Il DVB-H in Italia sta funzionando (almeno per H3G). 6/7 milioni di abbonati previsti per il 2010 dai maggiori analisti.

I DVB-H in Italia non sembra andare cosi male, almeno per H3G che ha annunciato di aver superato i 400 mila abbonati per i suoi servizi di TV in mobilità. Indiscrezioni danno però la situazione di TIM e Vodafone addirittura di un ordine di grandezza inferiore. Ad ogni modo la TV in mobilità ha un suo pubblico.

dvb-h previsioni

Altri dati, che ho avuto modo di analizzare (ma che sono ancora riservati), spiegano bene la natura del fenomeno confermando le tesi che da tempo vado ribadendo. La gente ama vedere la TV sul telefonino di prima mattina, durante la pausa pranzo e la sera. Un numero incredibilmente alto di persone guarda quindi la TV mobile direttamente a casa: come se fosse un secondo televisore (decisamente più comodo da trasportare ad es. in bagno!). I contenuti che funzionano di più, e questa è la gradita conferma, sono quelli per cui ha più senso la natura lineare del DVB-H, ovvero i contenuti che devono essere visti “in diretta”, quindi: News ed eventi (calcio). Tutto il resto galleggia, soffocato inevitabilmente dall’on-demand, che sui terminali mobili è “garantito” dal UMTS, ma sempre a carissimo prezzo. Non so se gli enormi investimenti fatti rendano comunque contenti i vertici di 3 Italia, certo è che le previsioni che arrivano dai maggiori analisti, riportate sinteticamente nel grafico in testa a questo post, danno più che un motivo di speranza. Questi i dati resi pubblici dal gruppo:

Il numero di clienti di 3 Italia ha raggiunto quota 7,08 milioni al 31 dicembre 2006, registrando una crescita del 27% sull’intero anno. Grazie al successo dell’offerta Scegli 3, la percentuale dei clienti post-pagati è passata dal 21% al 24% nel periodo giugno-dicembre 2006 (+65% su base annuale). 3 Italia si conferma oggi leader italiano dell’UMTS con una base clienti di oltre 7,19 milioni al 21 marzo 2007. Questo totale include i 400.329 clienti della TV Digitale Mobile DVB-H lanciata da 3 Italia a giugno del 2006.

I ricavi al 31 dicembre 2006 erano pari a 2,072 miliardi di euro, con una crescita del 33% rispetto al 2005.

L’ARPU – calcolato sulla media dei clienti attivi – nonostante un calo marginale del 3%, rimane sopra la media di mercato e passa dai 34,87 euro del 2005 ai 33,99 euro del 2006. Il peso della componente dati sull’ARPU passa invece dal 30% al 35%.

Io sono piuttosto scettico che arriveremo anche lontanamente a toccare i 7 milioni di abbonati nel 2010, ma certo è che se continueranno a perferzionarsi terminali mobili multi standard, e quindi DVB-H, UMTS, WiFi (WiMax), a costi sempre più contenuti, è probabile che tra qualche anno ce li troveremo tutti in tasca senza neanche accorgercene. Ancora più importante è allora capire, per i Content Producer, che bisognerà concentrarsi (per il DVB-H) sui soli contenuti che ha veramente senso vedere in modalità “lineare”. Per gli altri è inutile perdere tempo e denaro: vincerà il modello iPod.

— Il sito di La3.

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15 thoughts on “Il DVB-H in Italia sta funzionando (almeno per H3G). 6/7 milioni di abbonati previsti per il 2010 dai maggiori analisti.

  1. Ma poi a distanza di anni qualcuno le controlla certe previsioni?

    Dato che poi influenzano le quotazioni di borsa (o le aspirazioni di quotazioni in Borsa, come nel caso di 3).

    Non sarebbe male un bel archive.org delle previsioni delle analisti…

  2. Dati interessanti, ma un po' troppo ottimisti…Però concordo con l'idea che il DVB-H sia ottimo per vedere contenuti che è importante/interessante vedere in quel preciso momento: un frammento di partita, le ultime notizie, la gara delle olimpiadi. In questo senso, il modello è vincente, anche se è lecito interrogarsi su quanto sia opportuno pagare un abbonamento mensile per una visione cosi' spot. Probabilmente è più azzeccato un abbonamento giornaliero, se non orario…Per il resto dei contenuti, invece, un'offerta non lineare che sfrutti l'UMTS o il wi-fi è decisamente più azzeccata ed in grado di offrire molta più scelta.

