Basta poco per esser furbi, basta pensare che son tutti deficienti. E d’altronde è questa qua la realtà di questa vita, di questa bella civiltà così nobile e così antica.

Rispondo all’invito di Lele Dainesi a dire la mia sulle considerazioni emerse dopo il convegno sulla webTV organizzato da Sharemedia. In estrema sintesi questo è il punto centrale del ragionamento di Lele riferito alla Net TV:

Però continuo a credere che allo stadio attuale sia praticabile più sulle Intranet visto che i dati che ho nella testa e nei dossier parlano di una diffusione del BB in Italia davvero ancora risicata. Riporto fedelmente:

Il digital divide è molto sentito in Italia in quanto la copertura in banda larga (Adsl e fibra) è stata realizzata a macchia di leopardo sul territorio (che ha conformazione geologica “unica”, in montagna la fibra ottica non si può portare) con il risultato di più dell’86% (penetrazione su numero abitanti) di popolazione che non è raggiunta dal BB (fonti varie) […] il 2006 ha registrato il boom dei collegamenti a “tariffa fissa” (il 72% degli abbonamenti in banda larga ha ormai questa modalità), passati da 1,5 a 3,7 milioni tra il 2005 ed il 2006 (il 60% dei collegamenti internet da casa). I collegamenti a banda larga sono diventati il 60% dei collegamenti complessivi Internet da casa (erano meno del 50% l’anno prima). In termini generali il 15% delle famiglie italiane è dotata ormai di un collegamento Internet in banda larga a tariffa fissa (fonte: 03/07 Rapporto e-family 2007 (7a edizione) presentato da Confindustria (Servizi Innovativi e Tecnologici) e da ANIE (Federazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche).

Cosa dire, i dati sulla diffusione del broadband in Italia sono preoccupanti. Non c’è giorno in cui non mi senta raccontare di gente che pur vivendo in prossimità di grandi centri urbani, o zone già cablate è comunque costretta a navigare la Rete via Modem o peggio con la connessione garantita da un telefonino Edge. Non c’è dubbio quindi che senza banda, e senza banda larga, fare business in Rete in maniera diffusa e quindi potendo sperare in numeri significativi sia assolutamente improbabile. Questa a detta del Ministro Gentiloni è la priorità di sviluppo tecnologico che l’attuale governo ha per il paese: diffondere il broadband. Ma, lasciatemelo dire, questa è stata la priorità di tanti governanti senza che però si sia mai arrivati a risolvere effettivamente il problema, e l’attuale situazione di certo non mi fa essere più sereno. Siamo un paese allo sfascio dal punto di vista tecnologico. Manca una strategia semplicemente perché mancano le competenze di chi governa. Siamo schiavi di lotte di potere vecchie di decenni che stanno umiliano l’imprenditoria. Oggi il mondo è interconesso senza che nessuno possa più farci nulla, e siamo entrati – giustamente e con entusiasmo – nel mare magnum dell’unione europea che ci impone di pensare su scala internazionale. Ciononostante rimaniamo chini, ingobbiti sotto il peso di scelte sbagliate figlie dell’ignoranza e delle solite patetiche politiche protezionistiche. Siamo il paese delle aziende di stato concepite solo come serbatoio di voti, stagni putridi carichi di melma non riqualificabile. Aziende che stanno scoppiando ad una ad una generando problemi su problemi. Siamo il paese che continua a prendere in giro se stesso permettendo che aziende come Telecom Italia, finanziate per decenni con soldi pubblici, possano essere svendute al privato e quindi sparate per ricatto verso destinazioni ignote. Siamo il paese dei fessi, degli ignoranti, di gente tenuta a bada ancora con le stesse dinamiche che gli antichi romani usavano “solo” un paio di migliaia di anni fa. Dateci il calcio non insegnateci l’inglese, lasciateci digiuni di tecnologia e permettete che non si sviluppi un libero mercato. Fate soffocare i piccoli gestori di reti locali (ISP), ritardate e quindi strozzate il WiMax. Date dei pazzi a tutti coloro che parlano di mesh networking, fate finta di niente quando dalle casse dello stato escono 50 milioni per finanziare un progetto totalmente privo di capo e di coda. Almeno, mi direte, non diamo le armi ai ragazzi e non abbiamo la pena di morte. Ma concediamo credito infinito alla furbizia che si manifesta in ogni momento della nostra esistenza, tanto – come canta qualcuno – basta fare i buoni la domenica mattina perché la nostra immagine ritorni a splendere. Ci crediamo furbi, saggi e democratici. Ma siamo un paese tecnologicamente allo sfascio che ha già compromesso il futuro delle attuali generazioni e che sta irrimediabilmente uccidendo la speranza di tutti i nostri figli.

