La RAI ha inviato una richiesta di takedown a YouTube, Libero Video e DailyMotion per i contenuti di sua competenza.

200703262254 Anche in Italia qualcosa si muove. Ed è guarda caso la RAI che per prima sta cominciando a proteggere le sue proprietà dagli speculatori senza confine. Una richiesta di takedown è stata formalizzata nei confronti di YouTube, Libero Video e DailyMotion affinché vengano eliminati tutti i contenuti di competenza protetti da copyright. Dopo il clamoroso esempio di Viacom (100.000 takedown su YouTube accompagnata da una richiesta di risarcimento danni di 1.5 miliardi di dollari) la macchia si sta rapidamente espandendo, ovunque.

Rai, che in queste ore sta lanciando il nuovo portale Rai.it, e che prossimamente ci regalerà il nuovo promettentissimo Rai.tv, sta facendo quello che tutti dovrebbero fare: proteggere ciò che gli spetta offrendo al contempo delle alternative altrettanto valide, se non ancor di più. D’altra parte quei contenuti, quel marasma di video uploadati su YouTube da migliaia di utenti, non possono stare li. E soprattutto non possono essere motivo di sfruttamento commerciale da parte di YouTube. Certo, se le richieste di takedown non fossero accompagnate dalla costruzione di alternative avremmo letto questa mossa sotto una luce completamente diversa. Ma tant’è, le alternative ci sono, e questa volta sembrano essere davvero convincenti.

Parliamoci chiaro YouTube è completamente uscita fuori dal seminato, e con lei tutta Google. Che speranze hanno? Quali sono il loro piani? Tutti gli accordi che si pensava potessero essere stipulati sono saltati. Gli unici due broadcaster che reggono sono BBC, che però ha fatto accordi con mezzo modo, e CBS. Entrambe comunque usano YouTube solo per programmare dei teaser di loro contenuti, e poco più.

TV Cosa rimane a YouTube: gli user generated content. Ma quali? Al momento non c’è nulla che faccia pensare che Google abbia la possibilità di indirizzare una politica editoriale in questo senso. Rimarremo quindi con milioni di mini filmini girati con i cellulari, senza ne capo ne coda. Tutto fa brodo, ok. Potere alla democrazia, ok. Ma i filmini girati con i cellulari non durano molto.

Chi ha capito le potenzialità della Net TV, RAI compresa, la distribuzione in rete dei propri contenuti se la farà da sola. Inclusa, e questo è il punto, la raccolta pubblicitaria: rigorosamente da non spartire con nessuno. Tanto meno con YouTube.

MTV, anche in Italia, è allineata, la RAI sembra aver preso il treno giusto. L’unica che rimane fuori è Mediaset che può ben augurarsi di avere più puntate de Le Iene su YouTube perché tanto di alternative valide non ne ha, e se continua cosi non ne avrà mai. Tutti gli altri sono partiti, a piena velocità, verso la nuova frontiera Net TV, tutta da sperimentare, tutta da scoprire, dove però bisogna esserci per capire. Chi crede che rimanere indietro non conta, perché tanto basta avere i soldi, si sbaglia di grosso. Cosi come si sbagliarono quelli che intorno all’anno 2000 credettero di poter salire sul treno Internet solo buttando ingenti quantità di denaro sul tavolo. Per fare Net TV servono le teste, a tutti i livelli. Serve sperimentare, serve sbagliare, perché solo sbagliando è possibile imparare. L’arroganza nella difesa delle proprie posizioni non serve a nulla, bisogna aprire gli occhi e cominciare a remare, sapendo che bisognerà cambiare tanto, a partire, come ha fatto Viacom, dai super vertici delle aziende.

Nel mentre ditemi voi se il mio ragionamento su GooTube (Goole + YouTube) non prende sempre più senso. Andare su YouTube non sembra più essere la soluzione a tutti i mali. Ognuno va giustamente per la propria strada. Il rischio, sempre più reale, è l’iper frammentazione dei “portali video” e dei video podcast. Quello che manca è un motore di ricerca unico per tutto questo.

