2 Aprile 2007, il giorno in cui è morto il DRM!!

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E’ con immenso piacere che vi riporto una notizia di fondamentale importanza apparsa in queste ore. Il CEO di EMI (Music) Eric Nicoli ed il CEO di Apple Steve Jobs, hanno annunciato che gran parte del catalogo EMI su iTunes verrà distribuito senza DRM. Il motivo? Tanto è tutto inutile! Testuali parole. L’unica differenza sarà un sovrapprezzo di .30$ a canzone, che porta il prezzo per brano da .99$ a 1.29$.

Ecco fatto, gli scettici sono serviti!

Technorati , , , ,

15 thoughts on “2 Aprile 2007, il giorno in cui è morto il DRM!!

  1. Ottima notizia, speriamo si muovano anche le altre case.

    Piccola precisazione: è anche possibile "liberare" la musica già acquistata, pagando il sovrapprezzo di 30 centesimi a canzone.

    Ciao

  2. A mio parere, nonostante la grande notizia, il prezzo resta ancora troppo alto, per la qualità ottenuta.

    In tempi non sospetti (leggi 6 o 7 anni fa) dicevo che 0,99 è un prezzo equo per avere la qualità cd (diciamo lossless in generale), mentre un mp3 dovrebbe costare fra 0,30 e 0,50.

    my 0,02

    Francesco

  3. @alex

    A meno di clamorose retromarce e/o strategie a me ignote, questa mossa dovrebbe letteralmente trascinare tutte le altre nella stessa direzione…

    @francesco

    E' ancora troppo presto per dire che sarà così, ma credo che assisteremo ad un rialzo dei prezzi via via che le major percorreranno questa strada. Cambia il modello di business delle major… dovrebbe piano piano affermarsi il concetto di "liberazione" di cui parla EmmeDi: oggi si fanno 100 vendite a 1 euro, domani sarà 1 vendita a 100 euro… però una volta che io ho deciso di comprare quel brano senza drm e di immetterlo su una rete p2p, l'ho di fatto "liberato" senza togliere nulla alle major. Io magari posso spendere solo quei 100 euro, ma così facendo garantisco alla major i profitti previsti e allo stesso tempo posso attingere dal p2p i milioni di brani che gli altri hanno "liberato" (il bilancio è sempre positivo; nelle economie del dono ci sono un 20% di leechers fisiologici e se aumentano troppo i prezzi dei brani dovrebbero via via abbassarsi in proporzione).

    Se veramente questa apertura è tale, dovremmo tendere verso una situazione del genere. E anche se le implicazioni non mi sono ancora chiare, lo spero tanto: per lo meno è un tentativo di cambiare la situazione insostenibile degli anni da Rio/Napster in poi… almeno più positivo dell'opera che la RIAA, i suoi avvocati e le sue emanazioni nei parlamenti di mezzo mondo hanno fatto fino ad ora.

  4. E' una notizia favolosa. Ho cominciato a ridere da solo. Mia moglie mi ha preso per pazzo.

    Appena passa l'euforia scriverò un commento migliore.

    Ciao a tutti.

  5. Due precisazioni: il prezzo di un CD intero rimane invariato (9.99 Eur), I file senza DRM hanno una qualità più alta, sono AAC a 256KBPS, virtualmente identici al CD originale anche se non sono lossless.

  6. Personalmente la trovo una mossa azzeccata. Al di là dell'ovvia pubblicità che ne deriva per le due aziende, la nuova opzione dà un'ulteriore possibilità di scelta agli utenti (che è sempre un bene), garantendo a chi vuol pagare un po' di più maggiore qualità e totale libertà. Il tutto in un servizio che è ormai davvero completo…se solo aggiungessero i testi delle canzoni, anzichè farli aggiungere a mano o con i vari programmini….!!

  7. @Michele

    Sul fatto che si possa intendere come una specie di "equo compenso" per avere un brano rigirabile sul P2P ho i miei dubbi, non credo proprio che ci sia questa idea dietro. Piuttosto potrebbe essere che abbiano sostituito il DRM con un watermarking in grado di tracciare il singolo brano nelle sue "peregrinazioni".

    Io credo che il successo dei siti tipo mp3.ru sia invece questione del rapporto percepito qualità/prezzo, che chiunque secondo me ha innato. Se una cosa ha il prezzo "giusto" perché mai dovrei sbattermi a "rubarla"?

