April, 2007


30
Apr 07

Sony lancia Eyevio, mentre Joost fa accordi con i brand.

 Square About Img Pict

Sony ha deciso di infilarsi nel mercato del video sharing. Come darle torto. E’ un business impressionante ed in continua crescita. Lancerà a breve un video portale stile YouTube in Giappone chiamato Eyevio. Dalla grafica anticipata sul sito si evince che l’obiettivo è quello di portare il modello UGC su tutti i dispositivi della galassia Sony e quindi PC, PSP, Foto/Video camere, Telefoni e PlayStation 3. Corretta e legittima la strategia, staremo a vedere come Sony farà fronte al problema dei materiali sotto copyright (Sony Pictures immagino sia particolarmente sensibile essendo parte in causa) e soprattutto a materiali scomodi per il target PlayStation e quindi video sopra le righe per quanto riguarda pornografia, violenza etc. La soluzione più probabile è che il mondo Sony andrà ad essere piuttosto chiuso, che faciliterà sicuramente la fruibilità per i possessori di device branded ma che non sarà esattamente un esempio di “servizio aperto”.

***

31 società hanno firmato un accordo di tre mesi con Joost, tra i nomi anche Procter & Gamble, Coca-Cola, Nike, General Motors e Visa. Produrranno degli spot tradizionali da mandare nei video, dei banner da far passare in overlay (sovraimpressi) ed infine dei widget brandizzati. Sono ancora esperimenti ma la direzione è assolutamente promettente. L’interesse per Joost cresce mese dopo mese e i due vichinghi sembrano non sbagliare una mossa.

— La notizia di Eyevio dalla Reuters.
— La notizia di Joost sempre su Reuters.

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29
Apr 07

733944832583 i numeri del “mistero” di GreenTeaGirlie. Ecco i “Crime Serial Net TV” dei nuovi Net Investigator.

Dalla fine di marzo una giovane fanciulla dal nick GreenTeaGirlie ha cominciato a postare video su YouTube proponendo una serie numerica 733944832583 ed un mistero per gli spettatori: quali sono i miei colori preferiti?

Se volete provare a risolvere il mistero da soli non leggete questo paragrafo. Si è scoperto che inserendo i numeri su un telefonino dotato di T9 il testo risultante è “red white blue.” I colori della bandiera USA (che carina!).

Immediatamente il popolo dei tubers ha subodorato un nuovo caso Lonleygirl ed ha cominciato ad indagare. La rete è popolata da una serie considerevole di Net Investigatori che non solo hanno imparato a scoprire le contraffazioni ma sono diventati esperti nel girare veri e propri “Crime Serial Net TV” dove documentano con un ritmo serrato ed in maniera molto coinvolgente le loro investigazioni.

Guardate (in testa a questo post) come uno dei Net Investigatori ha documentato le sue indagini su GreenTeaGirlie. Molto divertente.

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28
Apr 07

Azureus firma con l’UNICEF il primo Content Agreement per la distribuzione di contenuti noprofit in P2P.

Questa è una importante notizia. Azureus e UNICEF hanno firmato un accordo che consentirà la distribuzione gratuita di contenuti video noprofit all’interno della piattaforma P2P più diffusa al mondo. Stephen Cassidy, Chief of Internet, Broadcast & Image Section, dell’ UNICEF ha dichiarato:

“UNICEF has a unique opportunity with Azureus to take advantage of the global reach of Vuze to draw attention and support for children in developing countries through the power of high quality video. With Vuze, our videos will easily be available online to view and share for free and help raise social consciousness around the many powerful initiatives we’re involved in.”

Azureus distribuirà sia corti che lungometraggi prodotti da UNICEF per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi sociali sfruttando la piattaforma P2P Vuze, recentemente annunciata. Il CEO di Azureus BianRosa ha dichiarato:

“Vuze’s powerful tools will allow humanitarian organizations to economically and effectively reach millions of citizens worldwide to help drive awareness and ultimately affect change.”

Lo avevamo già detto, la Net TV potrà essere una piattaforma straordinaria per la distribuzione di questa tipologia di contenuti. La capacità trasmissivia virtualmente infinita che la rete, ed il P2P, mettono a disposizione rendono possibile una multi canalità senza più limiti. Ecco allora che anche chi con il video ha l’obiettivo di costruire informazione sociale (e non solo denaro) potrà per la prima volta nella storia smettere di mendicare frazioni di spazio nei palinsesti dei grandi network avendo a disposizione una capacità comunicativa senza precedenti.

