YouTube Video Awards 2006. Un tentativo di YouTube per qualificare la sua offerta. Ma qual’è la strategia di Google?

YT VIdeo Awards

Qual’è il problema più evidente degli UGC? La qualità, naturalmente. Ormai lo ripetiamo da tempo. YouTube, che ha disperato bisogno di scrollarsi di dosso la sua natura di “pure UGC” per schiudersi rinascendo come Video Portal di qualità, ha scelto – tra le tante – anche la formula degli Awards. Il meccanismo adottato è identico a quello già messo in piedi per gli Spot del Super Ball, solo che questa folta sono stati messi in lizza i video più votati dalla comunità. C’è tempo fino al 23 Marzo per votare, per ognuna delle sette categorie presentate.

La formula ha funzionato molto bene a livello mediatico. La notizia è stata ripresa ovunque, sempre con un tono positivo. Ma io continuo a non capire dove andremo a finire. Se YouTube arriverà finalmente a fare la brava bambina, togliendo tutte le porcherie che ha dentro, e attivando la sua offerta di revenue sharing per i produttori di contenuti, rimarrà ancora così attraente?

Mi spiego. Una YouTube con tanti, tantissimi contenuti, tutti di qualità, sarebbe una grandissima conquista (soprattutto se venissero attivati i benedetti Podcast Video). Ma non stiamo in realtà tutti quanti usando YouTube come motore di ricerca sui video, piuttosto che come Network Net TV? Io credo di si, sono convinto che la vera potenza di un servizio come YouTube sia fare il Google dei Video. Dove a questo punto l’offrire una piattaforma di distribuzione ed advertising può tranquillamente diventare un servizio premium a pagamento.

Insomma ritorno a dire, secondo me Google dovrebbe fare Google anche per i Video: un bel motore universale dove si trova tutto. E questo è il cuore. Chi vuole può usare la piattaforma video per distribuire le proprie produzioni. YouTube diventa un Net Broadcaster, che aggrega produce, distribuisce e promoziona. La piattaforma AdSense for Video, dovrebbe quindi essere aperta a chiunque, come è oggi sul web, offrendo la possibilità a chi già offre servizi di distribuzione video online, di poterla integrare facilmente grazie a delle semplici API.

Io un quadro del genere lo vedrei più promettente e chiaro.

— Il sito degli YouTube Video Awards 2006.
— Il comunicato Stampa.

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