TV Interattiva? C’è già e la gente la usa: ma con un PC collegato ad Internet.

E’ da quando il web è diventato fenomeno di massa che si stanno misurando le interferenze che questo nuovo medium ha con la cara vecchia televisione. Oggi siamo arrivati ad un punto dove gli ascolti televisivi vengono progressivamente erosi dal tempo speso sulla Rete. Abbiamo più volte ricordato le 7 ore a settimana di TV in meno misurate dal Ofcom in Inghilterra per i giovani tra i 18 ed i 24.

Time spent on other media

Ma oltre a togliere progressivamente audience alla televisione il web le ha anche regalato un sogno vecchio di decenni: l’interattività. Non sto parlando del MHP, di Open TV o di tutti quei presunti standard che non hanno avuto modo di affermarsi come strumenti per arricchire il palinsesto, ma proprio del web. Qualche anno fa negli USA si misurò un dato impressionante: oltre il 30% delle persone che guardano la televisione hanno un computer acceso e generalmente a portata di mano. Nuovi dati sembrano rafforzare questa tesi. Nielsen//NetRatings ha misurato ad esempio che il traffico dei siti dei principali network televisivi nord americani cresce in maniera significativa durante il prime time. Il caso più clamoroso è quello di NBC.com che ha oltre il 40% del traffico giornaliero concentrato durante le 3 ore del prime time televisivo. Da una misurazione effettuata da BIGResearch, riportata nel grafico di eMarketer in testa a questo post, emerge che oltre 100 milioni di americani guardano la televisione mentre sono in Rete. E’ un dato veramente impressionante (anche se intuitivamente era noto da tempo). Il problema è cosa fa le gente su web mentre guarda la televisione? Molti fanno altro, usando la TV semplicemente come sottofondo. Molti invece interagiscono. I dati in questo caso sono frammentati e, soprattutto, custoditi gelosamente dai vari Network ma per capire quanto sia rilevante il fenomeno è sufficiente osservare come sta cambiando il modo di fare TV.

couch

Sempre più quiz, reality o trasmissioni d’intrattenimento chiamano gli spettatori all’azione proponendo in sovrimpressione indirizzi web dove poter interagire. Votare, commentare, rispondere, iscriversi sono solo alcune delle azioni che gli spettatori sempre meno “couch” compiono durante le trasmissioni. E, magia, senza che nessuno standard aggiuntivo sia stato specificato e senza che nessun decoder interattivo sia stato necessario. La TV interattiva esiste eccome, ma è data dal semplice mix tra la televisione ed il web. Qui da noi, nel terzo mondo tecnologico, usiamo pesantemente gli SMS per lo stesso scopo. E funzionano molto bene, peccato che gli imbambolati spettatori trascurino un piccolo particolare: perché dover spendere 1/2/5 euro per esprimere un proprio parere quando lo si potrebbe fare con risorse già a disposizione? Per un insieme di motivi. Innanzi tutto gli SMS sono tutti Premium e quindi appunto costano, facendo guadagnare anche 200K a puntata i principali show. Quindi valendo il principio che finchè si può mungere lo si deve fare, questa pratica non morirà di certo a breve. Tanto per la gente spendere 1 o pochi euro è “praticabile” (peggio per loro). Altro motivo, forse l’unico ad onor del vero, è la bassa diffusione delle connessioni flat e del WiFi: con Internet always-on ed un portatile in WiFi il problema non si porrebbe neanche, ma qui da noi questa è una condizione piuttosto rara.

Quindi, finché gli SMS saranno il sistema più semplice e profittevole questo rimarrà. Sta di fatto in ogni caso che fare interattività con la TV ha molto senso: la gente lo vuole fare, e lo fa. D’altra parte non stiamo di certo a stupirci se il conversare, il partecipare sia un elemento importante e quindi ben accolto ogni volta possibile. Viva quindi la TV interattiva ma che si arrivi finalmente a capire che non serve molto altro se non un PC e/o telefono.

— La ricerca di eMarketer.

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3 thoughts on “TV Interattiva? C’è già e la gente la usa: ma con un PC collegato ad Internet.

  1. Io lavoro spesso al computer con la Tv accesa. Anzi, a volte, sfruttando il Pap, utilizzo la modalità a due schermi che mi consente di monitorare due canali.

    Senza contare che il secondo monitor spesso fa da ulteriore schermo TV.

    Di solito sono Sky Tg24 – Rainews – e Mtv (che fa da sottofondo musicale, appunto) i canali scelti, mentre la rete aggiunge Repubblica TV ( o uno dei canali sora citati). Oppure i Tg generalisti quando trasmettono.

    Senza parlare della Radio.

  2. Ciao Tommaso,

    sto continuando anch'io a professare questo tuo punto di vista.

    E' che in Italia broadcaster e telco ci stanno impedendo di evolvere (mi auguro solo dal punto di vista tecnologico e non dal punto di vista della democrazia nell'informazione).

    Dico che il web si è evoluto a 2.0 non solo per la buona volontà della gente a organizzarsi, ma per un volere di chi ha investito e ci ha creduto nei sistemi di social network. Qualche anno fa pensavamo che Google facesse il botto a furia di investire (apparentemente) nel nulla. Poi quando ha regalato il mondo intero fotografato dal satellite abbiamo pensato, "ma dove li trovano i soldi".

    Pessimisticamente incomincio a pensare che per evolvere non servano molto le belle idee ma i capitali multinazionali. Che tanto ti inglobano prima o poi. Che fanno tanta paura alle nostre grandi (ma sempre troppo piccole) aziende. E allora eccole a raccimolare i centesimi in tutti i modi sempre a noi italiani.

    Sembro mio nonno…

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