— Il blog “Foundraising Now” che tratta questi temi.

— Il post “Net TV per il sociale“.

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27
Apr 07

In diretta lo ZenaCamp di Genova. Net TV in live streaming dallo zainetto multimediale di Robin Good.


L’avevano detto l’hanno fatto. Ecco Robin Good in diretta da Genova per lo ZenaCamp, grazie allo “zainetto multimediale” sta riuscendo a trasmettere una real TV dalle strade della capitale ligure. La Net TV avanza senza soluzione di continuità. Olè!
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27
Apr 07

Quanto costa un viral video?

Da una ricerca di eMarketer emerge che il 29% delle campagne virali online utilizzano il video. Il 33% usa invece giochi e quiz, mentre il 37% i soliti minisiti di tendenza. In pratica il video è salito al terzo posto in assoluto tra gli stumenti di marketing più usati sul web. E ce ne si sta accorgendo dalla grandissima quantità di materiale che sta girando. Ma quanto costa ideare, progettare e produrre un video pensato per essere virale in Rete?

emarketer viral video chart

Ce lo dice sempre eMarketer che in un interessantissimo studio evidenzia i costi medi delle produzioni video per campagne virali online misurate fino ad Aprile 2007. Nel 43% dei casi la spesa è stata compresa tra i $5000 e i $10k, che è probabilmente il prezzo giusto per una produzione di qualità, soprattutto considerando che quel che si va a pagare maggiormente in questi casi è l’idea più che la realizzazione (spesso sono video appositamente LoDef).

zooppa

Questo tipo di evidenza rende ancora più interessanti servizi come l’italianissimo Zooppa che mirano a diventare dei concentratori di creatività per investitori istituzionali. Premi in denaro dell’ordine di $5000 sono assolutamente compatibili con questo tipo di formula che, al contempo, garantisce anche una fenomenale spinta dal basso della creatività (User Generated Advertising). E, si sa, ciò che emerge naturalmente è più probabile che rientri nei gusti della gente, proprio perché già nasce dalla gente. Tornando alle rilevazioni di eMarketer bizzarro è constatare come per il 15% del campione l’investimento sia stato uguale o superiore ai $50k, cifre assolutamente compatibili con piccole produzioni seriali di grande qualità (ricordiamo i $100K per le 80 puntate di Prom Queen). Non è dato sapere a quali casi facciano riferimento, ma hanno tutta l’aria di essere vecchi dinosauri abituati ad obsoleti modelli di spesa.

— La ricerca di eMarkrter.
— Il sito di Zoopa.

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27
Apr 07

Bjork sceglie in esclusiva QOOB per presentare (da lunedi 23 aprile) “Earth Intruders” Il primo Video tratto dal nuovo album “Volta”.

Qoob-1 Dopo le recenti iniziative speciali con Juliette & The Licks, Klaxons, The Horrors, “STARt” e l’Italian Video Revolution, QOOB annuncia un altro imperdibile evento musicale unendo le forze con Universal Music Italia: l’esclusiva italiana del nuovo video di Bjork “Earth Intruders”.

Dallo scorso lunedì 23 aprile il clip sarà visibile in alta rotazione sul canale televisivo (in DTT e web) e in streaming online sia sulla versione inglese che italiana di www.qoob.tv. Nei giorni precedenti l’anteprima assoluta per l’Italia, gli utenti che si collegheranno al sito potranno vedere alcuni fra i migliori videoclip della carriera di Bjork e assaggiare dei “blip”, flash delle canzoni contenute nel disco e brevi chiavi d’accesso visive e sonore allo stato emotivo che ha dato origine al nuovo lavoro dell’eclettica Gudsmondottir.

Primo estratto dal sesto album dell’artista islandese, “Volta” (in uscita il 4 maggio per Universal), “Earth Intruders” è uno dei tre brani presenti sul disco nati dalla collaborazione con Timbaland, produttore hip hop di fama mondiale responsabile del sound distintivo di Justin Timberlake, Missy Elliott, Christina Aguilera e Nelly Furtado. La regia del video è stata affidata al francese Michel Ocelot, noto nell’ambito dei film d’animazione internazionale come “Kirikù e La Strega Karabà” e “Azur e Asmar”, per citarne alcuni. Una scelta azzeccata, ottima per visualizzare al meglio lo spirito naturale di Bjork e l’ispirazione del singolo che, a detta della stessa autrice, vuole rappresentare “uno tsunami di persone”, “un ritmo tribale universale”.