Manca Google, e Google con YouTube si è tagliata le gambe da sola.

Technorati , , , , , , , , , , , , ,

29 thoughts on “La RAI ha inviato una richiesta di takedown a YouTube, Libero Video e DailyMotion per i contenuti di sua competenza.

  1. Il takedown di Viacom e' stato un boomerang… A sua volta è stata denunciata poiche' ha imposto di rimuovere video che con i loro diritti avevano poco a che fare…

  2. Ciao Tommaso,

    con merito hai raccolto in poche aspetti cruciali di questa tematica, Youtube/calderone di contenuti/le majors/i broadcasters. Sono convinto che chi resta indietro sia penalizzato e vedo anch'io che ogni broadcaster sta pensando bene di crearsi la propria net TV, per portare utenti sui propri siti anziché su youtube che ci fa i soldi.

    Credo però anche un'altra cosa. Youtube è un riferimento molto forte. Tu vai li perché trovi tutto, perché gli altri ti trovano. Non ci sono solo filmati inutili fatti con il telefonino ma anche video meravigliosi (Repubblica ha pubblicato oggi l'articolo sui 7 oscar di youtube), video introvabili (registrazioni di nicchia fatti da un utente). Siamo sicuri che potrò trovare brani video che interessano me e solo altre 10 persone sul portale RAI.TV?

    E' giusto fare concorrenza a Youtube ma secondo me non bisogna disperdere le forze trovare strade alternative. Alla gente fa comodo avere pochi motori di ricerca enormi e funzionali dove trovare tutto. Forse se Youtube redistribuisse parte dei guadagni ai broadcaster sarebbe meglio. Gli utenti hanno fatto upload di 50 contenuti RAI, la RAI ha diritto a un contributo da parte di Youtube. Che ne dici?

  3. Max dice:

    […] Gli utenti hanno fatto upload di 50 contenuti RAI, la RAI ha diritto a un contributo da parte di Youtube […]

    ehm… è un po' complicato… così la RAI assume uno che mette su i contenuti su YT e ci guadagna? uhm…

  4. Ciao Max sono totalmente d'accordo… Nel nostro caso contiamo 2 takedown in 2 anni di attivita'. Il perche'?… Perche' ormai il mediacenter realizza cifre importanti e per loro avere un link gratuitamente e che gli porta dai 1000 ai 2000 refer al giorno e' conveniente. Ti potrei fare molti esempi , abbiamo centinaia di richieste per nuove web-radio e tv ma anche li cerchiamo di filtrare.

    Credo che si possano fare gli stessi ragionamenti per Youtube elevati al cubo.

  5. La verità è che io adoro YouTube, lo uso con una frequenza impressionante, trovandoci dentro del materiale meraviglioso. Ed è proprio per questo motivo che sono terrorizzato da quello che sta accadendo e dalle politiche di Google.

    Io credo che esistano delle evidenze inconfutabili:

    a) il materiale sotto copyright deve essere tutelato, non è ammissibile che qualcuno faccia soldi sfruttando ciò che non può. Questo è un principio universale, che va fatto rispettare sempre e comunque. Possiamo naturalmente sindacare su quanto sia corretto, giusto, saggio, profittevole il voler mettere determinati materiali sotto copyright, e di quanto licenze come CC siano benedette per questa nuova era di condivisione globale. E ancora di quanto sistemi come i DRM siano assurdi nella loro concezione attuale. Possiamo e dobbiamo discutere di questo. Ma non può essere messo in discussione il fatto che se io produco un mio documentario, e non lo voglio condividere, questo sia un mio diritto che va tutelato. Tu non puoi prendere la mia roba, rimpacchettarla, e venderla. Non lo puoi fare, e questo principio va difeso ad oltranza.

