Sony lancia Eyevio, mentre Joost fa accordi con i brand.

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Sony ha deciso di infilarsi nel mercato del video sharing. Come darle torto. E’ un business impressionante ed in continua crescita. Lancerà a breve un video portale stile YouTube in Giappone chiamato Eyevio. Dalla grafica anticipata sul sito si evince che l’obiettivo è quello di portare il modello UGC su tutti i dispositivi della galassia Sony e quindi PC, PSP, Foto/Video camere, Telefoni e PlayStation 3. Corretta e legittima la strategia, staremo a vedere come Sony farà fronte al problema dei materiali sotto copyright (Sony Pictures immagino sia particolarmente sensibile essendo parte in causa) e soprattutto a materiali scomodi per il target PlayStation e quindi video sopra le righe per quanto riguarda pornografia, violenza etc. La soluzione più probabile è che il mondo Sony andrà ad essere piuttosto chiuso, che faciliterà sicuramente la fruibilità per i possessori di device branded ma che non sarà esattamente un esempio di “servizio aperto”.

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31 società hanno firmato un accordo di tre mesi con Joost, tra i nomi anche Procter & Gamble, Coca-Cola, Nike, General Motors e Visa. Produrranno degli spot tradizionali da mandare nei video, dei banner da far passare in overlay (sovraimpressi) ed infine dei widget brandizzati. Sono ancora esperimenti ma la direzione è assolutamente promettente. L’interesse per Joost cresce mese dopo mese e i due vichinghi sembrano non sbagliare una mossa.

— La notizia di Eyevio dalla Reuters.
— La notizia di Joost sempre su Reuters.

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733944832583 i numeri del “mistero” di GreenTeaGirlie. Ecco i “Crime Serial Net TV” dei nuovi Net Investigator.

Dalla fine di marzo una giovane fanciulla dal nick GreenTeaGirlie ha cominciato a postare video su YouTube proponendo una serie numerica 733944832583 ed un mistero per gli spettatori: quali sono i miei colori preferiti?

Se volete provare a risolvere il mistero da soli non leggete questo paragrafo. Si è scoperto che inserendo i numeri su un telefonino dotato di T9 il testo risultante è “red white blue.” I colori della bandiera USA (che carina!).

Immediatamente il popolo dei tubers ha subodorato un nuovo caso Lonleygirl ed ha cominciato ad indagare. La rete è popolata da una serie considerevole di Net Investigatori che non solo hanno imparato a scoprire le contraffazioni ma sono diventati esperti nel girare veri e propri “Crime Serial Net TV” dove documentano con un ritmo serrato ed in maniera molto coinvolgente le loro investigazioni.

Guardate (in testa a questo post) come uno dei Net Investigatori ha documentato le sue indagini su GreenTeaGirlie. Molto divertente.

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Azureus firma con l’UNICEF il primo Content Agreement per la distribuzione di contenuti noprofit in P2P.

Questa è una importante notizia. Azureus e UNICEF hanno firmato un accordo che consentirà la distribuzione gratuita di contenuti video noprofit all’interno della piattaforma P2P più diffusa al mondo. Stephen Cassidy, Chief of Internet, Broadcast & Image Section, dell’ UNICEF ha dichiarato:

“UNICEF has a unique opportunity with Azureus to take advantage of the global reach of Vuze to draw attention and support for children in developing countries through the power of high quality video. With Vuze, our videos will easily be available online to view and share for free and help raise social consciousness around the many powerful initiatives we’re involved in.”

Azureus distribuirà sia corti che lungometraggi prodotti da UNICEF per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi sociali sfruttando la piattaforma P2P Vuze, recentemente annunciata. Il CEO di Azureus BianRosa ha dichiarato:

“Vuze’s powerful tools will allow humanitarian organizations to economically and effectively reach millions of citizens worldwide to help drive awareness and ultimately affect change.”

Lo avevamo già detto, la Net TV potrà essere una piattaforma straordinaria per la distribuzione di questa tipologia di contenuti. La capacità trasmissivia virtualmente infinita che la rete, ed il P2P, mettono a disposizione rendono possibile una multi canalità senza più limiti. Ecco allora che anche chi con il video ha l’obiettivo di costruire informazione sociale (e non solo denaro) potrà per la prima volta nella storia smettere di mendicare frazioni di spazio nei palinsesti dei grandi network avendo a disposizione una capacità comunicativa senza precedenti.

— Il blog “Foundraising Now” che tratta questi temi.

— Il post “Net TV per il sociale“.

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In diretta lo ZenaCamp di Genova. Net TV in live streaming dallo zainetto multimediale di Robin Good.


L’avevano detto l’hanno fatto. Ecco Robin Good in diretta da Genova per lo ZenaCamp, grazie allo “zainetto multimediale” sta riuscendo a trasmettere una real TV dalle strade della capitale ligure. La Net TV avanza senza soluzione di continuità. Olè!
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Quanto costa un viral video?

Da una ricerca di eMarketer emerge che il 29% delle campagne virali online utilizzano il video. Il 33% usa invece giochi e quiz, mentre il 37% i soliti minisiti di tendenza. In pratica il video è salito al terzo posto in assoluto tra gli stumenti di marketing più usati sul web. E ce ne si sta accorgendo dalla grandissima quantità di materiale che sta girando. Ma quanto costa ideare, progettare e produrre un video pensato per essere virale in Rete?

emarketer viral video chart

Ce lo dice sempre eMarketer che in un interessantissimo studio evidenzia i costi medi delle produzioni video per campagne virali online misurate fino ad Aprile 2007. Nel 43% dei casi la spesa è stata compresa tra i $5000 e i $10k, che è probabilmente il prezzo giusto per una produzione di qualità, soprattutto considerando che quel che si va a pagare maggiormente in questi casi è l’idea più che la realizzazione (spesso sono video appositamente LoDef).

zooppa

Questo tipo di evidenza rende ancora più interessanti servizi come l’italianissimo Zooppa che mirano a diventare dei concentratori di creatività per investitori istituzionali. Premi in denaro dell’ordine di $5000 sono assolutamente compatibili con questo tipo di formula che, al contempo, garantisce anche una fenomenale spinta dal basso della creatività (User Generated Advertising). E, si sa, ciò che emerge naturalmente è più probabile che rientri nei gusti della gente, proprio perché già nasce dalla gente. Tornando alle rilevazioni di eMarketer bizzarro è constatare come per il 15% del campione l’investimento sia stato uguale o superiore ai $50k, cifre assolutamente compatibili con piccole produzioni seriali di grande qualità (ricordiamo i $100K per le 80 puntate di Prom Queen). Non è dato sapere a quali casi facciano riferimento, ma hanno tutta l’aria di essere vecchi dinosauri abituati ad obsoleti modelli di spesa.

— La ricerca di eMarkrter.
— Il sito di Zoopa.

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