— Il sito di QOOB.

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26
Apr 07

La TV dei bambini è solo satellitare? SKY la fa da padrona, ma perché la RAI non apre al digitale terrestre ed alla Net TV i suoi canali?

Si è da poco conclusa la 11° edizione di Cartoons on the Bay uno dei più importanti festival dell’Animazione Televisiva al mondo organizzato da RAI Trade tra Salerno e Vietri (altro che Cannes!). Tante come al solito le novità, molti gli annunci di nuove produzioni, ed incoraggianti i dati sul mercato dell’animazione.

cartoons on the bay

Aspettando di vedere qualche cosa “dal vivo” (in DVD perché in questo periodo non ho modo di spostarmi) voglio riportarvi qualche estratto di un interessante articolo uscito su Il Mattino di Napoli, che riassume i dati principali del mercato della TV per bambini in Italia e che riporta le dichiarazioni di Tullio Camiglieri, responsabile dei rapporti istituzionali di SKY Italia. Come sapete dal 1 Aprile di quest’anno anche le TV satellitari sono entrate nel paniere di rilevazione dell’Auditel (che proprio Camiglieri chiede di riformare per far entrare anche una rappresentanza della TV satellitare, giusto). I primi dati che sono usciti hanno visto lo share complessivo misurato per SKY piuttosto ridimensionato rispetto a quelle che erano le previsioni. Tanti sono stati i commenti ai tanto attesi numeri (anche su questo blog). Alcune voci di corridoio che ho avuto modo di catturare riportano addirittura che ai vertici dei principali competitor di SKY, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, ci si sia addirittura rilassati per la grande distanza che separa il satellite dalle altre piattaforma televisive italiane, soprattutto considerando il fatto che più di tanto il satellite non è fisiologicamente destinato a crescere. Camillieri però lancia una forte controffensiva, soprattutto per quanto riguarda l’Audience di riferimento di Cartoons on the Bay i bambini:

“Centomila ore all’anno di programmi, numero di canali triplicati in un triennio e dati Auditel indubitabili: nell’intera giornata il satellite è passato, nella fascia 4-14 anni, dal 3.9 per cento di share del gennaio 2003 al 16.8 dell’11 aprile 2007″

Di certo l’offerta che SKY ha per i bambini è assolutamente formidabile. In chiaro su analogico abbiamo infatti solo pochissime trasmissioni RAI (soprattutto la mattina), e l’intera fascia pomeridiana di Italia 1 (per i giorni feriali). Troppo poco per accontentare esigenze e gusti cosi differenti di un target cosi ampio come quello 4-14 (femmine + maschi). Su digitale terrestre la situazione è leggermente migliore grazie alla presenza del canale Mediaset/Turner Boing interamente dedicato ai bambini, con una copertura multi target a seconda delle ore del giorno. In definitiva però l’offerta free è nulla in confronto ai 17 canali che offre SKY (Cultoon parte il 1° maggio) che riescono a coprire perfettamente tutte le fasce d’età e moltissimi interessi. Insomma Sky è il satellite dei bambini, non c’è il minimo dubbio. Continuando nella lettura si trova un commento all’aggiornamento dell’11 aprile dei dati Auditel sempre riferito al segmento dei bambini:

“Anche qui chi perde di più è la Rai, soprattutto la seconda rete, passata dal gennaio 2003 ad aprile scorso dal 15.1 al 10.1 nella fascia 4-14 anni. Raiuno cala dal 14.7 al 13.1; Raitre dal 7 al 5.1; Canale 5 dal 20.2 al 19.2; Italia 1 dal 26.9 al 23.3.”