    b) Google non è un editore. Non è dato sapere se YouTube lo diventerà mai, ma non credo sia la politica del gruppo. Quindi gli awards, che avevo segnalato con apprezzamento, sono un modo furbo per far vedere che dentro hanno anche molto materiale di qualità. Ma quel materiale, quei video, quelle produzioni, non hanno nulla a che fare con YouTube, che si è limitata ad indicizzarle, distribuirle ed in questo caso a "classificarle". Per questo apprezzo molto più servizi come Blip.tv, che oltre ad indicizzare e distribuire, aiuta i produttori nella loro opera, offrendo loro una piattaforma capace di valorizzarne gli sforzi.

    c) Abbiamo bisogno di un motore di ricerca dei video. Ne stanno nascendo a dozzine, alcuni anche molto interessanti. Perdersi tra i motori di ricerca era un'esperienza tipica dell'era pre Google, molto più democratica e stimolante, ma spesso meno efficace e quindi frustrante. Abbiamo bisogno di un Google per i video, e secondo me Googe ha fatto un clamoroso errore nel distaccarsi dal suo percorso: vogliono fare pubblicità anche dentro i video, lecito. Anche perché AdWords/AdSense è un sistema formidabile. Ma c'era secondo me un'altra strada da tentare rispetto all'acquisizione di YouTube: bastava indicizzare tutto lo scibile video, offrendo a chi desiderava entrare in AdSense un "embbedder" dei video. In pratica ricalcando quanto già fatto per il web. Hanno voluto invece prendersi una fetta più grande e a mio giudizio hanno sbagliato.

    Capisco bene, e sono il primo ad "approfittarne", che un mondo all-open-all-free sarebbe meraviglioso, ma sappiamo tutti bene che non ha senso rinchiudersi in un'utopia. Quindi è bene trovare soluzioni ragionevoli, costruendo alternative reali. Quello che sta facendo RAI credo vada in questa direzione. Non dimentichiamoci che la RAI ed i suoi contenuti, sono un patrimonio nazionale, pagato con i soldi di tutti (con i miei di sicuro). Io non voglio che qualcuno se ne approfitti, ma pretendo che mi si offra un servizio d'eccellenza. Chiudo rispondendo a Pierluigi, capendo la sua posizione, ma ricordandogli che in realtà Viacom dopo il takedown ha dichiarato di aver incrementato il traffico verso i propri siti video di oltre 30 punti percentuali. Tuto da verificare, ma ha molto senso.

  6. Tommaso ti do pienamente ragione. Parliamo esattemente delle stesse cose… Ma non credi che il diritto d'autore ormai sia superato, recentemente il creatore del DMCA ha rinnegato la sua creatura. Io non metto in dubbio che la RAI debba difendere il proprio lavoro, ma insisto dicendo che spezzoni di 10 min. di filmati non gli creano alcun fastidio in termini di immagine. La RAI e' sempre la stessa che diffido' la nostra attivita' a non diffondere alcuna immagine ne addirittura linkare siti web per concorrenza sleale(?)… E' giusto che cose che io produco decida io dove vengano viste… ma qui voglio ricordalo si parla di internet. Tolto da una parte riappare dall'altra in meno di 1 giorno. Il portale RAI credo abbia utenza a sufficenza per campare degnamente,o il futuro sara' che faranno cancellare tutti i riferimenti da google? E cmq non si parlava di possibilita' di inserimento video tramite codice embededd nel rispetto dei diritti internazionali. Sono aumentati di 30punti in % perche' evidentemente han capito che i tempi erano maturi per far migrare tutta l'utenza verso di loro, poi bisogna vedere se riescono a mantenerla. I servizi dei broadcasting sono normalmente penosi, limitanti ,e strutturati in modo da obbligare l'utente ad accendere la scatola magica… Vedi Mediaset che blocca la visione di scherzi a parte per problemi di copyright a me pare molto ridicolo … diritti o meno.