La Net TV non è un’ipotesi è un fatto concreto. Proprio ieri al telefono con Las Vegas mi raccontavano che al NAB due sono le parole che non vengono mai accompagnate alla parola televisione: Internet ed Alta Definizione. E non perché non siano i due temi fondamentali, ma semplicemente perché – là – è ormai inutile nominarli. L’esempio che mi facevano è stato illuminate. Durante la fine degli anni settanta in Italia quando si parlava di televisione si prestava particolare attenzione a distinguere il “bianco e nero” dal “colore”. Per anni quando si parlava di TV si diceva “TV a colori” per sottolineare che si stava parlando proprio di una nuova meravigliosa televisione, diversa da quella precedente. Poi, progressivamente, parlare di “TV a colori” è diventato inutile, semplicemente perché la TV è a colori. Al NAB, negli States, parlare di Internet come antenna per la TV, cosi come di Alta definizione, è inutile così come sarebbe parlare di televisione a colori: la TV è ad Alta Definizione ed ha nella rete la sua estensione. Ma qui da noi, nel terzo mondo tecnologico, facciamo ancora fatica a non farci ridere in faccia quando raccontiamo come il mondo sta cambiando. Il problema, e mi ripeto, è che siamo dentro un mondo aperto, dove quel che accade fuori arriva dentro con una rapidità impressionante. Per trincerarci continuiamo a porre la barriera della lingua, credendo che se i nostri concittadini non capiscono un cazzo di quello che si dice altrove continueranno solo e soltanto ad ascoltare, credere e comprare quello che si dice e si fa in casa nostra. Ma questo è un errore drammatico. Ed è altrettanto catastrofico ragionare questo problema con i vecchi tempi a cui la politica è abituata. Il mondo è accelerato, le generazioni si sono spezzate, i confini si sono disciolti. Rendiamo questo popolo sordo alla lingua universale per continuargli a vendere falsi sogni ancora per una ventina di anni. Poi prepariamoci a chiudere baracca e burattini.

Detto questo lasciatemi altre due considerazione tecnologiche, due precisazioni che è importante ricordare per ribadire cosa è la Net TV. Stiamo parlando di un nuovo modo di fruire i contenuti d’intrattenimento che è prevalentemente non lineare. Quindi i contenuti si scaricano e vengono visti dove e quando si vuole. Non è un dettaglio perché questo fa scendere significativamente i requisiti di banda necessari a questa nuova industria. Non serve la banda larghissima che i Telecom Operator spacciano come indispensabile: quella è IPTV, ovvero Cable TV, ovvero un mondo chiuso e limitatissimo. La Net TV funziona bene anche con connessioni a 2Mbps. In più, e questa è l’ultima considerazione, la diffusione di protocolli P2P, sia lato infrastrutture (mesh) che per i protocolli di trasporto, rende l’efficienza delle trasmissioni incredibilmente più alta rispetto agli obsoleti sistemi che hanno popolato la conferenza che il buon Lele ha avuto modo di documentare.

Technorati ,

15 thoughts on “Basta poco per esser furbi, basta pensare che son tutti deficienti. E d’altronde è questa qua la realtà di questa vita, di questa bella civiltà così nobile e così antica.

  1. Ebbravo Tommaso! Così si parla!

    Esplicitiamo però un altro dato importante: lì dove l'adsl c'è, le famiglie che si collegano sono meno della metà e non aumentano.

    Chiunque oggi afferma di lavorare per il digital divide e non considera questo dato, sta prendendo per i fondelli gli italiani… perchè fondamentalmente va a mettere mano lì dove ci sono soldi da movimentare, ma non si preoccupa di risolvere il problema. E il problema non è collegare quei poveri sfigati che non hanno l'adsl, ma far collegare TUTTI il più velocemente possibile. E visto che non si può costringere la gente a pagare qualcosa che ritiene (ignorantemente, ma ne ha tutto il diritto) non essergli utile…

  2. Lele evidenzia quello che io dicevo un po' di giorni fa nel post "Torino non è"…

    Siamo circondati da idioti, impreparati e arroganti. Hanno mostrato cose che forse potevano essere presenti allo SMAU del 2002… mah.

  3. Quanto ci sarebbe da parlare….

    Io punto il dito anche contro questo giornalismo fatto veramente di persone poco valide in campo informatico.