Yoyo

Da questi dati emerge con grande evidenza la difficoltà della tv generalista a tenere il passo con la varietà dell’offerta satelitare, soprattutto nelle fasce di pubblico più difficili da accontentare. E’ però a mio giudizio profondamente anomalo che canali come lo splendido RAI Sat YoYo o RAI Sat Smash siano trasmessi ad esclusivo beneficio degli utenti paganti di SKY (anche se si chiamano SAT). Perché? Non sono forse canali finanziati con il canone o mi son perso qualcosa? (UPDATE: mi ero perso qualcosa i canali SAT non sono pagati dal canone, leggi i commenti) E allora perché chiuderli a chi ha pagato, costringendo un ulteriore esborso? Perché RAI non procede immediatamente a diffondere gratuitamente questi preziosi contenuti per i bambini? Su analogico non c’è spazio, ok, ma su digitale terrestre? E su Net TV?? Non stiamo ripetendo da anni che per far decollare il DTT servono più canali? Cappon (DG Rai) lo scorso anno a Napoli durante la seconda conferenza nazionale su DTT chiese a Gentiloni più soldi. Ma non basterebbe cominciare a ridistribuire su questa piattaforma i contenuti già disponibili? Il sospetto che ho è che, come fu fatto per l’assurdo accordo RAI/Fastweb che costringeva gli abbonati a pagare 10 euro al mese di supplemento a Fastweb per vedere l’intero catologo RaiClick, anche in questo caso ci sia in essere un accordo vincolante con SKY mirato solo a portare soldi nelle casse di viale Mazzini piuttosto che pensato per espandere l’offerta del servizio pubblico.

Che ci piaccia o no mettiamocelo in testa: l’educazione dei nostri figli passa pesantemente per la televisione. Sbagliato o giusto che sia, più o meno vero in base all’educazione e allo stile di vita di ogni famiglia, sempre più minacciata dall’avvento della Net TV, ma la televisione rimane un’attrattiva impressionante per i bambini. E non è per forza un male. Se vista con moderazione, e con i programmi corretti può essere anche un ottimo strumento di educazione. Devo citare un’altra volta quello che sta facendo BBC? No, lasciamo perdere ho la nausea da quante volte ho nominato il caso inglese. Ma basterebbe molto semplicemente rendere al popolo gli ottimi programmi della già citata YoYo per garantire un miglior servizio pubblico di educazione interattiva all’infanzia. O vogliamo far passare il modello che solo chi ha i soldi può beccarsi i programmi per bambini migliori? E’ un abominio ma questa è la realtà attuale. E allora signori finché non cambiate strategia che ne dite di ridarci indietro i soldi del canone così che noi li si possa dare a SKY per avere (a 104 euro l’anno) un offerta “Only 4 Kids”, 17 canali per bambini – RAI inclusa – e passa la paura? (Son convinto che SKY l’attiverebbe molto volentieri). Se questo è il modello che avete in testa allora applichiamolo fino in fondo. Ma visto che questo non può essere concesso in un paese dove l’istruzione (che è anche televisione) è giustamente una risorsa regolata dallo Stato allora vi prego svegliatevi e riprendete il controllo del servizio pubblico.

— L’articolo de Il Mattino (grazie a Marco Bottigliero per la segnalazione).
— Il sito di RAI Sat YoYo.
— Il sito di RAI Sat Smash.

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26
Apr 07

Aggiornamento: IPRED 2 è stata approvata.

Noipred2 Solo con marginali modifiche la direttiva IPRED 2 è passata. Si apre un’epoca buia. Due segnalazioni: è attivo un sito per firmare una petizione + De Andreis su Punto-Informatico ha lanciato un appello:

“Diffondere l’appello Più che mai in queste ore chi ritiene di volersi opporre a quanto sta accadendo è bene che diffonda notizia di ciò che accade e inviti tutti a sottoscrivere l’appello. Per aderire all’appello In queste ore si sta provvedendo all’allestimento di uno strumento ad hoc che consenta di raccogliere le adesioni. In via provvisoria si può utilizzare la mail della redazione di Punto Informatico, pi@deandreis.it con subject “APPELLO” e, nel corpo del messaggio, il proprio nome e cognome, con città di residenza: PI provvederà a trasferire le adesioni non appena sarà possibile ai promotori della campagna.”

— La petizione online per la revisione della IPRED 2.
— La notizia su Punto-Informatico.
— Il comunicato di AIIP (Associazione Italiana Internet Provider).

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25
Apr 07

Seminario online sulla Net TV.

web tv course

Ho mancato di segnalarvi questo evento perché me lo son perso tra le decide di mail accavallate. Peccato perché non potrete interagire in diretta ma poco male perché potete comunque gustarvi tutta la presentazione. Sto parlando di un seminario online su cosa è la Net TV organizzato e presentato da Cristian Pascottini, assiduo lettore e commentatore di questo blog dove ha scritto, se vi ricordate, un interessante post solo qualche mese fa. Dura poco più di un ora e tratta molti dei temi principali della Net TV in maniera chiara e semplice. Un buon ripasso per chi già sa, un punto di partenza per chi si è perso le puntate precedenti. Bravo Cristian!