  7. Blip.tv è un piccolo gioiello.

    Permette di avere accesso diretto al file (quindi volendo puoi usare il tuo flashplayer preferito sul tuo sito).

    Permette l'upload in diversi formati e non avviene una conversione automatica come su YT (quindi scegli tu la qualità del tuo video e quella rimane)

    Prevede la pubblicazione sotto licenza CC.

    La gestione delle statistiche è in continuo miglioramento.

    Speriamo che continui su questa strada.

  8. Io sono perfettamente d'accordo con voi. D'accordo sulla questione diritto d'autore: deve campare, sia si tratti di Spielberg, sia si tratti di quel genio che è andato in giro a distribuire abbracci. Un filmato visto se non sbaglio da 7 milioni di persone. Il Creative Commons è una cosa da salvaguardare, tutto è open, ma nulla è open. Anche queste cose che stiamo dicendo nei commenti rappresentano opinioni, competenze, rappresentano un potenziale capitale intellettuale.

    Tutto questo per dire, e qui tento una provocazione: la produzione televisiva passa per ideazione e produzione format, realizzazione (questi primi due non è detto che siano i broadcaster), vendita dei diritti dell'emittente, l'emittente trasmette e ottiene introito da pubblicità o da canoni di abbonamento. Nel caso di trasmissioni in chiaro il ciclo è esaurito. Cosa dovrebbe ancora guadagnare il broadcaster?

    Cosa significa dover rivendere un archivio on demand? Non è vendita di contenuto, me l'hai già venduto. Al massimo di servizio (gestione dei server, redazioni, cms online, ecc). E allora se il broadcaster (e risalendo tutta la catena di produzione) hanno "venduto" la trasmissione alla gente, che differenza farebbe per me consumatore "rivedermi" un programma sulla web TV della RAI, piuttosto che su Youtube o piuttosto che su un hard disk di 10 miei amici collegati con me con Emule?

    La concorrenza loro la dovrebbero fare sul servizio on demand. Non sulla rivendicazione di un contenuto già venduto.

    Sarò un po' estremo… ma qua le cose stanno cambiando molto velocemente e i nostri vecchi schemi non funzionano più.

  9. Il fatto che YouTube stia perdendo quanto di buono seminato finora è sotto gli occhi di tutti, la stragrande maggioranza delle Major chiede il takedown dei propri materiali spesso congiuntamente ad una penale pecuniaria da corrispondere. Tutto ciò a mio avviso porta ad una principale conseguenza:

    – gran parlare del "sueing" ovvero della denuncia, e quindi Marketing gratis per la major che difende i propri diritti e Marketing gratis per YT ma in questo caso la percezione che ho è che sia un marketing di tipo Evil…ovvero stia lentamente rovinando l'immagine di un portale che fino alla fine dello scorso anno avrei difeso a spada tratta (Larry e Sergey non dicevate "don't be evil"???)

    La scelta di RAI è secondo me corretta ed effettuata con un ottimo timing…tutti a parlare della denuncia di RAI a YT (secondo me anche i tg la citeranno a breve)…e tra qualche tempo nascerà appunto RAI.TV…cosa di meglio di diffondere la voce ancor prima della nascita del pargoletto?

    E poi in ultimo voglio dire una cosa sul Copyright, è un diritto universale e per ottenerlo il proprietario solitamente spende dei soldi (ideazione, produzione, marketing, registrazione del contentuo o del marchio) quindi è molto scorretto il fatto che qualcun altro "munga la sua vacca" al posto suo..

  10. @Max, la tua provocazione è molto pertinente. Se vuoi assomiglia molto ai discorsi che si fanno per Telecom Italia, nata con i soldi raccolti dal nostro popolino in anni di sacrifici, svenduta "in fretta" e sicuramente male, con il perseverante problema di continuare a far pagare a tutti ciò che già è stato pagato. Se mi chiedi i soldi, tassandomi, per le telecomunicazioni, come mi giustifichi il costo del canone telefonico o ADSL? Non puoi dirmi che devi pagare una struttura che abbiamo già pagato. Lo stesso per il canone RAI, pagato quello è mio diretto vedere i contenuti da qualsiasi piattaforma.