    Mi piacerebbe se qualcuno dei grossi stores provasse a copiare mp3.ru, anziché combatterlo (che poi se non pagano i diritti su quanto incassano è pure giusto), e vedere l'effetto che fa

    Francesco

  8. @Francesco

    Sono d'accordo con te. Io credo che questo sia solo una sorta di esperimento teso ad avere dati statistici su cui ragionare nell'ottica dell'apertura (lo testimonia il 30% di sovrapprezzo per i brani drm-free; è una barriera di potenziale molto subdola… strategia degna di Apple). Se l'esperimento andrà bene, proseguiranno su quella strada (altre etichette si aggiungeranno e andranno ad aumentare i prezzi in funzione delle vendite, così che i loro introiti non caleranno mai).

    Più che altro hanno inventato un modo di fare a braccio di ferro con il p2p… mentre prima subivamo tutti (le major con il calo delle vendite e le persone con il rischio di procedimenti giudiziari). In quest'ottica i trimestri finanziari dovrebbero iniziare a riprendersi e le estorsioni legali diminuire, quindi stiamo meglio di prima; non bene, ma meglio di prima. Insomma, preferisco vedere il bicchiere mezzo pieno.

  9. ma qualche dubbio resta legittimo. leggete questo post

    Interoperability Solved? Not Quite

    >

    Mark Mulligan | April 02, 2007, 11:41 AM

    Now I’ve had a little while to digest the detail of the Apple / EMI announcement, a couple of additional points come to mind. Firstly the fact that the high quality albums retail for the same price as DRM-ed albums is a really important tactic to offset the bias of digital music purchasing towards individual tracks.

    Secondly, and more controversially, this doesn’t actually do a huge amount to address interoperability with regards to Apple. The DRM free tracks on iTunes are in AAC format, which isn’t supported by the majority of digital music players. Jobs has played a very smart game: AAC is not a closed format, other manufacturers could license it if they so choose, and they are begining to. But currenly they predominately don’t and most of the installed base of players doesn't support it (many music mobile phones, Sony and Archos excepted). So Apple have dropped the proprietary DRM but still have the customer lock-in due to AAC. Which of course also applies to all those hours spent ripping CD collections into AAC.

    EMI were pushing the MP3 format in their part of the presentation and when they get more partners on board this will enable them to sell directly into the iPod customer base. Given that iPod dominates the MP3 player market, not being able to sell to them essentially limits other services’ aspirations to being also-rans. Now they can raise their game too. The digital music market is going to start getting very exciting. It’s not about to make people rush out and become digital music buyers, but it does lay important foundations for making digital music a viable consumer proposition in the longer term.

  10. Scusa carlo alberto,

    ma non sono d'accordo. AAC è un codec più avanzato di mp3. Il fatto che iPod ne sia provvisto è un plus di questo lettore rispetto ad altri. Interoperabilità non significa standardizzazione sulle tecnologie meno avanzate, significa possibilità di scelta della piattaforma su cui fruire di un contenuto, sempre che questa piattaforma abbia lo stesso grado di evoluzione tecnica.

    In caso contrario saremmo ancora fermi all'analogico.

    Mp3 ha grandi meriti, come mpeg2 per il video, ma adesso sono disponibili formati più efficienti, è giusto che Apple cavalchi l'innovazione tecnologica a suo vantaggio.

  11. @Libero

    D'accordo sul cavalcare l'innovazione tecnologica… però starei più tranquillo se si facesse con formati aperti (come Vorbis). In ogni caso sono felice che ci sia una possibilità concreta di muoversi oltre MP3… spero soltanto che questo passaggio a AAC non si riveli essere una nassa…

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  12. attenzione, la mia sara' una visione eretica (magari un po di parte perche coi DRM ci lavoro…) , ma è proprio l'inizio della stagione del DRM, non la sua fine. Da questa mossa di EMI si evince che il DRM costa meno perche ti consente meno liberta' di azione, e quindi sei ripagato dai minori costi necessari all'acquisto dell'opera. quindi chi vuole l'opera e non ha ulteriori esigenze sceglie la versione drm, altrimenti prende a un costo maggiore la versione senza limitazioni quando prevista.

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