— La pagina da cui accedere al seminario + PDF delle slides.
— Il post “Video Search Engine Optimization: ecco le regole per i Video SEO.” scritto da Cristian su questo blog.

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23
Apr 07

Attenzione con la direttiva europea “Ipred 2″ vogliono perseguire *penalmente* (anche con forze private) chiunque violi il copyright.

Signori chiedo 5 minuti della vostra attenzione perché sta accadendo un qualcosa di gravissimo. Avete mai sentito parlare di Ipred 2? Non credo, perché nessuno ve lo vuole far sapere (a parte come al solito qui). Vi spiego subito cos’è. E’ una proposta a livello europeo il cui relatore è Nicola Zingaretti (DS), che in molti danno come futuro sindaco di Roma e che titola così “Sulla proposta modificata di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa alle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale“, in discussione, la cui approvazione è prevista per il prossimo 25 Aprile (il giorno della liberazione!!).

Avete letto bene misure penali per per garantire il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Adesso vi do altri particolari ma voglio dirvi subito che ciò che è più agghiacciante di quello che sta accadendo è che nessuno ne sta parlando. Siamo tenuti allo scuro di una mossa volta a criminalizzare qualsiasi azione andremo a compiere online.

- A cosa fa riferimento?

Ce lo dice l’articolo 3: “Gli Stati membri provvedono a qualificare come reato qualsiasi violazione intenzionale del diritto di proprietà intellettuale commessa su scala commerciale, il tentativo di violazione, la complicità e l’istigazione.”

- Cosa si rischia?

Articolo 5: “il massimo della pena comminabile alle persone fisiche responsabili dei reati di cui all’articolo 3 non sia inferiore a 4 anni di reclusione quando tali reati siano commessi nell’ambito di un’organizzazione criminale ai sensi della decisione quadro … sulla lotta contro la criminalità organizzata e comportino un rischio per la salute o la sicurezza delle persone.”

“di un massimo non inferiore a 100 000 euro per i casi meno gravi;”

- Come possono procedere?

Ce lo spiega l’articolo 7: “Gli Stati membri assicurano che i titolari dei diritti di proprietà intellettuale interessati, o i loro rappresentanti, e gli esperti possano contribuire alle indagini condotte dalle squadre investigative comuni su violazioni di cui all’articolo 3 della direttiva.”

Quindi potranno indagare su tutti noi direttamente i detentori dei diritti con agenzie private. Vi rendete conto?

Potrei andare avanti a lungo ma preferisco lasciare la parola a Giuseppe Corasaniti, studioso di problemi giuridici della comunicazione e dell’informatica, direttore scientifico di Medialaw, che ha scritto 10 buoni motivi di perplessità su quello che sta accadendo. Vi prego di leggerli con attenzione perché non è stato per lui possibile diffonderli in nessun altro modo. In coda a questo post vi riporto i link utili alla vostra informazione e vi chiedo sollecitamente di diffondere questa notizia.

10 buoni motivi di perplessità sulla Ipred 2
1) La Direttiva interviene in materia penale imponendo agli Stati un diritto penale minimo in materia di contraffazione senza che vi sia un quadro chiaro di riferimento delle norme che definiscono la contraffazione stessa, ed anzi unificando violazioni di marchio, e di diritti d’autore (copyright);

2) La Direttiva abbandona inspiegabilmente, per quanto riguarda il copyright, un concetto finora chiaro a livello europeo come la “scala commerciale” e cioè la produzione di più esemplari di prodotti abusivi (su scala) nell’ambito di una attività commerciale (produttiva) organizzata, finendo per confondere il danno alle imprese emergente- in termini di mancata vendita di prodotti originali – con quello che invece è l’ambito del mercato “abusivo” digitale che ha diverse sfumature e diverse tipologie, non solo rientranti nel peer to peer (ad esempio lo streaming video,la condivisione di files, il link), sono evidenti i rischi di ambiguità terminologica che possono trasformarsi in pericoli effettivi per le libertà individuali nell’Unione ed in forme di controllo massivo sui consumi multimediali, per di più affidato anche a soggetti privati;