    La questione dei diritti TV è però decisamente più spinosa. I contratti di licenza sono molto specifici e racchiudono moltissime insidie. Un diretto pagato per una piattaforma semplicemente non esiste per un'altra. E la composizione di un programma TV è talmente complessa, molto spesso, da rendere impossibile un approccio generico. Questo in ogni caso non deve poter consentire ai signori "dont be evil" di farci soldi sopra.

    Io piuttosto continuo a dire, e ci tornerò, che l'abbonato RAI dovrebbe essere tutelato, e che tutti i contenuti da lui regolarmente pagati devono poter essere disponibili su tutte le piattaforme ed in tutte le modalità che la modernità prevedere. Ma questo dovrebbe essere un privilegio ad esclusivo appannaggio degli abbonati. Se il discorso rimane: paghi o non paghi tanto è uguale, allora la tutela delle piattaforme di distribuzione e dei relativi diritti di sfruttamento, prenderà sempre la forma che stiamo vivendo. A differenza di SKY che prevalentemente impacchetta, RAI che è forte (sperimo lo torni ad essere a pieno) anche nel produrre, potrebbe concedere libero e pieno uso dei suoi contenuti: scarichi, copi, masterizzi, mixi e remixi: te li vedi dove vuoi e quando vuoi. Ma solo se hai pagato, se no si sarà sempre costretti a dare una botta al cerchio ed una alla botte.

    @Nannolino, Blip.tv è eccezionale. Ha un solo difetto a mio giudizio: non ha una formula PRO che consenta la gestione in proprio dell'ADV. Esser costretti al 50 e 50 con una raccolta pubblicitaria USA Only, per noi è una condanna.

  11. Se voi credete che l'immagine di YT o Google sia minimamente scossa da queste azioni non avete capito nulla, francamente parlando. Se con Viacom la risposta e' stata "non ci interessa nulla", per la Rai sara' del genere "ah perche' cose' la rai?…

    O ci diamo una mossa e guardiamo aldila' del nostro paese o saremo sempre provinciali…. ognuno a difendere il proprio orticello.

    Per quanto riguarda i diritti, ripeto che tutti voi avete ragione, ci lavorate e dovete tirare su la pagnotta.. ma tutto cambia , e anche questo lentamente cambiera'. Se la Rai pensa di avere un grande nome anche in rete, puo' scordarselo… sara' uno dei tanti… internet purtroppo e' cinica.

  12. come può uno scoglio arginare il mare…. prendo spunto da questo centrato verso per dirvi che Rai vuole trovare una sua strada per sfruttare queste piattaforme (YT, GV, Libero, Alice, etc) per impostare degli accordi che consentano da un lato di governare il processo di upload contenuti senza rischiare il caso Sanremo e dall'altro provare a sfruttare tali fenomeni per generare traffico e brand awareness di Rai.tv e ricavi pubblicitari con brevi spot video in testa ai contenuti.

  13. Domanda: se esistesse il motore di ricerca video ideale, perfetto "a costruzione di reputazione con modalità condivisa" ci interesserebbe, come fruitori, "dove" fisicamente si trovano i video? NO

    Troveremmo lecito guardarli entrando nel sito di chi li possiede?SI

    Sapete cosa penso? Penso che gli editori dovrebbero unirsi ed investire in 2 grandi progetti: un motore di ricerca video ben fatto e con metriche tutte nuove, un sistema di gestione dei diritti interoperabile da mettere a disposizione di chiunque voglia proporre un suo contenuto.

    Anche questo significa fare l'editore nel mondo digitale.

    Certo google avrebbe potuto crescere in questo senso, perchè non l'ha fatto? Perchè ha pensato di prendere una scorciatoia e si è alleata con un luogo (you tube) dove utilizzando a suo piacimento prodotti altrui può vendere pubblicità. C'è valore aggiunto in tutto questo? Non credo.

