Molliamo tutto e campiamo con i nostri Podcast? Oggi non è ancora il momento giusto. Più probabile tra due o tre anni.

C’è anche qui da noi chi ha mollato tutto per campare più che degnamente con la sola attività di Blogging. Robin Good è un esempio concreto, che da mesi ormai sta evangelizzando la blogosfera italiana spiegando quali sono le tecniche che ha adottato. Altri esempi naturalmente ci arrivano dagli USA e dalla Francia dove esistono diverse decine di blogger auto-sufficienti. Spesso, come nel caso di Robin, non si tratta di blog puri, ma più che altro di siti d’informazione molto ben fatti che hanno adottato alcune particolarità tipiche di un blog. In ogni caso, onore al merito.

 Itunes Store Images Podcast Hero Mac20060912

Molto meno profittevole è invece la situazione dei Video Blogger, o più in generale dei Video Podcaster. In un interessante articolo Business Week parla chiaro: volete lasciare il vostro lavoro sperando di campare con i Podcast Video? Lasciate perdere. Almeno per il momento. Si perché i casi di successo sono ancora pochissimi. Il numero degli spettatori/ascoltatori dei Podcast è in continuo aumento, dal 11% nel 2005 al 13% del 2006 della popolazione Web USA (che a sua volta è aumentata, quindi il numero complessivo di fruitori di Podcast è aumentato significativamente). Cosa manca però perché anche questo segmento cominci ad essere profittevole?

Innanzi tutto la diffusione della cultura dei Podcast. Fino a 3 mesi fa, soprattutto per i video, la situazione era piuttosto complessa. L’arrivo di Windows Vista e della Apple TV hanno però colmato una grande lacuna nei mezzi (hardware/software) a disposizione per la fruizione di questo tipo di contenuti. Ora è necessario che Vista ed Apple TV si diffondano. Ma il problema principale che continua ad esistere è quello della pubblicità. I Podcast sono ancora troppo poco considerati, non tanto perché se ne sottovaluti il fenomeno, ne perché abbiano poi numeri così bassi, quanto perché mancano degli strumenti condivisi di rilevazione delle redemption. Sto facendo uno studio approfondito su questo tema che non ho ancora chiuso, quindi non entro nei particolari, ma le soluzioni che oggi abbiamo per misurare l’efficacia dell’advertising su materiali video “scaricati” sono poche, disomogenee e ancora tutte da verificare.  Appletv Images Tourthumbpodcasts 20070109-1 Questo è un problema. Soprattutto nella sfera della distribuzione digitale di contenuti, laddove cioè ci si aspetta il più alto grado di tracciabilità. E, senza poter sapere quanti spettatori hanno recepito un messaggio pubblicitario, l’advertising si fa fatica a vendere. Se vi ricordate i dati forniti da eMarketer che pubblicai qualche mese fa, la pubblicità nei video online continua in realtà a crescere. Ma i numeri si riferiscono all’advertising per i video da vedere “dentro” le pagine Web, ovvero a quella forma di visione che consente massima tracciabilità. Mentre ancora oggi, tutti i principali Podcast Video, una volta scaricati, scompaiono dai radar. Nei prossimi giorni vi parlerò di quali sono le soluzioni attualmente possibili, ma posso già anticiparvi che nessuna è però ancora entrata nei favori dei pochi grandi Video Podcaster, che continuano a generare revenus principalmente da sponsorizzazioni in pre/post roll, product placement, e con il classico advertising ad accompagnare il blog da dove la trasmissione può essere scaricata.

RocketBoom ha dichiarato revenues per poco più di $260K per l’anno passato, ma i numeri che riesce a generare (da 300K a 1M di views a puntata) fanno pensare che con una piattaforma adeguata per l’utilizzo dell’adveritising si potrebbe arrivare molto oltre. Business Week nel suo articolo chiude dicendo che saranno i prossimi due anni a farci capire come evolveranno queste dinamiche, due anni dove si prevede che Vista (ed il suo supporto per i Podcast) e la Apple TV (e cloni) avranno una diffusione significativa, ma soprattutto che i servizi per il tracking & live targeting di pubblicità su materiale video scaricato entreranno all’interno di tutte le principali produzioni.

Non lasciate quindi il vostro lavoro per fare i Podcaster, non ancora almeno. Certo è pero che, essendo qui da noi un terreno quasi totalmente vergine, chi riuscirà nei prossimi 2/3 anni a posizionare dei prodotti interessanti avrà probabilmente un vantaggio competitivo di grande valore.

— L’articolo di Business Week: “Don’t Quit Your Day Job, Podcasters

Technorati , , , , , , , ,

3 thoughts on “Molliamo tutto e campiamo con i nostri Podcast? Oggi non è ancora il momento giusto. Più probabile tra due o tre anni.

  1. l'idea sembra convincete ed è interessante che i media italiani siano attenti a questi nuovi canali..

    se tutto va bene riesco a non farmi il digitale terrestre… :-)

    Max

    Ps ti è rimasto uno di quegli inviti? :-DDD

  2. forse sono uno dei pochissimi che hanno guadagnato qualche cosa grazie al podcast, ma il mio è un caso particolare, grazie al libro "Come si fa un podcast". Ora con Radio NK stiamo cercando di vendere spazi, forse ci butta bene…. speriamo.

    ciao

  3. Il futuro della rilevazione del podcast è importante per tanti motivi diversi (leggi: soldi pubblicitari) ma soprattutto perchè propedeutico alle analisi delle fruizioni non lineari delle nuove Tv integrate alla rete.

    Coniugare l'online che conta con l'offline che fa statistiche su un panel è e sarà una grande sfida per i pianificatori pubblicitari (leggi: quelli con i soldi) dei prossimi anni. Personalmente non credo sia solo un problema da "sviluppatori di software" , c'è da stabilire e condividere cosa conta veramente: il numero di visioni, il tempo di permanenza, l'affinità per significanti o per significati, viral..etc.. non esistono soluzioni facili. Tommaso perchè non ti fai promotore di una unica web survey tra tutti i fornitori di podcast italiani ? Sarebbe già utile fotografare la fase 0,5 e vedere poi nel tempo cosa accadrà. saluti a tutti pieranna

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