3) La Direttiva impone agli Stati di agire penalmente non sulla base di una dichiarazione di volontà della parte interessata (querela) come sarebbe stato logico, trattandosi di interessi privati, ma nel contempo affida proprio ai soggetti privati un ruolo diretto nelle indagini, che non è neppure limitato, come sarebbe stato altrettanto logico, al riconoscimento dei prodotti contraffatti ed all’ausilio tecnico delle autorità, ma finisce per diventare di fatto un ruolo di impulso e indirizzo in contrasto con i principi generali del diritto comune ;

4) La Direttiva sembra sottovalutare che l’ampliamento improprio del suo contenuto al copyright comporta seri rischi di violazione dei principi di tutela della privacy dei consumatori di prodotti multimediali con riguardo ai dati personali che possono essere raccolti,trattati per controllare scelte di consumo e usi non espressamente autorizzati dai detentori dei diritti, in contraddizione con l’art. 8 della Convenzione europea dei diritti umani e in contrasto con la normativa europea sui dati personali, per di più, apparentemente, senza avere raccolto sul punto le opinioni delle associazioni dei consumatori come dei Garanti europei sul trattamento dei dati personali ;

5) La Direttiva si pone apparentemente in contrasto con la convenzione sul Cybercrime del 2001 (sottoscritta proprio dall’Unione Europea) all’art. 10 in tema di violazioni al copyright quanto a contenuti e eccezioni che gli Stati possono prevedere ;

6) La Direttiva non istituisce né suggerisce la specializzazione per le forze di polizia e per la magistratura anche di fronte ad un fenomeno criminale come la contraffazione organizzata dalla criminalità analogamente con quanto avviene per il contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali, finendo per affidare (solo) ai soggetti privati un ruolo improprio ed in potenziale conflitto di interessi, specie con riguardo a fenomeni articolati come le importazioni parallele ;

7) La Direttiva non è utile ai singoli Stati, per come è stata concepita, né introduce tecniche di indagine nuove o particolari forme di effettiva cooperazione europea basate sul controllo delle importazioni e sulla elaborazione dei relativi dati nell’ambito del mercato europeo, mancano per esempio strumenti specifici di indagine che ben avrebbero potuto costituire un effettivo deterrente per le pratiche effettivamente criminali (controlli sui dati fiscali e di importazione) ;

8) La Direttiva, unificando contrasto alla contraffazione e abusi in materia di copyright finisce per confondere pericolosamente i due fenomeni e rischia di attenuare, e non di rendere più efficace, il contrasto alla contraffazione criminale : sarebbe utile, ma non vi è stata, una distinzione che chiarisca espressamente che essa si applica alle violazioni del copyright solo, come sarebbe utile e logico, quando essere riguardano la produzione commerciale di prodotti multimediali contraffatti, comunque distribuiti;

9) La Direttiva non è stata preceduta da una completa analisi economica e sociale del fenomeno della contraffazione, risultando evidente che, come dimostra proprio l’esperienza italiana dove dal 2000 sono state introdotte sanzioni penali e amministrative già in linea tendenzialmente con le nuove prescrizioni, che l’inasprimento delle sanzioni non ha comportato alcuna diminuzione delle statistiche riguardanti proprio la contraffazione e le violazioni del copyright ;

10) La Direttiva non istituisce centri indipendenti e istituzionali di analisi, referenti dell’Unione e semmai collegati organicamente con il mondo della ricerca, ai quali affidare l’analisi del fenomeno e della sua evoluzione in ambito nazionale ed europeo, in rapporto alle concrete realtà della evoluzione dei metodi del commercio e delle tecnologie analogamente, ad esempio a quanto è stato previsto proprio in materia di criminalità e sicurezza informatica.

— Il testo della relazione IPRED 2 al parlamento europeo.
— La biografia di Giuseppe Corasaniti.
— La pagina di Adiconsum che sta combattendo sul tema.
— L’iniziativa di Altroconsumo.
— Il post sul tema del Casalingo di Voghera.

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23
Apr 07

TV Interattiva? C’è già e la gente la usa: ma con un PC collegato ad Internet.

E’ da quando il web è diventato fenomeno di massa che si stanno misurando le interferenze che questo nuovo medium ha con la cara vecchia televisione. Oggi siamo arrivati ad un punto dove gli ascolti televisivi vengono progressivamente erosi dal tempo speso sulla Rete. Abbiamo più volte ricordato le 7 ore a settimana di TV in meno misurate dal Ofcom in Inghilterra per i giovani tra i 18 ed i 24.