    Personalmente mi sono stufato di parlare con persone che non sappiano neanche cosa sia un link, parlare dopo 30 minuti e sentirmi dire di riespiegare nuovamente!. Siamo nel 2007 e pretendo di parlare con una persona che sappia cosa io dico e non avere a che fare con il solito giornalista sfigato…. Questo e' una delle tante…

    La vera colpa e' anche della Tv.. Si parla addosso e quando si discuete di internet lo si fa per pedofIlia o per i filmati di Youtube… Non c'e' la volonta' di crescere , di capire, tutti arroccati nelle loro posizioni …

    Ha paura del fratello minore? E' folle e controproducente…

    Quando sequestrarono il nostro primo domino sono rimasto sconvolto dalla pochezza , si parlava di p2p-tv?… si parlava di nuove forme di comunicazione?… macche' qua e solo raimediasetsky…

    A prescindere dalla nostra storia… che di suo potrebbe far capire molto…invito tutti voi a riflettere , solo cosi' si puo' cambiare… solo cosi' si puo' realmente mettere in discussione il nostro Paese.

  4. Il problema è partito certamente da scelte politiche sbagliate, ma ormai è molto ben radicato anche alla base!

    Frequento una facoltà di informatica e ogni giorno rimango senza parole nel vedere che i miei compagni di corso (tranne rare eccezioni) non conoscono praticamente nulla delle nuove tecnologie e (cosa assurda) non hanno alcun interesse nell'informarsi su internet riguardo questi argomenti…

    Sono pienamente d'accordo con il commento di Michele: se andiamo avanti così non serve insistere perché tutti abbiano la banda larga, la maggior parte della gente non sa che farsene…

  5. Grazie Tommaso x aver parlato di contenuti. Credo che di lavoro da fare ce ne sia tanto .. su diversi fronti!

    E condivido il 'malcontento' della persona dello @Staff Coolstreaming x' spesso ci si trova difronte a persone saccenti che xò non sanno di cosa stanno parlando! E purtroppo a volte sono anche dei capo progetto che non hanno mai fatto niente di televisivo o di multimediale, ma che improvvisamente vogliono mettere su una Web Tv! E a volte mi sembra di lottare contro i mulini a vento!

  6. Concordo con Tommaso, ma la smetterei di guardare alla TV, sia come termine educativo, sia come riferimento. Vogliamo fare cultura sulla Net TV? Parliamone, spieghiamolo, ed insistiamo.

    Non possiamo certo pretendere che le generazioni over 60 che comandano in Italia (a livello economico e politico) possano capire (ma soprattutto lo vogliano). Quindi concentriamoci sulle nuove generazioni, più aperte, forse….

    • rispondo a Paolo Barbieri: noi non ci conosciamo ma ptremeto di darti del tu visto che te mi hai dato sottilmente dell’IGNORANTE durante tutta la tua INFERVORATA omelia.un editor per quanto bravo non puo’ avere una memoria paragonabile ad Hal 9000 (vedere la citazione per chi non la coglie, prego).Credi davvero che il lettore medio di questo blog e dell’autrice che tanto ami non abbia mai visto 2001 Space Odyssey?Di quale arroganza e fervore ingiustificato e8 pregna la tua dissertazione su quanto e8 giusto e quanto non lo e8 sulla verite0 dei fatti e quanto e8 vasto il mondo io questo mondo non lo conosco tutto, faccio fumetti per mestiere e ne ho le scatole piene ma questa e8 un altra storia Conosco diversi degli autori che hai citato ma pif9 approfonditamente quelli giapponesi, hanno anche loro, come il paese che RAPPRESENTANO, pregi e difetti ma una cosa e8 certa: il giapponese medio (e molti altri cittadini del mondo tranne la maggior PARTE dei nostri) mette anima e corpo in quello che fa, con SERIETA’, RISPETTO e AMORE.In Giappone un caso come questo non si sarebbe mai verificato, nel caso lo/gli scellerato/i che hanno permesso la pubblicazione dell’obbrobbrio in questione avrebbe/ro perso sicuramente la faccia insieme al lavoro Se l’italiano medio e8 una barzelletta mondiale non e8 certo un caso FURBETTI, PIGRI e SUPERFICIALI ecco come emergiamo da questa pubblicazione una volta per tutte!E’ l’ennesimo danno all’immagine del paese secondo me . la cosa pif9 grave e8 la reazione di voi altri che vi guardate le spalle a vicenda .Non c’e8 niente da GIUSTIFICARE qui!C’e8 da chiedere scusa e ritirarsi in silenzio! Quanto ORGOGLIO immotivato questo e8 il lato peggiore della vicenda!Come nella peggiore politica (la nostra ma guarda un pf2 che caso ) ci si mostra sempre forti e non si paga mai niente continuando nella maggior parte dei casi, a scaldare poltrone e gestendo mansioni in cui non si e8 affatto capaci zittendo e svilendo chi osa portare alla luce i problemi Il RicalcatorePazzo e8 quindi un professionista con le sue ragioni che ha sbagliato/forse come puf2 capitare a CHIUNQUE e chi lamenta e denuncia il fatto un poraccio/NERD/OTAKU Per la cronaca OTAKU e8 un termine dispregiativo e qui gli insulti vanno solo a chi di dovere, a chi cioe8 ha proposto al pubblico un prodotto ridicolo rubando il lavoro ad altri con la leggerezza di una piuma come se niente fosse .L’ignoranza come anche la stupidite0 sono peggiori e pif9 pericolose delle cattive intenzioni a questo MONDO.