    C'è però da chiedersi il modello di business: con il passare del tempo, da sempre più parti arrivano input per l'uso di internet su palmari e cellulari (l'ultima è MS, ho scritto un articolo sul mio sito in proposito), ma i piani tariffari degli operatori sono assolutamente inadeguati ad un utilizzo in questo senso. Qualcosa si sta muovendo per le mail, ma per il resto siamo ancora fermi. In più, molti cellulari stanno aggiungendo la connettività wi-fi ed è sempre più facile, specie nelle città, trovare reti a cui appoggiarsi (per non parlare dei progetti di copertura totale, tipo quello di Milano). Ma se io ho un telefono e mi collego ad internet in wi-fi, allora i video on demand li posso reperire nell'enorme internet e me ne infischio di cosa offre il mio operatore. E allora l'operatore dove guadagna? E se anche sull'UMTS introducessero flat decenti, allora anche lì dove guadagna l'operatore? Perchè dovrei pagare 50 centesimi per un contenuto venduto da Vodafone quando posso reperirlo (uguale, analogo o anche migliore) su internet? La strada che rimane è allora quella degli accordi in esclusiva, percui tre mi offre le partite, vodafone il grande fratello ecc. ecc. e si ritorna alla sinergia tra telco e produttori di contenuti…Voi come la vedete?

  3. Per far decollare la televisione mobile, il canone dovrebbe essere molto inferiore. Per i contenuti trasmetti via UMTS ci vorrebbe una vera flat, come le ADSL. In Francia la TV mobile sta partendo solo adesso e sono preoccupati

    di come è stato accolto il servizio in Italia. Speriamo che loro trovino un modello di business migliore cui potremmo ispirarci…

  4. Divulgare questi dati secondo me è un modo per indurre/mantenere interesse nel dvb-h (che ne uscirà comunque con le ossa rotte).

    Che vuol dire "numero di clienti attivi"? Ad esempio io, per quanto concerne le videochiamate, sono certamente un cliente attivo da qualche anno… ma ho fatto in tutto 2 videochiamate di 20-30 secondi… ovvero una per ogni cellulare che mi è passato per le mani in questo tempo (era solo per provarne la qualità, con quelle tariffe non utilizzerò mai il servizio). Qualcosina in più per i collegamenti dati umts (ragion per cui ho comprato cellulari umts…la latenza del gprs era una piaga).

    Analogamente mi chiedo quanti di quei 5-6-7 milioni di "clienti dvb-h attivi" usi regolarmente il dvb-h per guardare qualcosa con il telefonino… anche in ambienti particolarmente ambienti mi è capitato veramente di rado osservare qualcuno usare un cell per guardare la TV…

  5. Le tue osservazioni sono corrette, Michele, ma sono valide per ogni dato che viene reso pubblico, in questi ambiti. A partire dall'auditel televisivo, passando per le connessioni adsl fino ad arrivare ai clienti delle aziende di tlc (tanto per dirne alcuni)

  6. Negli ultimi anni, nella mia esperienza professionale mi sono imbattuto in tantissime previsioni, quasi tutte (soprattutto quelle di analisti internazionali e di banche d'affari) che si sono puntualmente rivelate delle vere bufale.

    Sarebbe veramente bello collezionare le previsioni, anche solo per sbugiardare le fonti inaffidabili e aiutarci tutti a muoversi in questa giungla incredibile.

    Io ho molto materiale da mettere a disposizione…

    Certo, è anche poi difficile misurare a consuntivo la diffusione delle varie tecnologie…

    I dati ufficiali e certrificati sono molto pochi, per il resto ci si deve affidare a ricerche di mercato e francamente il livello di attendibilità delle stesse negli ultimi tempi è sceso e non poco….

    Tutto ciò spesso induce, almeno nella mia realtà, a dover collezionare più fonti per verificare se ci sono delle convergenze di massima in modo da poter essere più confidenti nello stimare in un certo modo i vari fenomeni…

    Venendo al dvb-h, io non credo molto ai numeri pubblicati da 3: il sospetto è che si tratti dei terminali dvb-h distribuiti.