Time spent on other media

Ma oltre a togliere progressivamente audience alla televisione il web le ha anche regalato un sogno vecchio di decenni: l’interattività. Non sto parlando del MHP, di Open TV o di tutti quei presunti standard che non hanno avuto modo di affermarsi come strumenti per arricchire il palinsesto, ma proprio del web. Qualche anno fa negli USA si misurò un dato impressionante: oltre il 30% delle persone che guardano la televisione hanno un computer acceso e generalmente a portata di mano. Nuovi dati sembrano rafforzare questa tesi. Nielsen//NetRatings ha misurato ad esempio che il traffico dei siti dei principali network televisivi nord americani cresce in maniera significativa durante il prime time. Il caso più clamoroso è quello di NBC.com che ha oltre il 40% del traffico giornaliero concentrato durante le 3 ore del prime time televisivo. Da una misurazione effettuata da BIGResearch, riportata nel grafico di eMarketer in testa a questo post, emerge che oltre 100 milioni di americani guardano la televisione mentre sono in Rete. E’ un dato veramente impressionante (anche se intuitivamente era noto da tempo). Il problema è cosa fa le gente su web mentre guarda la televisione? Molti fanno altro, usando la TV semplicemente come sottofondo. Molti invece interagiscono. I dati in questo caso sono frammentati e, soprattutto, custoditi gelosamente dai vari Network ma per capire quanto sia rilevante il fenomeno è sufficiente osservare come sta cambiando il modo di fare TV.

couch

Sempre più quiz, reality o trasmissioni d’intrattenimento chiamano gli spettatori all’azione proponendo in sovrimpressione indirizzi web dove poter interagire. Votare, commentare, rispondere, iscriversi sono solo alcune delle azioni che gli spettatori sempre meno “couch” compiono durante le trasmissioni. E, magia, senza che nessuno standard aggiuntivo sia stato specificato e senza che nessun decoder interattivo sia stato necessario. La TV interattiva esiste eccome, ma è data dal semplice mix tra la televisione ed il web. Qui da noi, nel terzo mondo tecnologico, usiamo pesantemente gli SMS per lo stesso scopo. E funzionano molto bene, peccato che gli imbambolati spettatori trascurino un piccolo particolare: perché dover spendere 1/2/5 euro per esprimere un proprio parere quando lo si potrebbe fare con risorse già a disposizione? Per un insieme di motivi. Innanzi tutto gli SMS sono tutti Premium e quindi appunto costano, facendo guadagnare anche 200K a puntata i principali show. Quindi valendo il principio che finchè si può mungere lo si deve fare, questa pratica non morirà di certo a breve. Tanto per la gente spendere 1 o pochi euro è “praticabile” (peggio per loro). Altro motivo, forse l’unico ad onor del vero, è la bassa diffusione delle connessioni flat e del WiFi: con Internet always-on ed un portatile in WiFi il problema non si porrebbe neanche, ma qui da noi questa è una condizione piuttosto rara.

Quindi, finché gli SMS saranno il sistema più semplice e profittevole questo rimarrà. Sta di fatto in ogni caso che fare interattività con la TV ha molto senso: la gente lo vuole fare, e lo fa. D’altra parte non stiamo di certo a stupirci se il conversare, il partecipare sia un elemento importante e quindi ben accolto ogni volta possibile. Viva quindi la TV interattiva ma che si arrivi finalmente a capire che non serve molto altro se non un PC e/o telefono.

– La ricerca di eMarketer.

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22
Apr 07

I pirati della Silicon Valley, gentilmente offerto da Google Video.


Questa domenica vi propongo un intero film, offerto da Google Video (finché dura, è anche scaricabile): “I pirati della Silicon Valley“. E’ in lingua inglese, e merita di essere visto con attenzione. E’ la storia, leggermente romanzata, delle origini di Apple e Microsoft alla fine degli anni settanta. Per chi non ha avuto modo o non ha voglia di leggere i tanti ottimi libri che son stati scritti sul tema, questo è un buon sunto per capire come effettivamente sono andate le cose all’inizio dei tempi moderni. E, si sa, chi ben incomincia è a metà dell’opera (vero Bill?). Buona visione!
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21
Apr 07

Ragionando con Robin Good sul presente e sul futuro della Net TV in diretta su Internet. La video intervista.

