banda larga, tipo 1 o 2 mega con ultimo miglio wireless via antenna terrestre. Ecco così vedo il futuro. Un caro saluto.

  3. Non posso non intervenire: aldilà degli sviluppi tecnologici, l'offerta Rai prestissimo si arricchirà di un canale gratuito su digitale terrestre, che si affiancherà all'offerta generalista, a quella satellitare pay (occhio, i canali Rai Sat non sono finanziati dal canone, ma dalla remunerazione da parte di Sky e dalla pubblicità, nonchè altri ricavi commerciali) e a quella su internet.

    Quanto al futuro dell'offerta Rai su Sky (6 canali), il tema è dibattuto. Non so quale sarà l'esito, ma in ogni caso tengo a precisare che il modello BBC non è proprio quello di una rottura con Sky.

    Ciò che BBC a qualche tempo non fa più e pagare Sky per sfruttare il suo sistema di criptaggio e assicurarsi che la ricezione dei canali BBC via satellite avvenisse solo nei confini nazionali.

    Da qualche anno, BBC ha optato per una trasmissione satellitare non criptata attraverso un satellite che di fatto copre solo l'Inghilterra: BBC non è quindi uscita dal satellite e i suoi canali digitali continuano ad essere diffusi via satellite e ad essere ricevibili dagli abbonati Sky in quanto "listati" nell'EPG della piattaforma.

  4. Andrea, grazie per la precisazione, avevo il sospetto che i SAT fossero fuori canone ma non ne ero certo. Metto ora una nota nel post. Conosco a grandi linee i futuri sviluppi DTT di RAI ed è sacrosanto che BBC non sia voluta uscire dal satellite, ma secondo me non si deve uscire dal satellite. E' solo che se tu hai un accordo in esclusiva con SKY, per l'appunto facendo si che i tuoi contenuti abbiano un accesso condizionato, su canali quali ad esempio i due per bambini che ho citato esiste a mio giudizio comunque un'anomalia. Ripeto, Cappon lo scorso anno chiese soldi per aumentare l'offerta DTT (e li ha avuti). Ma, dovendo considerare i canali per l'educazione dell'infanzia come primari assieme all'informazione per un servizio pubblico, continuo a credere che la mossa più corretta sarebbe quella di rompere i vincoli e ridistribuire i contenuti privilegiando piattaforme aperte.

    Quindi: aprire YoYo e Smash sul satellite (rimanendoci), portarli subito su DTT e distribuirli su Rai.tv.

    Al di la di tutto siamo d'accordo che i contenuti educativi per i bambini facciano parte della missione del servizio pubblico?

  5. caro tommaso siamo d'accordo da contratto di servizio i contenuti educativi devono far parte della missione di servizio pubblico, punto. quindi giusto quel che scrivi, YoYO e Smash sul Dtt e su Rai.tv.

    Andrea hai ragione Sky paga Rai per i canali sul satellite, ma questo non può durare a lungo, visto che si sta discutendo proprio di fornire un'offerta Rai sul satellite sul modello che dicevi stile Bbc, ma i ricavi Rai sono un pò troppo ridotti, colpa dell'evasione del canone. Quanto al Dtt, hai ragione, la Rai sta lavorando su un nuovo canale, ma la questione anche qui è aperta, perchè il contratto di servizio prevede un nuovo canale di informazione sul Dtt.

    Concludendo l'idea è quella delineata da Tommaso, ridistribuire i contenuti su piattaforme aperte. Per questo la Rai lavora al consorzio Voipex, interoperabilità e decoder ibrido aperto.

  6. A giugno partirà su dtt un canale per bambini. Come noto RAI ha ad oggi due soli mux ed il canale bambini sostituirà l'attuale canale RaiDoc/Futura. L'obiettivo è di immaginare da subito questa nuova offerta fortemente caratterizzata da una fruizione… come direbbe Tommaso multi-interfaccia. Per questo particolare attenzione sarà data al sito del canale che non sarà una vetrina del canale ma una sua estensione.

    Per quanto riguarda l'offerta ideata per la sperimentazione del decoder ibrido Dtt/IP aperto, naturalmente l'intenzione è di dare grande rilevanza all'offerta per bambini avendo tra l'altro il vantaggio di poter proporre prodotti realmente interattivi.

  7. Piccolo terremoto nell'editoria televisiva infantile e nelle concessionarie pubblicitarie. I risultati di Boing, la rete per bambini del digitale terrestre Mediaset finora considerata un fantasma e invece risultata prima tra quelle con programmazione pubblicitaria (la prima assoluta è Disney channel), sta costringendo gli addetti ai lavori a nuovi calcoli per programmare gli investimenti.

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