    Personalmente ho alcuni amici che sono passati a 3 per approfittare di offerte vantaggiose per avere il tvfonino LG (piuttosto bello esteticamente) e pagare meno le telefonate, ma nessuno di loro ha mai "acceso" la tv di 3.

    Clienti come loro, interessati soprattutto a contenere le spese e ad avere un bel telefonino, sono clienti infedeli e dalla bassa propensione alla spesa, specie per questi servizi sì interessanti, ma non strettamente necessari (e poi la tv di 3 non è poi così economica).

    Anche le previsioni credo siano più verosimili se riferite al parco-terminali "circolante" di 3 (o addirittura del totale mercato) compatibile con il DVB-H.

    Chiudo, ricordando che l'obiettivo annunciato da 3 era di 500.000 utenti a fine 2006… Tre mesi dopo quella scadenza, sempre che i dati siano veri, risulterebbero sotto del 20% rispetto all'obiettivo.

    In ogni caso, per poter valutare meglio la resa del servizio servirebbe sapere quali sono gli effettivi utilizzatori del servizio, il tasso di utilizzo e la spesa media sostenuta dal cliente.

  7. Francamente ho anche io i miei serissimi dubbi. E sul fatto che 3 abbia clamorosamente bucato gli obiettivi nessuna menzione viene fatta nel comunicato.

    Io credo pochissimo nel DVB-H, ho scritto tanto in proposito, se non l'avete letto riprendetevi questo:

    CRISI MOBILE

    Rimango convinto che se mai un qualche senso avrà sarà solo orientato ai contenuti veramente interessanti in live streaming. Questo perché per ancora molto tempo la connessione Internet in mobilità tramite WiFi sarà molto difficile (a macchia di leopardo, e comunque ad appannaggio dei soli grandi centri urbani), e che le soluzioni UTMS rimarranno anche con le offerte flat sempre troppo costose. Quando tutto ciò non sarà più vero, anche il live, lo avremo dalla Rete.

    Quindi, in definitiva, se dovessi scegliere: bianco o nero, ribadirei quanto già detto: il DVB-H ha una vita brevissima.

    Sulla pubblicazione dei dati invece voglio dire, e chiudo, che pubblicare lo status quo, o anche solo le dichiarazioni + previsioni, non è voler "mantenere vivo il tema". Credo di essere stato abbastanza chiaro da sempre su come la penso. Ma non si può capire un fenomeno se non lo si studia, anche in queste manifestazioni.

    @Andrea, se ti va di fare una selezione sui casi più clamorosi, sarò felice di pubblicare una "rassegna" 😉

  8. Il mio amico Fabio mi ha fatto vedere il DMB-T, che costa nulla e va meglio del DVB-H. Ed' è gratis perché non ha subirà la vessazione forzata cui questo paese ha incapsulato un broadcast nel telefono con il beneplacito di politici a dir poco incapaci (da una parte e dall'altra) se non peggio.

    Tre fa abbonati mandando ragazzini allo sbaraglio (sono incappato in ben due di questi che vendevano porta a porta, come i piazzisti americani), quasi regalando il TVfonino (ma con il solo canale 3). Andiamoa vedere quant sono gli abbonati che cacciano 30 euro al mese puri, senza cioè anche parte del traffico telefonico incluso, e poi rifacciamo i conti.

    Che poi, che ci fai di una cosa che di fatto funziona solo all'aperto, non dappertutto e che non puoi fermare se ti serve?

  9. @Tommaso

    A scanso di equivoci: non mi riferivo a te quando dicevo di pubblicare i dati per creare/mantenere un hype. Tu da blogger fai bene a stimolare il dibattito… credo che tutti insieme possiamo dipingere un buon quadro… è chi li pubblica (Tre) che dovrebbe essere più preciso.