  14. Il ragionamento dal punto di vista RAI non fa una piega, mentre YouTube et similia potrebbe diventare una piattaforma per diffondere ad esempio branded contents come alternativa alla pianificazione pubblicitaria. Rimane da vedere la cosa secondo gli economics di YouTube che come ben scrivi, non sono così certi.

    • The Twilight Series by Stephenie Meyer, of course.THat is..-Twilight New Moon Eclipse Breaking DawnOR Beyonfd The Reflections Edge and Eternity’s Edge by Bryan DavisYOu could also try some of these: Speak by Laurie Anderson, Dead Girls don’t write Letters by Gail Giles, or What hapneped to Cass McBride? by Gail GilesAnd ..MY ALL-TIME FAVORITE BOOK, Thirteen Reasons Why by Jay Asher

  15. Perdonate la battuta ma seguendo questo ragionamento google dovrebbe chiudere il suo motore di ricerca no? Anche sul search i mascalzoni di mountain view "sfruttano commercialmente" i contenuti altrui: Oppure mi sfugge qualcosa? Saluti.

  16. Intanto stimolare un pò Google a fare meglio non sarebbe male. Io poi non ho detto che il motore di ricerca dovrebbe essere senza pubblicità. Anzi dato che diventerebbe la nuova EPG potrebbe raccogliere gli investimenti degli stessi editori per pubblicizzare i loro contenuti (trailers). Anzi più ci penso più mi sa che sarebbe un business niente male! Varrebbe la pena farsi 2 conti. Tommaso che ne dici?

  17. ..Secondo me Google dovrebbe concentrarsi su quello che fa meglio: la ricerca delle informazioni. Per i contenuti multimediali in particolare, c'è ancora tantissimo lavoro da fare. Per esempio organizzare la ricerca tra tutti i portali di videosharing, che dovrebbero mettere a disposizione le proprie API (o adottare un sistema standard realizzato da Google) per indicizzare i contenuti semanticamente: per lingua, parole chiave, categorie… Una cosa così complessa che le migliori menti hanno difficoltà ad affrontare singolarmente, ma per una società

    come Google rappresenterebbe un task possibilissimo. I proventi li avrebbe (anche) sul prezzo che le varie RAI, BBC, NBC pagherebbero per essere incluse.

  18. @Alex Concordo pienamente con te. Anche io ho letto stamattina l'articolo che citi. Certo la cosa e' affascinante ma ha bisogno di una grande intelligenza collettiva….. il primo che trova la chiave fa boom!

  19. ciao io non sono un esperto di televisione, però vorrei aggiungere un punto che non mi sembra sia uscito, se non incidentalmente con i riferimenti di Max alla chiusura del ciclo e di Tommaso a Telecom Italia: che la RAI è servizio pubblico

    se è sacrosanto che "tirino giù" i contenuti protetti da copyright, non mi spiego invece perché non aprano gli archivi storici. quello è materiale dei cittadini, e se la RAI è autorizzata a farne sfruttamento commerciale, noi abbiamo il diritto di accedervi. e invece no. avevo scritto un post su questo tema, e su un'iniziativa google con i national archives americani, un annetto fa
    http://www.infoservi.it/dblog/articolo.asp?artico

    un altro tema importante – lo sappiamo tutti – credo quindi sia la durata dei diritti stessi. negli USA finisce sempre che quelli di topolino diventano sempre più lunghi – cos'è ora, 70 anni? quel maledetto topo vivrà più di me, accidenti :)

    nel frattempo però perdiamo grandi pezzi di cultura, magari di nicchia (penso sempre a pasolini come esempio) ma che proprio per questo potrebbero avere la loro ottima espressione – con relativi ritorni economici per la RAI – in questi tempi di coda lunga… no?