La diretta in streaming su Internet è oggi un’altra delle grandi realtà che la rete a banda larga ci consente di attuare. Ma, l’abbiamo sempre detto, la diretta è un concetto molto distante da quelle che sono le abitudini emergenti dei nuovi spettatori Net TV. Il modello che sta prevalendo è quello non lineare dove è cioè possibile vedere qualsiasi cosa quando e dove si vuole. Per questo i Podcast Video, o la modalità Web View, sono la scelta che sempre più persone fanno per guardare i loro contenuti. Chi invece guarda la TV classica, soprattutto negli USA, si sta spostando verso l’uso sempre più frequente di dispositivi PVR che consentono per l’appunto la registrazione di qualsiasi evento con la possibilità quindi di una visione differita. All’ultimo Open Camp di Roma abbiamo avuto una prova di Net TV in diretta realizzata con pochi ed economici mezzi da Robin Good. Per capire come lui vede la diretta Net TV e quali potenzialità ha secondo lui per il futuro ho voluto scambiare quattro chiacchiere in video. E come sentirete anche il modello che Robin ha in testa è tutto orientato sulla lunga coda della fruizione, ovvero sulla possibilità da parte di chiunque di vedere il video quando e dove vuole (una volta pubblicato). La registrazione è avvenuta con SKYPE il video è quindi pessimo (pieno di interruzioni) e l’audio è appena decente. Prendetelo quindi più come un Podcast Audio con qualche immagine di sottofondo. Ciononostante credo che la chiacchierata che ne è venuta fuori meriti 8 minuti della vostra attenzione.

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19
Apr 07

I videogiochi contaminano la TV: nuovo format di Endemol ed Electronic Arts.

La gente sta cominciando a passare più tempo online di quello che spende a guardare la TV. Entrambe i mercati sono attualmente importanti, e questo ha enormi implicazioni per i creatori di contenuti”. Queste le parole di Peter Bazalgette, niente meno che il Chief Creative Officer di Endemol, ovvero il “capo dei creativi” di una delle più importanti società al mondo per la creazione di format televisivi.

Questa dichiarazione è stata rilasciata durante la presentazione del nuovo progetto che unisce il gigante dei videogiochi Electronic Arts (EA) a Endemol nella prima straordinaria ibridazione tra il mondo dei games e la televisione. Il progetto si chiama Virtual Me e prevede che gli utenti possano creare un loro Avatar (alter ego virtuale) dentro un apposito videogioco sviluppato da EA per vedere poi il personaggio partecipare all’interno dei format televisivi di Endemol. Il primo esperimento sarà nella prossima edizione del Grande Fratello (USA/UK), niente meno. Non si conoscono i dettagli ed io personalmente faccio fatica ad immaginare altro se non un personaggio stile Second Life che appaia sugli schermi del Grande Fratello a regalare un minimo di “conversazione dal di fuori dalla casa”; ma confido che lo schema d’ingaggio architettato sia decisamente più complesso. Gerhard Florin, vice presidente di EA, ha descritto il progetto come “una forma ibrida d’intrattenimento che porta il gioco oltre le console“. Nulla di più è dato sapere ma di certo visti i nomi in gioco possiamo aspettarci che la TV per come la conosciamo andrà a subire un altro importante scossone.

– La notizia su Yahoo! News.

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19
Apr 07

Multimedia Manifesto, la dichiarazione di guerra in video di Cho Seung-Hui il Killer della Virginia University.

Cho Seung-Hui è il nome di quel abominio del genere umano che ha massacrato 32 studenti alla Viginia University prima di porre fine alla sua esistenza. Ciò che però aggiunge orrore all’orrore è che Cho qualche giorno prima del massacro aveva preparato un Manifesto Multimediale girando circa 10 minuti di video Quicktime che ha poi segmentato in 27 micro pillole. Ha confezionato quindi un DVD inserendo anche diverse sue foto. Circa 1 ora e 45 minuti dopo aver ammazzato le prime due persone, e pochi minuti prima di completare l’opera uccidendone altre 30, si è tranquillamente recato all’ufficio postale di zona spedendo il DVD alla NBC.

Per un errore nella compilazione del codice postale il plico è arrivato solo oggi e, naturalmente, quasi tutto è finito online. All’agghiacciante video girato con un cellulare che documenta alcuni attimi della sparatoria (in testa a tutte le classifiche di view) si aggiunge quindi questo orrore multimediale che grazie alla rete sta facendo il giro del mondo.

— I video del Multimedia Manifesto di Cho.
— Il video della sparatoria alla Virginia University.

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