    Il discorso è che se, come suggerisce Andrea, pubblicano "gli effettivi utilizzatori del servizio, il tasso di utilizzo e la spesa media sostenuta dal cliente" possiamo ragionare sul serio; altrimenti dobbiamo stare lì in bilico tra cadere vittime della propaganda di Tre oppure della dietrologia personale (che ci porta a pensare male). Io credo che già questa assenza di dati sia sufficiente a stimolare sospetti e dubbi… ma io sono un paranoico dichiarato… non ci fare caso 😉

    In ogni caso al di là delle nostre riflessioni individuali, mi sembra che il liet motive, l'unica opinione largamente condivisa, è che il dvb-h costa troppo. Per lo meno così mi è sembrato rileggendo tutto il post e i commenti. E non solo il dvb-h… Concorrenza? Poca…. Regole? Troppe… Applicazione delle regole? Poca… AGCOM… Ministero… torniamo sempre lì. Ma solo io ho la sensazione che da dove parto parto, sto sempre a girare intorno allo stesso problema?

  10. le previsioni le lascio fare agli analisti. In effetti sui dati di 3, così come sui dati di altri gestori, sarebbe interessante capire

  11. le previsioni le lascio fare agli analisti. In effetti sui dati di 3, così come sui dati di altri gestori, sarebbe interessante capire quanti sono i clienti effettivamente attivi, quelli che il telefono (o la tv) ce l'hanno davvero "in tasca", per dirla con Novari (400k clienti sono tanti, effettivamente meno del previsto, soprattuttto se si pensa che sugli schermi La3Tv sono già passati mondiali, motomondiale e grande fratello…). per quanto riguarda l'offerta, chiaramente a fare da traino sono sport, news e reality, eventi in senso lato insomma, a cui si aggiungono i canali rai, mediaset e sky. a mio avviso ciò è indubbiamente dovuto all'interesse per tali contenuti, ma anche, in questa prima fase, al tentativo di far passare il concetto della "tv di sempre" disponibile su cellulare. la tv di casa che mi vedo DOVE (non quando – questo è il punto) voglio. Quello che mi interessa di più dell'offerta DVBH è però un altro aspetto, l'idea che broadcasters e operatori di telefonia, bisognosi, almeno per ora, gli uni degli altri, mettano testa e denaro su un nuovo modo di fruire la tv, che di certo non valorizza appieno (e forse nemmeno in modo economico) la personalizzazione del proprio palinsesto, ma di sicuro alimenta ragionamenti e proposte nuove sui modi di fare e vedere la tv. immagino che accanto alla riproposizione di palinsesti in simulcast, compatibilmente con la banda a disposizione, lo sforzo maggiore da fare sarà soprattutto di tipo editoriale: a mio avviso non bastano i canali vetrina (La3 Live) o un rullo di trailers (Cineshots) a tenere in piedi i promettenti numeri che di cui parlavamo, e nemmeno a giustificare 10-30 euro mensili di spesa. per il tipo di tv di cui stiamo parlando (broadcast fruito in mobilità), il palinsesto ha ancora un ruolo centrale. il vero punto di forza del DVBH secondo me è proprio questo: scambiare, "muovere" un'esperienza condivisa e comune, che per sua natura non può essere solo individuale e parcellizzata.

  12. Anche io ho visto dal vivo il DBM dai miei colleghi di Rai Way che stanno iniziando a sperimentarlo dal punto di vista tecnicno ed in effetti è veramente impressionante.

    Il primo vantaggio è che costa molto meno sviluppare una rete di diffusione.

    Il secondo vantaggio è che dovrebbe funzionare meglio negli ambienti indoor.

    Il terzo vantaggio è che c'è una collaudata esperienza in Corea grazie alla quale numerosi produttori si sono cimentati e sono disponibili terminali DMB integrati in lettori MP3 o addirittura delle vere e proprie radioline portatili che costano meno di 100 dollari.

    Il fatto di essere free e interoperabile non è in realtà una peculiarità esclusiva del DVB-H: l'integrazione con la telefonia mobile e il critpaggio delle trasmissioni è solo una delle possibili opzioni. Chiunque avesse una rete di diffusione digitale terrestre, opportunamente attrezzata, potrebbe trasmette un segnale DVB-H free e questo potrebbe essere captato da qualunque terminale compatibile se mai ce ne fossero intgerato o meno in un telefonino (es. Ipod, Psp, navigatori satellitari, lettori dvd portatili, ricevitori tv portatili, …).

  13. Pingback: Video Monte Ceneri » News - 06.04.2007

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