  7. è esattamente ciò che continuo a "urlare"!

    Viviamo in una gerontocrazia dalla quale non ci si può aspettare una visione di lungo termine, non ci si può aspettare prese di decisione coraggiose e innovative.

    La classe dirigente italiana è disposta dai partiti in cui ottiene il posto migliore chi ha più potere. Così alla dirigenza della tale azienda, piuttosto che del tale laboratorio giunge un incompetente che aspetta solo lo stipendio esageratamente ricco! Io sono neolaureata ho 24 anni e sono alla ricerca di un lavoro che mi dia per lo meno una preparazione professionale… immagina come vedo il mio futuro!

    (ho inserito un link diverso perchè è lì che già da un pò parlo di gerontocrazia)

  8. Appoggio e sottoscrivo. L'errore italiano è ancora una volta quello di mettere insieme la prima cosa nuova e rivenderla a noi stessi. C'è la solita mentalità di fregare il proprio vicino di casa. In un mondo global fa effetto boomerang.

    Tutto è sempre così. Come l'accrocchio digitale terrestre per fregare 4 milioni di italiani, non per fare know how e rivenderlo a quelli che stavano più indietro all'estero.

    Le menti buone e le buone idee vanno fuori italia. Dall'estero importiamo tutto. Anche ormai la manodopera.

    Chissà se cambieranno mai le cose?

  9. Oggi sono stato a un convegno, non ho potuto leggere tutto ma assicuro che lo faccio e risponderò a tono a Tommaso e Axell (da una prima spazzolata).

    Rispondo di sicuro … questi toni non sono parte nè del giornalismo che amo, nè delle persone che stimo. Qui non si fa la guerra arabi/cristiani, non è quello che intendo per amicizie/tribe/social network/confronto aperto.

    Pretesa, scusate ma adesso lasciatemi leggere

  10. Lele, un momento, non ce l'avevo mica con te. In realtà io mi riferivo anche ad altro, ma mi rendo conto che non si possono seguire tutte le conversazioni in tempo reale (e anche in differita non è simple). Nel tuo post (scritto accuratamente) ho visto le immagini che troppo spesso vedo tutti i giorni. Immagini fatte di persone che non sanno dove si trovano e vendono il più delle volte immondizia con la stessa classe con cui venderebbero diamanti.

    Ma mi rendo conto che rischio di generalizzare e me ne scuso.

    In ogni caso concordo con i commenti qui sopra e con il post di Tommaso. Siamo un paese che si fa bello con nulla. E non fa le domande cattive al momento giusto alle persone giuste.

    Ma tanto le risposte non è che implicherebbero cambiamenti radicali o altro. Finirebbero in breve nel dimenticatoio.

    Sono un po' negativo, me ne rendo conto.

    Ma devo essere sincero, ho sviluppato una certa allergia verso alcune nuove forme di business e verso certi personaggi "vuoti".

    Comunque parliamone…

  11. Sono appena rientrato dal Miptv d Cannes e ho letto questo post interessante che condivido. La distanza che separa l'Italia dal resto dell'Europa è abissale. Credo che i temi che affronti in questo post debbano essere spezzati e approfonditi, perchè ci sono precise responsabilità per il nostro ritardo, non solo tecnologico, ma soprattutto culturale come giustamente scrivi. Appena ho un un po' di tempo scrivo qualcosa riflessione in merito.

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