  20. Di fatto rai.tv e youtube hanno video diversi e non sono in concorrenza. Non vedo come youtube possa minacciare rai.tv e soprattutto non credo proprio che rai.tv possa sostituire youtube, neanche tra 5 anni.

  21. Fantastici ragazzi… semplicemente fantastici… mi sto sbellicando dal ridere :)

    Non è sarcasmo! La discussione che avete messo in piedi è estremamente attraente; mi viene da ridere pensando alle volpi che richiedono takedown a destra ed a manca. Chi di copyright ferisce, di copyright perisce. Oggi tocca a YouTube, domani sarà il turno di RAI. Si stà cercando di cavare il sangue da una rapa…. rapa che è si mutogena (o mutagena? o mutante come le tartarughe ninja?), ma mai tirerà fuori sangue! E' come cercare di difendersi dai faser dei Borg rimodulando gli scudi… ma quelli sono una mente collettiva che ne sa una più del diavolo… e più rimoduli gli scudi, più quelli sparano di gusto, poi si teletrasportano e assimilano… Resistance is futile!

    Lo dimostra il fatto che, così, tanto a titolo d'esempio, al momento sulla testa di uno dei più grossi serbatoi di brevetti mondiali grava una multa di… se non sbaglio… 1,5 miliardi di dollari per aver usato senza consenso qualcuno dei brevetti contenuti nel "prodotto mp3".

    @Tommaso

    "Ma non può essere messo in discussione il fatto che se io produco un mio documentario, e non lo voglio condividere, questo sia un mio diritto che va tutelato. Tu non puoi prendere la mia roba, rimpacchettarla, e venderla. Non lo puoi fare, e questo principio va difeso ad oltranza."

    Ritiro la birra che volevo offrirti all'OpenCamp. Perchè una birra che pago a te è una birra in meno che bevo io. Diverso invece è il fatto che mi fa piacere discorrere sulle questioni che interessano entrambi, perchè una cosa in più che io dico a te è una cosa in più che tu dici a me… entrambi sappiamo 1 cosa in più. Lo so che conosci già il tema… tutti conosciamo già la differenza tra beni fisici e idee (opere, brevetti, conoscenza). Però quando si ragiona da autori (come fai tu in quel passaggio) si tende freudianamente a dimenticarlo… il che non sarebbe male se non fosse che tu (come me, e come qualsiasi altro essere umano) produci le tue opere con la stessa operazione con cui un barman fa un cocktail: prendi idee altrui, le sminuzzi, ne prendi la parte che ti sembra adatta/piacevole/consona/etc, le infili nello shaker e agiti con forza. Se non ci fosse la condivisione no-profit, non ci sarebbero idee for-profit. E a te autore nemmeno ti conviene pensare di difendere il tutto con un drm: secondo te, se tutto ciò che viaggia sulla rete è tracciato/misurato/accreditato in modo corretto, il bilancio ti torna favorevole? Secondo me spenderesti di più di quello che guadagneresti da un'opera… vogliamo scommetterci qualcosa? Ovviamente non scommetterei con l'autore di un blockbuster… ma il blockbuster sarebbe tale se non fosse l'unico ad essere sospinto (push push push) con il marketing?

  22. Pingback: m4ss.net

  23. Pingback: Divario Digitale

  24. Il copyright, per come è legislato ai nostri giorni, è non solo irrazionale, ma anche immorale.

    Trovo immorale che si possa campare di rendita sul lavoro fatto una sola volta nella vita, trovo immorale il poter accampare diritti sul lavoro di qualcuno fino a 70 anni dalla sua morte, trovo immorale ed irrazionale non consentire la libera rielaborazione di contenuti audiovisivi pagati con i soldi dei contribuenti (vedi canone RAI).

    Qualcuno di voi dovrebbe leggere Lessig. http://www.free-culture.cc/

    Ma tanto l'ostruzionismo e l'ostracismo delle major non potrà andare avanti all'infinito… l'informazione vuole essere libera, è una pura e semplice legge fisica.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>